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Ridle Baku, il terzino polivante fermato ad una stazione di servizio

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Ridle Baku

Il suo nome è Ridle Baku e rappresenta il nuovo oro della Mannschaft, che sta nascendo sotto la guida di Hansi Flick.

Nella vittoria del Wolfsburg contro il Red Bull Salisburgo, gara valevole per la quarta giornata del girone G della Champions League, c’è il suo zampino. Non solo per il gol in apertura d’incontro, ma anche per la prestazione incredibile fornita. Una prestazione culminata con un 70% di precisione passaggi e con un 100%, se restringiamo la statistica ai soli passaggi lunghi.

LE ORIGINI DEL NOME

Ridle Baku nasce l’8 aprile 1998 a Magonza, ma ha origini congolesi. Il suo nome completo, infatti, ricalca queste radici africane: Bote Nzuzi Baku.

Tuttavia, sin da subito sarà conosciuto da tutti con il nome di Ridle. Anche se l’ortografia è diversa, la pronuncia è la stessa di Karl-Heinz “Kalle” Riedle. Suo padre, trasferitosi in Germania per esigenze di lavoro, si innamora del bomber tedesco degli anni ’90. E decide di chiamare suo figlio così. Proprio in onore del centravanti ex-Borussia Dortmund e Lazio.

In un certo senso, quindi, è proprio suo padre a donargli la benedizione per diventare un calciatore professionista.

Raggiunta la maggiore età, Ridle diventa ufficialmente un marchio di fabbrica, oltre che un nome.

TUTTO PARTE DA UNA STAZIONE DI SERVIZIO

Nato e cresciuto nella città di Magonza, Ridle Baku muove i primi passi nella squadra cittadina del FSV Mainz 05. Attraversa tutta la trafila delle giovanili del club biancorosso, mettendosi in evidenza come uno dei prospetti più interessanti.

Inizia la sua carriera come interno di centrocampo. Però si mette in evidenza anche come laterale d’attacco, data la sua facilità ad arrivare al gol. Sotto l’aspetto dell’efficacia e dell’utilità, il livello delle sue prestazioni spicca su quello degli altri. Nonostante ciò, l’esordio in Bundesliga tarda ad arrivare.

Tutto questo ha una data di termine: il 29 aprile 2018. Ridle Baku ha 20 anni appena compiuti da qualche settimana. È in viaggio verso Friburgo con il Mainz II. Di lì a poco, una telefonata inaspettata lo fa fermare alla prima stazione di servizio disponibile e lo porterà, nel giro di quache ora, alla Opel Arena di Magonza per il suo esordio in Bundesliga.

Catapultato da una realtà all’altra, nel giro di qualche ora, Ridle Baku parte titolare nel match contro il RB Lipsia. Gioca la sua prima partita “fra i grandi” come mezz’ala, accanto a Gbamin e De Jong. E nei minuti finali della partita segna anche la sua prima rete in campionato: quella del 3-0, in una vittoria che sarà fondamentale in ottica salvezza.

Soddisfatto della partita giocata, Schmidt, allenatore del Mainz, lo conferma in prima squadra. E nella settimana successiva, partito di nuovo titolare nell’11 iniziale, Baku ripaga ancora una volta la fiducia riposta. Dopo 3 minuti, arriva la rete anche contro il Borussia Dortmund, nella vittoria per 2-1; questa non sarà una rete qualsiasi, perchè certificherà l’aritmetica salvezza.

L’ADDIO ALLA CITTÀ NATALE

Ridle Baku si mette in mostra per le sue qualità balistiche e per il suo grande spirito di sacrificio con il Mainz II. Non certo per i gol: solo uno nelle 26 partite disputate con la seconda squadra. Tuttavia, le due reti complessive nel massimo campionato tedesco fungono da biglietto da visita necessario per la conferma.

Baku ottiene sempre più spazio con il club di Magonza, specializzandosi come centrocampista d’assalto in grado di scardinare le difese avversarie. I gol tornano a essere pochi: addirittura nella stagione successiva saranno zero, in 17 presenze totali. Ma, in compenso, la sua affinità con il pallone tra i piedi e il suo sviluppato atletismo gli spianano la strada per un minutaggio sempre maggiore.

Nella stagione 2019/20 gioca 30 partite su 34 in Bundesliga, diventando insostituibile nell’11 titolare. Nel frattempo, in panchina si siede Sandro Schwarz, uno dei due allenatori finora più importanti per Ridle Baku. Il tedesco vede in lui un talento ancora da scoprire. In particolare, una grande qualità di corsa, dribbling, gamba e resistenza, che lo rendono un ottimo laterale.

Da laterale a centrocampo, poi, verrà sistematicamente proposto come ala d’attacco. Tale mossa rappresenterà una svolta per la sua carriera; i numeri aumentano e Baku si rivela un calciatore multidimensionale, capace di segnare, confezionare assist e offrire anche supporto in difesa.

Al termine della stagione appare evidente che Magonza è una piazza limitante per un calciatore del suo talento. E così, all’alba della stagione 2020/21, il Wolfsburg bussa alla porta del Mainz 05, costretto a cederlo per 10 milioni di euro.

L’INTUIZIONE DI GLASNER

Arrivato in Bassa Sassonia, per Baku inizia una nuova pagina della carriera. La prima lontano dalla sua Magonza.

I lupi hanno una qualità di gioco e di interpreti di molto superiore rispetto al Mainz 05. Un gioco più rapido e incisivo e dettami tattici in cui Baku si inserisce subito alla perfezione. I suoi numeri ne sono la testimonianza.

Utilizzato come esterno d’attacco o di centrocampo, Baku mette a referto 6 reti e 8 assist in 32 partite. È il propulsore principale della squadra, il giocatore di maggiore rapidità, mentale e fisica e una delle minacce maggiori. I suoi cross sono dei cioccolatini per la testa di Weghorst. La sua dinamicità è il perfetto contrappeso, sulla fascia destra per Philipp e Brekalo, che invece si muovono a sinistra.

Tuttavia, nella testa dell’allenatore austriaco Oliver Glasner, sorge una nuova idea tattica. La spinta che il tedesco offre, unita alla sua grande abilità nei passaggi e alla maturità con cui muove palla, spinge l’allenatore ad allargare il suo raggio d’azione. Baku inizia a giocare sempre più arretrato.

Prima come tornante a centrocampo, attaccando molto meno. Poi da centrocampista di contenimento, spesso anche come mediano. Fino ad arrivare a un vero e proprio nuovo ruolo.

Ridle Baku diventa il nuovo terzino destro del Wolfsburg!

Una scelta rischiosa. Ma che, sin da subito, si rivela azzeccata. Il ruolo di terzino destro sembra cucito a pennello per Baku. Il livello delle prestazioni  giova alle sue statistiche. I suoi numeri in zona gol restano tali. Nelle 35 partite, tuttora giocate da terzino destro, si contano 5 reti e 6 assist. L’intuizione è di quelle corrette.

E si conferma come tale anche quando viene eletto miglior terzino destro della Bundesliga.

LA PRIMA MANNSCHAFT

Ridle Baku ha fatto la gavetta nel corso di tutta la sua carriera. Ha saputo aspettare il suo momento, anche se spesso questo è arrivato più tardi rispetto ad altri compagni di squadra.

Lo ha fatto nel Mainz 05, quando ha esordito a 20 anni, nonostante si parlasse molto bene di lui già da qualche stagione.

Ma soprattutto lo ha fatto con la nazionale maggiore tedesca. Dopo aver giocato in tutte le selezioni nazionali di categoria, sembra pronto, per lui, il salto nella nazionale maggiore. Invece, chiuso da altri elementi di maggior spicco, Joachim Löw non lo prende in considerazione per la sua Mannschaft.

Di conseguenza, Ridle Baku viene convocato dal c.t. della Germania under-21, Stefan Kuntz, per l’Europeo di categoria della scorsa estate, da 23 anni e da fuori quota. In questa squadra Ridle Baku spicca non solo per età, ma anche per esperienza e maturità su molti altri compagni. Grazie all’etica del lavoro, che, da sempre, lo caratterizza, si è rende disponibile per il bene della squadra. E i giovani tedeschi danno una lezione ai grandi.

Il cammino ad Euro 2021 della Germania di Löw si conclude agli ottavi di finale contro l’Inghilterra.

Mentre la Germania Under-21 di Baku e Kuntz si laurea campione d’Europa.

In una squadra ricca di stelle, talento e giovanissimi in rampa di lancio, sono Ridle Baku, il suo compagno di club Lukas Nmecha e Florian Wirtz i trascinatori di quella Germania.

Di certo, una squadra non passata inosservata al nuovo c.t. tedesco Hansi Flick.

LA NUOVA NAZIONALE DI FLICK

Dopo la vittoria al mondiale in Brasile, nel 2014, la Mannschaft di Joachim Löw ha intrapreso il cammino di un’involuzione evidente. La sconfitta di Marsiglia contro la Francia, ad Euro 2016, non era stata avvertita come un segnale. Nonostante prestazioni non proprio esaltanti, nel corso della competizione.

L’eliminazione ai gironi nel mondiale 2018, invece, ha costituito un campanello d’allarme evidente. E la Germania, che si è presentata all’Europeo itinerante di quest’estate, è sembrata, sin da subito, una squadra destinata a crollare, in quanto lacerata dall’interno. Una squadra che necessita di un rapido cambio di rotta.

Hansi Flick, il successore designato di Löw, è stato incaricato come artefice di questo cambio di rotta.

Un cambio di rotta passante, allo stesso tempo, anche da un cambio generazionale. La Germania ha bisogno di svecchiarsi e dare spazio ai tantissimi talenti più giovani. Talenti che si stanno mettendo in mostra sia in Bundesliga, sia all’estero. Negli ultimi 4 anni l’under-21 ha vinto due volte l’europeo di categoria, mentre la nazionale maggiore ha collezionato figuracce.

Ridle Baku rappresenta uno dei volti nuovi e dei giocatori cardine di questa rinascita. Il ct Flick lo ha scelto, insieme a Jamal Musiala, come testimonial del cambio generazionale in atto, dandogli responsabilità e, soprattutto, affidandogli il ruolo di terzino destro titolare. Una posizione in campo, priva di un degno proprietario dal 2014, anno in cui Philip Lahm ha dato l’addio alla Nazionale.

Toccherà al giovane nativo di Magonza non far rimpiangere l’ex capitano, nonché campione del mondo, su quella fascia.

FUTURO E SPUNTI SU RIDLE BAKU

Ridle Baku rappresenta la certezza in questo momento.

La certezza per il suo Wolfsburg, nonostante la girandola di allenatori. Il sostituto di Glasner, Van Bommel, ha deluso; questi ha lasciato il posto a Frontzeck, allenatore ad interim dal 24 al 26 ottobre, senza mai scendere in campo, per poi affidare la panchina all’ex-portiere Kohfeldt. Nonostante i continui cambi di schemi tattici, nessuno dei tre ha mai messo in dubbio Ridle Baku.

Terzino destro o esterno nel centrocampo, Baku è uno degli insostituibili della rosa. Ciò perchè garantisce molte sicurezze per l’equilibrio del Wolfsburg.

A partire dalla solidità fisica, grazie al suo baricentro basso e alla sua grande rapidità di gambe. Aspetti che equilibrano una prestanza fisica non propriamente dominante, ma altresì compatta ed efficace. In secondo luogo, è in grado di fornire garanzie tecniche. Baricentro basso significa ottimo dribbling nello stretto. E il suo destro è un asso nella manica, quando tenta il cross, la verticalizzazione o la conclusione dalla distanza. È un ottimo “passatore“: le percentuali parlano per lui. Ma è anche un difensore eccezionale in marcatura sul versante offensivo avversario. Un aspetto decisamente più che raro tra i difensori moderni.

Infine, propone anche duttilità tattica. Capace di giocare su tutto il fronte di destra, ma anche come centrocampista, Baku figura anche a sinistra. Giocatore totale nel vero senso del termine, è in grado di far fronte a ogni evenienza.

L’identikit, appena descritto, ricorda un giocatore per anni militante in Bundesliga: David Alaba. Parliamo di un calciatore approdato giovanissimo nel massimo campionato tedesco e che ha giocato in praticamente in ogni ruolo eccetto quello del centravanti.

Ridle Baku potrebbe essere il degno erede dell’austriaco nelle vesti di tuttocampista. E come se non bastasse, il Bayern Monaco è alla ricerca di un terzino destro. Pavard convince, ma non completamente. Con un eventuale approdo di Baku in Baviera potrebbe compiersi, in maniera definitiva, la sua consacrazione ad erede di Lahm e Alaba allo stesso tempo.

Immagine in evidenza presa da Wikimedia Commons via Steffen Prößdorf con diritti Google Creative Commons

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Polonia-Arabia Saudita 2-0, le pagelle del match: Szczesny MVP

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Polonia

La Polonia batte l’Arabia Saudita alimentando le sue speranze di qualificazione e giocandosi tutto nella sfida finale contro l’Argentina. L’Arabia Saudita parte molto forte mentre la Polonia è più attendista e soffre almeno inizialmente la rapidità degli arabi. Kanno conclude dal limite con potenza ma Szczesny è pronto e alza sopra la traversa. La squadra di Michniewicz sembra frastornata e l’unica vera occasione è un colpo di testa di Bielik da calcio d’angolo, salvato sulla linea. Il ritmo dell’Arabia è forsennato ma la differenza tecnica tra le due squadre è notevole. Per questo al 39′ va in vantaggio la Polonia. Cross in mezzo per Lewandowski che salta il portiere e serve Zielinski all’indietro che insacca sotto la traversa. Nel finale di primo tempo accade l’imponderabile: rigore per l’Arabia Saudita per fallo dubbio di Bielik. Al-Dawsari conquista il fallo e batte il rigore con Szczesny che respinge e fa il miracolo alzando anche la ribattuta di Al-Burayk.

Nel secondo tempo non cambia il copione della partita. La Polonia si abbassa ulteriormente e al 55′ la squadra di Renard ha un’altra ghiotta occasione: azione confusionaria in area con Kiwior che rinvia addosso a Bielik e il pallone che rimane ad Al-Dawsari che batte su Szczesny, nuovamente miracoloso. Al-Buraikan e Kanno sprecano altre due palle gol importanti da posizione favorevole. Lewandowski risponde allargando per Frankowski che con un cross perfetto pesca Milik che di testa batte sulla traversa. Pochi minuti è lo stesso centravanti del Barcellona a colpire il palo con il ginocchio. Lewandowski non demorde e ruba palla al limite dell’area segnando il 2-0 dopo altre occasioni degne di nota dei sauditi. L’Arabia non ha più le forze di reagire e si arrende alla sconfitta.

LE PAGELLE DELLA POLONIA

Szczesny 8,5: sempre attento sui tentativi dell’Arabia e poi è miracoloso nel parare il rigore ma soprattutto la respinta a botta sicura. Nella ripresa vince nuovamente il duello a tu per tu con Al-Dawsari.

Bereszynski 6: spinge poco ma con Zielinski lavora discretamente, andando anche sollecitare Al-Shehri che non è mai stato pericoloso.

Glik 6,5: non bada a mezze misure e allontana qualsiasi pericolo gli passi vicino. Pecca in impostazione ma è esperto e un difensore arcigno da superare.

Kiwior 6: il promettente giocatore dello Spezia fatica ad ingranare, facendosi anche ammonire e non riuscendo a tenere sempre le corrette posizioni sulle avanzate degli attaccanti arabi.

Cash 5,5: in crisi fin dai primi minuti a causa della vivacità di Al-Dawsari che lo fa ammonire dopo averlo dribblato. Rischia l’espulsione per una gomitata e in generale spinge molto ma in maniera disordinata.

Zielinski 6,5: cerca partendo da sinistra e accentrandosi di dare qualità al gioco lento dei polacchi e con un inserimento riesce a segnare il gol del’1-0. (dal 62′ Kaminski 5,5: dovrebbe dare maggiore spinta rispetto al giocatore del Napoli ma è evanescente e non si vede mai).

Bielik 5,5: lento e impacciato, prima va vicino al gol di testa e poi fa un fallo da rigore. Si abbassa spesso aiutando la linea difensiva a contenere la velocità saudita.

Krychowiak 6: il meglio della sua carriera è passato da anni. Come Bielik fatica ad alzare i ritmi della manovra polacca ma protegge correttamente la difesa anche ed è l’unico che prova a giocare palla a terra.

Frankowski 6: la sua è una prestazione sufficiente dal punto di vista tattico ma arriva raramente sul fondo per dei cross, lasciando questo compito alle sovrapposizioni di Cash.

Milik 6: nel primo tempo è impalpabile e lavora più di raccordo nei servizi a Lewandowski. Nella ripresa si abbassa e aiuta molto il centrocampo. In un scorribanda sporadica centra la traversa di testa con una grande torsione. (dal 71′ Piatek 6: nei suoi pochi minuti disposizione non riceve abbastanza palloni per rendersi pericoloso).

Lewandowski 7: lotta in mezzo ai due centrali ricevendo pochi palloni. Con questi però riesce a fare grandi cose tra cui l’assist da rapace d’aria per Zielinski e un palo colpito nel secondo tempo. Trova anche il gol nel finale.

 

LE PAGELLE DELL’ARABIA SAUDITA

Al-Owais 6: non ha sempre dato certezze ai suoi compagni ma compie un paio di buone uscite, risultando incolpevole in occasione dei gol.

Abdulhamid 6: molto brillante tiene testa alle avanzate di Bereszynski con personalità. Si presenta nella metà campo avversaria con sovrapposizioni e cambi di gioco.

Al-Amri 5,5: a volte è impreciso e manca qualche controllo semplice o intervento di normale amministrazione ma i compagni lo coprono bene.

Al-Bulayhi 5,5: nel duello con Lewandowski non sfigura ma quando si allontana troppo il centravanti del Barcellona è letale non perdona.

Al-Burayk 6: accompagna Al-Dawsari con molte scorribande sulla fascia destra e fa diagonali preziose e attente per coprire in difesa. Va vicinissimo al gol battendo sulla respinta di Szczesny ma il portiere polacco lo ipnotizza. (dal 66′ Al-Ghannam 6: entra in fase di spinta totale e partecipa all’assedio finale).

Al-Najei 5,5: si muove molto e fa raccordo tra centrocampo e attacco ma spesso fa palesare delle carenze tecniche che non gli permettono di essere molto preciso. (dal 46′ Al-Abed 6,5: il suo ingresso aumenta ulteriormente i giri del motore dell’Arabia che approfitta del suo mancino delicato). (dal 95′ Bahbri s.v.).

Al-Malki 5: il suo raggio d’azione e molto basso rimanendo a protezione dei due centrali e partecipando poco alla fase d’attacco. Nel finale perde il pallone regalandolo a Lewandowski che raddoppia. (dal 86′ N. Al-Dawsari s.v.).

Kanno 6,5: si fa sentire molto in fase di interdizione e arriva anche a calciare pericolosamente dal limite. Senza dubbio risulta tra i migliori dei suoi e sovrasta anche la mediana polacca.

Al-Shehri 5,5: è un attaccante ma il contributo più prezioso è un salvataggio sulla linea su un colpo di testa di Bielik. Per il resto viene contenuto senza troppi patemi da Bereszynski. (dal 86′ Al-Oboud s.v.).

Al-Buraikan 6: gioca di sponda molto intelligentemente e si muove su tutto il fronte d’attacco senza dare riferimenti alla macchinosa difesa della Polonia.

S. Al-Dawsari 5,5: è il leader tecnico di questa squadra e la prende per mano. Conquista e sbaglia il rigore che sarebbe valso una fetta importante di qualificazione e poi sbatte su Szczesny un’altra grande chance.

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Ronaldo lontano dall’Inghilterra? Un indizio lo fa presagire

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ronaldo

Il futuro di Cristiano Ronaldo è ancora nebuloso. Chiaramente, il fuoriclasse portoghese sta pensando solo al Mondiale, ma al momento si trova senza un club e certamente ne dovrà trovare uno entro gennaio. Dopo la tortuosa e immediata separazione con il Manchester United in molti, in Inghilterra e non solo, si interrogano sul suo futuro.

L’INDIZIO

Cristiano Ronaldo non giocherà più in Inghilterra, o almeno, questo è il pensiero del Sun. In un articolo di poche ore fa, il tabloid ha reso noto che l’ex Juventus e Real Madrid ha fatto spostare tutte le sue automobili per trasferirle in un luogo lontano dalla Gran Bretagna. Secondo il giornale inglese, dunque, questo sarebbe un chiaro indizio di mercato che porta CR7 via dalla Premier League. Chiaramente si tratta solo di speculazioni, ma bisogna ammettere che, al momento, viene difficile credere alla permanenza di Ronaldo in Inghilterra.

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Belgio, Eden Hazard: “Se sto bene, il Belgio può vincere il Mondiale”

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Belgio

Eden Hazard, pur essendosi sacrificato molto, non è riuscito a convincere i suoi tifosi nei 60′ giocati nella vittoria per 1-0 contro il Canada. Eppure non è stato l’unico a non convincere, anzi tutta la squadra belga non lo ha fatto, pur avendo vinto.

Il capitano del Belgio non ha più la vivacità che lo ha reso il secondo miglior giocatore del Mondiale in Russia del 2018. Tuttavia nella conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Marocco, ha parlato così delle sue condizioni fisiche: “Mi sento bene. Voglio giocare. Le difficoltà mentali sono state soprattutto quando ero infortunato e non capivo perché”. In particolare qui fa riferimento alle sue ultime stagioni al Real Madrid, indubbiamente molto complicate. Ha inoltre aggiunto: “Se sto bene, il Belgio può vincere la Coppa del Mondo“.

Rispetto ai Mondiali in Russia, aggiunge l’attacante belga: “Il Belgio ha più esperienza di tornei internazionali”. Ha concluso parlando del match di domani: “Contro il Marocco non dobbiamo avere parura di dribblare o di provare un passaggio tra le linee”.

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In Vietnam 40mila persone guardano Germania-Giappone, ma è una partita su Fifa

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Fifa 23

In Vietnam ben quarantamila persone hanno assistito a Germania-Giappone su Youtube, accorgendosi solo in seguito che fosse una partita su Fifa.

Alcuni paesi del mondo, come il Vietnam, non hanno acquistato i diritti per le partite del Mondiale. Gli appassionati sono quindi costretti a inventarsi varie trovate per seguire i match, facendosi molte volte ingannare. Infatti, come riporta VNExpress, un video su Youtube, che avrebbe dovuto trasmettere GermaniaGiappone, in realtà stava mandando in onda una partita su Fifa 23, ingannando in questo modo molti spettatori vietnamiti.

Un uploader vietnamita ha parlato cosi della vicenda sgradevole: Bisogna leggere con attenzione prima di rendersi conto che si tratta di simulazioni o commenti sulla partita. Vengono sfruttati eventi importanti per creare trasmissioni live, anche se queste trasmissioni non hanno il contenuto che cercano gli spettatori. In linea teorica, con partite che durano ore, il proprietario di un canale può guadagnare anche centinaia di dollari con video del genere”.

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