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Rivoluzione Milan: Montella, che modulo scegli?

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Questa sessione di mercato estivo, in Italia, sarà ricordata come la più pazzo e imprevedibile degli ultimi anni. Una finestra di mercato composta da acquisti inaspettati, ma soprattutto sarà ricordata come il mercato che ha ridato speranza al Milan e ai sui tifosi, grazie al lavoro della premiata ditta FassoneMirabelli.

TUTTO SUBITO

In realtà, dall’apertura ufficiale del calciomercato sono trascorsi meno di venti giorni. È lecito quindi dire che tutta questa frenesia e tutte queste proteste per l’immobilità della propria squadra dai tifosi di alcuni degli altri club italiani è nel complesso ingiustificato, anche se comprensibile.

Monchi, Frederic Massara e Mauro Baldissoni.

Il Milan si sta muovendo anticipatamente semplicemente onorando le promesse fatte a Montella. Il tecnico napoletano aveva esplicitamente richiesto il gruppo pronto prima del raduno estivo, in vista della preparazione del preliminare europeo, e il modo in cui Fassone e Mirabelli stanno operando, fiutando ogni singola occasione, permetterà allex “aeroplanino” di avere la squadra al completo già agli ultimi giorni di luglio.

Un mercato all’insegna del fiuto per gli affari, per qualunque tipo di profilo. Lo stesso Vincenzo Montella era stato chiaro a riguardo, confermando come il diavolo stesse effettuando un mercato senza particolari indirizzi:

«So che le mie responsabilità sono aumentate. Dei sei nuovi innesti solo uno e mezzo (cioè Kessie e Borini) conoscono il nostro torneo»

Quindi niente progetto giovani o progetto italiani. Non solo esperti, ne tanto meno solamente conoscitori del campionato.


Ed è per questo che, quando la Juventus è arrivata alla porta del club rossonero con l’obbligo di cedere Leonardo Bonucci, più precisamente al nord per richiesta esplicita del giocatore, non ci si è posto alcun veto di tipo tattico. Pur avendo già acquistato Musacchio, colui che avrebbe dovuto fare il titolare al fianco di Romagnoli, il difensore ex Bari è stato acquistato, con tanto di folla festante al suo arrivo a Casa Milan.

A maggior ragione con l’arrivo di Bonucci, Montella ha ora un’ampia gamma di scelte per schierare la propria creatura. Vediamole nel dettaglio.

4-3-3

Vincenzo Montella predilige questo modulo sin dai suoi primi anni sulle panchine di Serie A. Alla Roma, poi al Catania (meno alla Fiorentina) e infine al Milan. Terzini di grande spinta e corsa sulla fascia, un regista con buona lettura del gioco davanti alla difesa, mezzali ed esterni pronti a fornire più palloni possibili al centravanti. Lo stesso Montella ha confermato qualche giorno fa che proprio questo sarà il modulo scelto in partenza.


Ci sono però alcuni dubbi. Innanzitutto, la difesa a quattro obbligherebbe Montella a lasciare in panchina uno fra Romagnoli, centrale su cui il Milan punta molto dato il grande investimento di due estati fa, Musacchio e Bonucci (realisticamente, uno dei primi due). Ciò potrebbe comunque essere un punto a favore viste le tre competizioni. Inoltre, la presenza di due terzini di spinta come Conti e Ricardo Rodriguez potrebbe far sentire difficoltà non indifferenti per quanto concerne il reparto arretrato.

In mezzo al campo, il modulo Montelliano obbliga la presenza di un regista e due mezzali. Ai lati di Biglia dunque troverebbero posto Bonaventura, reinventato da Montella in questa posizione pur nascendo lui come esterno, e Kessié. Ad oggi, i due esterni sarebbero Suso e Borini. Çalhanoglu potrebbe essere dirottato sulla fascia, in una posizione già occupata in carriera con il Leverkusen, ma non verrebbe adeguatamente valorizzato. Il turco non brilla certo per la velocità e non ha nell’uno-contro-uno uno dei suoi tratti distintivi.

Per confermare questo modulo, quindi, servirebbero perciò ulteriori innesti sulle corsie. Pena un acquisto da 27 milioni di euro non adeguatamente sfruttato.

4-2-3-1

Con questa variante, Montella avrebbe la possibilità di schierare Biglia e Kessié in coppia, a costituire una solida diga di centrocampo a protezione della difesa. Nonostante i due prediligano lo stesso ruolo, hanno compiti diametralmente opposti, e perciò risultano perfettamente complementari.

Frank Kessié, qui con la maglia dell’Atalanta

Questo modulo, inoltre, permetterebbe di schierare Bonaventura nella sua posizione naturale, ovvero sulla fascia sinistra. Sulla fascia opposta spazio a Suso. Al centro della trequarti, invece, ci sarebbe Çalhanoglu, anche lui libero di esprimersi nella sua posizione naturale.
Questa scacchiera darebbe la possibilità, perciò, ad ogni giocatore dalla cintola in su di esprimersi al meglio.

4-4-2

In questi ultimi giorni si è parlato molto di un Vincenzo Montella propenso a schierare il suo Milan con il più classico modulo italiano e il più antico del mondo. Scelta che spiegherebbe anche l’attuale ricerca da parte dei rossoneri di un altro centravanti di spessore. Se è vero però che la scelta di gettarsi sul mercato alla continua ricerca di una punta pronta a segnare almeno 30 reti stagionali fa pensare ad un modulo che preveda la coppia d’attaccanti, d’altro canto questo schieramento andrebbe a stravolgere completamente sia la filosofia del tecnico campano.


Inoltre, se da un lato Bonaventura conosce molto bene questo modulo sin dal suo trascorso all’Atalanta sotto la guida di Colantuono, dall’altro non si può dire lo stesso di Suso, esterno prettamente offensivo. Per di più si ripresenterebbe il problema della collocazione di Çalhanoglu.

4-3-1-2

Questa sarebbe l’ultima possibilità per Montella di schierare la difesa a quattro. In mezzo al campo Biglia sarebbe affiancato  da Bonaventura e Kessié, mentre Çalhanoglu farebbe il trequartista dietro alle due punte.

In questo modo avremo la spiegazione anche del perché il diavolo continui a cercare un centravanti. C’è un però. Questo modulo sarebbe sì funzionale ai movimenti di mercato compiuti, ma escluderebbe totalmente Suso nel nuovo progetto. Scelta difficilmente digeribile per i supporters rossoneri, ma soprattutto un’importante perdita per la fase offensiva dei rossoneri. L’esterno spagnolo nell’ultima stagione è stata la luce offensiva della squadra, andato in rete sette volte e fornendo undici assist e affermandosi come pietra miliare del progetto milanista. Il gioco varrebbe la candela?

DIFESA A TRE?

Con l’acquisto di Bonucci, sta prendendo sempre più forma la possibilità di uno schieramento con la difesa tre, già attuato da Montella a Firenze.
Si sta parlando di un 3-5-2 in stile Gasperini, con i due centravanti a muoversi in modo totalmente opposto: mentre uno dei due attaccanti (Andrè Silva) andrebbe a muoversi nello stesso modo in cui si esprimeva Petagna in questa ultima annata, giocando molto vicino alla porta ma mettendosi al servizio dei compagni, dall’altra parte l’altra punta si andrebbe ad alternare fra Suso e Çalhanoglu.

Lo spagnolo giocherebbe allo stesso modo del Papu Gomez di quest’anno, svariando su tutto il fronte offensivo. Il turco si collocherebbe liberamente sulla trequarti, modellando il modulo secondo un 3-5-1-1 o un 3-4-1-2.

Insomma, a Montella non mancheranno certo le opzioni per schierare il suo nuovo Milan. In attesa di ulteriori magie targate Mirabelli e Fassone.

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I Nostri Approfondimenti

Che fine ha fatto Jeremy Menez? Dal passato agrodolce al riscatto in Serie B

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Milan

CHE FINE HA FATTO JEREMY MENEZ? DAL PASSATO AGRODOLCE AL RISCATTO IN SERIE B – La rubrica settimanale del “Che fine ha fatto?” di Numero Diez porta alla luce la carriera di un altro giocatore straordinario che ha smesso fin troppo presto di incantare. Infatti, questa è la volta di Jeremy Menez, ex attaccante di Roma, PSG e Milan che potrebbe aver ritrovato serenità all’età di 35 anni.

Colui che in Italia ha avuto, appunto, l’opportunità di indossare due delle maglie più prestigiose del paese (così come in Francia) e che è riuscito a farsi apprezzare anche da tifosi rivali. D’altronde, nessun amante del calcio sarebbe potuto restare a guardare in maniera indifferente difronte a tante giocate di pura bellezza ed intelligenza rara. Questo e tanto altro è stato Menez, ma che fine avrà fatto dopo aver raggiunto l’élite?

LA NASCITA DELLA STELLA TRANSALPINA

La carriera di Jeremy Menez decolla nel 2003, quando – dopo aver convinto a pieni voti l’allenatore – debutta nella prima squadra del Sochaux a sedici anni. Così diventa di conseguenza il giocatore più giovane della Ligue 1 ad aver firmato un contratto professionistico, regalando scorci di bel calcio ai più esperti. Dopo appena due stagioni, infatti, nella quali mette a referto 55 presenze e 7 gol, diversi club francesi sono pronti a rinunciare a tutto pur di assicurarsi le sue prestazioni.

Ma la vera svolta arriva nel gennaio del 2005, in occasione della sfida contro il Bordeaux. Nel giro di sette minuti, infatti, Menez mette a segno tre reti e si aggiudica l’etichetta di giocatore più giovane ad aver segnato una tripletta nel massimo campionato transalpino. Un evento che fece maggior chiarezza sulle sorti della sua carriera e che spinse il Monaco a tesserarlo nel 2006. Con la casacca biancorossa si registrano 14 marcature in 57 apparizioni prima dell’approdo in Italia.

A ROMA I PRIMI LAMPI DI GENIO

In occasione del calciomercato estivo del 2008 Jeremy Menez viene acquistato a titolo definitivo dalla Roma per una cifra vicina agli 11 milioni di euro. Nella capitale inizia a seguire ed emulare le gesta di Francesco Totti, che da lì a pochi giorni avrebbe rivisto nel francese la sua spalla destra. Con la maglia giallorossa, infatti, trascorre forse il periodo più felice della sua carriera e nel quale riesce ad esaltarsi a livello sportivo.

Sono tanti i ricordi piacevoli collegati a Menez che riaffiorano nella testa dei tifosi romanisti, ma anche qualcuno meno lieto torna sempre a galla. Se da una parte riusciva a mandare in palla più difensori avversari alla volta, infatti, dall’altra restava uno dei calciatori in grado di mandare tutto all’aria per via dei suoi comportamenti poco ragionati. Ma ciò non mise in cattiva luce il suo talento, il quale dopo tre stagioni in Serie A venne riportato in Francia.

PARIS SAINT-GERMAIN PRIMA, MILAN POI

Nel 2011 il Paris Saint-Germain intraprende il percorso di crescita che nel corso degli anni ha portato il club a concludere operazioni faraoniche e decide di comprenderci anche Jeremy Menez. Nella sua terza esperienza in patria l’attaccante ripropone quanto di buono fatto vedere alla Roma, vincendo due Ligue 1, una Supercoppa francese e una Coppa di Lega francese. In seguito a 79 presenze e 14 gol, oltre all’esser diventato il punto fermo dei parigini, decide di cambiare nuovamente aria e ritornare in Italia.

È il Milan, infatti, la squadra intenzionata a puntare su Menez, quel giocatore che nella Roma e nel PSG aveva fatto bene e che all’ombra di San Siro avrebbe cominciato a spegnersi. Dopo un primo periodo di gloria, segnato dai 16 gol nella prima stagione, l’ex Monaco imbocca la strada della debacle dalla quale non riuscirà ad uscirne. Complice anche un’operazione che lo ha tenuto lontano dal campo per nove mesi, il giocatore saluta (nuovamente) il campionato italiano per approdare altrove.

GIRANDOLA DI TRASFERIMENTI, MA POTREBBE AVER RITROVATO LA PACE

Terminata l’esperienza con i rossoneri, dunque, la carriera di Menez si trova inspiegabilmente in salita. Dal 2016 al 2020 non riesce a ritrovare la condizione psicofisica adatta alle situazioni e finisce per cambiare quattro squadre in altrettante stagioni. Bordeaux, Antalyaspor, Club America e Paris Fc credono in lui proponendogli un contratto che puntualmente viene stroncato prima della fine concordata. Così, appena due anni fa, si accorda con la Reggina per un suo ritorno nel paese che potrebbe essere considerato come la sua seconda casa. I calabresi hanno appena raggiunto la promozione in Serie B e quale opportunità migliore se non quella di riprendere dal campionato cadetto italiano?

Con la maglia amaranto si inserisce bene e ad oggi non ha ancora abbandonato il progetto attualmente in mano a Filippo Inzaghi. Nell’arco di due stagioni e mezzo, infatti, Menez ha giocato 49 partite e segnato 12 reti. L’ultima arrivata proprio in occasione dell’ultima partita contro il Brescia, grazie alla quale la sua Reggina è riuscita a mantenere la seconda posizione in classifica. Dopo quindici giornate l’impressione è che la formazione di Super Pippo possa davvero battersi per un posto nel massimo campionato e chissà che a regalarglielo non sia proprio Jeremy Menez, colui che in Serie A è riuscito a farsi un nome e che vuole fare lo stesso con il club calabrese.

 

 

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Flash News

Il Milan riabbraccia Kjaer ed attende Ibrahimovic: le ultime dall’allenamento odierno

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Milan

Al termine della doppia seduta di allenamento del Milan arrivano importanti novità, in vista della prima amichevole invernale contro il Lumezzane, in programma giovedì 8 dicembre.

I rossoneri riabbracciano Simon Kjaer, rientrato dopo l’eliminazione della sua Danimarca dal Mondiale. Il centrale rossonero ha rinunciato alle vacanze per ricominciare subito ad allenarsi con i compagni in vista della ripartenza della Serie A, in programma il 4 gennaio.
Intanto, Zlatan Ibrahimovic prosegue con il programma di recupero e spera di rientrare a fine gennaio, per dare una mano al tentativo di rimonta del Milan in campionato.

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Flash News

Winks vicino al rientro con la Sampdoria: le ultime

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Sampdoria

Harry Winks è passato in prestito con diritto di riscatto (fissato a 25 milioni) dal Tottenham alla Sampdoria in questa sessione di mercato.

La sua ultima presenza con i club rimane fissa al 22 maggio, in occasione di Norwich-Tottenham, dopo di che l’inglese è passato a Genova di fatto inosservato. Ancora nessuna presenza in Serie A per il mediano ex colonna degli Spurs ai tempi di Pochettino.

Winks, come riportato da Il Secolo XIX, sta tuttavia bruciando le tappe per il suo ormai prossimo rientro in gruppo. Ciò potrebbe avvenire già nel corso del ritiro invernale in Turchia della Sampdoria, che comincerà giovedì, con l’aereo che atterrerà nella terra della Mezzaluna per il match contro l’Adana Demirsport. Winks, potrebbe essersi finalmente lasciato alle spalle l’infortunio alla caviglia che lo ha tormentato per mesi.

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Calcio Internazionale

Santos furioso con Ronaldo: “Deciderò all’ultimo se giocherà”

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Pronostico Portogallo-Spagna

L’uscita polemica di Cristiano Ronaldo durante Portogallo-Corea Del Sud non poteva certamente passare inosservato.
Il Ct portoghese, Fernando Santos, è tornato sulla questione oggi in conferenza stampa, con toni decisamente elevati:

“Non ho sentito cosa ha detto Ronaldo mentre usciva, ma ho rivisto la scena in tv e ho capito, è una cosa gravissima che non deve capitare più. Non voglio soffermarmi troppo sull’argomento, certe cose si risolvono nello spogliatoio. Non so ancora chi giocherà, la formazione la decido sempre all’ultimo momento, cercando di schierare il miglior Portogallo possibile, così sarà anche domani”.

Insomma, la situazione è molto delicata in casa Portogallo, inoltre le voci di un possibile approdo di CR7 in Arabia Saudita non migliorano certo la situazione, visto che la Nazionale è concentrata sul passaggio del turno.

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