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Robin Gosens, ora “monumentale” anche con la nazionale tedesca

Durante la telecronaca di Germania-Portogallo, in occasione della terza marcatura tedesca firmata da Kai HavertzMaurizio Compagnoni ha definito Robin Gosens “monumentale”. Nel match del dentro o fuori contro Ronaldo & Co l’esterno atalantino ha messo a segno una rete, ha servito l’assist del 3-1 sopracitato e ha propiziato un autorete. A fine partita è stato giustamente premiato come MVP dell’incontro, più di così non gli si poteva chiedere.

E’ stato, peraltro, uno dei pochi salvabili della squadra di Löw in occasione della sconfitta all’esordio contro la Francia. Robin si sta ritagliando un ruolo da assoluto protagonista in una delle nazionali più quotate per la vittoria finale. Una soddisfazione per tutti gli appassionati della nostra Serie A che hanno avuto modo di ammirarne le gesta già nelle precedenti stagioni. Alla prima, grande occasione con la sua Germania, Gosens non sta tradendo le attese.

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IN NAZIONALE COME A BERGAMO: STESSO RUOLO E GRANDI PRESTAZIONI

Per questi Europei l’allenatore della nazionale tedesca Joachim Löw ha deciso di optare per un nuovo 3-4-3. L’assenza di veri e propri terzini e la sovrabbondanza di centrali difensivi ha permesso al tecnico di togliere un uomo dalle linee basse per aggiungerne uno in attacco. In tutto ciò diventa fondamentale il ruolo degli esterni a tutta fascia. Se Kimmich ad oggi ha deluso le aspettative, seppur con tutte le attenuanti del caso, non essendo un esterno di ruolo, non si può dire lo stesso di Gosens. Le trame di gioco della Germania sembrano preparate ad hoc per l’esterno atalantino. Lui che, in Nazionale come a Bergamo, ha la possibilità di arare il campo con il suo strapotere fisico e aspettare un cross sul secondo palo. Contro il Portogallo ha fatto venire il mal di testa al povero Nelson Semedo, che non è mai riuscito a prendergli le misure, e anche all’esordio ha  preoccupato più volte la retroguardia transalpina. Nell’ultimo match del girone la Die Mannschaft ha la possibilità di blindare la qualificazione agli ottavi di finale, e gli strappi del numero 20 saranno fondamentali per scardinare una difesa chiusa e compatta come quella ungherese.

Come detto, il gioco di Gosens si sposa perfettamente con la trama tedesca. La qualità dei giocatori di Low consente al giocatore di cittadinanza olandese di inserirsi perfettamente, occupando l’area di rigore. Che siano Müller e Kroos in Nazionale, o Malinovskyi e Muriel in Serie A poco importa: il risultato è sempre lo stesso.

GRANDE MERITO A GASPERINI E ALLA FAMIGLIA PERCASSI

Robin Gosens è sicuramente il nome più illustre dei talenti sbocciati definitivamente sotto la cura Gasperini e acquistati a pochissimo prezzo dalla società bergamasca. Il secondo che ci viene in mente è un altro ragazzo che proprio in questi Europei si sta facendo conoscere ai meno esperti: Matteo Pessina. Il tedesco è arrivato in punta di piedi in Italia nel lontano 2017 per 1 milione di euro. In 149 presenze ha realizzato 27 gol e 22 assist, con un crescita esponenziale nelle ultime due stagioni. Da riserva di Castagne Robin Gosens è diventato il miglior “difensore” (definizione leggermente al limite) per gol e assist siglati in tutta Europa. Il classe ’94 ha definitivamente raggiunto la maturità calcistica che lo ha presentato ai top club europei. Non è un caso che già dall’anno scorso la Juventus abbia avviato dei contatti e che proprio in questi giorni anche il Barcellona abbia fatto un sondaggio. La richiesta della famiglia Percassi è di 40 milioni di euro. A prescindere dal futuro di questo autentico gioiello, ancora una volta la scuola Atalanta ha dimostrato di essere una delle più valide in circolazione.

(fonte immagine in evidenza: profilo IG @dfb_team)

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