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Robben e Ribéry salutano: chi li sostituirà?

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Robben e Ribéry salutano: chi li sostituirà?

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Già da qualche mese, i due esterni del Bayern Monaco Arjen Robben e Frank Ribery hanno confermato che a fine stagione saluteranno Monaco di Baviera: il loro contratto è in scadenza il prossimo 30 giugno. Si tratta della fine di un vero e proprio ciclo, dato che il francese gioca nel club bavarese dal 2007, mentre l’olandese da un anno più tardi. I due giocatori hanno contribuito decisamente a scrivere la storia del Bayern, si pensi soltanto a quando il numero dieci nel 2012 sbagliò un rigore in finale di Champions League ai supplementari contro il Chelsea, che poi alzò la coppa dopo i calci di rigore. L’anno successivo, invece, arrivò il migliore dei riscatti da parte del classe ’84: realizzò il gol decisivo in finale contro il Borussia Dortmund e consegnò l’unico triplete della storia ai biancorossi.

“Questa è la mia ultima stagione al Bayern. Sono stati dieci anni eccezionali e meravigliosi. Mi sta bene così”.

Questa fu la dichiarazione dell’ex attaccante della nazionale olandese a inizio dicembre che annunciò senza alcun giro di parole il suo prossimo addio al club di Monaco di Baviera. I due hanno nel palmarès ogni genere di trofeo, con numeri personali pazzeschi: Ribéry vanta 84 gol in 261 presenze, Robben 98 in 198 partite disputate. Con altri tre mesi ancora tutti da giocare. L’ultimo biennio ha visto entrambi i giocatori spesso infortunati e con cali evidenti di prestazioni, dovuti evidentemente dall’avanzare dell’età: i tempi d’oro sono ormai giunti al termine. E’ in corso quindi un cambio generazionale in casa Bayern, non sarà facile per i futuri esterni del 4-2-3-1 bavarese imitare i successi ottenuti dalla “Robbery”.

CHI SOSTITUIRA’ ROBBEN E RIBERY?

Kingsley Coman, Serge Gnabry, Alphonso Davies. Ecco i nomi in pole per sostituire i due fenomeni. Se i primi due sono già noti non solo al pubblico bavarese, ma anche agli appassionati del calcio europeo, il terzo è decisamente meno conosciuto. Davies è infatti un giovanissimo classe 200 canadese, arrivato in Germania a gennaio che vanta già diversi ed interessanti record: nel giugno del 2017 è diventato il più giovane calciatore ad esordire con la nazionale canadese; il più giovane a segnare con la sua nazionale ed il primo nato dal 2000 in poi a segnare in una competizione internazionale. Un curriculum niente male vista l’età, ma nel calcio europeo dovrà sapersi affermare e soprattutto il tecnico del Bayern Niko Kovac dovrà essere in grado di dargli il giusto minutaggio senza però bruciarlo.

Gli altri due giocatori già questa stagione sono stati lanciati titolari (come anche ieri sera nel match di Champions di Anfield, pareggiato per 0-0). Facili e frequenti sono i confronti tra Coman e Ribéry, dato che entrambi sono francesi. L’intenzione dell’ex Juventus è quella di emulare la carriera piena di titoli e successi di Franck, ma a ventidue anni Kingsley vanta già una carriera top: ha militato in PSG, Juve e Bayern, vincendo due volte la Ligue 1, una Coppa di Francia, una Coppa di Lega, la Serie A nell’unico anno in Italia (in cui ha vinto anche la Supercoppa); in Germania ha già conquistato tre campionati, tre Supercoppe ed una coppa nazionale. Come Ribéry, anche Coman ha conosciuto la delusione con i blues: non è stato convocato per i Mondiali in Russia poi vinti dai francesi. Ribery invece perse due finali: la prima nel 2006 contro l’Italia, mentre la seconda a dieci anni di distanza, contro il Portogallo, che grazie al gol nei supplementari di Eder si laureò campione d’Europa. Dopo aver saltato diversi mesi a causa di un problema alla caviglia ed essersi operato, il giocatore ha dichiarato che in caso di ricaduta potrebbe seriamente valutare l’addio al calcio giocato.

Gnabry, rispetto a Coman, oltre ad un anno in più d’età (è un classe ’95) ha già due esperienze in Bundesliga, con le maglie di Werder Brema ed Hoffenheim. Con entrambe le squadra è arrivato in doppia cifra, infatti anche adesso è più prolifico del francese. Dai piedi dell’ex PSG potranno arrivare interessanti assist per i compagni, mentre il tedesco saprà rendersi pericoloso coi suoi inserimenti. Arrivare ai livelli di Robben e Ribéry non è cosa da poco, per farlo entrambi i giovani esterni dovranno uscire dalle loro ombre e prendersi la squadra sulle spalle, proprio come hanno fatto i due fenomeni per oltre dieci anni.

 

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Coppa Italia

Pronostico Fiorentina-Parma, statistiche e consigli per la partita

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Pronostico Fiorentina-Parma

PRONOSTICO FIORENTINA-PARMA, STATISTICHE E CONSIGLI PER LA PARTITA – Mercoledì 6 dicembre, alle ore 21:00, la Fiorentina incontra il Parma per gli ottavi di finale di Coppa Italia, in un match che può nascondere insidie. Scopriamo, dunque, il pronostico per la partita insieme a qualche statistica e qualche consiglio per gli scommettitori.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Partiamo dai padroni di casa. La Fiorentina ha vissuto tanti alti e bassi nell’ultimo periodo, con alcune cadute evitabili, come contro l’Empoli, ma anche vittorie prestigiose, come quella di Napoli. La squadra di Italiano si è imposta nel corso dell’ultima giornata per 3-0 contro la Salernitana e ha preparato al meglio la partita di Coppa Italia. Vedremo se la preparazione sarà ripagata anche dal verdetto del campo.

Il Parma viene da sei vittorie in otto partite nell’ultimo mese. Gli uomini di Pecchia procedono spediti verso la risalita nel massimo campionato e si trovano, ad oggi, a pari punti – 33 – col Venezia. Gli emiliani stanno facendo molto bene e ora sognano anche i quarti di finale di Coppa Italia, un risultato che sarebbe importantissimo per il loro morale. In mezzo c’è la Viola, che avrà tutte le intenzioni di battere i crociati.

IL PRONOSTICO DI FIORENTINA-PARMA

Per quanto sulla carta l’esito sembri scontato e i pronostici siano tutti a favore della Fiorentina, spesso la Coppa Italia ha regalato sorprese. Attenzione, dunque, al Parma, che vorrà fare uno scherzetto agli avversari. Per questo, non consigliamo alcun segno fisso, bensì una giocata sul numero complessivo di gol. Il pronostico che potrebbe essere meno rischioso e pagare di più è il MULTIGOL CASA 2-4, in quota 1.62. Benché l’esito finale non sia scontato, la Viola, infatti, potrebbe andare a segno più volte, data la tendenza dei giocatori di Italiano a tenere palla. In alternativa, anche il segno GOL, quotato, invece, 1.75 sui principali bookmakers, potrebbe essere fruttuoso, dato che entrambe le squadre sono decisamente inclini al gol.

PROBABILI FORMAZIONI

Fiorentina (4-2-3-1): Christensen; Kayode, Martinez, Ranieri, Parisi; Mandragora, M.Lopez; Ikone, Barak, Sottil; Nzola. All. Italiano

Parma (4-3-2-1): Chichizola; Delprato, Osorio, Circati, Di Chiara; Bernabé, Hernani, Estevez; Mihaila, Man; Benedyczak. All. Pecchia

 

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – L’agente di Ikwuemesi: “Si sta adattando alla Serie A, la Salernitana sta lavorando nella giusta direzione”

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La Salernitana sta affrontando un periodo delicato, in piena lotta per la permanenza in Serie A. Nell’ultima giornata di campionato, i granata sono usciti sconfitti dal Franchi perdendo 3-0 contro la Fiorentina. Nonostante la sconfitta anche abbastanza netta, però, i campani sono reduci da un momento anche abbastanza positivo. A risollevare il morale infatti sono il pareggio preziosissimo in casa del Sassuolo e, soprattutto, la prima vittoria in campionato arrivata all’Arechi contro la Lazio.

Uno dei volti di quest’ultimo periodo in casa Salernitana, è sicuramente Chukwubuikem Ikwuemesi. Arrivato quest’estate dagli sloveni del Celje, l’attaccante nigeriano sotto la gestione Inzaghi sta trovando spazio ed anche i primi gol della sua avventura italiana. Per scoprirne di più sul classe 2001, noi della redazione di Numero Diez abbiamo intervistato Thaddeus Kennedy Idama, agente del calciatore facente parte del KCG Sporting Management.

Di seguito, la nostra intervista ESCLUSIVA.

L’INTERVISTA ESCLUSIVA A THADDEUS KENNEDY IDAMA, AGENTE DI IKWUEMESI

Parto chiedendole la sua opinione sul momento attuale di Ikwuemesi alla Salernitana.

“Sta provando a dare il massimo. Essendo calciatore giovane, che proviene da un campionato non molto noto in Europa, sta cercando di adattarsi. Credo farà meglio sul lungo termine”.

Crede che la Salernitana riuscirà a centrare l’obiettivo salvezza?

“Siamo in attesa di scoprirlo, perché la Salernitana è una buona squadra, staff e dirigenti hanno il compito di gestire la situazione e lo stanno facendo molto bene. Il club non sta ottenendo il miglior risultato, ma spetta all’organismo che lo rappresenta fare la cosa giusta. Credo siano nella giusta direzione“.

Di recente Ikwuemesi ha segnato il suo primo gol in Serie A, contro il Sassuolo. Quali sono state le sensazioni a riguardo?

È stato un bel momento. A Sassuolo erano partiti molto bene, andando in vantaggio per 0-2. È stato comunque un buon risultato per la squadra. È un momento in cui hanno ripreso il controllo e hanno realizzato di poter tornare ad una situazione normale. Io so che chi è ai vertici della società sta facendo molto per assicurarsi di mettere i calciatori sulla buona strada. Poi vincere le partite (contro la Lazio, n.d.r.) è un sollievo per la squadra“.

Con l’arrivo di Inzaghi in panchina sembrerebbe esserci stata una svolta: 5 presenze da titolare e 2 gol in 7 partite. Com’è il rapporto con il tecnico granata?

“Gli dico che dipende tutto dall’impostazione professionale. Il ragazzo è un professionista e conosce i suoi obblighi in campo. L’allenatore è stato un professionista di altissimo livello da calciatore. Sono contento perché metterà Ikwuemesi nelle condizioni migliori e lo preparerà per le partite. Inzaghi è stato un giocatore di punta, un top player. Quando giocava, ai suoi tempi, io tifavo la Juventus e lo guardavo tanto. L’ho guardato tanto all’Atalanta quando ha segnato 15 gol in Serie A prima di trasferirsi alla Juventus. Quindi lo conosco molto bene. Quando un’ex attaccante allena il tuo calciatore, che è anche lui un attaccante, secondo me è una cosa positiva. Sono felice di vedere Inzaghi fare le cose giuste da allenatore. Poi il calciatore ha l’obbligo di rispettarlo. È questa la sua responsabilità quando scende in campo”.

Tornando invece alla trattativa che ha portato Ikwuemesi alla Salernitana: com’è nata? Ci sono retroscena?

“Per me non c’è stato nessun aspetto negativo. Eravamo tutti d’accordo nel fargli accettare questa nuova sfida. Sapevamo che non sarebbe stato facile, ma quando un giocatore focalizza la mente su qualcosa è possibile. Quindi io penso che abbia deciso di andare in Serie A e noi, dopo, siamo andati a cogliere la sfida. Sapevamo che fosse  piuttosto impegnativa, ma finora tutto bene. Si abituerà a questa situazione e, a lungo termine, otterrà risultati”.

Qual è invece il sogno per il futuro?

“Ogni giocatore ha un sogno per il futuro. Noi li lasciamo a loro. Lui ha l’ambizione di diventare un top player, di giocare club famosi. Al momento siamo concentrati prima sulla Salernitana, e poi dopo lui pensa al suo meglio. Poi lasciamo che il futuro svolga il suo ruolo”. 

Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram kcg_project

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Thauvin torna protagonista e si confessa: “Andai a giocare in Messico perché soffrivo di depressione”

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Thauvin

Un gol e un assist nelle ultime due partite per Florian Thauvin, indubbiamente uno degli uomini di maggior classe e talento a disposizione di Cioffi. La missione salvezza, in questa stagione, non sembra scontata come in altre annate per l’Udinese, che dovrà affidarsi anche (e non poco) al sinistro del francese, campione del mondo nel 2018. Neanche il più grande trionfo immaginabile nella carriera di un calciatore può però colmare i demoni interiori di una persona, come ammesso da Thauvin nel corso di un’intervista a Canal+.

DEPRESSIONE – Tre mesi prima di lasciare l’Olympique Marsiglia andai da una persona specializzata su consiglio di alcuni amici, che mi ascoltò e mi fece scoppiare a piangere. In quel momento capii di non stare bene. Ero nella fase iniziale ma già accertata di depressione. Per quello poi decisi di andare in Messico, per stare più tranquillo e avere meno pressioni nel giocare da parte di tifosi e media”.

UN PASSO INDIETRO – “Atleticamente mi sentivo al meglio, ma dal punto di vista mentale ero a pezzi. Quando questa persona mi ha fatto rendere conto della mia situazione, ho deciso che era meglio fare un passo indietro per la mia serenità. Per questo poi scelsi di andare a giocare al Tigres, in Messico”.

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Furia De Laurentiis dopo Napoli-Inter: telefonate alla Federcalcio per protestare

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De Laurentiis

Il Napoli, dopo un inizio di campionato altalenante e l’esonero di Garcia, ci si aspettava un cambio di rotta imminente. Occasione sfumata nel match di ieri giocato al Maradona contro l’Inter, perdendo per 3-0. Tuttavia secondo quanto riportato da Il Mattino, De Laurentiis sembrerebbe essersi infuriato al punto da chiamare la Federcalcio e l’AIA per protestare, riguardo la direzione gara con i nerazzurri. La scelta di non far presentare Mazzarri ai microfoni, prediligendo silenzio totale, sarebbe stata proprio la sua, dopo aver accerchiato il direttore di gara nel tunnel per cercare di ottenere delle spiegazioni, invano.

Gli episodi che avrebbero scatenato l’ira del patron partenopeo sarebbero due. Il primo per un mancato rigore concesso per un presunto fallo di Acerbi su Osimhen. Il secondo a causa della decisione di non annullare il primo gol di Calhanoglu per un fallo in precedenza di Lautaro su Lobotka.

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