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Roberta, siamo all’addio?

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Continuano ad arrivare segnali negativi da Roberta Vinci riguardo il proseguimento della sua carriera agonistica. I primi inequivocabili segnali erano giunti durante gli Internazionali d’Italia, a Roma, quando si era detta poco motivata a continuare ad allenarsi e a giocare, lasciando però spazio a qualche dubbio a riguardo. Dubbi che sono diventati ormai quasi una certezza dopo il recente messaggio di addio sui social al suo storico allenatore Francesco Cinà. Nella lunga lettera aperta la Vinci ha salutato e ringraziato tutto il suo team e il Club di Palermo in cui si allenava regolarmente. Insomma, parole che ora risuonano come un vero e proprio addio.

UN 2017 NON ALL’ALTEZZA

Un ritiro che sembra ancor più scontato se andiamo ad analizzare i risultati di Roberta in questo 2017. L’azzurra è uscita al primo turno di tutti e 4 gli Slam e anche negli altri tornei minori i risultati non sono più quelli del passato. Già lo scorso anno la tennista tarantina era stata vicina al ritiro salvo poi ripensandoci all’ultimo, ribadendo il suo amore per il tennis e per i fan che la sostengono sempre.

L’ufficialità non è ancora arrivata ma i segnali portano tutti in una sola direzione anche se, appunto, non è nuova a questi colpi di testa. Da segnalare, però, come anche lei stessa si sia resa conto che in questo momento non riesca a competere con le tenniste più forti.

QUELLA FINALE STORICA

Il punto più alto della sua carriera è senza ombra di dubbio la finale, storica per i colori azzurri, degli US Open del 2015. In quell’occasione uscì sconfitta dall’amica Flavia Pennetta che proprio in occasione della finale vinta si ritirò dal tennis giocato. Quel torneo fu magico per lei perché, oltre a raggiungere una finale inaspettata ormai a 32 anni, riuscì a battere la grande favorita Serena Williams in semifinale che era a due sole partite dal completare il Grand Slam. Una partita che Roberta ricorderà per sempre in cui tutto l’Arthur Ashe Stadium di New York le tifava contro. Lei non si è mai scomposta, anzi da quei fischi riuscì a trovare la carica giusta per battere una montagna, in tutti i sensi, come l’allora numero 1 del mondo.

CAMPIONESSA NAZIONALE

Roberta Vinci è stata anche una grande protagonista della squadra italiana di Fed Cup. La squadra azzurra, che comprendeva tra le altre Francesca Schiavone e Flavia Pennetta, è riuscita a trionfare per ben 4 volte in 7 anni perdendo un’altra finale contro la Russia. Una generazione d’oro di tenniste italiane che sta andando via via disgregandosi per via del passare del tempo. La Pennetta si è già ritirata, la Schiavone medita anche lei il ritiro e Sara Errani non sembra più essere quella di un tempo.

Insomma, per il tennis femminile italiano si prospetta un lungo periodo di digiuno dopo i fasti dell’ultimo decennio con finali Slam quasi ogni anno e Fed Cup a ripetizione.

UNA GRANDE DOPPISTA

Oltre ad essere una grande singolarista, arrivando fino al numero 7 della classifica mondiale, Roberta è ancora di più una grandissima doppista. Le sue discese e il tocco preciso a rete l’hanno resa una tra le doppiste migliori degli ultimi anni facendola spiccare tra una generazione di tenniste molto più potenti che precise.

La Vinci è stata numero 1 della classifica mondiale di doppio in coppia con Sara Errani. Le due azzurre tra il 2012 e il 2014 sono riuscite a completare il Career Slam vincendo tutti e 4 i titoli dello Slam. Questa sua duttilità nel singolare e nel doppio le ha permesso di partecipare con grande continuità alla Fed Cup che mischia appunto le due specialità.

L’ufficialità non è ancora arrivata, ma ormai sembra imminente e noi non possiamo che ammirare la grande carriera che si è ritagliata una tennista come Roberta Vinci non dotata di enormi qualità fisiche ma che è stata brava a sopperire con la tecnica.

Grazie Roberta per le grandi emozioni che ci hai fatto vivere!

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Cairo sugli aiuti al mondo del calcio: “Serve un sostegno ai club”

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Torino, Cairo parla sulle condizioni di Juric

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha espresso il suo parere sugli emendamenti presentati in Parlamento per sostenere il mondo del calcio.

Il governo avrebbe infatti deciso di dilazionare in 5 anni il pagamento dei 480 milioni di euro che i club avrebbero dovuto versare nelle casse del fisco.

Cairo si è espresso così ai microfoni dell’ANSA:

Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato. Ad esempio penso al tax credit per il cinema”.

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Turris-Avellino 1-3, le pagelle del match: Fabio Tito devastante!

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Modena

L’Avellino passa 1-3 contro la Turris e ottiene il terzo risultato utile consecutivo. I lupi, cinici e compatti, giocano una buona gara, trascinati da un devastante Fabio Tito, autore di una doppietta. Nel primo tempo meglio la Turris, che però all’intervallo si trova sotto 1-2. Tito apre le danze al ventottesimo, con un sinistro chirurgico da fuori area. Pochi minuti dopo, Gambale raddoppia di testa. I padroni di casa non mollano e al 37esimo Maniero accorcia le distanze con un colpo di testa che si insacca alle spalle di Pane. Nella ripresa l’Avellino addormenta la partita e colpisce al momento giusto; al 64′ Tito realizza un gol fotocopia del primo. I lupi sorpassano i corallini in classifica e si avvicinano alla zona playoff.

TURRIS

Perina 6: Incolpevole sui gol subiti. Compie delle parate importanti che evitano un passivo più pesante.

Manzi 5: I due gol di Tito arrivano sulla sua fascia. Non riesce a contenere Russo e sul terzo gol dei lupi è a dir poco disastroso.

Boccia 4,5: Il peggiore dei suoi. Mai in partita, si addormenta sul gol di Gambale e, insieme al sopraccitato Manzi, combina un pasticcio in occasione della terza rete dell’Avellino.

Frascatore 5: Nella giornata disastrosa della difesa corallina, non si salva neanche lui.

Contessa 5: Beccato dai suoi stessi tifosi, gioca male, tanto da apparire svogliato. Lo si nota dalle innumerevoli palle perse e dai primi controlli quasi sempre sbagliati.

Vitiello 5,5: Poco attento e quasi mai coinvolto nella costruzione del gioco. Nel primo tempo svirgola all’interno dell’area di rigore sprecando una buona occasione da rete. (Dal 57′ Haoudi 6: entra bene in partita e si mette in mostra con qualche dribbling e giocate interessanti).

Acquadro 6,5: Centrocampista totale. Corre, imposta, recupera palloni ed è sempre in partita. Realizza l’assist per la rete di Maniero. (Dal 82′ Ardizzone s.v.)

Gallo 6: A centrocampo fa quel che può. Nulla di più, nulla di meno. Sufficiente. (Dal 75′ Longo 6: prova a dare vitalità al reparto offensivo, ma il tempo a disposizione è davvero poco).

Ercolano 6: Disputa una gara discreta. Corre tanto ed effettua qualche percussione interessante. (Dal 57′

Giannone 6: Entra e prova a dar manforte a Maniero. Si fa vedere al limite dell’area con un paio di conclusioni dal limite).

Maniero 7,5: In questa categoria conta l’esperienza. E lui ne ha da vendere. Da ex di turno gioca una gara perfetta; difende e spazia su tutto il fronte offensivo creando non pochi pericoli alla retroguardia avellinese. Il gol è la ciliegina sulla torta.

Leonetti 5: Sbaglia un gol clamoroso che, a 5 minuti dall’inizio del match, avrebbe potuto cambiare le sorti dell’incontro. Anche a fine partita spreca la palla del 2-3 calciando addosso a Pane.

AVELLINO

Pane 6,5: Sempre attento nelle uscite, incolpevole sul gol subito. Compie un grande intervento su Leonetti a tempo quasi scaduto.

Rizzo 6: Attento in fase difensiva, non si sbilancia più di tanto perché alla fase offenisiva ci pensa Fabio Tito.

Moretti 6,5: Compie un miracoloso salvataggio sulla linea a inizio partita, per il resto normale amministrazione.

Auriletto 5,5: Il peggiore dell’Avellino. Nel complesso non gioca male ma si fa sovrastare da Maniero in occasione del gol.

Tito 8: Attento in difesa, letale nella trequarti avversaria. Due conclusioni a incrociare sulle quali Perina non può nulla. Devastante. (Dal 73′ Zanandrea 6: Normale amministrazione, come è normale che sia al rientro dall’infortunio).

Maisto 6: Il classe 2003 gioca una buona gara. Sempre attento in fase di copertura, ogni tanto rischia anche giocate dal più elevato coefficiente di difficoltà. (Dal 77′ Illanes s.v.)

Matera 6,5: Anche lui interpreta benissimo le due fasi. Ottimi i tempi di inserimento e soprattutto le cavalcate palla al piede. (Dal 83′ Franco s.v.)

Casarini 6,5: Ottimo sia in fase di costruzione sia in fase di non possesso. Si conferma ancora una volta il faro del centrocampo dei lupi. (Dal 73′ Garetto 6: normale amministrazione).

Russo 7: Ancora una volta, dimostra di essere, qualitativamente parlando, il migliore dell’Avellino. Gli stop a seguire, così come i passaggi per i compagni, sono giocate sopraffine. Spazia su tutto il fronte d’attacco e serve a Gambale l’assist per lo 0-2.

Trotta 6: Non segna ma si sacrifica per la squadra. Sempre il primo a difendere, ottimo nel pressing.

Gambale 6,5: Ciò che tocca, diventa oro. Alla prima occasione è cinico e con un colpo di testa manda il pallone alle spalle di Perina. Re Mida.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Bayern Monaco, De Ligt chiarisce: “Mai vicino al Chelsea”

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de Ligt

Mattijs De Ligt, ex della Juventus, ora in forza al Bayern Monaco, ha parlato dai Mondiali in Qatar delle voci circolate circa un possibile interessamento in estate da parte del Chelsea:

LE DICHIARAZIONI DEL DIFENSORE

Il difensore olandese conferma di essere concentrato sul Bayern Monaco e respinge altre voci:

“Sapevo che il Chelsea era interessato ma con me non hanno mai parlato. Io stavo pensando al Bayern. Non sono mai stati vicini, forse si sono parlati con la Juventus. Onestamente non ho mai avuto contatti con loro in via personale”.

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Inghilterra – Senegal: Sterling fuori a sorpresa

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Pronostico Inghilterra-Senegal

Il Mondiale entra nel vivo e dopo la vittoria contro la Polonia per 3-1, stasera la Francia conoscerà chi tra Inghilterra e Senegal sarà la propria avversaria ai quarti. A sorpresa sarà assente Raheem Sterling che, come spiegato dalla FA, non sarà a disposizione per motivi familiari.

Di seguito le formazioni ufficiali.

Inghilterra: Pickford, Walker, Stones, Maguire, Shaw; Bellingham, Rice, Henderson; Saka, Kane, Foden.

Senegal: Edouard Mendy, Sabaly, Koulibaly, Diallo, Jakobs, Ciss, Nampalys Mendy, Ndiaye, Diatta, Ismaila Sarr, Dia.

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