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Ricci, il regista prodigio che sogna Pirlo

Ricci, il regista prodigio che sogna Pirlo

Tra i giovani più interessanti e promettenti nel panorama del calcio italiano c’è Samuele Ricci, professione centrocampista. Ultimamente oggetto di mercato, pare essere in dirittura d’arrivo il suo cambio di maglia direzione Toro, un nuovo giovane da valorizzare per Ivan Jurić.

PRIMI PASSI

Samuele Ricci è un giovanissimo, classe 2001, non ha alle spalle esperienze importanti o vari prestiti; di fatti la sua unica maglia, finora, è stata quella azzurra dell’Empoli. Al Castellani muove i primi passi, a 16 anni fa parte delle giovanili dei toscani. Gioca in under-17 e in under-19 diventando imprescindibile per le formazioni giovanili azzurre, fino al 2019, anno della svolta. A soli 18 anni infatti, viene aggregato stabilmente in prima squadra dal tecnico Bucchi. La stagione 2019-20 è tribolata per l’Empoli che vede alternarsi in panchina lo stesso Bucchi, Muzzi e Pasquale Marino, e culmina con l’eliminazione ai playoff da parte del Chievo.

La stagione successiva l’Empoli ingaggia come nuovo allenatore Alessio Dionisi. Agli ordini di Dionisi, Ricci compie il salto di qualità, giocando praticamente tutte le partite della cavalcata che ha portato i toscani a vincere il campionato di Serie B. Diviene sempre più punto cardine del centrocampo toscano, togliendosi anche la soddisfazione di segnare i suoi primi gol da professionista.

ESORDIO E AFFERMAZIONE IN SERIE A

Le ottime annate in B con l’Empoli attirano l’interesse di numerosi club su Samuele. Nel 2020 sembra vicinissimo a lasciare la toscana con un’asta di mercato scatenatasi tra Milan, Fiorentina e Parma. I ducali sembrano spuntarla ma l’affare non si chiude e Ricci rimane ad Empoli. Il campionato di cadetteria vinto gli spalanca, così, le porte della Serie A. Nella stagione 2021-22, ancora con la maglia azzurra, fa l’esordio nel massimo campionato italiano.

La stagione dei toscani inizia con un avvicendamento, Dionisi si è accasato al Sassuolo e ad Empoli è tornato Aurelio Andreazzoli. Anche il nuovo mister continua a dare fiducia a Ricci rendendolo perno di un centrocampo che vede ruotare attorno a lui: Zurkowski, Haas, Bandinelli ed Henderson. L’Empoli stupisce in Serie A per risultati e brillantezza di gioco. Dopo 23 giornate occupa l’undicesimo posto a pari merito con il più quotato Sassuolo. Fiore all’occhiello le vittorie di Torino, ai danni della Juventus, e di Napoli, senza dimenticare il derby toscano vinto in extremis contro la Fiorentina.

Nemmeno in questo caso le sue prestazioni passano inosservate e il CT Roberto Mancini lo ha convocato per lo stage azzurro per poterlo osservare meglio da vicino; inoltre, negli ultimi scorci del mercato di gennaio, è piombato su di lui il Torino di Jurić. Dopo lunga ricerca, i granata pare che abbiano virato con decisione su Ricci, cercando di chiudere prima del gong sulla base di un prestito oneroso con obbligo di riscatto. Torino è una piazza importante ed esigente, ma Samuele ha personalità da vendere e il tecnico croato è un esperto nella valorizzazione dei giovani.

CARATTERSTICHE

Centrocampista d’ordine, Ricci ha ricoperto principalmente due ruoli nella sua fin qui breve carriera: vertice basso o mezz’ala in un centrocampo a tre. Da mezz’ala, dove lo ha impiegato Dionisi, con accanto un giocatore simile a lui come Štulac, riesce a creare una superiorità fatta di fraseggi e passaggi brevi. Non è molto dinamico e non ha spiccate doti offensive, all’inserimento in area avversaria preferisce la verticalizzazione per un compagno, ma non disdegna le azioni palla al piede in grado di spaccare le difese avversarie.

Come vertice basso, ruolo che ricopre abitualmente con Andreazzoli, riesce a esprimere al massimo le sue qualità, con un palleggio continuo che dà ritmo alla squadra. Molto bene anche in fase d’interdizione per fisicità e per la dote innata nel posizionamento. Anche se l’idolo di sempre è Ronaldinho, le sue caratteristiche lo rendono un giocatore più simile a Sergio Busquets.

Nel caso in cui si concretizzasse la trattativa con il Torino, il ruolo di Ricci non sarebbe più da vertice basso, ma da centrocampista centrale in una linea composta da due centrali e due esterni. Nei granata fino ad ora questa posizione è stata occupata da Lukić, Pobega e Mandragora. Idealmente nel centrocampo del Toro si sposerebbe meglio con un giocatore dinamico e con diverse caratteristiche come Pobega o Lukić. Le sue esperienze precedenti, però, hanno mostrato come si trovi a suo agio al fianco di giocatori tecnici, come potrebbe essere Mandragora, per cercare un dominio a centrocampo fatto di possesso e scambi brevi.

Più imprevedibile la resa nella fase difensiva dove, coprire il ruolo di vertice basso, lo favorisce nella lettura dell’azione riuscendo così a sopperire alla poca esplosività. La squadra di Jurić, invece, presta il fianco alle ripartenze avversarie e questo potrebbe metterlo in difficoltà nel ripiegare.

Il futuro è tutto da scrivere, ma Ricci farà sicuramente parlare di sé. E chissà che proprio nella sponda granata di Torino possa dimostrare ancora di più tutto il suo immenso talento.

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