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Il Ringhio del Milan

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“Il cielo non è tanto sereno su Milanello e sul Milan. È una stagione che è nata male e non è andata molto bene fino ad adesso […] mi sembra passata un’era tra l’entusiasmo che avevamo tra luglio e agosto e invece quello che è il clima che c’è oggi”.

Partiamo da queste parole di Fassone, che spiegano meglio di mille considerazione tattiche la motivazione, il perché, da lunedì scorso Montella non sia più l’allenatore del Milan.
Una scelta, che lo stesso amministratore delegato definisce sofferta per il rapporto creatosi negli ultimi mesi, ma dovuta.
A prendere il posto di Vincenzo Montella, come tutti sappiamo, sarà Gennaro Gattuso, uno che i campi e gli spogliatoi di Milanello li ha calcati e alla grande, per parecchio tempo.
È lo stesso Mirabelli a chiarire il perché di questa scelta:

“Rino ha delle caratteristiche importanti, nel trasmettere non solo il dna del Milan, ma ha dei concetti che a me piacciono tantissimo. Qualcuno pensa che sia inesperto, io credo sia un allenatore che ci potrà dare qualcosa di importante”.

Toccherà quindi a Gattuso risollevare il Milan da un settimo posto che non gli compete, vista la campagna acquisti di quest’estate, e onorare al meglio l’impegno in Europa League. Impegno che se portato fino in fondo permetterebbe l’accesso diretto in Champions League.
Rino sarà dunque chiamato, sin da subito, a ricompattare la squadra, trasferendole quella grinta ed esplosività che hanno fatto di Ringhio il padrone del centrocampo rossonero. Ma a prescindere dall’aspetto motivazionale quali saranno i reali cambiamenti tattici che Gattuso apporterà al suo Milan?
Nelle sue passate esperienze, seppur non brillanti, Gattuso ha sempre dato un’impronta precisa alle sue squadre, lavorando intensamente sulla fase difensiva. Durante l’esperienza al Pisa, per fare un esempio, la sua squadra ha subito 32 gol in 43 partite (conclusasi con la promozione in Serie B). I moduli da lui più utilizzati sono stati il 3-4-3 il 4-3-3 e il 4-3-1-2

3-4-3

“Sicuramente giocheremo con la difesa a 3, ma una difesa a 3 deve giocare di reparto e ci sono dei concetti che devono essere ben chiari”.

Almeno inizialmente, il tecnico si affiderà alla difesa a 3, per poi cambiare interpreti una volta assimilati i concetti di gioco trasmessi.
Verrà molto probabilmente confermato il trio difensivo Musacchio – Bonucci – Romagnoli. È probabile l’utilizzo di Borini come esterno di centrocampo (dato il lungo infortunio di Conti) e un bel ballottaggio a centrocampo tra Biglia e Montolivo con forse l’italiano (per questo sistema di gioco) favorito sull’argentino.
In attacco il tridente sarà Bonaventua – Kalinic – Suso, con Cutrone e André Silva pronti a partita in corso.
Dal nostro punto di vista questa formazione rappresenta il miglior compromesso per Gattuso. Bonucci renderebbe al meglio in una difesa a 3 e soprattutto Suso (uomo imprescindibile per questo Milan) giocherebbe nel ruolo a lui più congeniale. Rodriguez spostato a centrocampo garantirebbe comunque discese e cross e Borini dall’altro lato una corsa quasi infinita.

4-3-1-2

Il rilancio delle due punte insieme dall’inizio è un rumors che si è fatto più intenso a Milanello con l’arrivo di Gattuso; in questo caso il modulo potrebbe essere il 4-3-1-2. Bonucci dovrebbe adattarsi nella difesa a 4, ma Rodriguez tornerebbe a giocare nel ruolo che lo ha consacrato al Wolfsburg. A fianco di capitan Bonucci uno tra Romagnoli e Musacchio, anche in virtù dell’avversario e del modulo usato. Sulla corsia di destra con Conti infortunato tornerebbe Abate in ballottaggio con Calabria (anche lui ai box, però, fino a dicembre).
Vertice basso del centrocampo giocherebbe Biglia, quasi nel suo ruolo preferito, con Kessie e Bonavenuta mezz’ali. Suso o Calhanoglu dietro le due punte Kalinic e André Silva o Cutrone.
Viste le 4 partite casalinghe consecutive senza reti, questa alternativa potrebbe rappresentare una speranza per i tifosi rossoneri, ma noi crediamo che sia di difficile attuazione: troppi giocatori sacrificati come Suso, Bonaventura e uno tra Musacchio e Romagnoli. In più questo modulo rappresenterebbe un sistema di gioco mai utilizzato da Montella in questo campionato. Ci vorrebbe del tempo alla squadra per assimilarlo, tempo che purtroppo per Gattuso, non c’è.

4-3-3

Il 4-3-3 potrebbe rivelarsi la vera alternativa alla difesa a 3. Come nello schieramente precedente Bonucci dovrebbe disimpegnarsi in una difesa 4, ma Rodriguez ne gioverebbe sicuramente. Biglia tornerebbe nel ruolo che lo ha consacrato alla Lazio e in Nazionale, mentre il tridente d’attacco continuerebbe ad essere Bonaventura – Kalinic –  Suso, con Cutrone o André Silva pronti per eventuali prestazioni negative del croato.
L’unico dubbio che ci perplime è rappresentato dal ruolo della mezz’ala; se da un lato Kessie ha il posto assicurato (lo stesso Gattuso lo ha definito forte fisicamente e con ottime qualità) al suo fianco non riusciamo a trovare il degno compagno. Calhanoglu, in fase di possesso, avanzerebbe alle spalle di Kalinic, in quella posizione che al Bayer lo consacrò come uno dei migliori talenti della Bundesliga, ma con già un tridente schierato si rischierebbe un Milan troppo portato alla fase offensiva. Bonaventura ripiegherebbe per dare una mano, ma Suso non ha nelle corde la fase difensiva. Locatelli e Montolivo sono altre alternative meno offensive, ma con Biglia già in campo il rischio sarebbe quello di inserire un doppione dell’argentino.

Al di la dei vari impianti di gioco qui analizzati, Gattuso dovrà dare risultanti importanti abbastanza in fretta. Da questo punto di vista il calendario gli è favorevole, infatti i prossimi avversari saranno Benevento, Bologna e Verona, tutte e tre sì in lotta per la salvezza, ma nettamente inferiori (almeno sulla carta al milan).
Il Milan riparte e lo fa da colui che ha fatto ripartire le azioni rossonere dal 99 fino al 2013.

“Qua è un paradiso, qua veramente bisogna pensare solo a giocare a calcio […] C’è solo bisogno di passione, di amare questo lavoro, io penso di avere tutto questo. Amo il mio lavoro, lo faccio con grande passione, mi piace, mi da grandissima adrenalina e per me il sogno continua, nel senso che per me è un privilegio allenare una società così”.

Sogno che non solo Ringhio, ma anche tutti i tifosi milanisti, sperano duri il più a lungo possibile.

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Calcio Internazionale

Jude Bellingham, rottura e armonia per illuminare l’Inghilterra

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Inghilterra

C’è qualcuno a cui piace restare ancorato al passato, conservare ciò che di buono hanno fatto i nostri antenati e costruire da lì le basi per il futuro. Altri, invece, preferiscono distruggere tutto ciò che li precede e proiettarsi solo su ciò che verrà. I più illuminati trovano il modo di far coesistere le due realtà temporali. Erano bravi in questo i futuristi, che facevano riferimento alla classicità, ma deificavano il futuro e rifiutavano il passato.
Per trovare un esempio di futurista nel calcio di oggi, non serve scavare troppo nel profondo. Basta, infatti, guardare pochi secondi dell’Inghilterra per capirlo, perché Jude Bellingham è il primo che ti salta all’occhio.

Quando gioca, sembra il burattinaio che tiene in mano tutti i fili e dirige lo spettacolo. Solo quando l’inquadratura si avvicina e regala un suo primo piano, ci si può rendere conto che è ancora giovanissimo, perché dal modo di giocare sembra abbia trent’anni.

Omero lo avrebbe definito un “uomo dal multiforme ingegno”, ma per la sfortuna di Jude non esistono più aedi in grado di tessere lodi tanto accurate. Sembra essere il perfetto elemento di rottura e al contempo l’ingrediente che tiene tutto in armonia.

CENTROCAMPISTA DI ROTTURA

La parola “rottura” ha qui vari significati. Il primo è quello più calcistico, quindi un centrocampista in grado di fermare l’azione avversaria, di recuperare il pallone e lanciare il contropiede per andare a segnare.

Il secondo è più generale: si tratta di una rottura dalla tradizione e lui ne è l’emblema. L’Inghilterra, storicamente, non ha mai presentato una rosa formata da molti giocatori giovani nelle maggiori competizioni. Quest’anno, però, ha deciso di smentirsi, rifornendo il reparto centrale e quello offensivo di numerosi rising talents. A partire da Foden, passando per Mount e Saka, arrivando quindi a Bellingham. L’ex calciatore del Birmingham, però, è il più giovane di questa nuova generazione, essendo classe 2003.

Ha rotto anche il ghiaccio in questo Mondiale, essendo il primo calciatore nato nel nuovo millennio a realizzare un gol nella Coppa del Mondo. “Cambiando la competizione, il risultato non cambia”, citando una proprietà matematica. Nel calcio la matematica serve a poco, perché nulla è calcolabile, ma Jude è anche in questo caso un elemento di rottura. Sono 7 i gol realizzati e 3 gli assist forniti nelle prime 20 uscite stagionali con il Borussia Dortmund tra Bundesliga e Champions. Numeri molto importanti per un centrocampista centrale.

PLAYMAKER ARMONIOSO

E anche qui, l’armonia è da intendere in più modi. Sicuramente è una delle caratteristiche principali di Jude in campo: magari non sarà classicista come una sinfonia di Beethoven, ma è piacevole da ascoltare come il nuovo singolo di Tedua. Dopo aver rotto l’azione avversaria, riesce ad aggiungere uno step e a far ripartire i compagni. L’armonia la mette anche nell’ultimo passaggio, come dimostra l’assist no-look per Henderson nel match contro il Senegal.

È da intendere anche in senso più tradizionale, perché, oltre a legare il gioco in campo, intreccia anche la tradizione dei centrocampisti inglesi con il modo di vivere il calcio attuale. È un centrocampista di gamba, capace di ricoprire entrambe le fasi perfettamente. In Inghilterra va di moda dire “box to box” da circa vent’anni.

Ha tanto in comune con la sua terra nativa, alla quale piace differenziarsi. Lo dimostrano la Brexit o la sterlina invece dell’UE e dell’euro. Lui, allo stesso modo, è diverso dagli altri e lo dimostra ogni volta che scende sul rettangolo verde.

LA MAGLIA RITIRATA

Un premio alla carriera che solo poche leggende possono contare. La 10 di Maradona al Napoli, la 6 di Baresi e la 3 di Maldini al Milan o la 4 di Zanetti all’Inter. Nessuno potrà più indossare queste casacche per rispetto di questi pilastri. Lo stesso accade alla 22 del Birmingham, divisa indossata da Bellingham nei suoi primi anni di carriera.

In quella squadra, Jude ha mosso i primi passi da calciatore, ci ha speso 10 anni tra settore giovanile e prima squadra e ha salvato il club dal fallimento grazie alla sua cessione. I 25 milioni di euro versati dal Borussia Dortmund per acquistarlo hanno evitato il baratro alla squadra delle Midlands Occidentali. Per questo motivo, oltre che per i suoi meriti sportivi, il Birmingham ha deciso di ricompensarlo ritirando la sua maglia.

Anche qui, rompe con la tradizione, perché quella di ritirare la casacca di un minorenne è una decisione che non ha precedenti nella storia del calcio.

FUTURO SEMPLICE

Il futuro anteriore sarebbe stato esagerato, perché Jude Bellingham vivrà un cambiamento molto a breve. Già prima del Mondiale aveva attirato su di sé le attenzioni di tutti i top club europei. Con le solide prestazioni messe in mostra in Qatar, non ha fatto altro che confermare le impressioni precedenti.

Sarebbero già pronte a far follie per lui quattro squadre: Real Madrid, Liverpool, Manchester City e PSG. Probabilmente, le due inglesi farebbero maggiormente al caso suo proprio per quanto detto fino ad ora. Jude, infatti, sarebbe il perfetto elemento in grado di unire la tradizione dei centrocampisti britannici alla modernità del calcio attuale.

Phil Foden, trequartista del Manchester City, ha detto di lui che diventerà “il miglior centrocampista al mondo”. Che sia una frecciatina all’amico? Lo scopriremo solo vivendo. Prima, però, conviene godersi il quarto di finale che lo vedrà contrapposto alla Francia del fenomeno Kylian Mbappé.

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Calciomercato

Il Torino segue Patryk Peda della Spal

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juric

Il Torino di Ivan Juric inizia a muoversi sul mercato per cercare di fare un salto di qualità che possa portare i granata nella parte sinistra della classifica.

Secondo Gianluca Di Marzio, il primo nome sul taccuino è quello di Patryk Peda, classe 2002 in forza alla Spal di Daniele De Rossi.

Il 20enne polacco è in Italia dal 2019 ed è cresciuto nel settore giovanile del Legia Varsavia. Oggi la sua Spal era impegnata nella trasferta di Perugia, dove c’era proprio il responsabile del settore giovanile granata, presente in tribuna per visionare il classe 2002.

Per Peda sono 10 le presenze stagionali in Serie B.

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Calciomercato

Roma, in Spagna danno in fase avanzata i contatti con l’entourage di Depay

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Olandesi Juve

Secondo il quotidiano Sport, la Roma starebbe facendo davvero sul serio per cercare di ingaggiare Memphis Depay nella prossima sessione di mercato.

Il giornale spagnolo riferisce infatti che i contatti tra la Roma e l’entourage del giocatore olandese, che ormai in Catalogna è ai margini del progetto ed è in cerca di una nuova esperienza, sarebbero addirittura in fase avanzata. Al momento però il Barcellona smentisce la presenza di una trattativa con il club capitolino.

L’ex Lione in questa stagione non è ancora mai entrato nelle rotazioni di Mister Xavi, vedendo il campo solamente per due volte.

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Calciomercato

L’Inter riflette sul centrocampo: spunta un’idea già per gennaio

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Inter

Un mese ci divide dall’inizio della sessione di mercato invernale e, in casa Inter, si pensa già a come poter migliorare la rosa. Secondo il Mundo Deportivo, l’Inter pare abbia messo nel mirino per la sessione invernale di calciomercato Donny Van de Beek, centrocampista olandese dell’Manchester United.

Il centrocampista classe 1997 non è mai esploso nella sponda rossa di Manchester, non facendo vedere praticamente mai le qualità a cui aveva abituato ai tempi dell’Ajax. L’olandese non è una prima scelta di Ten Hag, nonostante sia proprio il mister olandese ad averlo lanciato ai tempi dei lancieri.

Chissà se, sotto la guida di Mister Inzaghi, Van de Beek possa ritornare a mostrare al mondo le qualità a cui aveva abituato giusto qualche stagione fa.

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