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Basket

Verso la fine della Regular Season – Parte 1

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La trade deadline e l’All Star Game segnano piuttosto nettamente le due fasi in cui si divide le Regular Season: quella delle possibilità e quelle degli obiettivi. Dopo la frenetica girandola di scambi fatti, mancati, trattative saltate e gli ultimi buyout, i roster sono praticamente quelli che arriveranno fino a fine Regular Season. Potrebbe essere un momento buono per capire a che cosa punteranno le squadre, forse una salutare presenza in offseason oppure un selvaggio tanking.

30-25: LA GUERRA DELLE PICK

Gruppo troppo piccolo per le pretendenti in gioco. Dai Bulls 23esimi ai Suns, ultimi, la differenza in Win% è di 0,44% (circa 3 vittorie di differenza sulle circa 60 partite giocate). Una lotta serratissima al contrario. Phoenix sembra essere in vantaggio: una selezione di tiri disastrosa (all’infuori di Booker che fa storia a sè), circolazione di palla piuttosto sterile (ma è appena arrivato Payton, occhio), penultimi per punti segnati su 100 possessi ed ultimi per quelli subiti. Sensatissimo quindi andare a cercare altro talento cristallino da aggiungere ad una squadra che ha un core giovanissimo e con un ottimo potenziale da tirare fuori. Oltre all’ormai stranominato Booker, è arrivado Elfrid Payton da Orlando (attenzione, in scadenza quest’anno) e la coppia Dragan Bender/Marquese Chriss deve cominciare a far capire perchè sono stati chiamati in lottery. Cadere tra le prime 4 pick a questo punto sarebbe anche semplice ed estremamente remunerativo. Ad Est lo stesso pensiero stanno facendo gli Atlanta Hawks (ad una sola “loss” di distanza) con un core meno “esplosivo” sul lungo termine ad oggi ma allenato da un vero maestro della pallacanestro. “Buyouttato” Belinelli (ora ai Sixers), con Ilyasova sul procinto di prendere la stessa strada di Marco, si punta su Schroeder, su un promettentissimo John Collins e su Taurean Prince. Il resto può partire in blocco. Nel frattempo, in Texas, Mark Cuban ha scoperto le carte ed il suo conto in banca di 600.000$. Ha “osato” rivelare a mezzo stampa la sua intenzione di tankare e Silver lo ha gentilmente alleggerito di più di mezzo miliardo di dollari. Attenzione a quando parlate di tanking. Sacramento è una presenza costante di queste situazioni, male per staff tecnico e front office. Forse le scelte di Fox, Jackson e Giles potranno invertire la tendenza, almeno ai piani alti. Outsider Orlando (“avvantaggiata” dagli infortuni di Gordon e Fournier) mentre i Bulls ormai sembrano destinati ad altri lidi.

24-20: GLI IGNAVI

C’è Memphis che potrebbe tranquillamente rientrare in lotta per le primissime scelte però Tyreke Evans non è d’accordo. Con il suo infortunio l’unico rimasto a tirare il carro è Marc Gasol, almeno finchè non si stuferà. A New York le idee chiare non sono di casa, i Knicks sembrano sempre sul punto di cercare la svolta con un’offseason sfruttando il semplice essere New York. Di progetti neanche l’ombra, Porzingis è fuori fino a quasi l’anno prossimo e nel frattempo la squadra si affida alla luna di Beasley. Un po’ poco. Poco più là coach Atkinson sta tirando fuori un bel basket da una squadra non debordante di talento ma comunque messa in campo con cognizione di causa. Anche perchè tankare senza pick è oltremodo non necessario. I Lakers sono troppo forti per tankare, la pick non ce l’hanno e piuttosto che darla ai Celtics si mettono d’impegno e le vincono tutte. La vera estate LA viene durante la free-agency. Michael Jordan avrà molto da pensare da qua in avanti. Kemba Walker sembra palesemente stanco, si è parlato molto di trade per lui. Forse è  il caso di smontare tutto e ricominciare a far presenza come quando ancora c’era Tyus Thomas, Corey Maggette e sulla canotta c’era scritto Bobcats.

19-15: LA MEDIOCRAZIA

Detroit punta ad uscirne fuori a stretto giro. Griffin gran presa, ora serve qualcosa attorno ed in fretta. Snyder fa miracoli nella terra dei Mormoni. Fate tutti pace and space? Pagate All Star trenta milioni? Io metto in campo 2 persone assieme con un range di tiro di neanche vale la pena parlare ed affido le chiavi dell’attacco ad un ragazzino appena arrivato. Rubio è forse alla miglior stagione in carriera, Gobert è il solito platano sotto i ferri, Mitchell è in parola per prendere il ROY a Simmons. In più, Royce O’Neale e Joe Ingles (finalmente). Se la giocano con Clippers e Denver per l’ultimo posto buono per i Playoffs. I “velieri” hanno appena tradato Griffin, rinnovato Lou Williams a cifre eque per entrambi, Teodosic a 30 anni dimostra di valere l’NBA anche e soprattutto in difesa, dove dà il suo contributo, Bradley ed Harris in più nel motore (da vedere cosa faranno con l’ex Celtics). Potremmo chiamarlo “retooling” più che un vero e proprio “rebuilding”. Vediamo. Proprio l’ex squadra del Gallo gioca uno dei più bei basket odierni. Con un paio di sforzi possono prendere con relativa calma Thunder e Pelicans al piano di sopra.

 

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Basket

Palacio dal calcio al basket, la nuova vita del ‘Trenza’

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Cambia lo sport ma non l’entusiasmo per Rodrigo Palacio, l’argentino comincia la sua nuova avventura nel mondo del basket. Ritiratosi dal calcio giocato dopo la parentesi al Brescia nello scorso anno in Serie B, il Trenza si è subito cimentato in una nuova avventura all’età di 40 anni.

Palacio è sceso in campo nella partita di basket del Garegnano Milano, in occasione di un torneo amichevole. La società cestistica milanese milita attualmente nel campionato di Serie D. L’argentino ex Inter e Genoa ha giocato contro il Basket Trezzano, mettendo a referto 4 punti.

Dopo aver segnato 101 gol in Serie A in carriera e aver fatto cantare i tifosi con la palla tra i piedi, per Palacio adesso è giunto il momento di rimettersi in gioco con la palla tra le mani.

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Basket

DAZN si allarga: arrivano la Serie C e la Serie A di Basket

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Peluso

Come riportato sui propri canali social, Dazn allarga i propri orizzonti inglobando ElevenSports. Arriveranno la Serie C e la Serie A di Basket.

NOVITÀ SU DAZN

Dazn assorbe e ingloba ElevenSports all’interno della propria piattaforma. Pare che fosse tutto confermato dallo scorso 25 agosto.

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Altri Sport

Eurobasket 2022, cosa è mancato all’Italia?

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Eurobasket 2022

Mercoledì si è interrotto il sogno azzurro. Per l’Italia l’Eurobasket 2022 è terminato contro la Francia ai quarti di finale, in una maniera a dir poco rocambolesca. A poco più di 2 minuti dalla fine della partita, Fontecchio aveva regalato il +7 azzurro con una tripla impossibile. Da lì in poi l’Italia non si è più mossa. A 14 secondi dalla fine e + 2 Italia, sempre Fontecchio è protagonista, stavolta in negativo, sbagliando entrambi i tiri liberi a disposizione. Heurtel realizza un veloce canestro da 2 punti e pareggia i conti, quindi overtime. Una volta ai supplementari però, l’inerzia era tutta dai francesi, che infatti hanno portato a casa la vittoria. Senz’altro ci sono state cose positive dell’Italia in questo Eurobasket, ma cosa è mancato alla nazionale di Pozzecco in questa folle partita contro la Francia?

I PUNTI DI FORZA DELL’ITALIA

Come ogni cosa, bisogna analizzare i pro e i contro. Si parte quindi prima dalle cose positive, perché comunque ce ne sono state parecchie nel corso dell’Eurobasket 2022. La cosa migliore è stata la forza e l’unione di questo gruppo, memore della bella esperienza affrontata l’anno scorso alle Olimpiadi, conquistate contro la difficile Serbia. La vittoria contro gli stessi serbi si è ripetuta anche nel corso degli europei, nonostante stavolta ci fosse anche il due volte MVP NBA Nikola Jokic.

Chi ha funzionato alla grande è stato Fontecchio, leader indiscusso di questa nazionale. L’infortunio di Gallinari lo ha spinto ancora di più a caricarsi l’Italia sulle spalle. Ha avuto però ottimi guerrieri al suo fianco, soprattutto Nik Melli e Marco Spissu. Il playmaker sardo si è conquistato in questo Eurobasket 2022 il posto da titolare un po’ a sorpresa, ma contro la Serbia è stato fenomenale con la serie di triple realizzate. Ottimo anche Melli, che pur non essendo un centro puro, è riuscito a tenere a bada gente come Jokic, ma ha anche fatto sudare qualche camicia pure a Rudy Gobert.

I PUNTI DI DEBOLEZZA DELL’ITALIA

La cosa particolare di questa nazionale, è che alcuni punti di forza sono allo stesso tempo punti di debolezza. Per esempio Pozzecco ha sicuramente unito ancora di più un gruppo già affiatato, grazie al suo atteggiamento esuberante. A volte però un allenatore deve avere anche del self-control, ma il Poz è davvero troppo emotivo.

C’è poi lo stesso Melli. Per carità, per come ha giocato in l’ Eurobasket 2022, non gli si può dir nulla contro. Sorge però sempre il solito problema della mancanza di un vero centro per gli azzurri. Purtroppo è una mancanza che ci si porta dietro da anni. Tessitori e Biligha non sono all’altezza di certi palcoscenici, e non possono reggere più di qualche minuto in campo contro squadre come la Francia.

Un punto di debolezza purtroppo è stato Fontecchio nell’ultima partita. L’eroe della nazionale è stato lui, ma chissà dove sarebbe ora l’Italia in questo Eurobasket 2022 se avesse realizzato anche solo uno dei due tiri liberi. Probabilmente in finale, dopo aver visto come la Polonia in semifinale è stata spazzata via malamente dai Blues. Nessuno potrà mai dirlo. Questa situazione ricorda per certi versi Baggio al mondiale di USA 1994. Il divin codino fu il migliore dell’Italia, e grazie a lui gli azzurri arrivarono in finale. Quel rigore sbagliato però fu decisivo, proprio come lo sono stati i liberi sbagliati da Fontecchio.

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Altri Sport

Italbasket, che impresa! Battuta la Serbia di Jokic

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L’Italbasket vola ai quarti di finale degli europei di pallacanestro. Gli azzurri, dopo aver vinto contro la Serbia di Jokic, se la dovranno vedere con la Francia di Gobert e compagni. La squadra allenata da Gianmarco Pozzecco si è resa protagonista di una vera e propria impresa. Di fatti, prima del match, nessuno avrebbe mai lontanamente pensato che il quintetto italiano avrebbe potuto battere una delle favorite alla vittoria finale.

Gli azzurri hanno chiuso i primi due quarti in svantaggio di soli sei punti: 51-45. Ma dal terzo quarto in poi, la storia è cambiata. I ragazzi di Pozzecco; espulso per proteste, sono riusciti grazie alle straordinarie prestazioni di Spissu (mvp del match), Melli, Fontecchio e Polonara a guadagnarsi uno storico quarto di finale. Ai serbi non basta l’immensa prestazione di Luka Jovic, autore di una doppia doppia. Adesso, agli azzurri, non rimane che continuare a sognare.

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