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Quién va a ganar?

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Quién va a ganar?

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Giunti a una manciata di partite dalla fine dei maggiori campionati in Europa dare uno sguardo alla situazione nelle zone alte di classifica è doveroso: le corse alla vittoria finale sono quanto mai aperte in due dei cinque top campionati, mentre sempre più viva la corsa alla Champions League con protagonisti inaspettati e ritorni in grande stile. Prendiamo dunque l’aereo, e prima di tornare a vedere come va nella nostra Serie A, partiamo dalla penisola iberica, per poi salire verso Francia, Germania e Inghilterra. Il volo di ritorno da Londra verso Milano sarà breve, giusto il tempo di studiare la rincorsa Champions che potrebbe coinvolgere anche chi si aspettava di lottare per il titolo.

LIGA BLAUGRANA

Partiamo dalla Spagna e dal cannibalismo del Barcellona di Messi e Valverde: in una Liga anomala rispetto agli anni passati, i blaugrana hanno messo una seria ipoteca sul titolo grazie alla vittoria nel Clasico di ritorno con la quale hanno virtualmente estromesso il Real Madrid dalla corsa all’oro. Complice una stagione ben al di sotto delle aspettative, le merengues attraversano una crisi identitaria che li ha relegati di fatto a dodici punti dai rivali storici e a cinque lunghezze dai cugini dell’Atletico Madrid, secondi in classifica ma con la testa rivolta alla potenziale finale di Champions da giocare nel proprio stadio. Sotto i grandi mostri del campionato, la bagarre europea è caratterizzata dalla presenza di rivali inaspettate per Siviglia (sesto a 40 punti) e Valencia (settimo a 39): il Getafe di Bordàlas staziona ora al quarto posto con la bellezza di 45 punti in classifica, mentre l’Alaves di Guidetti e Calleri segue al quinto posto con 41 punti. Dietro al Valencia, sempre a quota 39, la rivelazione europea Betis che lotterà fino alla fine del campionato per un posto nella prossima Europa League.

63 punti conquistati a undici gare dalla fine del campionato: il Barcellona del Pichichi Leo Messi (26 goal in stagione) è sempre più lanciato verso la vittoria del titolo numero ventisei della sua storia.

DOMINIO PSG

Prendiamo un aereo che da Barcellona ci porti a Parigi in quasi due ore di viaggio: il trasferimento è rapido così come il morso alla giugolare del campionato sferrato dai campioni in carica al titolo 2018/2019. Proprio come un boa constrictor la squadra del presidente Al-Khelaifi ha avvolto tra le sue spire il campionato fin dalla prima giornata, macinando record su record e giungendo ora a quota 71 punti, più 14 punti sugli ipotetici inseguitori del Lille. Un lieto fine per Neymar e compagni che sembra già scritto, in una stagione che avrebbe dovuto portare la Champions sugli Champs Elysées ma che si è conclusa anticipatamente a causa della resurrezione del Manchester United. Se la corsa al titolo è ormai affare parigino, i posti in Champions League vedono il Lille in ottima posizione (secondo a 57 punti), con Lione (terzo a quota 50) che si dovrà guardare dagli assalti del Marsiglia (quarto a 47 punti) e dalla rincorsa, possibile ma complicata, di Reims e Sant’Etienne, entrambi a quota 43 e destinati a un piazzamento in Europa League qualora Montpellier (42), Rennes (40) e Nizza (40) non compiano il miracolo sportivo di strappare uno dei due posti validi per la prossima stagione.

Tredici vittorie consecutive e un attacco che fa tremare le gambe agli avversari: l’ipoteca sul titolo di Francia il PSG l’aveva messa già in sede di mercato estivo, confermandosi come uno dei club più potenti nel panorama calcistico mondiale. Rimandata di un anno l’affermazione in campo europeo.

ICH LIEBE DORTMUND

Altre due ore di volo ci portano al cospetto della Bundes Liga più aperta degli ultimi cinque anni. Dopo l’ultima vittoria del Borussia Dortmund nella stagione 2011/2012 il Bayern ha di fatto monopolizzato il torneo portando a casa tutti  e sei i Meisterschale fino ad oggi: entrambe a quota 57 punti, Borussia e Bayern si contenderanno il titolo fino all’ultima giornata, tenendo conto che lo scontro diretto decisivo a Monaco è previsto tra poco meno di un mese. Ad una lotta perpetua che si è rinnovata quest anno dopo sei stagioni di terra bruciata nella lotta per il titolo, risponde la solita bagarre per la conquista ai posti in Champions League che caratterizza l’equilibrata Bundesliga:  Lipsia terzo a quota 46 punti staziona attualmente davanti al Mönchengladbach (quarto a 46 punti) in virtù di una miglior differenza reti (+23 il Lipsia, + 14 il Mönchengladbach). A seguire, Bayer Leverkusen a quota 42 ed Eintracht Francoforte a quota 40, entrambe impegnate in una stagione di altissimo profilo. A otto giornate dalla fine del campionato tedesco la corsa al titolo risulta aperta e appassionante per il confronto tra due realtà così distanti per ideologia ma legate da un filo rosso che sembra non volersi spezzare: il 6 aprile si deciderà virtualmente la Bundesliga, nell’attesa di scoprire chi riuscirà a spuntarla nella corsa alla prossima Champions League.

Marco Reus è il giocatore pià importante di questo Borussia Dortmund la continuità che sta avendo in questa stagione sta permettendo ai gialloneri di presentarsi a otto giornate dal termine in lotta per il titolo di campione di Germania. 21 le partite giocate in Bundes per il numero undici giallonero, con 14 goal e 8 assist messi a segno.

LOTTA ICONOCLASTA

Un altro aereo ci porta da Berlino a Londra facendoci atterrare nel cuore pulsante del calcio euorpeo e mondiale. La Premier League, campionato di importanza capitale nel sistema calcistico mondiale risulta ancora una volta la competizione nazionale più equilibrata esistente: tralasciando per un attimo la lotta per il titolo, la corsa alla Champions League è caratterizzata da un Tottenham (terzo in classifica, 61 punti e +25 di differenza reti) che da antagonista potenziale per il titolo si è trasformato in un cavallo da Champions per alcuni risultati non troppo esaltanti e dall’Arsenal di Unai Emery (quarta a quota 60 punti e +24 di differenza reti) in piena gara contro sé stessa. A seguire, il redivivo Manchester United di Solskjaer (Quinto a quota 58 punti e +18 di differenza reti) che sembra essersi risollevato dopo una prima parte di stagione disastrosa e il Chelsea di Sarri (sesto a 57 punti con + 17 di differenza reti) che dopo aver superato la crisi di rigetto del sistema del proprio allenatore, sta ora tornando in carreggiata macinando risultati e punti. La vera e propria lotta ideologica è però per la vetta del calcio inglese: la storia del Liverpool (secondo a 73 punti con + 51 di differenza reti), alla caccia del titolo da quasi un ventennio, contro la spregiudicatezza del Manchester City (primo a 74 punti con + 58 di differenza reti), recente forza dirompente del calcio inglese e mondiale che grazie a Guardiola sta impostando un calcio stellare e degno delle migliori squadre europee. Con gli scontri diretti già consumati basterà un passo falso da parte di una delle due contendenti per far pendere la bilancia da una o dall’altra parte: otto match al traguardo, per una Premier da lasciare senza fiato.

Aguero, con il goal al Liverpool, ha dato il via alla rimonta del City che ad oggi staziona a un punto di distacco dalla rivale. Con i suoi 18 goal, il Kun è il capocannoniere del campionato, risultando decisivo per la rincorsa al titolo dei Citizens.

RITORNO A CASA

Un ultimo viaggio, questa volta di qualche chilometro in più, per tornare a casa: dalla Londra in lotta per la Champions alla Milano pronta per una settimana da derby: detto che la vittoria del campionato sembra già scritta, con la Juventus a +18 dal Napoli secondo e con gli azzurri che sembrano aver rivolto la propria attenzione all’Europa League, la corsa Champions sta rivedendo dopo anni una sfida testa a testa tra le due squadre di Milano. Rispettivamente terze (Milan di Gattuso a quota 51) e quarte (Inter di Spalletti a quota 50), domenica prossima si sfideranno nel derby di Milano più rovente delle ultime stagioni: in palio non soltanto il terzo posto, ma sopratutto quella consapevolezza dei propri mezzi necessaria come ossigeno a due squadre alla ricerca della propria identità. Appena dietro le due milanesi però, la nuova Roma di Ranieri staziona al quinto posto con 44 punti, e a seguire le novità Torino e Atalanta entrambe a pari punti con i capitolini, Nella corsa europea in salsa made in Italy non si possono però togliere la Lazio di Simone Inzaghi (ottava a 42 punti), la Sampdoria dell’eterno Quagliarella (nona a quota 39 punti) e la Fiorentina di un Muriel sempre più decisivo, staccata dal sesto posto di sette punti ma da considerare parte integrante del rush finale. Ad uno scudetto virtualmente cucito sulle maglie bianconere, un’Europa che ancora resta in bilico a undici giornate dal termine del campionato.

La rimonta del Milan ha due nomi scritti a caratteri cubitali: Lucas Paquetà e Krystof Piatek. I due nuovi acquisti rossoneri hanno impresso nel Milan quella qualità che mancava per fare il salto in avanti a livello di ambizioni e di classifica: ora il derby per continuare la corsa.

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[FOTO] Retegui sblocca Genoa-Udinese in rovesciata: 2-0 all’intervallo

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Retegui Genoa Gudmundsson

RETEGUI GENOA UDINESE – Primo tempo avvincente al Ferraris tra Genoa e Udinese. Occasioni, corsa e anche un gol spettacolare.

L’andazzo della gara si capisce già dal primo minuto, con Giannetti che dopo pochi secondi stende Retegui e si prende il giallo. Dopo i tentativi, vanificati, di Ehizibue e Walace, Lucca colpisce di testa in area, venendo però fermato dalla traversa. Subito dopo, al 27′, Okoye si supera sul tentativo a botta sicura di Vasquez, che dopo sei minuti, di testa, trova anche il palo a impedirgli la gioia del gol. Poi il momento della serata: cross in mezzo, Giannetti devia ma la palla s’impenna, servendo a Mateo Retegui l’occasione perfetta per coordinarsi e colpire in rovesciata. Palla sul palo e vantaggio Genoa. I rossoblu aumentano i giri e, sette minuti dopo, trovano anche il raddoppio con Bani, che devia in rete un cross perfetto di Gudmundsson.

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ESCLUSIVA – Zapelloni: “Difficile non pensare Verstappen campione del mondo, Pioli è a fine corsa”

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Pioli

Umberto Zapelloni, nota penna sportiva de il Giornale e Il Foglio, è intervenuto ai nostri microfoni per analizzare la stagione di Formula 1 che verrà, alla luce dei test terminati ieri in Bahrain, e per parlare della situazione del Milan, il cui prossimo mese sarà decisivo per le sorti europee e per la panchina dell’allenatore Stefano Pioli.

Diciannove piloti sanno che non vinceranno il Mondiale quest’anno“. Ha ragione Alonso alla luce dei test appena terminati in Bahrain?

Credo proprio che Alonso abbia ragione. Ad oggi è difficile pensare un esito diverso da Verstappen campione del mondo, soprattutto per come è terminata la scorsa stagione e per come è iniziata quella corrente. Altrettanto difficile, però, che possa vincere ventiquattro gare su ventiquattro o un numero simile a quello dell’anno scorso. Penso che solo un terremoto interno alla Red Bull, con il caso che ha avvolto il Team Principal Horner, possa essere l’unica possibilità per non dare ragione ai risultati finora visti in pista. La stabilità e costanza della monoposto Red Bull sono qualcosa di superiore: hanno modificato completamente il concetto di auto, traendo spunto da una filosofia Mercedes, e sono comunque riusciti a rimanere davanti. Bisogna però valutare quanto effettivamente siano davanti a tutti. L’anno scorso il distacco fu impressionante, forse quest’anno sarà inferiore. Non hanno provato le gomme morbide (che nel primo GP della stagione non verranno utilizzate, ndr), mentre la Ferrari già l’anno scorso sul giro secco era molto rapida. Questo aspetto è tutto da vedere“.

Un’opinione più specifica sulla Ferrari? Come ha lavorato in questi giorni di test?

Ha sicuramente lavorato bene. È arrivata ai test con una macchina migliore dello scorso anno. I piloti sono contenti del loro feeling con la vettura e c’è una costanza di rendimento importante, cosa che nel campionato precedente era mancata. Quest’anno il setup è più facile da mettere a punto, c’è una buona base su cui migliorare. Uno dei punti deboli era il degrado gomme, ma dai test ora sembra abbastanza contenuto. È una macchina sincera: a differenza dell’anno scorso in cui ogni curva era un’incognita, ora i piloti sanno come la vettura effettivamente si comporta. Lo sviluppo è sempre stato punto uno dei punti deboli della Ferrari, ma già lo scorso anno abbiamo visto una scuderia che è riuscita a migliorare positivamente la macchina. Auguriamocelo anche per quest’anno.

Senna e Prost. La sfida infinita” (edito da 66thand2nd e pubblicato a gennaio 2024, ndr) è il titolo del suo ultimo libro: possiamo aspettarci un’altra vera rivalità quest’anno o i discorsi sono rinviati al 2026?

L’augurio è che possa capitare. Negli ultimi anni il più eclatante è stato il duello Hamilton-Verstappen ed è stato bellissimo. A differenza di Senna e Prost in questo caso c’è una differenza generazionale enorme, forse sarebbe meglio un confronto Verstappen-Leclerc, ma qui la differenza sta nel curriculum. L’olandese vanta un palmarès che il monegasco per ora si sogna. Senna-Prost è stato un confronto senza eguali: in primo luogo erano compagni di pista, poi erano bravissimi ad alimentare le polemiche fuori dalla pista, cosa che, per esempio, Hamilton fa, ma Verstappen no, se non sporadicamente a inizio stagione. Senna-Prost è una rivalità unica nel mondo dello sport, non solo nel circus della Formula 1“.

Il Milan affronterà nel prossimo mese Atalanta, Lazio, il doppio confronto con lo Slavia Praga, Hellas Verona e Fiorentina. È il mese decisivo per le sorti europee e per quelle di Pioli sulla panchina rossonera?

Sarà un mese fondamentale. Il Milan deve mantenere il posto Champions in campionato. Il distacco in classifica dalle inseguitrici c’è, ma considerate le ultime uscite in cui subiscono due gol a partita non si sa mai. Inoltre portare a casa l’Europa League creerebbe consapevolezza nei giocatori e ciò aiuta a vincere ancora, vedasi l’Inter dell’anno scorso. Il Milan è da diverso tempo che non vince un trofeo diverso dallo scudetto, quindi un successo europeo servirebbe eccome.

Sono convinto che Pioli sia a fine corsa: in certe partite ormai si notano troppi scollamenti. Lui ha fatto benissimo con il Milan, lo ha portato a un livello di consapevolezza che la squadra non aveva prima. Ha sì fatto qualche scivolone di troppo come i cinque derby persi, ma la media punti in questi anni rimane discreta. Anche le squadre di Serie A dopo un po’ devono cambiare allenatore. La prossima partita con l’Atalanta è complicata. Loro sono una squadra pericolosa e in questo momento sono molto in forma. Sono curioso di vedere De Ketelaere contro il Milan perché sta diventando il giocatore che probabilmente aveva intravisto Maldini, ma che Pioli non aveva saputo riconoscere“.

Nel caso in cui Pioli lasciasse il ruolo di allenatore, chi sarebbe il suo preferito per la panchina del Milan?

Se le alternative sono Conte o Thiago Motta farei il cambio, se invece sono meno intriganti allora rimarrei con Pioli e penserei a sistemare le lacune che questa squadra ha. L’allenatore sta comunque facendo miracoli con la rosa di cui dispone. Conte mi piacerebbe tantissimo, è un allenatore che riesce a tirare fuori il 130% della squadra che allena. Se lui dovesse accettare l’incarico, è perché la società gli ha proposto un mercato di livello, per cui la situazione sarebbe molto interessante. Thiago Motta sta facendo un ottimo lavoro con giocatori che non sono di primissimo livello. Se arrivassero lui e Zirkzee insieme sarei molto contento“.

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Pioli in conferenza: “Ricordo tutti su CDK, sul calendario…”

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Pioli in conferenza

PIOLI IN CONFERENZA – È appena terminata la conferenza stampa di Stefano Pioli in vista del big match di domani sera contro l’Atalanta. Il tecnico del Milan ha affrontato, ovviamente, anche il tema Europa League e il sorteggio con lo Slavia Praga.

PARTITA – “La partita di domani è molto importante per la classifica perché sotto continuano a fare punti. Affrontiamo una squadra che sta bene che insieme a noi e all’Inter ha fatto più punti nell’ultimo periodo. Troviamo un avversario che sta bene, che ci ha sconfitto già due volte. Prepareremo la partita quest’oggi e cercheremo di far bene“.

EUROPA LEAGUE –Atalanta favorita? Noi ce la giochiamo come Liverpool, Bayer Leverkusen e Atalanta. Anche noi vogliamo vincere l’Europa League. Quando è uscito lo Slavia Praga non ho penato niente. Dobbiamo penserà solo a noi. Non è stato un sorteggio facile perché lo Salvia è arrivato davanti alla Roma e sta lottando per il campionato“.

INFORTUNI – “Kalulu sta bene e con oggi completerà la prima settimana di lavoro con la squadra. Tomori sta pure bene. Avremo a disposizione tutti gli effettivi tranne Pobega che invece ha bisogno di più tempo. Oggi valuterò Bennacer“.

CDK –Ricordo i vostri sguardi su De Ketelaere, quando si diceva che aveva qualità e che Maldini e Massara non avessero preso un pacco o un bidone. In tanti in Italia hanno bisogno di un anno. Gasperini bravo a trovarvi una posizione più offensiva, poi ogni ambiente ha le sue aspettative e la sua storia“.

MONZA –Delle critiche meno se ne parla e meglio è, io non voglio essere negativo. Pensiamo a domani. Credo che abbiamo una rosa forte, credo che le scelte di Monza fossero quelle giuste per la condizione dei giocatori“.

CALENDARIO –Mi era stato proposto di giocare lunedì col Monza, ma siccome avevamo due partite casalinghe abbiamo preferito avere un giorno in più per il ritorno col Rennes. Ci era stato proposto di giocare lunedì con l’Empoli e non abbiamo accettato, ma non sapevo che avremmo giocato alle 15:00“.

MAIGNAN –Rimane uno dei migliori al mondo. È un professionista incredibile, ha l’ossessione di diventare il migliore al mondo. Lui esce sempre migliorato da qualsiasi situazione“.

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Sassuolo, Toljan out anche contro l’Empoli

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Alessio Dionisi allenatore Sassuolo Empoli Serie A Coppa Italia

Guai in vista per il Sassuolo che dovrà fare a meno di Jeremy Toljan nella sfida contro l’Empoli. Il match si giocherà domani alle 15 al Mapei Stadium. Il tedesco è stato un giocatore importantissimo per la squadra di Alessio Dionisi. Un infortunio lo sta tenendo fuori dal campo da più di un mese e probabilmente sarà ancora così per qualche settimana. Una lesione al bicipite femorale sinistro è quello che ha tenuto fuori il calciatore. I medici pensano che il rientro completo sarà rimandato di almeno una settimana.

JEREMY TOLJAN: OUT CONTRO L’EMPOLI

La conferma arriva direttamente da mister Dionisi che ha detto le seguenti parole: “Non recuperiamo nessuno rispetto alla gara precedente, si stanno avvicinando, qualcuno lo vedo dentro o vicino alla squadra, non faccio nomi ma a breve li riavremo e come sempre dobbiamo focalizzarci sull’allenamento di oggi che è l’ultimo in vista della gara di domani. Erlic ci sarà? Chi non c’era con l’Atalanta non ci sarà nemmeno domani”.

18 partite giocate, mai sostituito e 6 assist messi a referto. Toljan continua ad essere un giocatore insostituibile per il Sassuolo. Dionisi e i compagni lo vogliono quanto prima in gruppo, in vista delle partite più importanti della stagione neroverde.

 

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