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Rabiot nuovo jolly sull’esterno: corsa e sacrificio al servizio di Allegri

Rabiot nuovo jolly sull’esterno: corsa e sacrificio al servizio di Allegri

Due anni fa, firmai anche perché sapevo che c’era Allegri in panchina”.

Queste le parole di Adrien Rabiot dopo l’esonero di Andrea Pirlo.

Non è un caso, quindi, se ad oggi pare che il francese si stia piano piano prendendo il posto di titolare inamovibile nel centrocampo juventino. D’altronde, le sue qualità si sposano perfettamente con quelle ideali per Massimiliano Allegri: duttilità, corsa, sacrificio e contenimento.

Le stesse mostrate martedì sera nella gara contro il Malmoe. Forse addirittura amplificate, data la sua prestazione come esterno di sinistra. Questo ha sicuramente acceso una lucina nella testa del tecnico livornese, il quale ora potrà riflettere su alcune novità in vista del prosieguo della stagione.

Ma come?

COME CAMBIA IL RUOLO DI ADRIEN RABIOT

Già, perché per quanto versatile, Rabiot nasce come mezzala naturale, con caratteristiche ben precise. Cambiare ruolo da un momento all’altro, si sa, non è mai facile.

Che il francese sia solito macinare chilometri su chilometri è risaputo, altrimenti non si sarebbe guadagnato il soprannome di “Cavallo Pazzo”. Ma per battere la fascia serve il doppio dell’abnegazione e della rapidità, soprattutto nello scatto sul lungo. L’imperativo, infatti, è sempre e solo uno: equilibrio. Mai troppo difensivi, mai troppo sbilanciati. In funzione dell’obiettivo, quindi, è facile prefigurare il ruolo decisivo che potrebbe svolgere Adrien Rabiot.

Eppure, lo si vede spesso in avanti, con inserimenti in area e tra le linee. Contro il Malmoe, ad esempio, il francese si è reso protagonista di una grande partita, nella quale sembrava quasi dotato del dono dell’ubiquità. Tra galoppate, recuperi e occasioni create, abbiamo probabilmente assistito a una delle sue migliori prestazioni dal suo arrivo in Italia.

Inoltre, si è visto più volte come fosse in realtà Alex Sandro ad avanzare vicino a Rabiot, mentre quest’ultimo tendeva ad accentrarsi verso la coppia Locatelli-Bentancur. Perlomeno, durante la manovra, con il possesso palla a ridosso dell’area di rigore. Quasi un ruolo ibrido il suo, già svolto peraltro nella seconda parte della stagione di Maurizio Sarri, con risultati più o meno discreti.

Con Allegri, però, le cose cambiano, e probabilmente cambierà lo stesso Rabiot. Fino ad oggi il suo rendimento è stato fin troppo discontinuo, tra picchi altissimi e bassi profondi. Per cui ora non si può più sbagliare, soprattutto se il mister è così fiducioso.

“E’ un giocatore straordinario, non sa nemmeno lui le potenzialità che ha. Quando strappa ti porta via, e per come ha giocato tecnicamente sono molto contento”.

Parole tanto importanti quanto inusuali. Raramente, infatti, Max ha tessuto così tanto le lodi dei suoi giocatori, sbilanciandosi fino a questo punto sulle loro qualità. Se l’ha fatto, è evidente che dietro ci sia un motivo ben preciso. Non è un caso se anche Andrea Pirlo aveva speso parole al miele per il ragazzo di Saint-Maurice, definendolo “un centrocampista unico a livello mondiale”.

Se entrambi si sono trovati sulla stessa lunghezza d’onda, forse un fondo di verità c’è.

COME CAMBIA L’UNDICI TITOLARE

Come accennato, Allegri è intenzionato a puntare forte su Adrien Rabiot, che potrebbe diventare un titolare fisso nell’undici bianconero. L’ipotesi di mezzala sinistra, in caso di 4-3-3, rimane sempre valida, ma stavolta è opportuno concentrarsi su un’idea di Max che potrebbe stravolgere l’intero schieramento juventino.

Vedendo Rabiot esterno di sinistra, infatti, a molti tifosi zebrati si sarà acceso un dubbio: con Federico Chiesa a pieno regime, chi giocherà? Chi dovrà invece cedere il proprio posto?

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Il diktat di Max è sempre lo stesso, far quadrare gli equilibri. Per questo motivo sarà complicato assistere a una linea di centrocampo composta da Cuadrado e Chiesa sugli esterni, oltre alle punte Morata e Dybala. Troppa potenza offensiva per una squadra troppo sbilanciata in avanti. Per questo, non sarebbe invece da escludere un possibile reindirizzamento del numero 22 sulla destra, con Cuadrado arretrato in posizione di terzino e Danilo relegato in panchina.

Viceversa, in un altro caso, l’ex viola potrebbe sempre ritrovarsi sul fronte destro, ma davanti a Danilo, che ha recentemente dimostrato di essere molto apprezzato dal mister per il suo stile di gioco bilanciato. Cuadrado, in questo caso, diventerebbe una vera e propria arma a gara in corso, pronta a spaccare la partita da un momento all’altro.

Oltre agli esterni, però, anche i mediani si troveranno influenzati dalla nuova (possibile) veste di Adrien Rabiot. Martedì abbiamo visto in campo Locatelli e Bentancur, i quali sono stati autori di un’ottima prova in mezzo al campo. Di sicuro, l’ex Sassuolo sarà uno dei titolari fissi del centrocampo juventino, almeno fino al ritorno di Arthur. Con il brasiliano, infatti, (quasi) sicuramente Locatelli si giocherà un posto per essere il perno centrale, il fantomatico regista di cui tanto si parla.

McKennie, Ramsey e Bentancur, invece, potrebbero trovarsi in tre per un posto solo. Tra di loro, Allegri sembrerebbe preferire l’uruguaiano, visti gli ottimi risultati delle stagioni scorse. Eppure, il ruolo degli altri due potrebbe non essere così marginale come sembra. Almeno finora, infatti, entrambi sono stati utilizzati spesso (infortuni e nazionali permettendo). Il gallese soprattutto come regista prima dell’arrivo di Locatelli, ma per alcuni sprazzi anche mezzala, suo ruolo naturale che potrebbe tornare a ricoprire presto o tardi.

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Per quanto riguarda Weston McKennie, invece, il cambio ruolo di Rabiot non dovrebbe interessarlo troppo. Il texano, infatti, ha dimostrato di essere uno dei giocatori più versatili a disposizione di Allegri, motivo per cui trovargli una sistemazione non sarà così complicato. Non solo all’interno del campo, ma anche sulla fascia, dove può adempiere a compiti simili a quelli del compagno francese.

Perché non puntare infatti su un’alternanza Rabiot-Chiesa a sinistra e una McKennie-Cuadrado sulla destra, in modo da avere sempre un esterno offensivo e un altro di contenimento sempre in campo? Anche perché si sa, Max è un tipo di allenatore che ama il turnover, più o meno corposo che sia. Adora il cambiamento, lo sperimentalismo rischioso quanto inaspettato.

Per questo, vedere Adrien Rabiot in questa nuova veste non sorprende affatto, ma fa ben sperare. Dopo i successi ottenuti con Mandzukić e Cuadrado, ora il francese ha tutte le carte in regola per divenire l’ennesimo esperimento riuscito di Max Allegri.

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