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Quanto (e come) si segna in Europa

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Quanto (e come) si segna in Europa

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I cinque grandi campionati europei vengono definiti tali per l’intrinseca presenza di rose costose e importanti club di livello internazionale. Oltretutto, un altro fattore imprescindibile per il corretto censimento di un torneo è il numero di squadre partecipanti – e appunto, quali – che portano a differenziare la Liga dalla Primeira Liga Portugueisa, la Bundesliga dall’Eredivisie o la Serie A dalla Jupiter Ligue del Belgio. Ne consegue che un gran numero di club e la loro annessa presenza di campioni aumentano il circuito del gol, indice di spettacolarità e attrazione dei tornei. Se la Premier League è la mastodontica lega che primeggia fra i suoi simili è anche grazie al numero di reti e di spettacolo offerto sui campi, come a sua volta si può registrare un crescente e dilatato miglioramento del campionato italiano per via dell’aumento della qualità sul campo. I gol sono certamente il pane del calcio e, soprattutto, un importante indicatore dei suoi principi.

Le statistiche odierne in riferimento ai gol fatti definiscono una gerarchia nuova rispetto agli ultimi anni. Attualmente il torneo con una media gol a partita più alta è la Bundesliga tedesca, in cui il capocannoniere è il centravanti dell’Eintracht Francoforte Luka Jovic con 14 reti in campionato. Gli altri leader delle rispettive classifiche marcatori nazionali sono Cristiano Ronaldo in Italia (19 reti), Lionel Messi in Spagna (21 reti), Sergio Aguero in Inghilterra (17 reti, primato che condivide con Momo Salah) e Kylian Mbappe in Francia (19 reti).

In Italia

In Serie A la media di gol per giornata è la terza fra i cinque maggiori campionati europei con un rapporto di 2,64 gol realizzati a incontro, preceduta solo da Bundesliga e Premier League (2,83) e avanti a Liga (2,56) e Ligue One (2,54). Nel nostro campionato l’effetto Cristiano Ronaldo ha aumentato notevolmente la qualità e l’appeal del torneo, e al di là della lettura calcistica che si può offrire di ciò, ci sono anche degli interessanti dati statistici. Lo scorso capocannoniere della Serie A – Mauro Icardi – aveva segnato a questo punto della stagione diciotto reti in campionato, una in meno rispetto allo score attuale di CR7; alle costole del portoghese quest’anno ci sono Piatek del Milan e Zapata dell’Atalanta, rispettivamente a quota 17 e 16 gol, e soprattutto Fabio Quagliarella, a quota 16 come il centravanti colombiano.

Il fatto che in Italia a inseguire i grandi centravanti dei top club siano attaccanti di squadre di medio piccola fascia – Piatek ha giocato metà stagione con il Genoa ora tredicesimo – vuol dire che nella crescita dei numeri realizzativi del campionato italiano un ruolo preminente lo stanno avendo proprio i giocatori meno attesi. I secondi marcatori della Juventus dopo Ronaldo sono Mandzukic e Dybala, e a fra i giocatori di movimento juventini solo sei bianconeri su ventiquattro non hanno realizzato nemmeno un gol. A Napoli, seconda forza del campionato, ci sono undici realizzatori su ventitré giocatori di movimento e, seppur in minor numero alla Juve, i giocatori che hanno segnato hanno realizzato almeno due gol ciascuno (tranne Hamsik, Rog e Albiol). Gli esempi di Juventus e Napoli riferiscono di come, anche in assenza di bomber – rispettivamente Ronaldo per la Juve e Milik per il Napoli – ci sia un collettivo che garantisca comunque un numero sufficiente di reti per avere una media gol importante. Per fare un ultimo esempio di poco fuori dall’elitè della classifica, la Lazio di Simone Inzaghi su ventisei giocatori di movimento ha dodici marcatori diversi, capitanati da Ciro Immobile con undici reti. Le cosiddette piccole squadre del campionato italiano stanno aiutando moltissimo la crescita del torneo grazie ai loro centravanti, che meglio di alcuni delle grandi squadre portano gol e fanno aumentare la media di reti a partita.

E’ effettivamente giusto affermare che la situazione è generalmente stata questa, cioè di pochi marcatori delle “squadre di provincia” e le rose dei grandi club pullulate di marcatori; adesso però i numeri sono aumentati e i marcatori delle piccole fanno sempre più capolino nelle prime posizioni. Per citare alcuni casi, fra i migliori realizzatori degli scorsi anni ci sono stati Kevin Lasagna (Udinese, settimo marcatore migliore dello scorso torneo insieme a Roberto Inglese e Iago Falque), Andrea Belotti (Torino, terzo miglior realizzatore della stagione 2016-2017), Leonardo Pavoletti (Genoa, quinto miglior marcatore stagionale nella stagione 2015-2016). La forza realizzativa dei campionati non è esclusivamente nei piedi di chi veste maglie importanti ma proprio in quelli di chi sta più in fondo, che con i propri gol aumenta il circolo dei gol di un torneo. Dunque, in questa lettura, la Serie A può vantare un buon numero di marcatori non di primissima fascia che accompagna i grandi bomber del campionato.

In Europa

In Germania la lievitazione delle marcature medie a partita è dovuta a un fenomeno simile a quello italiano. I primi cinque marcatori del campionato tedesco sono di quattro club diversi, di cui tre fra le prime quattro posizioni. In Spagna la diversificazione è ancora più netta perché oltre al Barcellona (rappresentato da Messi e Suarez) ci sono Siviglia, Girona e Eibar, squadre assestate in parti opposte l’una con l’altra in classifica. In Inghilterra la situazione è diversa poiché in testa alla classifica marcatori ci sono solo giocatori dei grandi club e per trovare un realizzatore che non giochi per una delle big six inglesi bisogna arrivare a Mitrovic del Fulham in undicesima posizione. La Ligue One ha una vetta caratterizzata dalla presenza di giocatori del PSG – tre su cinque – e dalla rivelazione Nicolas Pépé e Florian Thauvin.

In generale a incidere su questa media realizzativa ci sono tanti fattori: il campionato tedesco è caratterizzato dalla presenza di molti allenatori giovani e figure emergenti che stanno cercando di impostare un calcio diverso, più energico e spregiudicato, lasciando che le difese siano un po’ più scoperte. Inoltre, in ventidue giornate di Bundesliga ci sono stati solo dieci 0-0, il numero più basso fra i cinque maggiori tornei europei (in Serie A diciannove gare senza reti).

Dunque se prima si ritenesse la Bundesliga un torneo meno avvincente e senza lo stesso spettacolo di altri campionati bisogna ricredersi. La parziale sovversione in classifica dei rapporti di forza fra Borussia Dortmund e Bayern Monaco sta sfociando in un campionato più vivo e combattuto, con molta garra anche fra i club più basso per la lotta alla Champions League. I campionati tedesco e italiano stanno vivendo da alcune stagioni un periodo di progressiva crescita, che se in Italia si è costruita con la rivalità fra Juventus e Napoli dell’ultima stagione, in Bundesliga, tolto il dominio del Bayern, la crescita di un importante nucleo di giovani ha innalzato il livello del campionato e della spettacolarità delle partite. E non solo per quanto si vede in campo, ma anche per quanto si segna.

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ULTIM’ORA – Ansia Sassuolo: Berardi esce per infortunio contro il Verona

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Sassuolo berardi

Sfortunatissimo Domenico Berardi in Hellas Verona-Sassuolo. Il fuoriclasse neroverde è rientrato oggi da un lungo infortunio che gli aveva fatto saltare sei gare, ma è stato costretto al cambio per un nuovo infortunio. Dopo un rilancio errato di Montipò, Berardi ha controllato il pallone con il petto, ma ha poggiato male il piede al terreno e ha subito chiesto il cambio. La paura più grande è che si tratti di un problema al tendine d’Achille. Chiaramente serviranno accertamenti.

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Le parole di Baroni e Carnevali prima di Verona-Sassuolo

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Marco Baroni, allenatore dell'Hellas Verona - Serie A

Tra le partite più delicate di questo 27° turno di Serie A c’è indubbiamente il lunch match tra Verona Sassuolo, appaiate in classifica, ma con stati d’animo profondamente differenti. Nel pre-gara, ai microfoni di Sky Sport, si sono espressi al riguardo Marco Baroni, allenatore dei gialloblù, e Giovanni Carnevali, amministratore delegato dei neroverdi.

LE PAROLE DI BARONI

MASSIMA ATTENZIONE – “Dovremo affrontare tutti insieme questa partita, sia coloro che partono titolari, sia quelli che entreranno a gara in corso. Servirà un’attenzione massima per cento e passa minuti, il Sassuolo è conscio del momento che sta vivendo, ma rimane una squadra con grandi possibilità tecniche”.

TUTTE FINALI – “Da qui a maggio tutte le nostre partite saranno delle finali, e la squadra dovrà essere capace di restare sempre dentro la gara, mostrando compattezza anche mentale. Match come questi si risolvono spesso per le piccole cose, e dovremo essere in grado di curare anche i minimi dettagli”.

RESTARE IN PIEDI E CORRERE – “La squadra ha creato le condizioni per restare in piedi in un momento non facile. Adesso dobbiamo iniziare a correre per raggiungere ciò che sembrava impossibile”.

LE PAROLE DI CARNEVALI

BALLARDINI – “In un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo, Ballardini è il profilo adatto per dare la scossa giusta. La squadra ha dei valori, ma indubbiamente ha anche delle carenze; siamo fiduciosi nel fatto che il nuovo allenatore riuscirà a portarci ciò che è mancato prima”.

SERENITÀ – “Continuerò a presenziare agli allenamenti senza stravolgere nulla. Dobbiamo mantenere la serenità e l’equilibrio che non devono mancare in momenti come questo”.

BERARDI – “In undici stagioni di Serie A ci era già capitato un momento come questo, e chiamando Iachini quest’ultimo riuscì a portarci qualcosa di importante. Il ritorno in campo di Berardi può darci tanto anche all’interno dello spogliatoio, è il nostro campione ed è con lui che abbiamo portato a casa risultati e punti. Speriamo rientri in condizione nel miglior modo possibile”.

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Tempo di rinnovi in casa Genoa: si lavora per Bani e Badelj

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Mattia Bani Genoa Serie A

Il Genoa continua a lavorare sul fronte rinnovi, per blindare i suoi uomini più importanti e confermare la spina dorsale della squadra a disposizione di Alberto Gilardino. Domani sera i rossoblù sono attesi dal crash test di nome Inter. Il Grifone, tuttavia, è nella ristretta élite di squadre che sono riuscite a fermare i nerazzurri in questa stagione. Ma ora l’Inter è in piena ascesa e sembra inarrestabile.

Gilardino tenta l’azzardo e lo farà con due giocatori freschi di rinnovo. Johan Vasquez, importante difensore mancino, e Morten Frendrup, tuttocampista dedito al sacrificio, hanno recentememte rinnovato. Rispettivamente il messicano fino al 2027 e il danese fino al 2028. Dopo queste nuove leve (Vasquez è classe 1998, Frendrup è 2001), i liguri pensano anche allo zoccolo duro di maggiore esperienza. I prossimi nomi sul tavolo, infatti, sono quelli di Badelj e Bani (classe 1989 e 1993), che rappresentano la componente esperta della squadra.

Tuttosport spiega che con Bani è pronto già un accordo fino al 2026. Mentre con Badelj si dovrà ancora discutere, in previsione di giugno 2025 o 2026. Sono da valutare, inoltre, anche le situazioni di Ekuban e Strootman, in scadenza il prossimo giugno. La cosa certa è che il Genoa prosegue sulla strada della continuità di uomini, dopo la promozione dello scorso anno e il buonissimo lavoro che il Grifone sta facendo in questa stagione.

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LeBron James nella leggenda: superati i 40.000 punti in carriera

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LeBron James Los Angeles Lakers

LeBron James sempre più una leggenda del basket mondiale. Il numero 6 dei Los Angeles Lakers, nella notte italiana, ha infranto un altro record diventando il primo cestista nella storia dell’NBA a superare i 40.000 punti in carriera.

Nel corso della scorsa stagione, contro gli Oklahoma City Thunder è diventato il migliore marcatore della storia della Lega, superando Kareem Abdul-Jabbar e fissando il nuovo tetto di punti momentaneo a 38.390. Questa notte, contro i Denver Nuggets campioni in carica, LeBron James ha infranto la barriera dei 40.000 punti. Al termine dei 48′ di gara, infatti, il suo range è di 40.017.

Tutto il mondo si sta complimentando con questa icona sempreverde e leggendaria dell’NBA, che alla sua 21ª stagione da professionista e dopo aver superato da poco i 39 anni (è nato il 30 dicembre 1985), continua a fare scuola.

Inutile dire che questa statistica sembra a sua volta irraggiungibile. E, ad ora, sembra davvero impossibile pensare ad un cestista che possa superarlo. Tuttavia, a primo impatto sembrava esserlo anche il record di Abdul-Jabbar. Record rimasto invalicato per quasi 40 anni: dall’aprile 1984 fino al febbraio 2023, prima che LeBron James lo agganciasse.

Per ora, King James si riserva un posto in solitaria nel club di tutti coloro che hanno fatto 40.ooo o più punti in NBA. Cioè soltanto lui nella storia.

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