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Razionalmente Benevento, follemente Stregati

Razionalmente Benevento, follemente Stregati

In ogni favola che si rispetti c’è sempre un antagonista. La strega la più classica fra i “cattivi”. Terrore dei bambini, personaggio scuro, di timore, paure e sinistri presagi. Ma la strega di cui ora non ha nulla a che vedere. La strega che raccontiamo è una felice e fantastica storia di calcio, cuore, record e festa. Una strega capace di accantonare i cliché fiabeschi e sovvertire la paura fanciullina del personaggio narrativo in amore e passione, unendo una città attorno a una squadra, una maglia, un pallone.

RAZIONALMENTE BENEVENTO

Accantonando favole e miti raccontiamo di una vera e propria impresa. Quella sannita. Mai nessuna squadra era riuscita, al primo anno in Serie B, ad essere subito promossa nel massimo campionato. Fino a ieri. Perché il Benevento ha riscritto anche questa storia.

Le premesse per il miracolo erano ottime. Neanche la sentenza del Tribunale Federale Nazionale, arrivata a campionato iniziato, e la conseguente penalità di un punto frenarono l’incalzante inizio di stagione sannita. 15 punti effettivi – a cui sommare la penalizzazione – dopo le prime 7 giornate. Poi una fase di crisi o ingiustificato riposo. 1 solo punto in quattro giornate. Prima della grande ripresa finale. 21 punti nelle ultime 10 giornate e terzo posto dopo il giro di boa. Dopo una prima parte così sognare era lecito, con un’importante arma in più. La difesa. Solo 14 i gol subiti nelle prime 21 giornate.

Il girone di ritorno come lo stesso disco riavviato. Forse meglio, almeno in apparenza. 10 punti nelle prime 5 giornate – ancora meglio del girone d’andata – poi lo stop, blackout. Lo stesso del girone d’andata. Come lo stesso disco riavviato. Una crisi però più duratura: un mese di totale assenza di risultati: 2 punti in 6 gare, da Bari a Trapani. Due, illusorie, vittorie contro Spezia e Ternana. Forse un calo di forze o l’incapacità, anche legittima per una squadra che non era mai stata in Serie B, di reggere il ritmo della grande prima tornata e il nuovo e più grave crollo. Un punto in quattro partite. L’armata difensiva della prima parte di stagione sembrava non riuscire a reggere il colpo. Dopo 17 giornate di ritorno i gol subiti erano già 25 contro i 14 dell’intero girone d’andata. Il Vigorito non sembrava più fortino inespugnabile. Solo una vittoria nelle ultime 6 gare “amiche”. Quasi vana la vena da bomber di Ceravolo già a quota 15 gol in B. Avellino come necessario punto di svolta o calvario (forse) irrimediabile. Ma in questa storia di miracoli, record e passione, l’irrimediabile non è concepito. Avellino un punto di svolta: prima delle 3 vittorie nelle ultime 4 giornate. Un primo miracolo già compiuto, play off agguantati al primo anno di Serie B.

La vera favola inizia ora. Nel momento che conta Baroni e i suoi rispondono presente. Via prima Spezia e poi Perugia. Fino alla finale col Carpi. Quella che in tempi di Champions League gallese era stata banalmente e ironicamente ribattezzata il sogno “Carpiff” a significare la portata storica di tale traguardo. L’andata in trasferta e lo 0-0. Giocarsi tutto in casa. Puscas, il gol, la vittoria, la promozione e il delirio. Benvenuta in A!

FOLLEMENTE STREGATI

Abbandonando la ratio, il Benevento non è solo vittorie, impresa, record e Serie A. Benevento è la favola di un’intera città che si stringe attorno ad una maglia, ad uno stadio, a un pallone. Il Benevento è la gioia dell’inaspettato. La rincorsa, la scalata e il raggiungimento della vetta. È il parallelo percorso di crescita dei giovani sanniti. Il Benevento è la folle favola che a 781 chilometri scatena l’estro e l’amore per i colori giallorossi di un 18enne di Milano. Dopo poche giornate di B la favola Benevento riesce a far ottenere il permesso e l’opportunità al 18 enne liceale di ridipingere con un murales la parete della classe. La vena artistica del ragazzo fa tanto, ma l’amore e la folle passione familiare per gli Stregati fanno il resto riuscendo a “piegare” un’istituzione. Un’aula di scuola e la strega. Una sorta di connubio e metaforica unione fra la ratio e la sana, calcistica follia. Capace anche di unire gli “eterni rivali” alunni, insegnanti e preside in una grande ammirazione sannita.

I PROTAGONISTI DELLA STAGIONE

 

“E’ una gioia infinita veramente. E’ incredibile tutto, ma ce lo siamo meritato, giocando benissimo in questi play-off.

Parole rilasciate a Sky Sport da Marco Baroni. Allenatore e incredulo ma grande regista del capolavoro giallorosso capace di gestire e muovere i fili delle “marionette” e riuscire nel miracoloso e inaspettato intento.

La gioventù al potere. Ciciretti, classe ’93, sfortunato ma altrettanto importante pedina e fondamentale protagonista della stagione stregata. 6 gol e 12 assist in stagione a rincorrere i play off. La sfortuna di non esserci. Un infortunio che ne preclude la possibilità di contribuire alla costruzione dell’impresa giallorossa ma la consapevolezza di averla resa comunque possibile fin lì. Chibsah. Goleador improvvisato. 6 reti in 42 presenze totali. Silenziosa e importante impronta ghanese. Zampata fondamentale nella semifinale d’andata con il Perugia. Cragno la sicura scommessa fra i pali. La gioventù al potere, dunque, ma la necessaria esperienza a sostenerne debolezze e cali. Ceravolo. Secondo cannoniere della B. Arreso solo a Pazzini. 20 gol in stagione, 1/3 del totale dei gol dei giallorossi; l’importanza dell’esperienza. Puscas, l’eroe. Giovane promessa nerazzurra si prende la scena a Benevento. Eroe della finale col Carpi è la firma sull’approdo in Serie A.

Tutti autori e protagonisti della stagione storica. Dalla Serie C alla A in due anni. Per la prima volta nella sua storia in Serie A. Questa è storia. Questo è il Benevento.

In ogni favola che si rispetti c’è sempre un antagonista. La strega, il terrore dei bambini, personaggio scuro, di timore, paure e sinistri presagi. Ma a Benevento la strega non risponderà più di questi banali cliché. A Benevento la strega è giallorossa. La Strega è in Serie A.

BENVENUTA!

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