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Real Sociedad campeon! Athletic battuto 1-0

Calcio Internazionale

Real Sociedad campeon! Athletic battuto 1-0

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A Siviglia è la Real Sociedad ad imporsi nel derby basco che assegnava la Copa del Rey della scorsa stagione, posticipata a sabato sera per il Covid. La premesse erano altissime perché questa partita avrebbe per sempre segnato questa grande rivalità. Le storie e gli intrecci tra i protagonisti hanno creato un’atmosfera di epicità per la finale che purtroppo come grande difetto ha avuto la mancanza del pubblico.

L’AVVICINAMENTO AL MATCH

Dopo un anno dall’accordo tra le due squadre per permettere ai tifosi di essere presenti allo stadio per questa finale, questa si è dovuta giocare tra un po’ di malinconia generale. Questo è il sentimento degli estimatori del calcio basco che non hanno potuto godersi lo spettacolo che avrebbero messo in piedi le due tifoserie. Queste ultime, infatti, non sono così abituate a vedere la propria squadra in finale e soprattutto contro l’acerrima rivale. Si possono solo immaginare le coreografie e i festeggiamenti delle due compagini. L’unico segnale lasciato dai tifosi, dallo sfondo non soltanto sportivo, è la bandiera dei Paesi Baschi con il numero 12 a simboleggiare come essi fossero ugualmente il dodicesimo uomo in campo. Per capire la situazione si potrebbe semplicemente ascoltare sull’argomento la leggenda ex Bilbao Andoni Zubizarreta.

È difficile mettermi nella testa di uno dei giocatori, una finale di Copa del Rey significa molto. Il gioco in sé, ma anche la formazione, i tifosi, le bandiere, il rumore, lo stadio, le famiglie, i viaggi. Tutto ciò è la finale, non solo i 90 minuti, e quest’anno non ci sarà. I giocatori andranno semplicemente al loro hotel, rimarranno nelle loro “bolle” e poi giocheranno una partita in uno stadio vuoto. Quindi prevedere cosa accadrà senza tutto ciò è molto difficile.

Andoni Zubizarreta a The Athletic

LA PARTITA

Il primo tempo è stato molto nervoso con qualche richiamo alla malinconia sopra citata. Nei primi minuti oltre all’assenza di occasioni da gol c’è stato un forte acquazzone su La Cartuja che ha fatto saltare anche il segnale delle emittenti televisive. Tra gli spalti, inoltre, erano presenti i vari ex giocatori delle due rose dell’anno scorso tra i quali spicca sicuramente Aritz Aduriz. Leggenda dell’Athletic Bilbao, il centravanti voleva ritirarsi dopo aver disputato la finale ma le noie fisiche non gli hanno permesso di giocare un’altra stagione, e ha dovuto assistere alla sconfitta dei compagni senza poterli aiutare. La prima occasione è proprio per il Bilbao al minuto 32 quando Iñigo Martínez riceve un lancio lungo di Unai Simón e lascia partire un destro dal limite che esalta Alex Remiro. Nel secondo tempo i ritmi si alzano e i palleggiatori della Real Sociedad si esaltano. L’episodio chiave è al minuto 58 quando un lancio visionario di Mikel Merino trova Portu che viene steso in area da Iñigo Martínez, che non viene espulso da Estrada Fernández solo grazie al Var. Il rigore viene trasformato dal trascinatore della squadra Mikel Oyarzabal, ragazzo cresciuto nella cantera dei Txuri-urdin. Il Bilbao prova a reagire ma non trova mai la grande occasione nemmeno con i cambi ultra offensivi. Sarà proprio Oyarzabal che con la fascia da capitano alzerà la coppa insieme ad Illarramendi al termine della partita.

fonte immagine: onefootball.com

L’ANALISI DEL MATCH

In questa partita tesa, in cui le emozioni l’hanno fatta da padrone, è comunque l’idea di gioco di Imanol Alguacil ad imporsi. È lui ad aver plasmato Mikel Merino, leader a centrocampo di questa contesa e premiato come miglior giocatore a fine partita. Oyarzabal come sempre è stato decisivo, Portu ha surclassato la difesa del Bilbao mentre dietro Le Normand e Zubeldia hanno giocato una partita perfetta senza far correre particolari rischi. Per la squadra si San Sebastián è un successo storico che arriva 34 anni dopo l’ultimo con l’Atletico Madrid ai rigori nel 1987. Per l’Athletic Bilbao di Marcelino invece è notte fonda; nelle ultime cinque finali di Copa del Rey sono arrivate altrettante sconfitte. I tanto attesi Muniaín e Iñaki Williams hanno giocato una gara di sacrificio senza mai incidere in attacco. Unai Vencedor, che doveva alzare il livello tecnico della squadra a centrocampo, non era in perfette condizioni ed è stato eclissato dai biancoblu. Sembra una maledizione ma c’è l’occasione immediata di rifarsi. Il 14 aprile c’è la finale di questa stagione: fronte ci sarà il Barcellona di Koeman, in netta crescita nell’ultimo periodo.

IL TRIONFO DELLA REAL SOCIEDAD

La portata del successo della Real Sociedad è di proporzioni immense. Imanol Alguacil con il suo gioco entrerà nella storia del club di cui è anche primo tifoso come dimostrato in un simpatico siparietto in conferenza stampa. A 23 anni diventa una leggenda anche Oyarzabal che nel post-partita in lacrime dedica alla squadra, alla famiglia, ai tifosi questo successo tanto atteso. È la rivincita anche di Alex Remiro, per ripicca passato a parametro zero alla Sociedad dal Bilbao, e ora vincitore proprio contro la sua ex squadra. Cosa che non è riuscita a Iñigo Martínez, che nonostante le grandi contestazioni ha fatto il percorso inverso, e non ha avuto la stessa fortuna risultando protagonista in negativo del match. È il trionfo di tutti, anche dei veterani da David Silva a Asier Illarramendi, la cui carriera poteva terminare a causa di un grave infortunio, ma che ieri da capitano è andato a ritirare la coppa dal Re di Spagna.

(Fonte: skysport.it)

 

I festeggiamenti, però, potrebbero durare poco, perché mercoledì 7 aprile l’Athletic Bilbao arriva all’Anoeta per il match di campionato furioso e voglioso di rivincita. Anche questo è lo spettacolo del calcio spagnolo che continua a rinnovare le sue antiche tradizioni scrivendo sempre nuovi entusiasmanti capitoli.

Fonte immagine in evidenza: eurosport.it

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Haaland-De Bruyne show, 5 gol e 4 assist al Luton Town in FA CUP

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haaland de bruyne luton manchester city

HAALAND DE BRUYNE – Il Manchester City, questa sera, ha asfaltato con un netto 2-6 il Luton Town negli ottavi di finale di FA Cup: in questo risultato c’è la firma dei due uomini simbolo della squadra allenata da Pep Guardiola, ovvero il centrocampista Kevin De Bruyne e il centravanti Erling Haaland. I due, che in questa stagione non hanno brillato quanto negli ultimi anni a causa di qualche infortunio di troppo, questa sera si sono letteralmente superati con due prestazioni da urlo.

LUTON TOWN-MANCHESTER CITY, LA CRONACA: HAALAND E DE BRUYNE DA URLO

Il norvegese ex Borussia Dortmund, infatti, ha segnato ben cinque reti e tutte nei primi sessanta minuti di gioco: di questi cinque centri, i primi quattro sono arrivati grazie al passaggio vincente del trequartista belga ex Wolfsburg, che dunque si è preso la scena con gli assist. La gara la sblocca proprio Haaland al 3′, poi i gol dello 0-2 e dello 0-3 arrivano rispettivamente al 18′ e al 40′. A cavallo tra primo e secondo, prima al 45′ poi al 52′, c’è un altro giocatore che si prende la scena, ma non è del City: si tratta del centrocampista del Luton Clark, che sigla una doppietta che sveglia gli uomini di Guardiola.

I 3 gol segnati non bastano per stare tranquilli, così Haaland al 55′ trova la quarta rete della sua fantastica serata. Assist? Ovviamente di De Bruyne, che arriva anch’esso a quota 4 e decide di fermarsi qui. Se il belga abbassa i ritmi, il norvegese non ci pensa nemmeno e al 58′ – questa volta servito da Bernardo Silva -, fa 2-5 e chiude la partita. Al 72′, nel finale, c’è spazio anche per il sesto gol del City, firmato dall’ex Inter Kovacic. Gli azzurri di Manchester, dunque, archiviano così la pratica Luton Town e raggiungono i quarti di finale di FA Cup.

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Ruben Neves: “Arabia come la Play Station, voglio restarci a lungo”

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Ruben Neves

Ruben Neves la scorsa estate ha deciso di lasciare l’Europa per trasferirsi in Arabia Saudita, come diversi suoi colleghi. Il centrocampista portoghese ha salutato il Wolverhampton trasferendosi all’Al-Hilal, con cui è attualmente primo in Saudi Pro League. Il classe ’97 ha parlato della sua esperienza in Medio Oriente ai microfoni del quotidiano portoghese O Jogo, mostrandosi entusiasta e soddisfatto della scelta.

RITORNO IN EUROPA – “C’è tempo prima che giochi di nuovo in Europa. Giocare qui non mi fa sentire diverso rispetto ai miei colleghi. La mia capacità fisica è ottima. Sono sulla buona strada per poter, un giorno, tornare in Europa e giocare ai massimi livelli. Ma, ad essere sincero, non ho intenzione di tornarci presto“, ha dichiarato Ruben Neves.

FUTURO ARABO – “Seguendo questa strada, entro due anni l’Arabia Saudita potrebbe avere uno dei campionati più importanti al mondo“, ha aggiunto Ruben Neves. “Non c’è nessun segreto: la qualità dei giocatori che arrivano è altissima. Se ogni squadra scommette su otto stranieri di quel livello, questo diventa quasi un campionato alla PlayStation, in cui potremo scegliere i giocatori a piacimento. Credo che sarò qui tra due anni e, chissà, anche un po’ di più“, ha concluso Ruben Neves.

Il 26enne ex-Porto in stagione ha finora collezionato 28 presenze, mettendo a segno anche 4 reti, tra campionato e coppe.

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Guardiola è sicuro: “L’Inter conquisterà lo scudetto”

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Guardiola

A pochi minuti dalla sfida degli ottavi di finale di FA Cup contro il Luton Town, Pep Guardiola ha rilasciato una breve intervista ai microfoni dei giornalisti presenti. L’allenatore del Manchester City si è soffermato sull’evoluzione del calcio e di come le squadre inglesi, e non, possano impensierire i citizens. Tuttavia, gli elogi principali riguardano l’Inter di Inzaghi la squadra cha ha tenuto testa ai campioni della Premier durante la finale della scorsa Champions League. In merito ai nerazzurri, riportiamo le parole di Pep Guardiola.

L’INTERVISTA DI GUARDIOLA 

INTER – “Guardate l’Inter…Lo scorso anno prima della finale di Champions c’era chi pensava che fossimo fortunati a trovarla e avete visto che partita è venuta fuori. Noi sapevamo che erano forti e adesso lo hanno capito tutti: l’Inter sta volando in Italia e, se non accadrà qualcosa di strano, conquisterà lo scudetto perché vince le gare con tre o quattro gol di scarto. In Champions League ha battuto, nell’andata degli ottavi, un avversario incredibilmente forte come l’Atletico Madrid. Sono forti.

Tuttavia il Manchester City ha indirizzato la gara contro il Luton e sta conducendo la partita per 2-0. Erling Haaland è il protagonista, fin qui, del match avendo siglato una doppietta in appena 18 minuti di gioco.

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Peseiro, l’allenatore della Nigeria: “Osimhen ha faticato ma ha dato una grande mano”

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Pronostico Nigeria-Costa d'Avorio

Josè Peseiro, allenatore e tecnico portoghese che si è classificato secondo in Coppa d’Africa alla guida della Nigeria, ha rilasciato un’intervista a GOAL. La sua nazionale, battuta solo in finale dai padroni di casa della Costa d’Avorio, ha impiegato tanti volti noti alla nostra Serie A, come gli attaccanti Osimhen e Lookman. In riferimento al giocatore del Napoli, il tecnico ha voluto chiarire come sia stato fondamentale per la squadra pur non andando spesso in rete. Difatti, in tutto il torneo, il giocatore ha segnato solamente un gol: all’esordio contro la Guinea Equatoriale per il definitivo 1-1. Di seguito le sue parole.

L’INTERVISTA DI PESEIRO 

FINALE – La Costa d’Avorio è stata per tre volte vicina all’eliminazione, ma ha sempre evitato il peggio. Arrivando in finale era più libera. La squadra non era sotto pressione come ad inizio torneo. Inoltre giocava in casa e il giorno della finale allo stadio c’era un’energia unica. Abbiamo perso e forse non è stata la nostra prestazione peggiore. Nelle gare precedenti abbiamo sempre tenuto il controllo e creato tanto, ma in finale siamo stati penalizzati dall’atmosfera. Abbiamo perso troppe palle e due o tre dei nostri calciatori non hanno giocato al loro livello.

OSIMHEN – “Non mi piace parlare troppo delle prestazioni individuali, preferisco parlare di prove collettive. Però, Victor Osimhen non ha avuto un grande impatto; ha tuttavia svolto un grande lavoro per la squadra. Tutti parlano della sua capacità nel chiudere un’azione, ma non si parla abbastanza di quello che fa per la squadra”.

FUTURO – Ho ricevuto tante offerte ed ho avuto contatti con Nazionali e squadre di club. Direi cinque, sei o sette in tutto. A tutti ho fatto sapere che ho bisogno di riposarmi e che alla scadenza del contratto inizierà a pensare ad altri progetti e a prendere decisioni sul mio futuro. Per ora ho bisogno di prendermi una pausa e di stare calmo. Ascolto già che mi viene offerto e valuto se mi piace o meno. Vorrei vincere il Mondiale, lavorare in Inghilterra o in Brasile”.

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