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Raphael Varane, un anno da incorniciare

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Raphael Varane, un anno da incorniciare

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Assegnare il Pallone D’Oro nell’anno del Mondiale crea storicamente negli elettori ulteriori dubbi e difficoltà nello stilare la propria classifica. A differenza delle ultime due edizioni della massima competizione tra nazionali, in cui l’egemonia di Messi e Cristiano Ronaldo aveva retto dinanzi ai trionfi di Spagna e Germania, il futuro Pallone D’Oro sarà consegnato ad uno tra i 22 titolari della finale di Mosca. Dopo un’insolita incertezza dominata dal dibattito sull’inizio di una nuova era e la resistenza del duopolio Argentina-Portogallo, France Football ha comunicato i tre finalisti di questa edizione: Luka Modric, Kylian Mbappè e Raphael Varane.

Se i primi due nomi per svariati motivi quali il ruolo e alcune giocate copertina del Mondiale russo sono stati ben accolti dall’opinione pubblica, quello del centrale difensivo originario di Lille ha scatenato la disapprovazione dei molti appassionati. Era dall’anno di un altro Mondiale, quello del 2006, che un difensore non finiva sul podio dei migliori giocatori della stagione, ma il percorso che ha portato il difensore del Real Madrid a giocarsi l’ambito premio segue una parabola completamente diversa da quella che vide trionfare 12 anni fa Fabio Cannavaro.

SUL TETTO DEL MONDO

A differenza di quell’Italia, capace di subire solo 2 gol nell’intera competizione, la Francia di Deschamps ha disputato un Mondiale difensivamente buono ma non eccellente, basandosi il più delle volte su una difesa posizionale tesa a sfruttare al massimo la fisicità e le doti da marcatori puri di Varane e Umtiti.

https://youtu.be/fhBbsYEILPc

Il numero 4 francese, nello specifico, si è esaltato in un contesto difensivamente poco sofisticato ma nel quale il suo compito era quello di dominare nei duelli aerei e, in fase di possesso, effettuare la prima verticalizzazione per gli uomini tra le linee. Nel video che vi abbiamo proposto, dal minuto 1:15 al minuto 1:21, si può notare quest’ultima abilità. Nelle 7 partite disputate con la sua Francia, Varane ha mediamente effettuato 48 passaggi con una precisione vicina all’88%. Certo, il dato è inferiore rispetto al 91% che tocca con il Real Madrid ma decisamente elevato per il gioco diretto ad avverso ad un possesso palla a ritmi lenti imposto da Deschamps.

Oltre alla chiara influenza avuta sulle due fasi di gioco che per un giocatore con le qualità di Varane non costituisce una novità, ad impressionare è stato il graduale innalzamento del suo livello di gioco con l’avanzare della competizione. Le piccole sbavatura avute nel match inaugurale contro l’Australia o nel successivo con il Perù hanno fatto spazio a prestazioni monstre nella fase ad eliminazione diretta. Il gol con il quale ha sbloccato il Quarto di Finale contro l’Uruguay e violato la sacralità delle palle in attive da sempre dominate da Godin e Gimenez è stato l’incipit, il dominio fisico imposto su Lukaku e Fellaini nel turno successivo l’apoteosi della sua onnipotenza.

Il Mondiale vinto con apparente tranquillità da les bleus ha mostrato il raggiungimento della maturità calcistica di giocatori anagraficamente ancora giovani come Umtiti, Mbappè e lo stesso Varane. Il prodotto delle giovanili del Lens che, ricordiamolo, è un classe ’93 ha messo in mostra un carisma da veterano ed una personalità silenziosa, quasi come se sul rettangolo verde bastasse solo la sua figura per imprimerla su compagni ed avversari. Se il talento puro è un qualcosa che scorre nelle vene di Varane sin da quando era un bambino, l’approdo allo status di leader in campo e fuori è da ricollegare al personaggio che da anni condivide con lui la metà campo difensiva del Real Madrid: Sergio Ramos.

ESALTARSI NEL CAOS

Se il contesto difensivo della Francia, seppur non avanguardistico, esalta le caratteristiche di Varane, all’interno del caos e dello squilibrio creato da Zidane a Madrid, lui e Ramos hanno dovuto fare gli straordinari. Le difficoltà in transizione negative causate da uno schieramento che contava due terzini decisamente offensivi ed un centrocampo nel quale solo Casemiro fungeva da frangiflutti, hanno esaltato e migliorato la sua velocità di punta. Questo continuo “stress” difensivo lo ha reso oltre che un gran marcatore anche adatto a giocare con tanto campo alle spalle.

La Champions League conquistata quest’anno ha visto le merengues imbattersi in avversari di primissimo livello, partendo dal Psg agli ottavi, passando da Juventus e Bayern Monaco nei turni successivi, per arrivare al Liverpool nella notte di Kiev. Le battaglie inscenate con giocatori, tridenti o coppie offensive tutte differenti ci hanno dato la giusta percezione su quale sia attualmente il valore di Raphael Varane. Un difensore che a 25 anni sembra aver raggiunto il suo equilibrio tecnico, con pochi, pochissimi punti deboli ed un infinito arsenale di potenzialità. Delle doppie sfide di cui parlavamo, ci serviamo del match di andata contro la Juventus per esemplificare il discorso fatto fino ad ora.

https://twitter.com/EiF_Highlights/status/981303034402754562

In una partita nella quale a prendersi le prima pagine dei giornali è stato il gesto tecnico di Cristiano Ronaldo, i due centrali difensivi dei blancos si sono trovati decine di volte scoperti dinanzi all’attacco bianconero, dando vita a duelli fatti di anticipi palla a terra, dominio sulle palle alte e copertura della profondità che hanno disinnescato il tridente Dybala-Higuain-Douglas Costa.

Se Fabio Cannavaro vinse quel Pallone D’Oro in virtù di un Mondiale nel quale le sue doti in anticipo ed elevazione sotterrarono tutti gli attaccanti avversari, trovare una cifra stilistica, un cavallo di battaglia nel repertorio di Raphael Varane risulta impossibile. Il difensore francese si sposa perfettamente con l’evoluzione del calcio verso l’universalità dei ruoli e l’aver aggiunto, oltre ad un evidente crescita tecnica, un Mondiale, una Champions League ed un Mondiale per Club nello stesso anno lo rendono un pretendente meritevole del massimo premio individuale.

 

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Europa League

Pronostico Roma-Feyenoord, statistiche e consigli per la partita

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Lukaku, giocatore della Roma, Serie A, Europa League, Coppa Italia

PRONOSTICO ROMA-FEYENOORD, STATISTICHE E CONSIGLI PER LA PARTITA – Roma-Feyenoord non è mai una gara come le altre. Per i tifosi giallorossi la squadra olandese è legata inevitabilmente la vittoria della Conference League 2022. Sarà un contesto diverso quello di domani sera all’Olimpico, dove si giocherà per la qualificazione agli ottavi di finale di Europa League. A Rotterdam l’andata è terminata 1-1 con la squadra di Daniele De Rossi che è riuscita ad agguantare meritatamente il pareggio, grazie alla rete di Lukaku, dopo essere andata in svantaggio.

COME ARRIVA LA ROMA

L’arrivo di De Rossi, che ha sostituito Josè Mourinho, ha portato delle modifiche dal punto di vista tattico e dell’approccio. I giallorossi arrivano alla sfida dopo la netta vittoria di Frosinone per 3-0, che ha portato a 4 il numero di vittorie in 5 gare di Serie A per il nuovo tecnico che confermerà il 4-3-3. Non sarà della partita Edoardo Bove causa squalifica. La Roma, dunque potrà contare sull’entusiasmo portato dai risultati; la sola sconfitta è arrivata contro l’Inter al termine di una gara interpretata molto bene.

COME ARRIVA IL FEYENOORD

Il Feyenoord di Slot sarà atteso da una gara complicata visto l’obbligo di portare a casa il risultato pieno su un campo molto difficile. Il calore del pubblico rappresenterà sicuramente il dodicesimo uomo in campo. Anche gli olandesi, però, sono una squadra in fiducia visto il secondo posto consolidato in Eredivisie. Nell’ultimo match disputato il Feyenoord ha portato a casa i tre punti con una vittoria di misura contro l’RKC per 1-0 dopo aver dominato la gara, arrivando per più di 30 volte alla conclusione. 4-3-3 anche per Slot che punterà sul peso offensivo di Santiago Gimenez.

IL PRONOSTICO E LE STATISTICHE DI ROMA-FEYENOORD

In Roma-Feyenoord il dato che colpisce è quello che vede la Roma imbattuta tra le mura amiche nelle ultime 6 sfide contro squadre olandesi. Coerentemente con la statistica precedente, il Feyenoord, invece, non ha mai vinto nelle ultime 6 trasferte in Italia.

Anche il rendimento in Europa è diametralmente opposto, con la Roma che ha vinto le ultime 8 gare disputate in casa, mentre il Feyenoord non ha mai ottenuto il bottino pieno nelle ultime 4 gare giocate in Europa.

Detto questo, la Roma è favorita visto anche l’apporto del pubblico, ma non è da escludere che si arrivi ai supplementari. Il segno 1 è quotato intorno al 2.00 da tutti i bookmakers, mentre il segno X e il segno 2 sono oltre quota 3.00.

Probabilmente assisteremo ad una sfida con più gol visto l’atteggiamento propositivo di entrambe le formazioni. Sia Roma che Feyenoord potrebbero segnare almeno un gol.

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Champions League

Calzona soddisfatto a metà dopo Barcellona: “Ho visto una reazione, i ragazzi hanno dato l’anima”

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Calzona, allenatore del Napoli, Serie A, Champions League

Il Napoli, nonostante il cambio in panchina, non è riuscito a imporsi in casa contro il Barcellona. La spinta del Maradona ha portato gli azzurri a prendersi un meritato pareggio, con un gol di un ritrovato Osimhen. L’attaccante nigeriano, appena ritornato dalla Coppa D’Africa, è il giocatore che con le sue reti può risollevare le sorti di questa squadra. Lo sa benissimo Francesco Calzona, l’attuale allenatore azzurro, che ha ottenuto sicuramente un risultato discreto, vista l’annata grigia che sta affrontando la squadra campione d’Italia in carica. Nonostante ciò, la soddisfazione è solo a metà, visto che non sono riusciti a prendersi i tre punti in casa.

Di seguito trovate le parole dette da Calzona nel post partita.

PARTITA“Chiaramente abbiamo tanto da lavorare, ma vanno fatti i complimenti alla squadra perché ha ritrovato la voglia di lottare e abbiamo fatto un buon secondo tempo, un ottimo finale secondo me. È chiaro che a livello tattico abbiamo abbiamo da fare passi in avanti, abbiamo messo in campo calciatori che venivano Coppa d’Africa che non stavano benissimo. Quando staranno meglio voglio molto di più, specialmente nella fase offensiva. Siamo andati in difficoltà anche perché non c’era pressione davanti. Abbiamo concesso cambi gioco, abbiamo concesso palle tra le linee e concedere tutto questo ad una squadra di questo livello si può pagare caro. Nel finale la squadra ha creduto di poter vincere la partita e questo è un segnale importante. Di solito nei finali avevano una sorta di calo, diciamo, però lo spirito di questa squadra mi è piaciuto molto”.

SQUADRAHo visto calciatori che hanno dato l’anima e non ci stavano a perdere la partita contro un avversario forte, fortissimo. Con i nostri problemi tattici siamo andati in difficoltà. Quello che non mi è piaciuto è che c’era molto disordine in campo, li posso anche capire assolutamente perché in due giorni non si può fare miracoli, poi chi è subentrato ha rimesso un po’ a posto le cose perché erano freschi di mente, hanno dato linfa a questa squadra e sono molto contento di chi è subentrato, assolutamente”.

ATTITUDINELa prima mezz’ora abbiamo sofferto tanto per i motivi che ho detto prima e poi la squadra ha reagito nel disordine, però ha reagito. Per una squadra lottare fino al novantacinquesimo contro una squadra di questa caratura mi fa essere soddisfatto”.

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Champions League

Xavi: “Avremmo meritato la vittoria, ma dovevamo essere più concreti”

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Xavi

XAVI – Il Barcellona e il Napoli si sono date battaglia fino all’ultimo per portare a casa una vittoria. Le due squadre, però, devono accontentarsi soltanto di un pareggio. Lewandowski apre le danze al 60esimo per i blaugrana, mentre a pareggiare per i partenopei ci pensa Victor Osimhen. C’è spazio per il record di Lamine Yamal, divenuto il giocatore più giovane a prendere parte ad una gara della fase ad eliminazione diretta della UEFA Champions League a 16 anni e 233 giorni.

Dopo il pareggio del Maradona per 1-1, il tecnico del Barcellona Xavi è intervenuto ai microfoni di Prime Video. Ecco il suo commento.

LE PAROLE DI XAVI

SULLA PARTITA – “Ho una sensazione di tristezza perché abbiamo regalato solo un occasione, però questa è la Champions. La cosa più giusta sarebbe stata la vittoria del Barcellona, la squadra mi è piaciuta perchè ha pressato alto il Napoli. Dopo il gol dovevamo gestire meglio il vantaggio ed essere più concreti per chiuderla”.

HA VISTO UNA SQUADRA IN CRESCITA? – “La squadra sta crescendo, mi è piaciuta sia in attacco che in difesa, abbiamo giocato bene e meritavamo di più”.

SULL’ADDIO AL BARCELLONA – “Mi mancherà questo ambiente, ma la decisione non può essere cambiata e penso sia la decisione corretta”.

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Le pagelle di Porto-Arsenal, 1-0: Galeno decisivo, male in toto i Gunners

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LE PAGELLE DI PORTO-ARSENAL – Il Porto ospita l’Arsenal per la gara di andata degli ottavi di finale di Champions League. I padroni di casa hanno passato brillantemente il proprio girone ma non stanno facendo altrettanto bene in campionato, dove si trovano al terzo posto in classifica. L’Arsenal arriva al match in un periodo di forma straordinario: i gunners hanno infatti vinto cinque partite consecutive. La partita termina sul risultato di 1-0 in favore del Porto grazie alla rete allo scadere siglata da Galeno. 

La prima frazione di gioco si è conclusa sul risultato di 0-0. L’Arsenal ha sicuramente gestito i ritmi della partita ottenendo il 70% di possesso palla, senza però riuscire a rendersi davvero pericoloso. Al contrario i ragazzi di Conceiçao hanno difeso in maniera ordinata e creato delle occasioni da gol. La più importante al 21′ con Galeno che prima ha colpito il palo e poi sulla ribattuta da pochi passi non ha trovato la rete per centimetri.

Nella ripresa non è cambiato il copione con l’Arsenal che ha gestito il possesso, creando poco nulla. Il Porto ha continuato a difendersi in maniera ordinata e, all’ultimo respiro, è riuscito addirittura a trovare il gol vittoria con Galeno. Per i gunners il ritorno sarà davvero difficile, considerando quanto sia difficile superare la difesa del Porto.

LE PAGELLE DEL PORTO

Diogo Costa 6.5: non deve praticamente mai effettuare delle vere e proprie parate. Viene sollecitato più che altro nelle uscite ma non sbaglia mai il tempo, dando così sicurezza a tutto il reparto.

Joao Mario 7: Martinelli qualche volta lo mette in difficoltà, ma sarebbe strano il contrario. Riesce a limitare ottimamente il diretto avversario. Meno preciso quando viene chiamato ad attaccare.

Pepe 7: tra 5 giorni compirà 41 anni ma non si direbbe. Prestazione ottima da parte del capitano del Porto che limita gli attaccanti dei gunners, leggendo al meglio le potenziali azioni pericolose degli avversari.

Otavio 6.5: debutto in Europa più che positivo per il centrale di difesa. Sempre preciso e puntuale negli interventi.

Wendell 6.5: limita al meglio Saka. Spinge davvero poco ma nella fase difensiva non sbaglia praticamente nulla (dal 90′ Eustâquio: s.v.).

Gonzalez 6: partita di sostanza più che di qualità quella del numero 16. Tocca pochi palloni ma fa buon filtro a centrocampo (dall’80’ Jaime: s.v.).

Varela 6.5: lo stesso discorso fatto per Gonzalez vale anche per Varela. Rispetto al compagno tocca più palloni. Si mette in mostra con un paio di chiusure decisive.

Conceiçao 6.5: nel primo tempo è il più frizzante dei suoi. Da una sua iniziativa nasce la migliore occasione del Porto. Anche nella ripresa si fa notare con un paio di spunti interessanti (dall’85’ Borges: s.v.)

Pepé 6: parte dietro la punta, ma a causa della posizione di Havetrz è costretto ad abbassare il suo raggio d’azione, limitando così le sue potenzialità offensive. Nella ripresa riesce anche a farsi vedere davanti.

Galeno 7: impalpabile fino al 21′: poi ha la doppia chance per sbloccare al match, ma la fallisce per centimetri. Dopo un secondo tempo simile al primo, riesce a sfruttare l’unica opportunità che gli capita, segnando un gol stupendo e decisivo ai fini della vittoria.

Evanilson 6: partita complicata per la punta del Porto. Corre, lotta ma ottiene pochi palloni giocabili. Ci prova con una conclusione intorno alla mezz’ora, ma è troppo debole per impensierire Raya (dall’85’ Martinez: s.v.).

All. Conceiçao 7; prepara ottimamente la partita e i suoi mettono in pratica l’attenzione che aveva chiesto loro alla vigilia. La sua squadra colpisce all’ultimo mettendo una seria ipoteca sul passaggio del turno.

LE PAGELLE DELL’ARSENAL

Raya 6: non è praticamente mai chiamato in causa. Si fa trovare pronto in qualche uscita alta. Gestisce abbastanza bene i palloni con i piedi. Non può nulla sulla conclusione di Galeno.

White 6: nel calcio fluido di Arteta il terzino destro si muove parecchio. Molto spesso si accentra a fare il secondo centrocampista, mentre altre volte è addirittura più alto di Saka. Crea sempre una linea di passaggio per i compagni.

Saliba 6.5: prestazione di livello quella del centrale francese. Insuperabile nell’1 contro 1, pulito nelle chiusure di testa e attento e preciso in fase di possesso.

Gabriel 6: come il compagno di reparto è autore di una prestazione pulita ed attenta. Limita Evanilson non concedendo vere e proprie palle gol all’avversario.

Kiwior 5.5: rispetto a White è molto più bloccato in fase di possesso. Prova a cercare la verticalizzazione con dei lanci che non sono sempre precisi. Spesso in difficoltà contro Conceiçao.

Ødegaard 5: meno nel vivo della manovra rispetto al solito. Impreciso come difficilmente lo si era visto, limitato ottimamente dagli avversari.

Rice 6.5: ingenuo a prendere un’ammonizione pesante dopo appena 1′ minuto. Da lì però assolve il solito ruolo di metronomo dei suoi, gestendo bene i palloni che tocca.

Havertz 5: anche lui soffre la fisicità degli avversari. Non riesce mai a trovare la collocazione in campo. Non ha mai delle vere e proprie occasioni da gol.

Saka 5.5parte male, riesce ad accendersi in qualche situazione ma risulta davvero troppo impreciso. Prestazione negativa rispetto alle potenzialità del giocatore.

Trossard 5: praticamente scompare in mezzo ai centrali del Porto. Il “falso nueve” non è proprio il suo ruolo e si vede. Ha a disposizione qualche opportunità ma non riesce a lasciare il segno sulla partita (dal 74′ Jorginho 5.5: entra per dare ordine alla squadra, ma rispetto al solito non riesce ad essere preciso e fluido nel far girare il pallone).

Martinelli 6: si accende ad intermittenza: quando cambia il passo è difficilmente arginabile, però non riesce a farlo con continuità.

All. Arteta 6: l’idea di dare pochi punti di riferimento agli avversari è concettualmente corretta. Non riesce però a scardinare la difesa del Porto. Anche a causa di parecchie assenze non ha molte possibilità di cambiare l’andamento del match.

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