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Undici metri di storia

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Undici metri di storia

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Domenica 11 giugno, allo Stadio Stella Rossa di Belgrado, è andata in scena la partita del girone D tra Serbia e Galles, valida per la qualificazione ai Mondiali del 2018. Il match è terminato sull’1-1. La rete di Mitrovic, al 73′, ha risposto a quella del provvisorio vantaggio gallese di Ramsey, che ha trasformato un calcio di rigore con il cucchiaio. Il gol del centrocampista dell’Arsenal è proprio il nostro oggetto di discussione. Una rete, a suo modo, storica e magica.

INDIETRO NEL TEMPO

Prima di tutto portiamo indietro le lancette dell’orologio, portandoci nel 1976. Stesso luogo di domenica scorsa, lo stadio della Stella Rossa. Si sta giocando la finale del Campionato Europeo tra Germania Ovest e Cecoslovacchia (allora non si chiamava ancora Repubblica Ceca). La nazionale di Ječek si porta avanti per 2-0 nel giro di 25 minuti, ma i teutonici, grazie alle reti di Dieter Müller (capocannoniere della competizione) e quella all’89’ di Hölzenbein, riescono in un’incredibile rimonta. Il match si protrae fino ai calci di rigore. La cecoslovacchia mette a segno i primi quattro, mentre Hoeness, odierno presidente del Bayern Monaco, fallisce il tiro dal dischetto. Dagli undici metri, per il rigore del possibile trionfo dei balcanici, si presenta Antonín Panenka, allora 28enne centrocampista dei Bohemians di Praga. Rincorsa lunga, piede sotto il pallone, palla che compie una piccola parabola e portiere spiazzato. È il primo colpo del suo genere nella storia del calcio, che regala il primo (e unico) trofeo continentale alla Cecoslovacchia.

Il gesto tecnico passa alla storia come “Panenka” proprio in nome del suo ideatore, anche se oggi noi lo chiamiamo quotidianamente “cucchiaio” o “scavetto”. Di fatto è anche l’unico motivo per cui il centrocampista cecoslovacco viene ricordato nella storia del calcio. Dopo essere rimasto in patria fino al 1981, si trasferisce al Rapid Vienna. In Austria conquista due campionati e tre coppe nazionali in 4 stagioni, per poi giocare gli ultimi anni nelle serie minori. Oggi ricopre la carica di presidente proprio del Bohemians, la squadra di cui ha vestito la maglia per 14 anni.

OMAGGIO CALCISTICO

Capite ora perché il gol segnato da Ramsey domenica è tutt’altro che banale. Specialmente per lui, che più di una volta ha fatto la storia per ciò che è successo il giorno successivo a un suo gol. Una sorta di maledizione tra trash e macabro cominciata l’1 maggio 2011, quando Ramsey face gol al Manchester United e il giorno dopo morì Osama Bin Laden. Fu poi il turno di Steve Jobs, Gheddafi, Whitney Houston, Jorge Videla, Paul Walker e Robin Williams. Questa volta però il gallese ha lasciato il segno in ben altra maniera.

Un omaggio calcistico di cui non si è persino reso conto lo stesso Ramsey, che intervistato sull’argomento ha affermato di non sapere che, proprio nello stesso stadio, venne realizzato il primo gesto tecnico del genere.

“Non sapevo che questo stadio fosse la casa della Panenka, ma è stato un bel tocco. Ero calmo e sicuro di me. Il portiere mi ha chiesto la palla, gliel’ho data e lui mi ha detto “Io resterò al centro, tu calcerai al centro”. Quindi ho optato per l’angolo a destra. Per fortuna è andata dentro. È stata la mia prima volta ma mi sentivo come se sapessi cosa avrei fatto prima ancora di posizionarmi e calciare. Sono felice che sia entrata”.

Insomma, quando segna Ramsey difficilmente sfocia nel banale.

ALTRE REPLICHE

In bilico tra genio e follia, oggi il cucchiaio è uno dei gesti tecnici più apprezzati nel mondo del calcio. Ancora più impressi rimangono quelli nelle fasi decisive di un torneo. Tanti altri giocatori, dopo Panenka e prima di Ramsey, hanno emulato questa giocata in palcoscenici importanti. Indimenticabile, ad esempio, quello di Totti all’Europeo del 2000 contro l’Olanda.

Oppure quello di Zidane, che azzardò più di tutti emulando il cucchiaio nella finale di un Mondiale, quella del 2006.

https://youtu.be/Z1aTK6xEkTE

O ancora quello di Alexis Sanchez, che trasformando l’ultimo rigore in finale contro l’Argentina consegnò al Cile la sua prima Copa America nel 2015.

https://youtu.be/PnFVW-YY6Do

Da Panenka a Ramsey, passando per tanti altri interpreti. Quando un semplice calcio al pallone diventa un pezzo di storia.

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Coppa Italia

Maxi squalifica per Foti della Roma: minacce e insulti a dirigenti e arbitro

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Brutto episodio durante RomaCremonese: nel match valido per i quarti di finale, vinto incredibilmente dalla squadra lombarda, un membro dello staff tecnico giallorosso ha insultato e minacciato sia alcuni dirigenti che l’arbitro di campo. Si tratta di Salvatore Foti, secondo allenatore di Mourinho, a cui il giudice sportivo Alessandro Zampone ha rifilato una squalifica fino al 28 febbraio.

Questo il comunicato della Lega a riguardo: “perché, al 33′ del secondo tempo, alzatosi dalla propria panchina, rivolgeva agli Ufficiali di Gara, urlando, ripetute espressioni offensive: per avere, inoltre, come rilevato dai rappresentanti della procura federale, rivolo, al 29′ del primo tempo, dopo la segnatura della rete della Cremonese, frasi minacciose verso una dirigente della squadra avversaria; per avere inoltre proferito al 34′ del secondo tempo, dopo aver ricevuto la notifica del provvedimento di espulsione, ripetute espressioni blasfeme allontanandosi dal recinto di giuoco; per avere, infine, dopo il termine della gara, posizionatosi davanti allo spogliatoio del Direttore di gara, rivolto al medesimo ulteriori espressioni offensive con tono minaccioso”.

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Luciano Spalletti è l’allenatore del mese di gennaio in Serie A

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Spalletti

Luciano Spalletti è stato nominato allenatore del mese di gennaio dalla Lega Serie A: un’altra onorificenza in casa Napoli, la seconda volta per l’allenatore toscano in questa stagione. Le quattro vittorie nel mese di gennaio sono valse il premio all’ex allenatore dell’Inter, con l’unica macchia relativa alla sconfitta proprio contro i nerazzurri.

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Probabili formazioni di Sassuolo-Atalanta: Thorstvedt sostituisce Traore, Gasp con l’undici tipo

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Lookman

Manca sempre meno all’inizio della ventunesima giornata di Serie A, dove spicca il derby della madonnina per l’importanza della sfida in ottica zona Champions League. Ma per l’Europa che conta ci sono anche tante altre squadre pronte a lottare fino all’ultima giornata: una di queste è l’Atalanta di Gasperini, in netta ripresa nonostante la sconfitta in Coppa Italia contro l’Inter e volenterosa di tornare a vincere già da domani contro il Sassuolo.

Gli uomini di Gasperini sono riusciti a risalire la china dopo un inizio di stagione difficile, trovando in Lookman e Hojlund due vere e proprie gemme nascoste. Il giocatore nigeriano ha raggiunto addirittura i 12 gol in Serie A, a due di distanza dal connazionale Osimhen. Un’Atalanta che riesce sempre a trovare giocatori importanti sulla trequarti, il vero punto di forza dei bergamaschi.

Per il Sassuolo la vittoria sul campo del Milan è stata storica, rifilando addirittura 5 gol alla squadra di Pioli. Il rientro di Berardi ha fatto sicuramente alla banda Dionisi, che adesso dovrà fare a meno di Traore volato in Premier League in questa finestra di mercato. Ancora assente Pinamonti, alle prese con un infortunio rimediato nella sfida contro la Fiorentina.

Queste le probabili formazioni per il match di domani tra Atalanta e Sassuolo alle ore 20:45:

SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Tressoldi, Erlic, Ferrari, Rogério; Frattesi, Lopez, Thorstvedt; Berardi, Defrel, Laurienté. All. Dionisi.

ATALANTA (3-4-3): Musso; Toloi, Djimsiti, Scalvini; Hateboer, De Roon, Koopmeiners, Maehle; Lookman, Højlund, Boga. All. Gasperini.

 

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Dionisi sull’Atalanta: “È la squadra più in forma del momento”

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pagella Sassuolo

In mattinata è arrivata la conferenza stampa di Alessio Dionisi, tecnico del Sassuolo, in vista della partita contro l’Atalanta di domani, sabato 4 febbraio. Tanti i temi toccati dall’allenatore toscano, dopo una settimana di preparativi per una partita delicata come quella contro la banda Gasperini. Queste le sue parole:

SULL’ATALANTA – “Domani arriva una grande squadra, potrebbe essere uno stimolo in più. Basta guardare la classifica, basta guardarsi indietro, per avere le motivazioni giuste. Quando si parla di un risultato importante contro una grande e si rischia di perdere attenzione non è solo nel Sassuolo, lo vedo anche in altre squadre. È stata più facile prepararla per certi versi, questa settimana c’era più entusiasmo, ma non ci possiamo rilassare conoscendo il valore dell’avversario e per quanto mi riguarda è la squadra più in forma”.

TEMA MERCATO – “Sono andati via giocatori importanti che hanno dato tanto a questa maglia, tranne Antiste che è stato poco ma magari tornerà a dare una mano. Sono arrivati due giocatori giusti, con le qualità giuste, con la volontà e determinazione che cerchiamo nei ragazzi. Chi gioca nel Sassuolo deve voler giocare, non dover, voler giocare nel Sassuolo e da loro l’ho percepito parlandoci, sono sicuro che lo dimostreranno con i fatti. Bajrami l’ho già allenato, non godrà di preferenze per queste, ma mi aspetto molto di più per quanto fatto insieme in passato. Sono due giocatori giusti che ovviamente hanno bisogno di tempo, anche se tempo non c’è, speriamo ovviamente possano dimostrare tutto subito”.

SU BAJRAMI – “Io sono l’allenatore, non lo so. Bajrami ha qualità diverse dai nostri giocatori offensivi. Sono convinto anch’io che possa fare bene. Ha già fatto un buon campionato l’anno scorso con l’Empoli. Sono contento che la società lo abbia portato qui. Abbiamo rinunciato a un giocatore straordinario come Traorè ma abbiamo preso un giocatore giusto. Lui si deve mettere a disposizione non mia ma dei compagni e i compagni lo aiuteranno per metterlo in condizione di dare una mano alla squadra. Nel medio termine sono convinto che darà una mano alla squadra”.

IL PARAGONE CON GASPERINI – “Se firmerei per avere una carriera come la sua? Se hai una penna, la proposta io l’accetto e la firmo subito, con la destra e la sinistra. Gasperini non ha ancora finito di ottenere risultati, anche quest’anno sta facendo bene con un ricambio generazionale importante. Hanno due squadre, sono una big del campionato per certi aspetti. Quando vuoi vedere la forza di queste squadre devi guardare la panchina. Bravo il mister, bravi i giocatori. Hanno tanti calciatori che possono subentrare e metterci in difficoltà”.

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