Il 24 Marzo è il compleanno di un calciatore che ha avuto un’ascesa tanto veloce quanto la sua discesa. Chi non si è chiesto, nell’ultimo anno, dove sia finito Ramires Santos do Nascimento, quel Ramires del Chelsea in grado di segnare, con un pallonetto fantastico, nella semifinale di Champions contro il Barcellona di Guardiola. Da diverso tempo è sparito dai radar del grande calcio, preferendo, a torto o ragione, la liquidità ed il conto in banca in terra asiatica e cinese.

GLI INIZI

Ramires nasce calcisticamente nel Joinville, un club di serie C brasiliana, e dopo un paio di anni di militanza nel club compie il grande salto passando al Cruzeiro. Il centrocampista nelle due stagioni in maglia azzurra emerge come uno dei migliori giovani in circolazione, viste le sue caratteristiche fisiche ed atletiche. Infatti il futuro numero 8 del Brasile gioca prevalentemente come mezz’ala, ma riesce a svolgere tranquillamente tutti i ruoli del centrocampo.

Questa duttilità è data grazie alla sua importante velocità, coadiuvata dal grande timing negli inserimenti e grande abilità nel conquistare e ripulire palloni, credenziali che lo rendevano in fin dei conti un vero centrocampista moderno. Nota non meno importante i suoi 180 cm, che gli permettevano anche una discreta abilità nei colpi di testa sia in termini di gol sia nella capacità di dare grande apporto alla linea difensiva. Nel suo biennio nella squadra di Belo Horizonte emerge anche una componente di grande personalità; infatti nella Copa Libertadores 2008 mise a segno ben 5 gol, esaltando le sue doti da finalizzatore. L’anno successivo il brasiliano entrerà anche nel giro della Nazionale, riuscendo ad ottenere 51 presenze e 4 gol in 5 anni. Tra il 2009 e il 2014 si toglierà la soddisfazione di partecipare a due Mondiali e una Copa America.

Ramires

Ramires con la maglia del Brasile.
Fonte immagine: profilo IG @rami7oficial

LA SVOLTA

Stagione 2009-2010: i portoghesi del Benfica si apprestano ad iniziare la stagione con una rosa che amalgamava interessanti prospetti con veterani più esperti. Tra i senatori ci sono giocatori che hanno fatto la storia di questo sport: Saviola, Nuno Gomes, Aimar e Julio Cesar. Nelle giovani promesse ci sono invece giocatori che saranno protagonisti del decennio successivo; molti sono sudamericani e tecnicamente validi come David Luiz, Coentrao, Di Maria e proprio il brasiliano ex Cruzeiro. La trattativa tra le Aquile e gli azzurri brasiliani si conclude per soli 8 milioni, visto che poi il centrocampista farà le fortune del club portoghese. Ramires infatti riuscirà a vincere il campionato portoghese e la coppa nazionale, stregando anche il compagno Julio Cesar:

“Come giocatore è un animale, in senso buono. Ce l’avevi sempre addosso e lo trovavi ovunque, non si stancava mai.”

Ma il portiere dell’Inter non sarà l’unico a rimanere stregato, visto che anche dalle parti di Londra qualcuno ne rimarrà affascinato.

Ramires

Ramires esulta con il Benfica.
Fonte immagine: profilo IG @rami7oficial

LA CONSACRAZIONE

Il patron del Chelsea Roman Abramovich e il mister italiano Carletto Ancelotti rimarranno colpiti da quel centrocampista box to box ed anche goleador, acquistandolo per poco più di 20 milioni.

La prima stagione sarà di ambientamento per il brasiliano, mentre dalla stagione 2011-12 inizierà la cavalcata che porterà i Blues sul tetto d’Europa per ben due volte. La suddetta stagione sarà quella della folle vittoria della Champions League conquistata da Di Matteo, dove Ramires diventerà più che protagonista. La mezz’ala verdeoro sarà decisiva nella semifinale di Champions con uno straordinario gol ed oltre a questo mise a segno un’altra rete in finale di FA Cup, contribuendo, insieme al gol di Drogba, a vincere il trofeo.

Nella stagione successiva il Chelsea perderà molte finali ( Supercoppa Europea, Comunity Shield, Mondiale per Club), ma riuscirà a salvare la stagione grazie alla vittoria dell’EL. Il trionfo arriverà sconfiggendo l’ex squadra di Ramires, il Benfica, ed il brasiliano porterà a termine un’ottima stagione, con 9 gol segnati. Da questo momento inizierà la lenta ma inesorabile caduta dell’ex Benfica, che lo porterà poi verso altri lidi, al di fuori dell’Europa. Infatti nelle stagioni successive, sotto la guida di Mourinho, Ramires calerà molto di rendimento, perdendo progressivamente i gradi da titolare.

L’INIZIO DELLA FINE

Il brasiliano era ad un bivio: continuare in Europa o scegliere la Cina. Seppur vero che si trattava di un calcio in espansione, di certo non aveva quel fascino da notti di Champions o della Premier League. La scelta fu chiaramente di natura economica, ma l’avventura cinese non andò come previsto. Nonostante la campagna faraonica del Jiangsu Suning ( Alex Teixieira, Ramires ed altri giocatori in patria), la squadra non riuscì ad ottenere i risultati sperati nonostante le buone prestazioni dell’ex Chelsea. Come spesso accade, però, i giocatori provenienti dal calcio europeo in terra asiatica hanno, paradossalmente, un calo nelle prestazioni. Anche Ramires non ne fu esente, visto che con Fabio Capello come allenatore scese nelle gerarchie e perse definitivamente il posto da titolare.

Chissà nel 2017 quante volte si sia pentito di quella scelta, ma fatto sta che la sua carriera gli era ormai sfuggita di mano. Per riconquistare la fiducia e la tranquillità scelse il ritorno in patria, questa volta indossando la casacca dei “verdi” del Palmeiras. Nei 18 mesi in Brasile l’ex campione d’Europa riuscì a vincere un campionato paulista e partecipò alla Copa Libertadores, alternando partite da titolare con alcune da subentrato.

Ramires

Ramires in azione con la maglia del Palmeiras.
Fonte immagine: profilo IG @rami7oficial

Ma a fine novembre 2020 clamorosamente risolve il contratto e lascia il Palmeiras, con cui gioca l’ultima partita in Libertadores contro il Delfin. In questa partita, valevole per gli ottavi di finale della competizione continentale, Ramires chiude la sua esperienza con un autogol. Ironia della sorte, dopo soli due mesi il Palmeiras vincerà la competizione e successivamente parteciperà anche al Mondiale per Club. Adesso il centrocampista brasiliano è svincolato e non è certo che la sua carriera possa continuare, ma può comunque restare soddisfatto della sua esperienza. In fin dei conti ha vinto 1o trofei, con più di 500 presenze e 70 gol fatti, numeri brillanti per la carriera di una mezz’ala.

(Fonte immagine in evidenza: FN)