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Razvan Marin, la nuova stella dell’Ajax

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A pochi giorni dall’incontro cruciale contro la Juventus, l’Ajax ha ufficializzato l’acquisto di Razvan Gabriel Marin, centrocampista dello Standard Liegi e della nazionale romena. Il 22enne si aggregherà ai Lanceri a partire dalla prossima stagione ed è già indicato da molti come il successore di Frankie De Jong. Con questa operazione, il club olandese dimostra di non volersi adagiare sugli allori, in una stagione positiva come questa. Inoltre, i dirigenti biancorossi sanno di non avere tempo da perdere in vista della prossima sessione di mercato, nella quale potrebbero aver bisogno di far fronte ad ulteriori partenze. Nel frattempo, ecco chi è Marin, l’ennesimo talento che proverà ad incantare la Johann Cruijff Arena.

CARRIERA

Figlio di Petre Marin, ex terzino della Steaua Bucarest, Razvan ha iniziato la sua carriera professionistica con la maglia del Viitorul Costanta nel 2013. L’anno seguente, l’arrivo di Gheorghe Hagi sulla panchina del club romeno (del quale è anche proprietario), dà un’importante svolta alla crescita del ragazzo. Hagi stravede per Marin e pian piano gli concede sempre più spazio, fino a farlo diventare un giocatore imprescindibile nei suoi schemi. In realtà, l’amore del Maradona dei Carpazi per il giovane connazionale era sbocciato già prima, quando Razvan militava nell’Academia Hagi, una sorta di scuola per giovani talenti, fondata da Hagi stesso. Dopo 76 presenze con il Viitorul, condite da 8 goal e 12 assist, lo Standard Liegi beffa tutte le pretendenti, acquistando Marin per 2,4 milioni nel gennaio 2017. Sul ragazzo infatti c’erano già gli occhi di alcune big del calcio europeo, tra le quali anche Juve e Napoli. Si trasferisce in Belgio all’inizio della stagione seguente, dopo aver conquistato il suo primo titolo, lo scudetto romeno. In questa stagione, allo Standard, ha già disputato 39 partite, segnando 6 volte e fornendo 8 assist. Ha debuttato in Champions League nei preliminari di agosto, proprio contro l’Ajax, venendo eliminato e retrocedendo in Europa League.

Due giorni fa, gli olandesi hanno comunicato di aver prelevato il centrocampista classe ’96 per 12,5 milioni di euro. Marin inoltre, ha già debuttato con la nazionale maggiore, l’8 ottobre 2016, nel match valido per le qualificazioni ai mondiali 2018. In quell’occasione, la Romania si è imposta con un 5-0 sull’Armenia e Razvan ha trovato anche la sua prima rete.

CARATTERISTICHE

Il fatto di essere stato cresciuto come un figlio da Hagi non è solo una cosa positiva. Le qualità di Marin, sommate alle attenzioni del miglior calciatore romeno di sempre, hanno presto generato l’etichetta di suo erede. La storia del calcio è piena di giovani talenti schiacciati dal peso delle aspettative create attorno a loro, ma questo non sembra il caso di Razvan. Marin è un centrocampista centrale e gioca principalmente da mezz’ala, viste la sua abilità negli inserimenti. Ai tempi del Viitorul, Hagi lo ha schiarato spesso anche come regista davanti alla difesa, dato che il ragazzo ha un ottimo passaggio, sia sul lungo che sul corto. È dotato di buona tecnica e di tanta personalità e fantasia, altre caratteristiche che lo rendono perfetto per stare nel cuore del gioco. Il suo piede preferito è il destro, molto raffinato, ma non si tira indietro quando deve utilizzare il mancino. Il suo marchio di fabbrica sono le punizioni, tanto che qualcuno ha azzardato un altro paragone scomodissimo con Andrea Pirlo. All’apparenza sembra il giocatore perfetto per sostituire De Jong e fare il definitivo salto di qualità. Sicuramente l’Ajax è un ambiente ideale dove migliorare ancora.

LE PAROLE DI MARIN

Dopo le firme, le foto di rito con la nuova casacca e un breve tour di quello che diventerà il suo nuovo habitat, sono arrivate anche le prime parole di Marin da giocatore dell’Ajax:

“Sono molto felice, ringrazio tutti. Sono orgoglioso di aver firmato con un grande club come l’Ajax. È difficile spiegare cosa sento, ma posso promettere che penserò solo a lavorare e crescere. È un ottimo club, soprattutto per i giovani giocatori come me. Voglio migliorare sotto tutti i punti di vista e credo che l’Ajax sia la miglior scelta per me. Ne ho parlato con Chivu, non vedo l’ora di indossare la maglia dell’Ajax. Ripeto, per me è una grande scelta, una squadra forte con grandi giocatori come Tadic, Neres, De Jong o Ziyech”.

Oltre alle parole di stima per il club e di gioia in vista della nuova esperienza, lo stesso giocatore sottolinea le grandi possibilità di maturare tra le fila del club biancorosso. Curioso l’aneddoto su Chivu, connazionale passato a sua volta da Amsterdam tra il ‘99 ed il 2003, prima di accasarsi a Roma. Chi sa che l’ex difensore non si riveli importante anche in vista di un futuro trasferimento di Razvan in Italia. Per concludere, non mancano apprezzamenti verso coloro che, mercato permettendo, saranno i suoi prossimi compagni. Stranamente nella lista appare anche De Jong, come se il romeno si fosse dimenticato per un istante di quegli 86 milioni arrivati da Barcellona. Soldi che cambieranno la carriera di Frankie e che indirettamente la cambieranno anche a Marin, non più “solo” l’erede di Hagi, ma anche la nuova stella dell’Ajax.

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Calcio Internazionale

Il Messico saluta i Mondiali dopo i gironi: non accadeva dal 1978

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Negli ultimi decenni si era diffusa la convinzione che la Nazionale del Messico fosse perseguitata dalla cosiddetta “maldiciòn del quinto partido“, ossia “la maledizione della quinta partita”, che, ai Mondiali, coincide con i quarti di finale, e che il Tricolor non raggiunge dal lontano 1986.

Dopo la mancata qualificazione a Italia ’90, dunque, ebbe inizio per il Messico una lunga serie di eliminazioni agli ottavi di finale, protrattesi per ben 7 edizioni del torneo: la serie è partita da Usa ’94 ed è terminata a Russia 2018. La vittoria di stasera contro l’Arabia Saudita, la prima per la squadra del Tata MartinoQatar 2022, non ha tuttavia evitato la precoce eliminazione ai gironi di Ochoa e compagni. Nonostante avessero gli stessi punti della Polonia, i messicani non hanno potuto prolungare la propria avventura in Qatar in virtù della differenza reti inferiore a quella dei biancorosssi.

Se consideriamo che ai Mondiali del 1982 il Messico non si è qualificato, l’ultima eliminazione in cui gli Aztecas non hanno superato i gironi di un Mondiale risaliva a più di quarant’anni or sono: parliamo dei Mondiali del 1978 in Argentina.

 

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Calciomercato

Guarnieri esamina la Cremonese: “Peccato di inesperienza”

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Cremonese

Nicola Guarneri, direttore responsabile di CuoreGrigiorosso.com, in un’intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb, ha analizzato la prima parte di stagione della Cremonese. I lombardi sono attualmente al terzultimo posto, con 7 punti.

La situazione attuale è molto chiara, sicuramente ha pesato molto l’inesperienza dell’allenatore e della rosa di fronte all’approdo nella massima categoria. Al resto ha contribuito la sorte, che ha privato la squadra di un giocatore come Chiriches ormai a metà settembre.

Guarneri ha preso le difese di Alvini, rimproverando invece, qualche giocatore in più.

In assenza di giocatori la Cremonese proverà a salvarsi con le idee del suo allenatore. La dirigenza è rimasta soddisfatta del gioco espresso dalla squadra, in fin dei conti non si può ottenere molto se non si hanno giocatori di qualità che possano fare l’ultimo passaggio dalla trequarti in su. Lo stesso Dessers col passare delle partite si è un po’ spento, sbagliando anche un rigore.

Non mancano infine informazioni su quello che potrebbe essere la strategia di mercato del club lombardo in vista della finestra di gennaio.

Credo che arriverà almeno un acquisto per reparto. Servirebbe un portiere di riserva, un difensore esperto, un centrocampista di qualità e un attaccante abituato alla Serie A. In uscita qualche giovane come Ndiaye Milanese verrà mandato in prestito in Serie B. Mentre qualcun altro come Radu Baez potrebbe lasciare definitivamente Cremona. Mi auguro più che altro che rimanga Castagnetti, a mio avviso il miglior centrocampista della rosa.

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Calciomercato

Bologna, Sansone e Vignato avrebbero chiesto di andare via

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Secondo “La Gazzetta Dello Sport“, in casa Bologna si respira aria d’addio per due giocatori.

Emanuel Vignato e Nicola Sansone avrebbero chiesto la cessione per cercare più minutaggio altrove dato lo scarso utilizzo sotto la guida di Thiago Motta.

Per Vignato, il Bologna starebbe pensando ad una cessione in prestito, dato che non vorrebbe privarsi totalmente del classe 2000.

Per Sansone, la cessione sarebbe definitiva, data anche la scadenza di contratto che risulta a giugno 2023.

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I 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli

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Peggiori Acquisti Agnelli

Sì è conclusa l’era più gloriosa non solo della storia della Juventus, ma del calcio italiano: il presidente Andrea Agnelli e tutto il CdA bianconero hanno rassegnato le dimissioni. Dopo nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane, cinque Coppe Italia e due finali di Champions League, la Juventus dice addio al presidente che è riuscito a portarla ai vertici del calcio mondiale dopo gli anni bui di calciopoli. Sì chiude così un’era vincente e senza precedenti, in cui grandi campioni hanno scelto di vestire la maglia bianconera, per una spesa totale di oltre 1.7 miliardi di euro. Sono molti gli acquisti che si sono rivelati fondamentali per la causa bianconeri, ma sono altrettanti quelli che hanno deluso le aspettative. Di seguito vi proponiamo i 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli.

MARKO PJACA

Era l’estate del 2016 quando la Juventus prelevò dalla Dinamo Zagabria il 21enne Marko Pjaca. Sigla il suo primo gol in bianconero il 22 febbraio 2017, nella partita vinta per 2-0 sul campo del Porto nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Un mese dopo, però, subisce un infortunio al ginocchio destro e da lì ha iniziato il suo calvario. Dopo vari prestiti in giro per l’Europa e diversi infortuni che lo hanno costretto a saltare molte partite, è ancora parte dell’organico bianconero e milita in prestito all’Empoli. Nella sua esperienza alla Juventus, Pjaca ha collezionato solo 5 presenze ed un gol.

JORGE MARTINEZ

Tra i peggiori acquisti dell’era Agnelli, non possiamo dimenticare Jorge Martinez. Dopo 3 ottime stagioni con la maglia del Catania, nel 2010 la Juventus acquista l’uruguaiano per 12 milioni di euro. Complici infortuni e scelte tecniche, però, l’esperienza dell’uruguaiano con la maglia bianconera si rivelerà particolarmente sfortunata: in 5 stagioni totalizza 2 reti in 20 presenze: 6 milioni di euro per ogni gol realizzato.

NICOLAS ANELKA

Nel gennaio 2013 la Juventus mette a segno il colpo Nicolas Anelka, attaccante francese acquistato a parametro zero dopo l’esperienza cinese allo Shanghai Shenhua. Come possiamo ben immaginare, il suo sì può essere considerato a tutti gli effetti uno degli acquisti peggiori della Juventus degli ultimi anni. Al momento dell’arrivo a Torino pe aspettative nei suoi confronti erano molto alte, tant’è che i bianconeri lo seguivano da diverse stagioni e lo inserirono subito in lista Champions. Inutile dire che la sua esperienza a Torino si rivelò totalmente fallimentare: scese in campo solo 3 volte e dopo 6 mesi si trasferì al West Bromwich a parametro zero.

ELJERO ELIA

Nella stagione 2011/12, sul fotofinish del calciomercato estivo, Agnelli porta in bianconero Eljero Elia, ala olandese acquistato dall’Amburgo per 9 milioni di euro più bonus. Nonostante le aspettative fossero abbastanza dopo le prolifiche stagioni in Germania, non convinse per nulla l’allora allenatore bianconero Antonio Conte, che lo relegò in panchina per tutta la stagione. Al termine dell’annata, Elia collezionò solo 4 presenze e venne ceduto al Werder Brema.

MILOŠ KRASIĆ

Quando si parla dei peggiori acquisti dell’era Agnelli, non si può certamente omettere Miloš Krasić. Giunse a Torino nel 2010, prelevato per 15 milioni di euro dal CSKA Mosca. Per le sue caratteristiche tecniche e fisiche venne etichettato come il nuovo Nedvěd. È evidente, però, che non avesse nulla in comune con la Furia Ceca. Dopo una serie di partite saltate per infortuni e per squalifiche, conclude la sua prima stagione alla Juventus con 7 reti in 33 presenze. La sua seconda annata, però, si rivelerà ancora più negativa. Il serbo non riesce ad imporsi nelle gerarchie del nuovo tecnico, Antonio Conte, e verrà spesso lasciato in panchina per scelta tecnica. Nella stagione 2011/12 totalizzerà solo 7 presenze e una rete, prima di trasferirsi al Fenerbahçe. Sì rivelerà uno degli acquisti peggiori di Agnelli, se non il peggiore, considerando l’etichetta con cui era sbarcato all’ombra della Mole.

 

 

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