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Raspadori e Bellingham: la Champions League è dei millennials

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Raspadori e Bellingham: la Champions League è dei millennials

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Raspadori e Bellingham

Raspadori e Bellingham sono stati protagonisti della due giorni di Champions League che giunge al giro di boa della fase a gironi. Dopo tre partite si iniziano a delineare i primi equilibri negli otto gruppi di Champions League. E, nelle giornate di martedì 4 ottobre e mercoledì 5 ottobre, questi due giovani talenti si sono presi la scena. Raspadori è stato l’uomo più in vista del Napoli, corsaro alla Johan Crujff Arena di Amsterdam, con due gol e un assist nel 6-1 a favore degli azzurri contro l’Ajax. Mentre, Jude Bellingham ha dominato il match del suo Borussia Dortmund contro il Sevilla con un gol e un assist che hanno aperto la strada ai gialloneri.

Andiamo a conoscerli meglio.

RASPADORI: IL “DIEZ” CHE NON FA CASO AL NUMERO

Una delle cose più difficili da fare, quando si parla di Giacomo Raspadori, è trovare un’etichetta che lo descriva al meglio. Non è una punta vera e propria, perchè il fisico esile e le caratteristiche tecniche non lo consigliano. Non è una seconda punta, perchè il modulo del Napoli non prevede tale posizione. Ma non è neanche un fantasista, perchè ama muoversi molto più in area di rigore, piuttosto che costruire a 25/30 metri dalla porta. Non è un’ala, anche se ha ricoperto questo ruolo in passato. E, infine, non è un “Numero Diez“, perchè a Napoli quella maglia appartiene solo a Maradona dal 2006, anno in cui è stata ritirata.

Raspadori indossa la maglia numero 81, segno che vuol essere chi vuole, anche senza un marchio che lo renda noto ed esplicito a tutti. Segno, soprattutto, che è un giocatore che non fa molto caso a questi orpelli estetici, perchè ama fare la differenza sul campo. Qualche fiammata è arrivata nelle settimane precedenti: la rete al Rangers in Champions o il gol-vittoria contro lo Spezia. Ma la trasferta in terra olandese ha messo la ciliegina sulla torta.

Nella bollente tana dell’Ajax, i padroni di casa aprono le danze dopo solo 9 minuti con Kudus. Ma a riportare la parità ci pensa proprio Raspadori. Il cross dalla sinistra di Oliveira è un’occasione troppo ghiotta per l’ex-Sassuolo, che la colpisce in tuffo di testa. Pasveer può solo guardare la palla che entra sul palo più lontano. Ma la partita di Raspadori non è finita qui. Nella ripresa ci mette solo due giri di lancetta per confezionare la doppietta personale, che vale il 4-1. E poco dopo l’ora di gioco imbocca Kvaratskhelia per la rete del 5-1, per poi lasciare il campo, per il subentrante Simeone.

BELLINGHAM, IL FENOMENO DELLA RUHR

Jude Bellingham non ha certo bisogno di presentazioni. Se un giocatore ha “costretto” la sua ex-squadra a ritirare il suo numero a soli 17 anni e tutta Europa lo segue, inevitabilmente non è uno qualsiasi. E che Bellingham non sia “uno qualsiasi” lo dimostra ogni volta che il suo piede accarezza il pallone. Che sia una giocata di qualità, un colpo di cannone o una pennellata di precisione, il risultato è sempre lo stesso. Bellingham incanta. E di questa cosa se ne sono accorti ovunque, in Europa.

Il Sevilla è stata solo l’ultima vittima sul suo “death note“. Il Ramon Sanchez-Pizjuan ed il suo pubblico sono abitué alla qualità e alla fantasia delle giocate. Bellingham, davanti al pubblico nervionenses, mette in mostra il meglio del suo repertorio. Al 9′ disegna con il mancino un cambio di gioco che sembra radiocomandato e “imbocca” la corsa di Raphaël Guerreiro. L’esterno portoghese non può che ringraziare e mettere la firma sulla splendida giocata, con mancino che fulmina Bono.

A ridosso della fine del primo tempo, poi, riceve in verticale da Salih Ozcan e punta Gudelj. Il tentativo di dribbling permette al classe 2003 di spostarsi la palla in posizione comoda, per colpire a rete. Il colpo da biliardo trafigge l’estremo ospite, per la rete del raddoppio giallonero e mette la gara in discesa. Dopo il tris, firmato Adeyemi, il Sevilla, a dirla tutta, riuscirà anche ad accorciare le distanze con El-Nesyri. Ma al 75′ Brandt decide di chiudere le ostilità con la rete dell’ 1-4. Bellingham giocherà il match per intero, uscendo dal campo come UEFA Man Of The Match.

DIFFERENZE TRA I DUE

Raspadori ha dimostrato di avere la maturità necessaria per saper cogliere i frutti del suo lavoro solo quando maturi. Dopo una vita passata al Sassuolo, la scorsa estate, a 22 anni, ha abbandonato la casacca neroverde. Ma lo ha fatto in un periodo in cui gli emiliani hanno deciso di fissare un prezzo per lui. Ma anche in cui il Napoli ha espresso la necessità di trovare volti nuovi per la rosa del futuro prossimo. Senza la pressione di dover necessariamente vincere subito e dimostrare, Raspadori ha scelto una squadra che ha iniziato un nuovo ciclo. Ma anche una squadra in cui potersi mettere in mostra e, al contempo, alla prova.

Nonostante Raspadori sia un ottimo giocatore, però, Bellingham è su un livello superiore. A 19 anni il nativo di Stourbidge gioca con la consapevolezza di chi non ha più nulla da dimostrare e con la maturità di un veterano. La cosa più incredibile, per quanto riguarda Bellingham, è il suo essere universalmente duttile. Il centrocampo non ha segreti per lui, ma anche nel ruolo di terzino è capace di fare la differenza, con le sue abilità di conduzione palla e di passaggio. Contro gli spagnoli, Terzic ha optato per farlo muovere sulla sinistra, con licenza di alternarsi tra zona di trequarti e quella di metà campo. Bellingham ha ripagato con l’ennesima prestazione da fuoriclasse assoluto. Ed è come tale che viene considerato in tutta l’Europa.

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Scoppia il caos a Valencia: Bellingham segna al 98′, ma Gil Manzano aveva fischiato la fine un istante prima

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Ancelotti

Finale folle a Valencia. Dopo una partita combattuta e tesissima, l’ultimo secondo di gara ha regalato un episodio incredibile. Il Real Madrid aveva segnato il 3-2 con Bellingham al 98′, ma l’arbitro Gil Manzano non ha convalidato la rete. Il motivo? Il triplice fischio del direttore di gara, arrivato al momento del cross in area di rigore di Brahim Diaz. Ovviamente scoppia il caos, con Gil Manzano costretto a estrarre vari cartellini rossi. Uno dei quali, direttamente verso Bellingham. Ancelotti interviene e in campo si scatena un parapiglia, quasi una caccia all’uomo.

La gara è dunque finita 2-2, con il Valencia che ha sciupato il doppio vantaggio. La rimonta del Real Madrid ha portato la firma di Vinicius, lesto nel ribadire in rete due tap-in e poi “provocatore” nei confronti nel pubblico del “Mestalla” dopo i vergognosi atteggiamenti del pubblico dell’anno scorso. Al 91′, tolto con il VAR anche un rigore al Valencia.

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[VIDEO] L’esultanza di Vinicius dopo i fischi razzisti dei tifosi del Valencia

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Dove vedere Lipsia-Real Madrid in tv e streaming

Ancora una volta, si è verificato un increscioso e ingiustificabile episodio di razzismo ai danni di Vinicius. L’attaccante brasiliano, nel corso del match di Liga Valencia-Real Madrid, è nuovamente ricoperto di fischi razzisti.

Quando la partita si trovava sul punteggio di 2-0 in favore dei padroni di casa, al quinto minuto di recupero del primo tempo Vinicius è riuscito ad accorciare le distanze tra le due compagini, capitalizzando un’azione partita con il cross effettuato da Carvajal. Dopo aver siglato la rete del 2-1, il brasiliano ha esultato con il pugno chiuso rivolto verso i tifosi avversari, gesto simbolico della lotta contro il razzismo.

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Di Maria si lamenta ancora con gli arbitri: rischio squalifica

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Angel Di Maria, attaccante del Benfica si appresta a rinnovare il contratto con i portoghesi

DI MARIA – Le polemiche arbitrali sono all’ordine del giorno in Serie A, ma non solo. L’Associazione degli Arbitri portoghesi (APAF) ha avviato un procedimento disciplinare contro Angel Di Maria. Le azioni dell’argentino sono state al centro dell’attenzione dopo le sue critiche alla squadra arbitrale guidata da Fabio Verissimo. Tutto questo è avvenuto in seguito alla sconfitta 2-1 del Benfica contro lo Sporting nella semifinale di andata della Coppa del Portogallo. Le dichiarazioni di Di Maria hanno suscitato polemiche e ora l’APAF si prepara ad affrontare la questione in modo disciplinare.

POLEMICA – “Quello che è successo ieri sera è stato visibile a tutti. Continueremo a lavorare per raggiungere i nostri obiettivi. Soli contro tutti”.

Di Maria ha espresso il suo dissenso per una rete annullata al 76′ per presunto fuorigioco di Tengstedt, chiedendo spiegazioni all’arbitro al termine del match. È la seconda volta in meno di un mese che l’Associazione degli Arbitri portoghesi indaga sul Fideo, aumentando le sue possibilità di una possibile squalifica. Di Maria è tornato al Benfica dopo quattordici anni e ha già segnato quattordici gol. Inoltre, ha fornito nove assist cruciali che hanno contribuito al successo del club di Lisbona in varie competizioni, sia a livello nazionale che europeo.

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Il retroscena di Singo: “Mi volevano Inter, Milan e Atalanta”

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Monaco-PSG, Kylian Mbappé, Wilfried Singo, Ligue 1, Champions League

IL RETROSCENA DI SINGO – Dopo ben 4 stagioni nel calcio italiano, trascorse indossando la maglia del Torino, la scorsa estate ha rappresentato un grosso cambiamento per Wilfried Singo, trasferitosi in Ligue 1 al Monaco. Per l’ex laterale granata, quella in corso si sta rivelando un’annata piena di soddisfazioni, sia con il proprio club, con cui insegue la qualificazione alla prossima Champions League, che con la propria nazionale. Giocando nella Costa d’Avorio, infatti, Singo si è laureato campione d’Africa poco meno di un mese fa, al termine di un torneo pieno di sorprese. In un’intervista a Marca, il terzino ivoriano ha rivelato alcuni aneddoti di mercato risalenti alla scorsa estate.

IL RETROSCENA DI SINGO

SCELTA DIFFICILE – “C’erano diversi club italiani interessati a me, tra cui Inter, Milan ed Atalanta, ma alla fine ho preferito andare al Monaco. Ho maturato questa decisione consultandomi con il mio agente Maxime Nana e col mio amico Nicolas Nkoulou. Anche lui ha giocato qui a inizio carriera, e me ne ha parlato come un posto dove poter crescere e migliorare. Sono felice di essere in un club che da fiducia ai giovani e con infrastrutture di alto livello”.

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