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Rimpianto dorato, Memphis Depay

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Depay-Juve

Il ragazzo olandese, dopo la parentesi negativa vissuta coi Red Devils, sta tornando sui suoi soliti livelli. 

PREMESSE DI UN CAMPIONE

Memphis Depay aveva solo 21 anni quando fu strappato, per 34 milioni, al PSV Eindhoven: il club olandese lo aveva visto crescere e maturare congiuntamente alla sua nazionale, quella olandese; ed è proprio un allenatore dei Paesi BassiLouis Van Gaal – ad aver fortemente insistito per portarlo con sé a Manchester, in maglia Red Devils. Lì, il ragazzo, dopo aver vissuto una partenza spettacolare, ha tuttavia risentito del pessimo rendimento del club, sino a finire ai margini del progetto tecnico del suo team.

RIFLETTORI PUNTATI

Alla notizia del possibile addio da Manchester, i vari club – esteri e non – si sono scatenati, consci del reale valore del ragazzo, il quale aveva semplicemente bisogno di serenità, fiducia e di un progetto tecnico del quale essere il fulcro. In Italia si vociferò con insistenza dell’interesse di Milan e Roma che, tuttavia, hanno optato per altri profili: in rossonero sono giunti Ocampos e Deulofeu; in giallorosso è arrivato Grenier. Ora, dopo appena un mese e mezzo, il gioiellino olandese rappresenta già un rimpianto per la Serie A.

Il campionato italiano, contrariamente agli antichi fasti, non ha più la possibilità di acquistare con frequenza campioni affermati; si ricorre, dunque, alla strategia di scovare futuri talenti o di ‘rivitalizzare’ potenziali fuoriclasse. Memphis Depay – costato al Lione solo 16 milioni – è nostro malgrado, sfuggito ai radar italiani con troppa facilità…

CHE NUMERI!

In appena 480 minuti (poco più di 5 partite) il ragazzo ha dimostrato di potersi integrare alla perfezione con i propri compagni e con lo schema di gioco scelto dal tecnico: sono ben 3 le reti realizzate e ben 3 gli assist messi a segno; non male, visto il minutaggio ricevuto, per un ‘talento bruciato’, no?

Questo il gol del debutto:

Questa la sua seconda rete:

Ed infine ecco il gioiello che ha scatenato il web; un gol irripetibile realizzato dal cerchio di centrocampo:

https://www.youtube.com/watch?v=uzpYHRf5Lag

Siamo pronti a scommettere che entro qualche stagione il ragazzo potrà ritornare sui suoi livelli e consacrarsi, guadagnandosi la chance di giocare in una big. Vi ricordate di Kevin De Bruyne svenduto dal Chelsea e successivamente riacquistato dai rivali del Manchester City per 74 milioni? Chissà che certe storie non possano ripetersi…

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Flash News

Il giornalista terrorizza la Juventus: “Situazione pericolosa come quella del 2006”

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Juventus

Il terremoto in casa Juventus ha destabilizzato il mondo bianconero. A seguito di un rapidissimo Cda straordinario, tutte le cariche più importanti della dirigenza si sono dimesse dai propri ruoli. La motivazione è ancora sconosciuta ufficialmente, anche se alcune voci ipotizzano dei guai seri a bilancio. In molti, quindi, si stanno chiedendo i reali motivi che si celano dietro la vicenda e diversi tifosi cercano risposte sui social.

“COME NEL 2006”

In questo senso, le risposte provenienti dal web non sono rassicuranti, anzi. Farà scalpore un Tweet del noto giornalista Tancredi Palmieri che preoccupa tutto l’ambiente bianconero. In poche righe, Palmieri terrorizza il tifo Juventino con le seguenti parole.

Secondo il direttore di Sky Italia, la situazione della Juventus potrebbe essere pericolosa come quella del 2006, qualcosa di enorme sta per scoppiare”.

Ricordiamo che nel 2006 la compagine bianconera venne retrocessa in Serie B a seguito dello scandalo Calciopoli.

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Calcio Internazionale

Gomez carica l’Uruguay: “Contro il Ghana una finale”

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Maximiliano Gomez, attaccante dell’Uruguay, ha parlato ai microfoni di Teledoce dopo la sconfitta contro il Portogallo.

L’attaccante ha caricato i suoi per la sfida contro il Ghana, decisiva ai fini della qualificazione:

“Dobbiamo già pensare alla prossima sfida col Ghana. Giocheremo l’ultimo incontro della fase a gironi come se fosse una finale e ci auguriamo di riuscire a vincerla”

Gomez ha anche analizzato il match di stasera:

“Sono contento di aver avuto l’opportunità di scendere in campo, ma al tempo stesso mi dispiace per il risultato perché abbiamo disputato un grande secondo tempo. Il Portogallo è una grande squadra e sapevamo di trovarci di fronte degli ottimi calciatori”.

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Calcio Internazionale

Messico, tegola Guardado: stop di 10 giorni

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Tata Martino

Tegola in casa Messico, a 2 giorni dal match clou contro l’Arabia Saudita.

Il centrocampista Andres Guardado, infortunatosi nel match contro l’Argentina, dovrà stare fermo ai box 10 giorni stando a quanto riportato da L’Equipe. I messicani, fermi ad un punto in classifica, sono obbligati a vincere, per tenere vive le chances di qualificazione in un girone super equilibrato. L’altra sfida vedrà di fronte Argentina e Polonia, con i primi a quota 3 e i polacchi in testa al gruppo con 4 punti, frutto di una vittoria e un pareggio proprio contro il Messico.

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Flash News

La lettera di addio di Andrea Agnelli ai dipendenti della Juventus

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Agnelli

Andrea Agnelli, prima delle dimissioni arrivate in serata, ha rivolto una lunga lettera di addio a tutti i dipendenti del club.

“Cari tutti,
Giocare per la Juventus, lavorare per la Juventus; un unico obiettivo: Vincere. Chi ha il privilegio di indossare la maglia bianconera lo sa. Chi lavora in squadra sa che il lavoro duro batte il talento se il talento non lavora duro. La Juventus è una delle più grandi società al mondo e chi vi lavora o gioca sa che il risultato è figlio del lavoro di tutta la squadra.

Siamo abituati per storia e DNA a vincere. Dal 2010 abbiamo onorato la nostra storia raggiungendo risultati straordinari: lo Stadium, 9 scudetti maschili consecutivi, i primi in Italia ad aver una serie Netflix e Amazon Prime, il J|Medical, 5 scudetti femminili consecutivi a partire dal giorno zero. E ancora, il deal con Volkswagen (pochi lo sanno), le finali di Berlino e Cardiff (i nostri grandi rimpianti), l’accordo con Adidas, la Coppa Italia Next Gen, la prima società a rappresentare i club in seno al Comitato Esecutivo UEFA, il JMuseum e tanto altro.

Ore, giorni, notti, mesi e stagioni con l’obiettivo di migliorare sempre in vista di alcuni istanti determinanti. Ognuno di noi sa richiamare alla mente l’attimo prima di scendere in campo: esci dallo spogliatoio e giri a destra, una ventina di scalini in discesa con una grata in mezzo, un’altra decina di scalini in salita e ci sei: “el miedo escénico” e in quell’attimo quando sai di avere tutta la squadra con te l’impossibile diventa fattibile. Bernabeu, Old Trafford, Allianz Arena, Westfallen Stadium, San Siro, Geōrgios Karaiskakīs, Celtic Park, Camp Nou: ovunque siamo stati quando la squadra era compatta non temevamo nessuno.

Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale. In quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni: stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme dando la possibilità ad una nuova formazione di ribaltare quella partita“.

La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus.

Io continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore, confortato da una frase di Friedrich Nietzsche: “And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music”.

Ricordate, ci riconosceremo ovunque con uno sguardo: Siamo la gente della Juve!

Fino alla fine…“.

LA FINE DI UN’ERA

Questo il toccante saluto di Andrea Agnelli al suo popolo, quello bianconero. Una storia iniziata nel lontano maggio del 2010, quando fu eletto presidente, diventando il quarto esponente della famiglia Agnelli alla guida del club.

19 titoli complessivi: 9 Scudetti, 5 coppe Italia e altrettante Supercoppe Italiane.

Andrea Agnelli, nel bene e nel male, ha segnato indelebilmente, 12 anni di storia del calcio. Dallo stadio di proprietà al progetto Superlega, l’ormai ex presidente bianconero ha rivoluzionato il gioco.

Agnelli è stato capace di riportare la Juventus sul tetto d’Italia, provando a ripetersi, non riuscendoci del tutto, in Europa. 12 anni di successi e di tonfi clamorosi, di gioie e dolori, di esultanze e liti con i tifosi.

 

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