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Rodrigo Bentancur è diventato grande

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Sono le 20:40 del 12 settembre 2017 quando, come il canovaccio televisivo vuole, la telecamera sta scorrendo dinanzi agli sguardi dei calciatori di Barcellona e Juventus. Di lì a poco le due squadre daranno il calcio d’inizio alla loro Champions League e tra i volti abbronzati di fine estate dei vari Higuain, Dybala e Pjanic, spunta quello pallido e scavato di Rodrigo Bentancur, centrocampista uruguaiano classe ’97, i cui tratti somatici vengono svelati per la prima volta ai tifosi bianconeri meno attenti. Infatti, dopo solo 15 minuti racimolati nelle prime quattro gare stagionali, Allegri decide per la prima volta di lanciare il ragazzino nell’undici titolare al Camp Nou, denotando coraggio – attributo mai affibbiatogli dalla maggior parte dei tifosi – e grande fiducia nei mezzi del suo centrocampista.

La partita non sarà memorabile per i bianconeri, Messi ruberà la scena a tutti con una doppietta sensazionale e il match di Bentancur terminerà dopo 63 minuti. 63 minuti senza infamia e senza lode che però permetteranno al suo nome di finire sul taccuino di migliaia di appassionati e segneranno concretamente il punto di partenza della sua esperienza in bianconero.

CRESCERE ALLA BOMBONERA

Facciamo un passo indietro: dopo aver mosso i primi passi nel Peñarol, a soli 12 anni il ragazzo originario di Nueva Helvecia attraversa il Rio de la Plata e si trasferisce in pianta stabile a Buenos Aires, dove si presenterà nel calcio dei grandi con la maglia gialloblu del Boca Juniors. Le 57 presenza collezionate nei tre anni passati in Argentina, oltre a fungere come punto di riferimento per farci un’idea su quale tipo di giocatore sia Bentancur, evidenziano il suo essere quasi impermeabile alle pressioni e al peso di uno stadio secolare scettico nel vedere le redini del centrocampo tra le mani di un neo maggiorenne.

Annotata la grande personalità nella colonna dei pregi, dal punto di vista tattico il battesimo di fuoco Bentancur lo effettua da mediano, interpretando in tutto e per tutto il ruolo del più classico dei numeri 5. L’elevata sensibilità sul corto e sul lungo con entrambi i piedi lo rendono un passatore di primo livello e nei movimenti di protezione del pallone dalla pressione avversaria ricorda vagamente Sergio Busquets.

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Dopo aver testato le sue attitudini in tutti i ruoli del centrocampo (mediano, vertice alto di un rombo e mezzala), l’addio di Arruabarrena e il conseguente arrivo di Barros Schelotto sulla panchina de Los Xeneizes segna un punto focale nella definizione tattica del gioiello uruguaiano. Il nuovo allenatore lo posiziona in un centrocampo a due con Gago, soprannominato il Pintita per la regalità del suo aspetto e per la bellezza che trasuda dai suoi movimenti, attributi che quasi per osmosi verranno introiettati dal giovane apprendista Bentancur. La presenza al suo fianco di un giocatore avvezzo al partecipare alla manovra offensiva gli permetterà di mettere in mostra un’altra sua interessante caratteristica: la conduzione palla al piede.

https://gph.is/2RLbEOE

L’azione in questione non è assimilabile alle progressioni barbariche e barocche di modernissimi centrocampisti box to box come Pogba o Milinkovic-Savic, bensì evidenzia quell’eleganza di cui parlavamo prima e la particolare capacità di controllo di un corpo che conta 190 cm anche in spazi ristretti.

Il giocatore che a vent’anni lascia con due titoli nazionali la Bombonera è un centrocampista che ha scoperto nella duttilità la sua arma principale e l’oggettiva rapidità con cui è riuscito ad inserirsi nel contesto europeo è una conseguenza del lodevole lavoro fatto dagli allenatori che in Argentina lo hanno prima protetto e poi esaltato.

DIAMANTE SGREZZATO

Se l’Argentina ha mostrato tutte le facce del potenziale di Bentancur, l’Europa, e la Juventus nello specifico, hanno incanalato il suo talento verso dei binari ben codificati. Allegri – fino ad ora suo unico allenatore europeo -, sfruttando l’ambidestrismo dell’uruguaiano, lo ha impiegato con continuità nel canonico centrocampo a 3 sia sulla destra che sulla sinistra.

Dopo un anno passato più a scaldare la panchina dello Stadium che a creare calcio sul prato verde, per Bentancur è stato l’infortunio occorso a Khedira ad aprire le porte della titolarità. I primi mesi di lavoro hanno permesso allo staff bianconero di plasmare la squadra su un 433 fluido, dove Bentancur è impiegato nel ruolo di mezzala destra, lato forte della manovra offensiva della squadra. Oltre alla notevole precisione nella circolazione della palla che, al netto di un’eccessiva confidenza con il pallone tra i piedi, conta una percentuale vicina all’87% e lo pone nelle condizioni di sostituire anche Pjanic nel ruolo di centrocampista centrale, la crescita del Lolo è avvenuta soprattutto in fase di interdizione. I numeri parlano di 1,5 palloni intercettati a partita, statistica in cui ha raggiunto il suo apice nel match contro il Cagliari con 5 palloni recuperati tramite lettura.

https://gph.is/2zBtsV1

La sensazione che questo filotto di partite sta dando è che Allegri abbia trovato in casa quel centrocampista che la Juventus da anni insegue: un uomo capace di assumersi le responsabilità di costruire l’azione e che ha la l’intelligenza tattica necessaria per eccellere anche nell’altra metà campo. Ovviamente parliamo di un ragazzo di 21 anni e, per quanto la sua personalità e l’influenza che sta avendo con continuità sul gioco della Juventus siano esaltanti, i limiti e i margini di miglioramento sono evidenti.

COSA MANCA?

Per compiere il grande salto e proiettarsi nell’élite del calcio mondiale, Rodrigo Bentancur dovrà lavorare sulla sua attualmente scarsa attitudine realizzativa e sulla capacità di centellinare e rendere mortiferi gli inserimenti offensivi che effettua. Da qualche settimana a questa parte Allegri sta testando un attacco privo di un punto di riferimento centrale e per quanto questo sia vantaggioso nella ricerca dell’uomo tra gli half-spaces svuota visibilmente l’area avversaria. In questo senso, la necessità di accompagnare l’azione con le mezzeali e la presenza di un maestro degli inserimenti come Sami Khedira in spogliatoio non potranno che far bene all’apprendimento del giovane uruguaiano, reo di avere una percentuale di tiro inferiore all’uno a partita. La bellissima rete messa a segno contro l’Udinese – prima con la maglia della Juventus – rappresenta una mosca bianca nel primo anno e mezzo a Torino di Bentancur, ma è un campione al quale lui si dovrà rifare per migliorarsi.

https://gph.is/2RIoooW

Inoltre, con il tempo e con i rimproveri di Allegri limerà quelle leggerezze palla al piede di cui parlavamo prima che una mezzala di possesso della sua qualità non può permettersi. In tal senso, l’utilizzo nel ruolo di trequartista durante le prime apparizioni in maglia Boca spinse tifosi e addetti ai lavori a convincersi di avere in casa l’ennesimo giocatore geniale ma svogliato alla Riquelme. L’obbiettivo del mister livornese, differentemente, è quello di renderlo essenziale e preciso in fase di possesso e sempre più influente in quella di non possesso, eliminando quella superficialità che lo ha portato in passato, e in alcuni frangenti delle gare che sta disputando lo portano, a perdere possessi sanguinosi.

https://gph.is/2AWmYlv

Quest’estate Bentancur ha partecipato da protagonista al Mondiale con il suo Uruguay, creando un netto distacco con il clichè del centrocampista uruguaiano muscolare e aggressivo come furono ad esempio Gargano e Arevalo Rios. Il carisma e la maturità con cui il nativo di Nueva Helvecia si sta ritagliando un posto al sole a tutti i livelli del calcio nazionale e internazionale sono sintomatici di un talento tanto puro quanto speciale, un talento che non ti fa stropicciare gli occhi dalla meraviglia ma che si manifesta con costanza in tutte le zone del campo e in ogni fase di gioco. In un’era in cui superuomini dotati di un atletismo fuori dal normale si prendono le copertine dei giornali, el Lolo Bentancur fa parte di quella categoria di calciatori che a cavallo di eleganza ed intelligenza non passeranno mai di moda.

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Cairo sugli aiuti al mondo del calcio: “Serve un sostegno ai club”

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Torino, Cairo parla sulle condizioni di Juric

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha espresso il suo parere sugli emendamenti presentati in Parlamento per sostenere il mondo del calcio.

Il governo avrebbe infatti deciso di dilazionare in 5 anni il pagamento dei 480 milioni di euro che i club avrebbero dovuto versare nelle casse del fisco.

Cairo si è espresso così ai microfoni dell’ANSA:

Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato. Ad esempio penso al tax credit per il cinema”.

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Turris-Avellino 1-3, le pagelle del match: Fabio Tito devastante!

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Modena

L’Avellino passa 1-3 contro la Turris e ottiene il terzo risultato utile consecutivo. I lupi, cinici e compatti, giocano una buona gara, trascinati da un devastante Fabio Tito, autore di una doppietta. Nel primo tempo meglio la Turris, che però all’intervallo si trova sotto 1-2. Tito apre le danze al ventottesimo, con un sinistro chirurgico da fuori area. Pochi minuti dopo, Gambale raddoppia di testa. I padroni di casa non mollano e al 37esimo Maniero accorcia le distanze con un colpo di testa che si insacca alle spalle di Pane. Nella ripresa l’Avellino addormenta la partita e colpisce al momento giusto; al 64′ Tito realizza un gol fotocopia del primo. I lupi sorpassano i corallini in classifica e si avvicinano alla zona playoff.

TURRIS

Perina 6: Incolpevole sui gol subiti. Compie delle parate importanti che evitano un passivo più pesante.

Manzi 5: I due gol di Tito arrivano sulla sua fascia. Non riesce a contenere Russo e sul terzo gol dei lupi è a dir poco disastroso.

Boccia 4,5: Il peggiore dei suoi. Mai in partita, si addormenta sul gol di Gambale e, insieme al sopraccitato Manzi, combina un pasticcio in occasione della terza rete dell’Avellino.

Frascatore 5: Nella giornata disastrosa della difesa corallina, non si salva neanche lui.

Contessa 5: Beccato dai suoi stessi tifosi, gioca male, tanto da apparire svogliato. Lo si nota dalle innumerevoli palle perse e dai primi controlli quasi sempre sbagliati.

Vitiello 5,5: Poco attento e quasi mai coinvolto nella costruzione del gioco. Nel primo tempo svirgola all’interno dell’area di rigore sprecando una buona occasione da rete. (Dal 57′ Haoudi 6: entra bene in partita e si mette in mostra con qualche dribbling e giocate interessanti).

Acquadro 6,5: Centrocampista totale. Corre, imposta, recupera palloni ed è sempre in partita. Realizza l’assist per la rete di Maniero. (Dal 82′ Ardizzone s.v.)

Gallo 6: A centrocampo fa quel che può. Nulla di più, nulla di meno. Sufficiente. (Dal 75′ Longo 6: prova a dare vitalità al reparto offensivo, ma il tempo a disposizione è davvero poco).

Ercolano 6: Disputa una gara discreta. Corre tanto ed effettua qualche percussione interessante. (Dal 57′

Giannone 6: Entra e prova a dar manforte a Maniero. Si fa vedere al limite dell’area con un paio di conclusioni dal limite).

Maniero 7,5: In questa categoria conta l’esperienza. E lui ne ha da vendere. Da ex di turno gioca una gara perfetta; difende e spazia su tutto il fronte offensivo creando non pochi pericoli alla retroguardia avellinese. Il gol è la ciliegina sulla torta.

Leonetti 5: Sbaglia un gol clamoroso che, a 5 minuti dall’inizio del match, avrebbe potuto cambiare le sorti dell’incontro. Anche a fine partita spreca la palla del 2-3 calciando addosso a Pane.

AVELLINO

Pane 6,5: Sempre attento nelle uscite, incolpevole sul gol subito. Compie un grande intervento su Leonetti a tempo quasi scaduto.

Rizzo 6: Attento in fase difensiva, non si sbilancia più di tanto perché alla fase offenisiva ci pensa Fabio Tito.

Moretti 6,5: Compie un miracoloso salvataggio sulla linea a inizio partita, per il resto normale amministrazione.

Auriletto 5,5: Il peggiore dell’Avellino. Nel complesso non gioca male ma si fa sovrastare da Maniero in occasione del gol.

Tito 8: Attento in difesa, letale nella trequarti avversaria. Due conclusioni a incrociare sulle quali Perina non può nulla. Devastante. (Dal 73′ Zanandrea 6: Normale amministrazione, come è normale che sia al rientro dall’infortunio).

Maisto 6: Il classe 2003 gioca una buona gara. Sempre attento in fase di copertura, ogni tanto rischia anche giocate dal più elevato coefficiente di difficoltà. (Dal 77′ Illanes s.v.)

Matera 6,5: Anche lui interpreta benissimo le due fasi. Ottimi i tempi di inserimento e soprattutto le cavalcate palla al piede. (Dal 83′ Franco s.v.)

Casarini 6,5: Ottimo sia in fase di costruzione sia in fase di non possesso. Si conferma ancora una volta il faro del centrocampo dei lupi. (Dal 73′ Garetto 6: normale amministrazione).

Russo 7: Ancora una volta, dimostra di essere, qualitativamente parlando, il migliore dell’Avellino. Gli stop a seguire, così come i passaggi per i compagni, sono giocate sopraffine. Spazia su tutto il fronte d’attacco e serve a Gambale l’assist per lo 0-2.

Trotta 6: Non segna ma si sacrifica per la squadra. Sempre il primo a difendere, ottimo nel pressing.

Gambale 6,5: Ciò che tocca, diventa oro. Alla prima occasione è cinico e con un colpo di testa manda il pallone alle spalle di Perina. Re Mida.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Bayern Monaco, De Ligt chiarisce: “Mai vicino al Chelsea”

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de Ligt

Mattijs De Ligt, ex della Juventus, ora in forza al Bayern Monaco, ha parlato dai Mondiali in Qatar delle voci circolate circa un possibile interessamento in estate da parte del Chelsea:

LE DICHIARAZIONI DEL DIFENSORE

Il difensore olandese conferma di essere concentrato sul Bayern Monaco e respinge altre voci:

“Sapevo che il Chelsea era interessato ma con me non hanno mai parlato. Io stavo pensando al Bayern. Non sono mai stati vicini, forse si sono parlati con la Juventus. Onestamente non ho mai avuto contatti con loro in via personale”.

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Inghilterra – Senegal: Sterling fuori a sorpresa

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Pronostico Inghilterra-Senegal

Il Mondiale entra nel vivo e dopo la vittoria contro la Polonia per 3-1, stasera la Francia conoscerà chi tra Inghilterra e Senegal sarà la propria avversaria ai quarti. A sorpresa sarà assente Raheem Sterling che, come spiegato dalla FA, non sarà a disposizione per motivi familiari.

Di seguito le formazioni ufficiali.

Inghilterra: Pickford, Walker, Stones, Maguire, Shaw; Bellingham, Rice, Henderson; Saka, Kane, Foden.

Senegal: Edouard Mendy, Sabaly, Koulibaly, Diallo, Jakobs, Ciss, Nampalys Mendy, Ndiaye, Diatta, Ismaila Sarr, Dia.

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