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Quello che abbiamo imparato restando a casa

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Quello che abbiamo imparato restando a casa

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Per la prima volta dopo sessant’anni restiamo a casa.

Gli Azzurri le partite le guardano in tv. Proprio come noi. La Nazionale per cui soffrire questa volta ce la scegliamo. Tifiamo per chi gioca meglio degli altri, per chi ha qual giocatore che ci fa impazzire o per chi si porta dietro una storia particolare. Oppure, scavando nei sentimenti più profondi, per quelle squadre che non vincono mai. Torniamo a quel piccolo dettaglio: l’Italia è fuori dal Mondiale. D’accordo, non piace a nessuno ma alla fine anche questa tragedia nazionale si è trasformata in qualcosa di superabile. Intanto ci è dato di assistere allo spettacolo con un certo distacco e senza dover vivere quella sensazione di lasciare la Russia da sconfitti. Eliminati in semifinale, per esempio. Qui l’eliminazione c’è già stata, all’inizio. Facciamocelo andare bene, del resto non abbiamo alternativa. Nel frattempo noi italiani siamo rimasti sì a guardare, ma abbiamo anche immaginato (più o meno tutti) come sarebbe stato il nostro Mondiale se avessimo vinto contro la Svezia.

DOVE ERAVAMO RIMASTI

A una sera di novembre. E forse, per certi aspetti, siamo siamo ancora lì.  Si gioca la partita di ritorno e l’Italia deve solo vincere. Passare il turno contro la Svezia non sembra un’impresa impossibile. Nessuno pensa davvero che non ci qualificheremo al Mondiale.

Non lo faremo.

Quella partita sembra volerci dire che un’era è finita. Quella in cui la nostra Nazionale è una delle migliori al mondo. Eppure a ogni Europeo o Mondiale abbiamo sperato di poter comunque vincere o almeno arrivare il più lontano possibile. Poi è arrivata la Svezia e abbiamo capito. Era chiaro a tutti che il nostro calcio e ancora prima il nostro sistema, confuso, rassegnato, vecchio, non potesse farcela anche questa volta  Così la voglia di veder cambiare le cose e il bisogno di realizzare una vera e propria rivoluzione, erano fortissime. Le cose però non sono cambiate. O almeno molto lentamente. Quattro mesi dopo l’eliminazione non era stata fatta ancora nessuna riforma strutturale. Non un nuovo presidente, non un nuovo allenatore.

DOVE SIAMO

Oggi le cose sono finalmente cambiate ma altre dobbiamo ancora capirle. La nostra Nazionale ha trovato in Roberto Mancini l’allenatore a cui affidare il progetto di ricostruzione e il cammino verso gli Europei del 2020. Mancini ha subito annunciato le sue convocazioni. Tra questi, alla prima chiamata, c’era un gran numero di giovani come Caldara e Emerson Palmieri, Baselli, Berardi e un ritorno importante, quello di Mario Balotelli. Ha abbandonato i vecchi moduli adottati da Ventura e ha scelto un 4-3-3 facendo giocare nelle tre partite tutti i giocatori che aveva a disposizione. Come ha spiegato lo stesso allenatore nella sua prima conferenza stampa, la possibilità di giocare le amichevoli e di allenare il gruppo è stata un’ottima occasione per conoscere, in maniera più profonda, ogni singolo calciatore.

E SE…

Eravamo rimasti a quella sera di novembre. Poi siamo arrivati qui, a una nuova Nazionale e al suo allenatore. La sensazione oggi è che le cose potevano andare diversamente. Anzi dovevano andare diversamente. Bisognava accorgersene prima che qualcosa stava cambiando e richiedeva di intervenire, prima che fosse troppo tardi. È andata così, come sappiamo tutti. Eppure, per quanto il dramma italiano sia stato ormai superato, ogni partita di questo Mondiale è un inevitabile “e pensare che potevamo esserci noi lì”. Sì, potevamo.

E allora non ci resta che immaginare come sarebbe stato il nostro cammino. Ognuno di noi lo può fare a suo modo, con le proprie convinzioni e aspettative. Tanto probabilmente si otterrebbero tutti scenari differenti. Perchè ogni partita è a sé, noi non siamo la Svezia e non potremo mai sapere cosa sarebbe successo. Forse qualcosa di davvero inaspettato e assurdo. Specchio dello stesso Mondiale dove neanche una delle solite certezze come Spagna, Argentina o Germania arriva almeno in semifinale. Possiamo sapere in quale gruppo saremmo capitati: il D, con Argentina Islanda e Nigeria, ma non come sarebbe andata. Possiamo immaginare un cammino in cui passiamo, magari come secondi, e arriviamo anche parecchio in fondo. Un po’ come ha fatto la Russia, che ha eliminato una grande squadra come la Spagna, mettendo il risultato davanti a tutto. Davanti a un bel gioco o alla voglia di stupire.

RESTANDO A CASA

Ok, va bene tutto ma la storia (e il calcio) non si scrivono con i se e con i ma. L’Italia non è in Russia, tutto il resto è fantasia. Quello che conta davvero è quello che succederà in futuro e che è già cominciato con l’arrivo di un nuovo allenatore e con le sue scelte. Le prime amichevoli hanno gettato le basi del lavoro che aspetta il nuovo tecnico. Restando a casa non sapremo mai come sarebbe potuta andare ma abbiamo la certezza di aver sbagliato qualcosa e di dover cambiare. Abbiamo la convinzione che la strada per tornare ad essere una delle migliori Nazionali al mondo, è ancora lunga. Abbiamo capito che il talento a disposizione sconta un gap con quello delle migliori squadre. Sia nel valore medio che nei picchi. Proprio per questo è importante adesso saper ricominciare, a partire dalla qualità del lavoro dell’allenatore.

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Calcio Internazionale

Sorpresa Italia: Barella insieme a Bonucci non parte per Malta!

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Al termine del match con l’Inghilterra, in cui è arrivata una pesante sconfitta, l’Italia si proietta alla sfida di domenica sera contro il Malta con già due assenze certe. Oltre a quella pre-annunciata di Bonucci, che ha accompagnato i suoi compagni a Napoli per essere vicino alla squadra senza essere in condizione di giocare, c’è anche quella sorprendente di Barella.

Come ha fatto sapere la comunicazione della nazionale azzurra, infatti l‘interista e lo juventino non parteciperanno alla trasferta che attende la squadra di Mancini rientrando nei club di appartenenza. Anche nel caso del centrocampista nerazzurro, il motivo sembra riconducibile ad alcuni problemi fisici o comunque ad una condizione fisica non ottimale. L’ex Cagliari infatti avrebbe stretto i denti per prendere parte al match del Maradona.

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Calcio Internazionale

Kane dopo il record di gol: “Serata molto speciale, indimenticabile”

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Kane

Italia-Inghilterra è stata una partita che Harry Kane ricorderà a lungo. Oltre a essere il capitano del gruppo della nazionale inglese che è tornato a vincere in Italia, dove il successo per i Tre Leoni mancava dal 1961, è diventato il miglior marcatore dell’Inghilterra.

Al termine del match, in salta stampa, ha raccontato tutte le sue sensazioni.

SERATA SPECIALE –È fantastico tornare a vincere in Italia dopo tanti anni. È una serata molto speciale per me, indimenticabile. Grazie a voi tutti presenti per far si che questo sogno sia diventato realtà“.

LA SENSAZIONE DEL RIGORE –È ancor più dolce questa sensazione dopo aver vinto questa partita, è una serata davvero fantastica. È stata una gara molto dura, avevo la sensazione che sarebbe stato un rigore e fortunatamente sono riuscito a trasformarlo“.

FUTURO –Non voglio guadare troppo avanti, nel calcio possono succedere tante cose. Ma ho 29 anni, sono nel momento migliore della mia carriera e voglio giocare a lungo con questa Nazionale. Mi godrò questo momento, ma bisogna essere pronti per domenica. Speriamo io possa segnare ancora tanti gol“.

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Ancora problemi tra Mazzarri e il Cagliari: aperto un procedimento penale

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Cagliari

L’esperienza di Mazzarri sulla panchina del Cagliari non è andata come il tecnico avrebbe auspicato. L’allenatore, arrivato il 15 settembre 2021, alla quarta giornata di campionato, dopo l’esonero di Semplici, ha concluso l’esperienza in terra sarda nel peggiore dei modi, con un pesante litigio avuto il 2 maggio scorso con il presidente Tommaso Giulini, che è costato il licenziamento al tecnico ex Sampdoria, Napoli, Inter e Torino. Cagliari che poi, a fine stagione, è retrocesso in Serie B con, in panchina, il traghettatore Agostini.

Una discussione, quella tra l’ex tecnico rossoblù e il numero 1 del club, in cui sono volate parole grosse, e che, a quasi un anno di distanza, fa ancora parlare. Infatti, dopo la querela presentata proprio dal presidente Giulini alla Procura della Repubblica, è stato aperto un procedimento penale per diffamazione. Gli investigatori della Procura stanno cercando, tramite l’aiuto di testimoni, di ricostruire la vicenda per accertare l’accusa di diffamazione.

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Cancelo sull’esonero di Nagelsmann: “L’ho appena scoperto, lo ringrazio”

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Cancelo

Dopo la partita di qualificazione a Euro 2024 Portogallo-Liechtenstein, terminata 4-0 in favore dei portoghesi, Joao Cancelo, terzino del Bayern Monaco e autore del gol che ha aperto le marcature della sfida, parlando ai microfoni di Sky, ha scoperto la notizia dell’esonero di Julian Nagelsmann e l’ha commentata:

SULL’ESONERO DI NAGELSMANN – L’ho appena scoperto. So che non lo troverò al mio ritorno ma lo ringrazio”.

SU TUCHEL, PRINCIPALE INDIZIATO A SOSTITUIRLO – “Mi ha fatto perdere una Champions, spero che quest’anno me la faccia vincere”.

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