Connect with us

La nostra prima pagina

Que sera, sera

Pubblicato

:

Rabiot

Passato l’infrasettimanale europeo, Atalanta e Juventus chiuderanno questa 7a giornata di Serie A sfidandosi all’Atleti Azzurri d’Italia. Entrambe hanno ottenuto risultati confortanti ai fini della classifica, con i bianconeri che dopo 60 minuti a sbattere contro le barricate greche hanno buttato giù il muro dell’Olympiakos vincendo 2-0, mentre i nerazzurri hanno ottenuto un preziosissimo pareggio in quel di Lione contro il più quotato OL.

PRECEDENTI

Sono 55 gli scontri tra le due compagini a Bergamo in Serie A, con i bianconeri che sono usciti vittoriosi per ben 25 volte, a differenza delle sconfitte che sono soltanto 7. 22 i pareggi, tra cui l’ultimo della scorsa stagione, quel 2-2 maturato nei minuti finali grazie alla rete di Remo Freuler (uno specialista dei gol in zona Cesarini a quanto pare, visto l’ultimo di settimana scorsa a Firenze praticamente a tempo scaduto).

Da tempo l’Atalanta non riesce a battere la Juventus in casa, addirittura dal 2000/01 grazie al gol vittoria di Nicola Ventola. Come la Juve si trova in vantaggio negli scontri diretti contro l’Atalanta, Allegri si trova avanti rispetto a Gasperini, con 8 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte, l’ultima in un Genoa-Juventus del 2014/15 finita 1-0 al 90′ grazie ad una rete di Luca Antonini.

CHIUDERE IN BELLEZZA

Dopo qualche mugugno post Barcellona, la Juventus ha ritrovato la sua dimensione e la sua struttura, magari senza mostrare il gioco brillante di altre compagini ma ritrovando solidità e convinzioni che raramente sono mancate nel ciclo Allegri. Dietro si sta rivedendo la tranquillità e la sicurezza delle ultimi stagioni nonostante la nuova epoca d.B. (dopo Bonucci), con Barzagli che è il leader silenzioso, Chiellini che rimane il solito trascinatore fisico, mentre Rugani e Benatia sono i soldati semplici che eseguono il loro lavoro, senza poi essere così semplici e scontati.

A centrocampo mancherà uno dei fari, Miralem Pjanic, fermato da un problema muscolare. Ci sarà però Matuidi, che sta prendendo sempre più confidenza con gli schemi di Allegri e con i meccanismi bianconeri. Ma il vero capolavoro del tecnico livornese fa Rodrigo di nome e Bentancur di cognome: solo 20 anni, ma quanta classe e personalità. Gioca a testa alta, ha visione di gioco e lettura delle situazioni, recupera palloni e aiuta in ogni zona del campo. Qualcuno diceva che l’Uruguay con Vecino, Valverde e lo stesso Bentancur aveva in casa una mediana eccelsa per il futuro. A occhio, anche per il presente.

Poi rimane l’attacco. Di Dybala ormai non c’è più niente da dire, i suoi numeri parlano da soli, mentre di Mandzukic si può solo che parlar bene, anche perché temiamo qualche sua spallata o carica che solitamente riserba per i difensori avversari. Però di Higuain c’è molto da dire: dopo qualche tempo buio, contro l’Olympiakos è entrato in campo con la cattiveria giusta dopo la seconda panchina consecutiva e ha ritrovato la via del gol. Ora più che mai alla Juventus serve la grinta del suo bomber argentino, anche perché il pipita potrebbe tornare ad essere quella soluzione improvvisa capace di scardinare anche le difese più arcigne e chiuse. Come quella della Dea.

Così da rimanere in testa e passare una sosta tranquilla.

 

TRA PRESENTE E FUTURO

Quant’è bella la vita da Atalanta.

Chi non vorrebbe giocare una partita di calcio come quella contro la Juventus con la testa libera, la mente sgombra, consapevoli del fatto che qualsiasi risultato ti lascerà comunque tranquillo, sereno e con gli applausi dei tuoi tifosi? La Dea vive esattamente tutto ciò, grazie alle imprese dell’anno scorso e di quest’anno, visto che il girone d’Europa League sta regalando gioie immense nonostante antagoniste sulla carta di caratura superiore. Dopo aver strapazzato l’Everton nella temporanea casa di Reggio Emilia, i ragazzi di Gasperini hanno saputo soffrire a Lione ottenendo un pareggio enorme, grazie al capolavoro su calcio di punizione del solito Alejandro Gomez. Alla faccia di Fekir che diceva di non conoscerlo.

Tutto bello, come detto. Ma qualche giocatore non sarà così tranquillo quando scenderà in campo stasera. Ditelo a Mattia Caldara, erede designato di Leonardo Bonucci che ha l’arduo compito di confermare quanto di buono fatto l’anno passato. Dopo qualche problema fisico, il ragazzo cresciuto sui campi di Zingonia si è ripreso il ruolo di leader difensivo dell’Atalanta, ed oggi dovrà convincere gli addetti ai lavori bianconeri frenando Dybala e compagnia bella.

Non sarà semplice neanche per Leonardo Spinazzola, rimasto nell’occhio del ciclone Calciomercato per ben tre mesi senza poi riuscire nel suo intento, quello di firmare per la Vecchia Signora. Chi diceva che Spinazzola è un ingrato, chi diceva che è normale alla sua età voler fare il salto di qualità nella squadra che ti ha allevato da giovane, e invece chi credeva che per il suo processo di crescita ci fosse bisogno di un altro campionato a Bergamo. Il terzino sinistro della nazionale ha invece provato in tutti i modi a convincere l’Atalanta a farlo tornare a casa, mandando messaggi impliciti e non, accettando di allenarsi a parte e autoescludendosi dalla lista dei convocati delle prime partite.

Mi dispiace. Mi dispiace se qualcuno si è sentito offeso, perché chi mi conosce sa prima di tutto che persona io sia e con che valori. Poter tornare alla Juventus a 24 anni è il raggiungimento di un sogno. Un sogno sudato combattuto cercato e finalmente concretizzato dopo anni di prestiti e sacrifici. Bergamo, l’Atalanta e i suoi tifosi, la famiglia Percassi, Mister Gasperini ed ogni singolo giocatore e membro dello staff sono stati per me fondamentali affinché questo sogno si potesse finalmente concretizzare lì davanti a me, e li ringrazierò sempre. Bergamo mi ha accolto, fatto maturare e crescere, mi ha sostenuto e aiutato. Io sono e sarò sempre grato all’Atalanta, che resti o non resti un giocatore nerazzurro. Perché sono un professionista e perché sono felice di vestire questi colori con cui abbiamo fatto grandi cose la scorsa stagione e qualunque cosa accadrà continuerò ad esserlo. Ma non chiedetemi di smettere di sognare. Perché ci sono treni che forse passano una volta sola nella vita ed io ora farò di tutto per prenderlo, sempre e comunque con l’Atalanta nel cuore.

L’epilogo della storia lo conosciamo tutti ormai, e lo stesso Spinazzola ha ingoiato un boccone amaro, ha storto la bocca, ma si è rimesso a correre come un forsennato sulla fascia sinistra nerazzurra. Perché adesso è rimasta solo una cosa da fare: correre per salutare Bergamo tra gli applausi, e per essere riaccolto all’Allianz Stadium da figliol prodigo.

Oggi per l’Atalanta, poi del futuro “que sera, sera”

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Flash News

Romero potrebbe abbandonare temporaneamente la Lazio: il motivo

Pubblicato

:

Luka Romero in gol

La Lazio si gode il suo gioiellino Romero. Il giocatore arrivato come investimento per il futuro visto la giovane età, si è rivelato un ottimo innesto per il presente. A dimostrazione di questo c’è la titolarità allo Stadium contro la Juventus e il goal contro il Monza, importantissimo per la stagione biancoceleste.

Tuttavia, il Corriere dello Sport parla di come il giocatore argentino potrebbe abbandonare la capitale durante la ripresa del campionato. Infatti, il ct dell’Under-20 Mascherano potrebbe chiamarlo per giocare il Campionato Sudamericano (in programma tra il 19 gennaio e il 12 febbraio). Sulla carta si tratterebbe di un torneo non riconosciuto dalla FIFA, pertanto il giocatore potrebbe rimanere con la Lazio in una fase delicatissima della stagione. E non finisce qui: a partire dal 20 maggio, infatti, si disputerà il Mondiale U-20. Insomma, due competizioni potrebbero tener lontano il gioiellino dalle fasi fondamentali del campionato e non solo, in quanto i biancocelesti sono ancora in corsa in Conference League e in Coppa Italia.

Continua a leggere

La nostra prima pagina

Manchester United, Ten Hag torna a parlare di CR7

Pubblicato

:

Ronaldo

Cristiano Ronaldo, impegnato alle ore 16:00 contro il Marocco, fa ancora discutere in Inghilterra. Nonostante si sia recentemente svincolato dallo United, il portoghese avrebbe lasciato il club a seguito di una intervista non concessa, con un effetto negativo nei confronti della società e dell’allenatore. A parlare recentemente è stato proprio Ten Hag, che ha fatto presente come CR7 sia stato un ottimo dissimulatore nell’ultimo mese, in quanto nel faccia a faccia con l’allenatore le parole del portoghese non erano in linea con le sue future esternazioni con Piers Morgan.

Ecco le sue parole, riportate da Fabrizio Romano: “Volevo che Ronaldo restasse dal primo momento fino ad ora. Voleva andarsene, ma prima dell’intervista non mi ha mai detto niente. In estate Cristiano ha detto: tra sette giorni ti dirò se voglio restare. Poi è tornato e ha detto: voglio restare”.

 

Continua a leggere

Calciomercato

Il Bologna punta Terzic ma Italiano vorrebbe tenerlo

Pubblicato

:

Italiano

Come è noto, il Bologna è alla ricerca di un terzino sinistro titolare di spessore come richiesto da mister Thiago Motta. L’obiettivo numero uno per il mercato di gennaio è Terzic della Fiorentina. Come riporta Il Corriere dello Sport infatti, il Bologna sarebbe in forte pressione sull’ex Stella Rossa, che gradirebbe la destinazione visto il posto da titolare assicuratogli.

Il posto fisso in squadra è una tentazione forte per il serbo, che però Italiano vorrebbe tenere in rosa visto che può tornare utile sia da vice Biraghi sia da prima alternativa sulla destra. Un altro problema è il contratto: scade nel 2024 e quindi non sarebbe possibile un prestito con diritto di riscatto. Sono previsti nuovi incontri tra le due dirigenze per capire la fattibilità dell’operazione.

 

Continua a leggere

Calciomercato

Obiettivo 60 milioni per l’Inter: gli indiziati verso la cessione

Pubblicato

:

Dumfries

L’obiettivo dell’Inter è di trovare una cifra complessiva di 60 milioni, entro il 30 giugno. Secondo Tuttosport, questo tesoretto sarebbe fondamentale per la dirigenza, che sta giocando ad un puzzle dove tutto deve combaciare. Sì, perché la situazione legata alla cessione dei big non è definita. Il prescelto, stile Hakimi, per la cessione, è Denzel Dumfries. Il Mondiale ha fatto ciò che l’Inter sperava: mettere in mostra le qualità dell’olandese. Ma l’agente del giocatore Pimenta ha fatto presente che l’aumento della sua valutazione porterebbe ad una maggiore difficoltà per la cessione.

Una dichiarazione diretta, che fa capire come ad Appiano Gentile è stato messo in chiaro che l’olandese deve trovare una sistemazione che lo paghi a fior di quattrini. Ma parlavamo di un puzzle, perché il tassello Skriniar potrebbe cambiare la situazione relativa alla cessione di Dumfries, perché il rinnovo non arriva e il PSG spinge. Un mancato rinnovo obbligherebbe i nerazzurri a cedere lo slovacco a gennaio, con conseguente permanenza dell’Orange.

Non basterebbe la cessione di uno dei due per far quadrare i conti: l’obiettivo è anche cedere giocatori come Lazaro e Sensi, investimenti onerosi senza un ritorno adeguato.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969