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Ritrovarsi

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Inter

Ritrovare” significa letteralmente “trovare di nuovo”, dove quel prefisso ri- sta a sottolineare una forma intensiva del suo verbo primitivo, con l’idea più o meno esplicita che il ritrovamento comporti una ricerca particolare, uno sforzo preciso volto a trovare nuovamente qualcosa.

In forma riflessiva, poi, il verbo acquista una connotazione potente, improvvisamente intima, introspettiva, specie se tenuto all’infinito: ritrovarsi, trovare nuovamente se stessi, rinvenire da una condizione di alterazione del proprio io.

E’ molto più facile trovare qualcosa per primo e poi lasciarlo andare che riprendersi con caparbietà quell’oggetto smarrito, è ancor più scontato vincere e crear stupore la prima volta ma molto più difficile mantenerla.

L’Inter di ieri sera si è ritrovata, o forse si è trovata vedendo la costanza delle sue ottime prestazioni in questo periodo.

LA PARTITA

Inter-Cagliari è stata una partita a senso unico, due squadre sono sii scese in campo ma solo una ha deciso di giocare a calcio e ha imposto il proprio gioco. Per tutti i novanta minuti si è giocato a una porta sola, con il 3-4-3 impostato dal tecnico sardo, con Ceter, Giannetti e Sau nel tridente, subito spazzato via dagli esterni interisti.
Il vantaggio è casuale, con la punizione-cross di Joao Cancelo dalla traiettoria beffarda a superare Cragno già al 3′, ma il resto non arriva proprio dal nulla.
Nonostante qualche cambio tattico e il ritorno alla difesa a quattro voluto da Spalletti e Karamoh nei tre dietro Icardi, è proprio sugli esterni che i nerazzurri hanno fatto il bello e il cattivo tempo, anche con i movimenti ad allargare ulteriormente la difesa del capitano nerazzurro.
Il risultato è una pioggia di occasioni dalle parti di Cragno, sprecate in due occasioni da Karamoh solo davanti al portiere, con tanto di traversa nel secondo caso, ma anche un paio di interventi salva risultato di Castan e dello stesso portiere su Icardi.

Nonostante il ritorno alla difesa a quattro studiato dal Cagliari, quello che non è arrivato nei primi quarantacinque minuti si è palesato nella ripresa: subito, ancora una volta, con la zampata vincente di Icardi già al 49′ dopo uno scambio al limite tra Karamoh e Rafinha, capitalizzato di punta dal centravanti nerazzurro. Un gol da record, il venticinquesimo in campionato come mai prima in carriera.
A distanza di sicurezza acquisita il ritmo della sfida si abbassa notevolmente, ma lo spazio per dilagare l’Inter lo trova ugualmente. Al 60′ con Brozovic, bravo con un destro a giro dal limite a battere Cragno; poi con Perisic al 90′ con una conclusione da fuori area.

Per il resto solo un rigore reclamato da Candreva per un fallo di mano che nemmeno il Var ha voluto considerare e l’assenza totale di un Cagliari preoccupante e non ancora in acque tranquille per potersi permettere di non provarci nemmeno.

DATI PREOCCUPANTI

È vero, il Cagliari non è sicuramente una squadra che punta allo scudetto, alla Champions o all’Europa League, si deve solo salvare; a maggior ragione, il dato sulla difesa è imbarazzante: 22 gol subiti nelle ultime 9 gare in campionato, non il massimo per chi punta a rimanere nella massima serie.

Il Cagliari ha di fatto rinunciato a giocarsi le sue chances con i titolari escludendo anche Pavoletti, come se desse la partita un po’ scontata in partenza: Ceter e Giannetti non avevano mai giocato insieme da titolari in serie A, è chiaro che si è trattato di una decisione in funzione del match di domenica prossima col Bologna, considerato decisivo per ottenere i punti che mancano alla salvezza.
Non si poteva fare qualcosa di più, contro l’Inter che si giocava tre punti fondamentali per la Champions? Sicuramente sì. Risultato: zero – zero! – tiri non solo in porta, ma totali.

E’ un Cagliari francamente difficile da analizzare, tra superficialità mentali e fragilità tattiche.

L’IMPORTANZA DI RITROVARSI

Nel calcio, molte volte, qualcuno riesce a vincere.
Poche, pochissime squadre, però, riescono a vincere e convincere.
Arrivando dritti al punto: la squadra di Spalletti ha dominato chiaramente per 90′ a San Siro, lasciando – forse – solo le briciole al Cagliari di Lopez. Dati alla mano: 75% di possesso palla, che solo il miglior Barcellona di Guardiola riusciva a fare con continuità, 16 tiri di cui ben 9 nello specchio ed un Handanovic che probabilmente non si sarà fatto neanche la doccia, non avendo toccato nemmeno un pallone.
Questa Inter ricorda vagamente quella cinica e senza pietà di inizio stagione, che difficilmente sbagliava le partite e che riusciva a capire i momenti di esse. Ecco, questa è stata la differenza tra la partita con l’Atalanta e quella di ieri: riconoscere quando bisogna assediare continuamente gli avversari e quando invece è meglio far girar la palla in modo semplice, quasi elementare, senza cadere in banali errori con futili giocate da fuoriclasse.

TIRANDO LE SOMME

Il Cagliari è una squadra che gioca bene a pallone, questa sera do qualche merito anche alla mia squadra.
Luciano Spalletti

Diversamente dal solito, Spalletti in conferenza esalta la prestazione dei suoi: significa che Inter-Cagliari ci ha lasciato, almeno dalla parte neroazzurra, tante sicurezze in più che ultimamente non si trovavano più dalle parti di Appiano Gentile; questo è esattamente il vero, forse calcisticamente parlando unico significato di ritrovarsi.

Per quanto riguarda il Cagliari, invece, vale esattamente il contrario, con una salvezza tutta da giocarsi fino all’ultima giornata che vede coinvolte, quest’anno, tantissime squadre.

 

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Camerun, Onana potrebbe rimanere in gruppo: la notizia

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Onana

Dopo l’esclusione dalla gara contro la Serbia, a causa di un alterco con il c.t. Rigobert Song riguardo il suo stile di gioco, Andrè Onana aveva deciso di lasciare il ritiro della propria nazionale. Alla luce di tale decisione, l’estremo difensore dell’Inter avrebbe determinato la sua scelta di terminare anticipatamente il suo Mondiale in Qatar.

L’allenatore del Camerun Song, dopo il pareggio (3-3) contro la selezione di Stojkovic, ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo l’accaduto, aprendo al ritorno di Onana:

“Andrè è un calciatore importante, ma in quanto allenatore devo focalizzarmi sul gruppo. Adesso sta a lui decidere. Ci sono regole da rispettare: qualora le seguirà potrà rimanere con noi”.

Parole chiare quelle del c.t. dei Leoni Indomabili, il quale non ha chiuso le porte ad un verosimile rientro dell’ex Ajax. Adesso però la palla passa ad Onana, che dovrà decidere se rimanere nel ritiro con i compagni, accettando le condizioni precettate da Song, o dire addio definitivamente al Mondiale.

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Portogallo-Uruguay, le formazioni ufficiali: CR7 c’è! La scelta su Suarez

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Portogallo

Il big match di giornata tra Portogallo e Uruguay chiuderà l’ottavo giorno di Mondiale. Dopo la vittoria contro la Corea, il Ghana prova a mettere pressione ai sudamericani impegnati stasera, ora terzi nel girone dopo il pareggio nella gara d’esordio contro gli asiatici. Dall’altra parte il Portogallo vuole chiudere immediatamente il discorso qualificazione agli ottavi e giocherà per vincere. Dopo il super sabato sera di Lionel Messi, tutti aspettano al risposta di Cristiano Ronaldo che guiderà l’attacco lusitano dal primo minuto. Affianco a lui ci sarà Joao Felix, mentre Leao potrà dare il suo apporto solo dalla panchina.

Dopo la deludente prestazione nel match d’esordio, Luis Suarez siederà in panchina e partirà titolare Edison Cavani. Gli occhi degli appassionati, però, si concentreranno sul centrocampo uruguagio, dove sarà regolarmente presente Federico Valverde.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

PORTOGALLO (4-3-3): Costa; Cancelo, Dias, Pepe, Mendes; Bernardo Silva, Carvalho, Neves; Bruno Fernandes; Ronaldo, Joao Felix. CT: Fernando Santos.

URUGUAY (4-4-2): Rochet; Gimenez, Godin, Coates, Olivera; Valverde, Bentancur, Vecino; Varela, Cavani, Nunez. CT: Alonso.

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Flash News

Ghana, il c.t. Addo: “Questo è il calcio, abbiamo avuto un po’ di fortuna”

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Dopo la sconfitta al debutto contro il Portogallo, il Ghana trova la prima vittoria in questo Mondiale contro la Corea del Sud. La gara valida per il secondo turno del gruppo G è terminata 3-2 in favore delle Stelle Nere: decide il match la doppietta di Kudus, oltre alla rete di Salisu; inutili ai fini del risultato le due reti realizzate da Gue-sung Cho per la selezione asiatica.

Al termine del match, il c.t del Ghana Otto Addo ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito ai tre punti rcimolati dalla propria squadra.

LE PAROLE DI OTTO ADDO

Il commissario tecnico del Ghana ha iniziato parlando della gara contro la Corea del Sud:

È stata una partita traboccante di emozioni. La Corea ha fatto un’ottima prestazione, ci ha messo molta pressione. Dopo i primi venti minuti abbiamo acquisito il controllo della gara, e da lì abbiamo sviluppato alcune buone azioni”.

Oddo quindi continua nella sua analisi:

“Dopo l’intervallo sono arrivati i veri problemi, ma i complimenti vanno fatti alla squadra: i ragazzi hanno trovato risorse e forza per segnare il terzo gol.  Lo ammetto, abbiamo avuto un po’ di fortuna ma questo è il calcio. Sono felice che la nostra voglia si stata ripagata”.

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Calciomercato

Inter, discorsi aperti per il rinnovo di Dzeko: sarà addio di Gagliardini

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Inter

Arrivano notizie importanti da casa Inter. Secondo la Gazzetta dello Sport, i nerazzurri stanno fruendo della pausa Mondiale in Qatar per organizzare il futuro. Colpi in entrata ed in uscita, occhi sul calciomercato ma anche all’interno del proprio organico: Marotta e colleghi infatti sono al lavoro per valutare se rinnovare alcuni contratti vicini al termine della scadenza.

SITUAZIONE RINNOVI

Edin Dzeko, arrivato ad Appiano Gentile nell’estate 2021, è uno di quelli passati al vaglio dall’ex dirigente della Juventus: il contratto dell’attaccante bosniaco scadrà il prossimo 30 giugno 2023 e, come riporta la Rosea, i contatti tra le parti riguardo ad un prolungamento saranno approfonditi in futuro. L’accordo potrebbe essere trovato sulla base di un ingaggio da tre milioni di euro in aggiunta ad eventuali bonus.

Non solo Dzeko, probabili anche i rinnovi anche di due pedine fondamentali all’interno dello spogliatoio: Danilo D’Ambrosio e Alex Cordaz sono infatti vicini al rinnovo di contratto. Destino diverso per Roberto Gagliardini, indirizzato a dire addio al mondo nerazzurro. Samir Handanovic invece possiede carta bianca e sarà lui stesso a decidere il proprio futuro.

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