Dove trovarci

La nostra prima pagina

La più vecchia legge del calcio punisce il Real: i numeri del derby di Madrid

La più vecchia legge del calcio punisce il Real: i numeri del derby di Madrid

Il derby di Madrid numero 286 è terminato sul punteggio di 1-1. Alla rete del provvisorio vantaggio madrileno firmata Pepe ha risposto Griezmann, giunto a quota 14 gol in campionato. I colchoneros escono imbattuti dal Bernabéu per il quarto anno consecutivo e fermano la corsa del Real, che in caso di vittoria del Barcellona stasera scivolerebbero al secondo posto (con una partita in meno) a due settimane dal Clásico. Le merengues l’hanno fatta da padrone per gran parte del match, ma si sono visti puniti negli ultimi 15 minuti della gara, in cui l’Atletico ha segnato 19 dei suoi 55 gol stagionali in Liga. Vediamo ora i principali numeri del match.

LE RETROGUARDIE

Il confronto tra i reparti difensivi non vede una prevalenza netta da nessuna delle due parti, in particolar modo se prendiamo in considerazione i duelli vinti nell’uno-contro-uno (8 a 7 in favore del Real) e la percentuale di duelli aerei vinti (60% a 56% in favore dell’Atletico). Differenza più evidente per quanto riguarda la percentuale di successo nei contrasti: la squadra di Zidane ne ha vinti il 30%, a fronte del 46% degli uomini di Simeone. Spicca, in questa statistica, la netta superiorità di Godín rispetto a Sergio Ramos: il difensore uruguaiano ha vinto tutti i contrasti in cui si è visto protagonista (3/3), mentre il capitano blanco ha avuto la meglio solo nel 17% dei casi (1/5). Meno impegnati gli altri due centrali, Savic e Pepe, che però si sono resi protagonisti con due giocate decisive: il montenegrino con un salvataggio sulla linea al 31′ su una conclusione di Ronaldo, il portoghese con il colpo di testa che ha portato momentaneamente in vantaggio i padroni di casa.

Anche nel confronto tra le corsie abbiamo equilibrio per quanto riguarda la fase difensiva. Per quanto riguarda invece la fase propositiva, si ha una netta prevalenza di Marcelo e Carvajal nei confronti del duo JuanfranFilipe Luis. La coppia di terzini merengue ha effettuato 9 cross, di cui 3 completati con successo, mentre i laterali biancorossi ne hanno effettuati solo due, entrambi non a buon fine. Prevalenza bianca anche per quanto riguarda le occasioni create (3 a 1) e i tiri effettuati (2 a 0).

Entrambi i portieri hanno avuto modo di essere determinanti. In particolare, Oblak ha dovuto mettere i guantoni in ben tre occasioni: al 15′, su un tiro di CR7 diretto sul primo palo; al 28′, su una conclusione ravvicinata di Benzema, trovatosi in area dopo una bella combinazione con Ronaldo; infine al 48′, ancora su Benzema servito da una sponda del numero 7 blanco. Navas, tanto discusso nelle ultime settimane, è stato decisivo in due occasioni: al 38′, sul primo tiro in porta degli ospiti, targato Griezmann, da fuori area; poi al 59′ su una conclusione a tu per tu di Torres, innescato in area di rigore da Carrasco.

DALLA CINTA IN SU

Per quanto riguarda i rispettivi reparti di centrocampo, l’Atletico ha i numeri dalla sua parte per quanto riguarda tutto ciò che concerne la fase di non possesso: duelli aerei, contrasti, intercettazioni. Tuttavia gli uomini di Simeone hanno latitato parecchio nel momento di creare pericoli: appena tre occasioni create, a fronte di otto create dal Real. Anche la percentuale di passaggi riusciti è a favore della squadra di Zidane, 92% rispetto all’80% maturato dagli ospiti. I blancos, per gran parte della gara, hanno saputo gestire il possesso con grande precisione e lucidità, eludendo il pressing dei colchoneros sfruttando anche i cambi di gioco. L’Atletico invece si è spesso limitato a cercare la profondità e lanciare i suoi due attaccanti, mancando spesso di precisione. Tutto ciò si riflette anche nel possesso palla, nettamente a favore della formazione di casa (61%-39%)

Parlando di singoli, il migliore delle merengues è stato senza dubbio Modric, autore soprattutto di un importante primo tempo: un’occasione creata (nel primo tempo, per Cristiano), 2 intercetti e 91% di passaggi completati, si è reso utile come al solito in entrambe le fasi, salvo poi un calo nella ripresa vissuto comunque da tutto l’undici in maglia bianca. Meno lucido del solito è apparso invece Casemiro, vittorioso solamente nel 20% dei contrasti. Il giallo rimediato nel primo tempo lo ha costretto ha giocare una seconda fase col freno a mano tirato.

Tra le fila biancorosse si è distinto soprattutto Carrasco, il giocatore apparso maggiormente in grado di dare una marcia in più alla fase offensiva dell’Atletico. Dal suo piede destro è nata una delle poche grandi occasioni per i colchoneros, sprecata poi da Torres. Sbiaditi gli altri tre componenti del centrocampo Koke, Saùl e Gabi.

QUESTIONE DI CINISMO

Complice un atteggiamento a tratti troppo rinunciatario dell’Atletico, Griezmann e Torres hanno avuto vita difficile. La BBC invece ha esaltato a più folate il pubblico del Bernabéu, con combinazioni efficaci che hanno portato più volte un uomo solo contro Oblak, oggi decisamente sugli scudi. Quello che conta però è metterla dentro. Mentre il tridente del Real ha prodotto 12 tiri verso la porta (di cui 4 respinti) e non ne ha insaccato nessuno, l’Atletico ha fatto centro alla terza occasione. Se da un lato Griezmann rappresenta l’essenza della freddezza sotto porta, lo stesso non si può dire di Benzema, autore di una buona partita per quanto riguarda il gioco di squadra ma poco lucido nelle due occasioni a tu per tu con Oblak. Il risultato è che il Real esce dal Bernabéu con diversi rimpianti e una Liga quanto mai riaperta. Lo dice la più vecchia legge del calcio: chi sbaglia, paga.

 

Lascia un commento

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Altro in La nostra prima pagina