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Raúl De Tomás: i gol per salvare il Rayo e l’obiettivo Real Madrid

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Ai nastri di partenza di questa Liga 2018/19 in molti davano per spacciato in partenza il Rayo Vallecano, tornato in Primera División dopo due stagioni di purgatorio in Segunda. I Bukaneros sono a -1 dalla salvezza, stanno sorprendendo tutti in positivo. A Vallecas gran parte delle speranze poggiano sulle spalle di Raúl De Tomás, attaccante classe ’94 di proprietà del Real Madrid già arrivato a quota 9 reti nella sua prima stagione in Liga.

Suona strano: un attaccante della squadra più importante della città, quella dei poteri forti, che gioca, segna e dà l’anima per la squadra del popolo, quella degli operai di Madrid.

IL REAL MADRID E I PRESTITI

Raúl De Tomás entra nel settore giovanile dei blancos nel 2004 e rimane tra le fila del Real Madrid Castilla fino al 2015, quando inizia una girandola di prestiti. La prima esperienza è a Córdoba, in Segunda División: 26 presenze, 6 gol e 2 assist. Per essere il primo bottino lontano dalla comfort-zone di Madrid, è più che accettabile.

Nella stagione successiva rimane in prestito in Segunda, ma questa volta prestato al Valladolid. Con la Pucela RDT9 (il suo acronimo che si è fatto scrivere anche sulla camiseta) inizia a crescere esponenzialmente, con lui crescono anche i gol: 14 reti in 36 partite. Ma la vera svolta arriva nell’estate del 2017, quando all’ultimo minuto salta un possibile ritorno al Valladolid per un mancato accordo con il Real.

Un classico gol di De Tomas ai tempi del Valladolid: movimento perfetto in area di rigore, conclusione con il sinistro al volo e portiere beffato

De Tomás allora decide di accettare la proposta del Rayo Vallecano, squadra ambiziosa che vuole tornare il prima possibile in Liga. L’impatto con Vallecas è devastante, il Rayo domina letteralmente il girone di ritorno e vince il campionato. RDT9 si prende la scena, segnando ben 24 gol in 32 partite.

Uno dei gol più belli di De Tomas con la maglia del Rayo, in Segunda contro il Zaragoza: arriva sulla palla, si prepara la mattonella e lascia partire un missile terra-aria imprendibile.

CARATTERISTICHE TECNICHE

De Tomás è un attaccante moderno, perché segna molto e soprattutto riesce sempre a rendersi utile per la squadra. Ha qualità associative, il dialogo con i compagni è costante e si trova meglio quando è supportato da esterni/trequartisti. Michel infatti al Rayo lo utilizza in una sorta di 3-1-4-2, così RDT9 ha sempre una spalla d’attacco e degli esterni pronti a crossare palloni in mezzo.

L’attaccante spagnolo è alto 180 cm, è bravo nei duelli aerei ed è dotato anche di una buona forza fisica. Sa usare entrambi i piedi, ma calcia preferibilmente con il destro. In area di rigore si muove sempre bene, preferisce attaccare il primo palo per cercare la girata di prima intenzione o il colpo di testa.

Un’altra situazione che lo privilegia è il lancio in profondità, RDT9 si muove bene sul filo del fuorigioco e riesce spesso a ritrovarsi a tu per tu con il portiere avversario.

PRESENTE Y FUTURO

Come già accennato all’inizio di questo articolo, De Tomás sta disputando una super stagione al Rayo Vallecano, con 9 gol in 19 partite. Eppure, all’inizio di questa Liga, a Vallecas avevano iniziato a dubitare di lui. Il motivo? Dopo le prime 2 partite, contro Huesca e Bilbao, De Tomás in campo è praticamente inesistente. I tifosi si chiedono se sia veramente lui l’attaccante in grado di salvare la squadra, pensando anche che abbia sofferto il salto di categoria e che non sia adatto alla Liga. Michel non ha dubbi su di lui e continua a dare fiducia al suo bomber:

Stiamo lavorando per trovare una nostra identità. L’impatto con la Liga è difficile e possiamo farcela solo con tanto impegno. De Tomás si sbloccherà, non ho dubbi.

La svolta arriva nella partita successiva, quando il Rayo perde 5 a 1 contro l’Alaves in casa, ma RDT9 si sblocca e da lì si carica la squadra sulle spalle.

Il gol che svolta la stagione di RDT9: da notare come si smarca in maniera intelligente per andare nella zona dove cadrà la palla.

Tocca l’apice nella partita casalinga contro il Celta Vigo vinta per 4 a 2: prima tripletta in Liga, con gol di destro, di sinistro e su punizione.

La punizione bellissima di RDT9 che sblocca la gara contro il Celta: un capolavoro.

Il gol del sorpasso sul Celta: De Tomas vede arrivare una palla vagante, carica il sinistro e lascia andare un tiro imprendibile che fa andare in delirio il pubblico di Vallecas.

Il Real Madrid continua a seguirlo, punta su di lui e lo ha blindato fino al 2024 con un rinnovo di contratto, un segnale più che incoraggiante. A 24 anni e alla prima stagione in Liga De Tomás sembra aver raggiunto la piena maturità per tentare il grande salto. Alla fine di questo campionato farà ritorno alla casa madre, ma prima c’è da salvare il popolo operaio di Madrid.

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Flash News

Il giornalista terrorizza la Juventus: “Situazione pericolosa come quella del 2006”

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Juventus

Il terremoto in casa Juventus ha destabilizzato il mondo bianconero. A seguito di un rapidissimo Cda straordinario, tutte le cariche più importanti della dirigenza si sono dimesse dai propri ruoli. La motivazione è ancora sconosciuta ufficialmente, anche se alcune voci ipotizzano dei guai seri a bilancio. In molti, quindi, si stanno chiedendo i reali motivi che si celano dietro la vicenda e diversi tifosi cercano risposte sui social.

“COME NEL 2006”

In questo senso, le risposte provenienti dal web non sono rassicuranti, anzi. Farà scalpore un Tweet del noto giornalista Tancredi Palmieri che preoccupa tutto l’ambiente bianconero. In poche righe, Palmieri terrorizza il tifo Juventino con le seguenti parole.

Secondo il direttore di Sky Italia, la situazione della Juventus potrebbe essere pericolosa come quella del 2006, qualcosa di enorme sta per scoppiare”.

Ricordiamo che nel 2006 la compagine bianconera venne retrocessa in Serie B a seguito dello scandalo Calciopoli.

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Calcio Internazionale

Gomez carica l’Uruguay: “Contro il Ghana una finale”

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Maximiliano Gomez, attaccante dell’Uruguay, ha parlato ai microfoni di Teledoce dopo la sconfitta contro il Portogallo.

L’attaccante ha caricato i suoi per la sfida contro il Ghana, decisiva ai fini della qualificazione:

“Dobbiamo già pensare alla prossima sfida col Ghana. Giocheremo l’ultimo incontro della fase a gironi come se fosse una finale e ci auguriamo di riuscire a vincerla”

Gomez ha anche analizzato il match di stasera:

“Sono contento di aver avuto l’opportunità di scendere in campo, ma al tempo stesso mi dispiace per il risultato perché abbiamo disputato un grande secondo tempo. Il Portogallo è una grande squadra e sapevamo di trovarci di fronte degli ottimi calciatori”.

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Calcio Internazionale

Messico, tegola Guardado: stop di 10 giorni

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Tata Martino

Tegola in casa Messico, a 2 giorni dal match clou contro l’Arabia Saudita.

Il centrocampista Andres Guardado, infortunatosi nel match contro l’Argentina, dovrà stare fermo ai box 10 giorni stando a quanto riportato da L’Equipe. I messicani, fermi ad un punto in classifica, sono obbligati a vincere, per tenere vive le chances di qualificazione in un girone super equilibrato. L’altra sfida vedrà di fronte Argentina e Polonia, con i primi a quota 3 e i polacchi in testa al gruppo con 4 punti, frutto di una vittoria e un pareggio proprio contro il Messico.

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Flash News

La lettera di addio di Andrea Agnelli ai dipendenti della Juventus

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Agnelli

Andrea Agnelli, prima delle dimissioni arrivate in serata, ha rivolto una lunga lettera di addio a tutti i dipendenti del club.

“Cari tutti,
Giocare per la Juventus, lavorare per la Juventus; un unico obiettivo: Vincere. Chi ha il privilegio di indossare la maglia bianconera lo sa. Chi lavora in squadra sa che il lavoro duro batte il talento se il talento non lavora duro. La Juventus è una delle più grandi società al mondo e chi vi lavora o gioca sa che il risultato è figlio del lavoro di tutta la squadra.

Siamo abituati per storia e DNA a vincere. Dal 2010 abbiamo onorato la nostra storia raggiungendo risultati straordinari: lo Stadium, 9 scudetti maschili consecutivi, i primi in Italia ad aver una serie Netflix e Amazon Prime, il J|Medical, 5 scudetti femminili consecutivi a partire dal giorno zero. E ancora, il deal con Volkswagen (pochi lo sanno), le finali di Berlino e Cardiff (i nostri grandi rimpianti), l’accordo con Adidas, la Coppa Italia Next Gen, la prima società a rappresentare i club in seno al Comitato Esecutivo UEFA, il JMuseum e tanto altro.

Ore, giorni, notti, mesi e stagioni con l’obiettivo di migliorare sempre in vista di alcuni istanti determinanti. Ognuno di noi sa richiamare alla mente l’attimo prima di scendere in campo: esci dallo spogliatoio e giri a destra, una ventina di scalini in discesa con una grata in mezzo, un’altra decina di scalini in salita e ci sei: “el miedo escénico” e in quell’attimo quando sai di avere tutta la squadra con te l’impossibile diventa fattibile. Bernabeu, Old Trafford, Allianz Arena, Westfallen Stadium, San Siro, Geōrgios Karaiskakīs, Celtic Park, Camp Nou: ovunque siamo stati quando la squadra era compatta non temevamo nessuno.

Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale. In quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni: stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme dando la possibilità ad una nuova formazione di ribaltare quella partita“.

La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus.

Io continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore, confortato da una frase di Friedrich Nietzsche: “And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music”.

Ricordate, ci riconosceremo ovunque con uno sguardo: Siamo la gente della Juve!

Fino alla fine…“.

LA FINE DI UN’ERA

Questo il toccante saluto di Andrea Agnelli al suo popolo, quello bianconero. Una storia iniziata nel lontano maggio del 2010, quando fu eletto presidente, diventando il quarto esponente della famiglia Agnelli alla guida del club.

19 titoli complessivi: 9 Scudetti, 5 coppe Italia e altrettante Supercoppe Italiane.

Andrea Agnelli, nel bene e nel male, ha segnato indelebilmente, 12 anni di storia del calcio. Dallo stadio di proprietà al progetto Superlega, l’ormai ex presidente bianconero ha rivoluzionato il gioco.

Agnelli è stato capace di riportare la Juventus sul tetto d’Italia, provando a ripetersi, non riuscendoci del tutto, in Europa. 12 anni di successi e di tonfi clamorosi, di gioie e dolori, di esultanze e liti con i tifosi.

 

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