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Optimates a confronto

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Benzema

La partita fra due degli optimates del calcio mondiale si è risolto con un pareggio che, essenzialmente, accontenta poco sia l’una che l’altra formazione. In quello che la meteorologia e il clima avevano reso un ambiente calcistico perfetto (a Madrid sole, caldo e circa 18 gradi) Real e Atletico si sono divisi le due frazioni della partita uscendo senza un vincitore, né sul piano del gioco – come si suol dire “ai punti” – né ovviamente su quello del tabellino finale. Fatto sta che il Barcellona, vittorioso sabato sera contro il Leganes, è ancora primo e probabilmente lo sarà anche al termine della stagione: i blaugrana ieri hanno tratto un intenso godimento nel vedere le madridiste fermarsi ai soli gol di Ronaldo e Griezmann. E a proposito, finalmente è tornato a Madrid un derbyssimo in cui i fenomeni hanno fatto i fenomeni e non è mancato lo spettacolo, con attacchi serrati e difese spesso vacillanti, con dei colpi da maestro che hanno reso onore alla salatissima posta in palio nonostante, rispettivamente, tra tre e quattro giorni giochino entrambe in contesti europei. Perchè effettivamente e anche un po’ amaramente la stracittadina d’andata del Wanda Metropolitano era stata una gara molto più piatta e bloccata rispetto ai 90′ del Bernabeu, dove a Ronaldo ha risposto Griezmann e, più in generale, al primo tempo interamente di marca blancos è stata opposta una ripresa a tinte colchoneros.

REAL MADRID

I paragrafi della partita corrispondono come già detto a due blocchi di gara ognuno con un padrone diverso: un primo tempo in cui il Real Madrid ha praticamente costruito un porto fluviale di palloni nell’area di Oblak e una seconda frazione con la squadra del Cholo che ha costantemente fatto fare belle figure a Navas. Obbiettivamente il pareggio è un risultato scomodo ma giusto, e al massimo le recrimine sono accettate per i soli due gol partoriti da due squadre che complessivamente – in questa stagione – hanno segnato 126 (Real) e 91 (Atletico) reti in tutte le competizioni.

  

Cristiano Ronaldo non ha voluto sapere di scendere dai 2,28 metri di piedistallo eretto martedì sera a Torino ed è rimasto su una biosfera più alta di quella dei semplici giocatori forti. Il portoghese infatti è in uno stato di forma più o meno deistico, quasi sovrannaturale: due gol allo Juventus Stadium in settimana e uno nel derby contro l’Atletico Madrid che si aggiungono ai 9 segnati nel solo mese di marzo. Ieri pomeriggio Ronaldo è stato molto più combattivo del solito e come oramai da diverso tempo, nel nuovo copione affidatogli da Zidane, l’ex Manchester United è stato uno dei più cercati dai compagni e pure l’affinità con Bale (prima mezz’ora di inesistenza per il gallese) ha dato i suoi frutti. “Mister 100 milioni” ha servito un pallone delicato per il destro amabile di Ronaldo al 53′ che ha finalmente scassinato la saracinesca di Oblak. Per il resto la generale codificazione tattica del Real Madrid è oramai stellare: un calcio elaborato con tanti uomini nella metà campo avversaria e una ricerca dello scambio laterale insistente, che sfrutta i superpoteri attuali di due altri grandi protagonisti del Madrid 2018: Marcelo e Carvajal.

La heatmap del Real Madrid: lato destro e sinistro sono i più sfruttati dalla squadra di Zidane. Protagonisti ? Carvajal e Marcelo.

Due terzini molto criticati a inizio stagione che ieri si sono nuovamente esaltati come motori inarrestabili della manovra dei Blancos, che tra gli altri non hanno potuto fare a meno anche di un Kovacic finalmente nelle vesti da giocatore di questi palcoscenici. Il croato, che tutti gli anni sembra essere il primo partente scelto da Zidane, ieri è uscito col 95% di passaggi completati e una positiva risposta del pubblico al su richiamo in panchina. E la conseguente assenza di Casemiro ha condannato il Real solo nei tratti in cui l’Atletico è uscito nel secondo tempo e ha spinto in contropiede verso Navas, che si è ben difeso. Ieri pomeriggio Ramos non è stato certo il migliore dei suoi e, paradossalmente, può essere individuato come il meno brillante degli uomini di Zidane, che invece ha preparato una buona partita dosando al meglio le forze in vista dell‘impegno non banale contro la Juventus mercoledì in casa.

Per la seconda volta in questa stagione, Simeone e Zidane si sono divisi la posta in palio.

Quello del Madrid è stato un gran primo tempo, un poutpourri di scambi in area e conclusioni pericolose (ci sono pure un palo, una traversa e un super miracolo di Oblak su Varane) che avrebbero potuto rendere il Real sul 3-0 già dopo 45 minuti. Ma i Galacticos hanno dovuto fare i conti con Oblak e con un Atletico che per spirito e filosofia non ha smesso non conoscere il significato di arrendersi.

ATLETICO MADRID

I Colchoneros venivano da una partita giocata piuttosto bene contro lo Sporting Lisbona giovedì al Wanda Metropolitano ma qualche tratto di stanchezza per il match con i lusitani lo si è visto almeno nei primi 45′ di gioco. Il Cholo ha scelto i migliori per la sfida più attesa, nella tana del lupo di un Real che raramente in stagione ha potuto mostrare una pelliccia così scintillante; l’Atleti sarebbe rimasto davanti i cugini blancos anche in caso di sconfitta, eppure qualcosa lasciava presagire che questa gara avrebbe potuto significare “sorpasso” in prospettiva futura. Inevitabile che il Madrid facesse la partita sin dalle prime battute, ed era altrettanto scontato che Simeone programmasse un pomeriggio di sacrificio e ranghi serrati, confermando in ogni caso l’opzione della garra battagliera.

Simeone è all’Atletico Madrid dal 2011: contro il Real Madrid ha disputato 26 gare vincendone 8, pareggiandone altrettante e perdendone 10.

Per 90 minuti Oblak è stato probabilmente il miglior portiere in circolazione, confermando quel mito un po’ troppo spagnoleggiante che vuole lo sloveno come uno dei massimi rappresentanti del suo ruolo al mondo : nonostante le classifiche mondiali siano sempre piuttosto fluide e cangianti, Oblak da due stagioni è forse uno dei pochi a essere rimasto nella top 5 dei cinque estremi difensori più forti al mondo. E il portiere sloveno, in un sistema difensivista come quello dei colchoneros, è un quinto difensore sia con i piedi che come saracinesca, visto che ieri ha salvato il risultato almeno in tre – quattro occasioni. Il resto della squadra, poi, ha ringraziato il portiere giocando una ripresa strepitosa, che oltre al gol di Griezmann (giunto meritatissimamente) avrebbe potuto passare in vantaggio subito dopo con Koke e segnare almeno un paio di gol con due pericolosissimi contropiedi, rispettivamente con la regia di Saul Niguez e dello stesso Griezmann. Le petite diable ha retto l’urto col fuoriclasse opposto Ronaldo segnando per la quarta volta consecutiva al Bernabeu nel derby tra Real e Atletico: un altro che il Dio del Calcio sta continuando a invitare alla sua tavola. Al di là dei singoli, il centrocampo dell’Atletico nel secondo tempo è stato più ordinato e compatto di quello del Real, spesso troppo preoccupato ad attaccare e non curante delle sponde di Diego Costa, animale a piede libero per il Bernabeu che ieri ha dimostrato ai ragazzi delle scuole calcio cosa vuol dire “far salire la squadra”.

Ieri pomeriggio Diego Costa ha tirato in porta due volte e vinto due contrasti aerei. Lo spagnolo è stato uno dei più positivi dei Colchoneros.

L’Atletico si è difeso bene e ha fatto, alla fin fine, la solita partita di difesa e contropiede senza tuttavia disdegnare qualche disimpegno inusuale per un undici di quantità come quello di Simeone. Senza dubbio una partita scoppiettante e fuorviante, l’ennesimo spettacolo della Liga a poche settimane dal Clasico del 6 maggio al Camp Nou, dove il Barcellona potrebbe umiliare il Real Madrid celebrando la Liga in pompa magna davanti al proprio pubblico.

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Calcio Internazionale

Lautaro sprecone, Messi lo difende: “Vive di gol, è fondamentale per noi”

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Toni

Dopo la tragicomica prestazione di Lukaku contro la Croazia, il duo offensivo dell’Inter conferma il suo evidente momento di difficoltà; il match con l’Australia è stata infatti una grossa occasione mancata per Lautaro Martinez, che dopo aver perso il posto da titolare in favore del più pimpante Julian Alvarez (a segno anche ieri sera), fatica a ritrovare il proprio proverbiale killer istinct sotto porta.

El Toro, nel momento di maggior difficoltà dell’Argentina, ha fallito due occasioni abbastanza nette a tu per tu con Ryan (portiere australiano), impedendo alla Selecciòn di chiudere una partita che si stava rivelando sempre più spinosa dopo lo sfortunato autogol di Enzo Fernandez.

In suo soccorso non poteva dunque che arrivare Leo Messi, padre e padrone dell’Albiceleste (oltre che uomo-assist in entrambe le occasioni fallite dal centravanti nerazzurro), che ai microfoni di Tyc Sports ha rincuorato il proprio compagno di reparto: “Lautaro è un attaccante che vive di gol, ed è un giocatore molto importante per noi; l’importante è che stia bene in vista dei quarti contro l’Olanda.”

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Flash News

Djorkaeff senza filtri: “I messaggi politici limitano i valori dello sport”

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Tunisia-Australia

Quest’edizione dei Mondiali sarà ricordata non solo per gli aspetti calcistici, ma anche per i messaggi politici e per le polemiche createsi intorno alla gestione del governo qatariota riguardo i diritti umani. Proprio di questo ha parlato Youri Djorkaeff, ex calciatore della Nazionale Francese ora consigliere di Infatino. Di seguito le sue dichiarazioni rilasciate in esclusiva alla Gazzetta dello Sport:

«Molta gente vuole far passare dei messaggi, ma il calcio trasmette valori propri. Se cominciassimo a dare spazio ad altro finiremmo a limitare i valori dello sport. I giocatori devono trasmettere ciò in cui credono prima e dopo le partite. Un messaggio politico non deve entrare in uno stadio».

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Calcio Internazionale

Nuova panchina per Roberto Martinez? Il Messico su di lui

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Messico

Dopo i sei anni da commissario tecnico del Belgio, conclusi senza trofei e con la grande delusione dell’eliminazione ai gironi nei Mondiali in Qatar (che l’hanno portato alle dimissioni), Roberto Martinez potrebbe ripartire subito da un’altra Nazionale. Secondo quanto riporta Record il Messico avrebbe trovato nell’allenatore catalano il profilo ideale per costruire una squadra competitiva nei prossimi Mondiali casalinghi del 2026, dopo la bruciante eliminazione ai gironi con Argentina, Polonia e Arabia Saudita che anche in questo caso ha costretto alle dimissioni dell’allenatore, il Tata Martino.

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Flash News

Spal-Modena, le formazioni ufficiali: torna Diaw e sfida La Mantia

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Brescia

La Spal ospita il Modena, reduce dalla vittoria in un altro derby contro il Parma. La squadra di De Rossi nell’ultimo turno ha perso con il Brescia e vuole ripartire vincendo in casa. Il Modena invece è tornato alla vittoria che mancava dal 15 ottobre. Nei canarini torna Diaw a guidare l’attacco e viene confermato Renzetti dopo la grandissima prestazione di Parma. Per la Spal La Mantia e Moncini guideranno l’attacco con Meccariello, obiettivo di mercato del Modena, in difesa.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

SPAL (3-5-2): Alfonso; Peda, Meccariello, Dalle Mura; Dickmann, Valzania, Esposito, Proia, Celia; La Mantia, Moncini. All. De Rossi

MODENA (4-3-1-2): Gagno; Oukhadda, Silvestri, Pergreffi, Renzetti; Armellino, Gerli, Poli; Tremolada; Diaw, Falcinelli. All. Tesser

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