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Calcio Internazionale

Rodrigo De Paul vuole prendersi l’Argentina

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Da quando ad inizio secondo tempo del match contro la Colombia Rodrigo De Paul ha sostituito un evanescente Angel Di Maria, l’arco narrativo dell’Argentina all’interno di questa Copa America è cambiato. In una Nazionale in cui i tecnici da più di un decennio si interrogano su quali giocatori affiancare a Leo Messi per valorizzarlo, Lionel Scaloni ha  sviluppato un progetto tecnico da perseguire con fiducia fino ai Mondiali del 2022. De Paul, ma come lui Paredes e sopratutto Lautaro Martinez, sono i volti di questa nouvelle vague, al netto di un percorso che ha visto la prima prestazione collettivamente positiva solo nella semifinale persa contro il Brasile. Con questo va specificato quanto il percorso da fare sia decisamente lungo, ma in termine di materiale umano c’è molto su cui lavorare.

De Paul arrivava a questa Copa America con alle spalle solo 5 presenza in maglia Albiceleste e dopo una stagione più che positiva personalmente ma complicata in termini di squadra. Con l’Udinese ha rivestito in toto il ruolo di leader, sia dal punto di vista carismatico che da quello tecnico, con un impiego in nuove zone del campo. Ha resistito senza alcun calo ad ogni rivoluzione in panchina, passando da fare l’esterno sinistro nel 4-2-3-1 di Velazquez a fare la mezzala sinistra nel 3-5-2 prima di Davide Nicola e poi di Tudor. In sintesi, dopo una prima stagione in Italia vissuta sulla fascia destra con il limite di avere la linea di fondo come unica destinazione possibile, si è giunti alla soluzione secondo cui per esaltare il suo piede destro bisogna permettergli di gravitare sul centro-sinistra del fronte offensivo.

Heatmap della stagione 2016/2017

Heatmap della stagione appena terminata

COME RITAGLIARSI UNO SPAZIO

Questo abbassamento del raggio d’azione ha favorito anche il suo inserimento nel definitivo undici con cui la Selección ha affrontato le partite cruciali. Contro Colombia e Paraguay nel 4-4-2 sui generis proposto dallo staff tecnico ha ben figurato come esterno sinistro, mentre nelle restanti partite è scalato sulla linea dei centrocampisti, ricoprendo il ruolo di mezzala destra. Destra, non sinistra, perchè alle due mezzeali (De Paul e Lo Celso o De Paul e Acuna) veniva richiesta l’ampiezza, per allargare le maglie avversarie e congestionare il meno possibile gli spazi vitali di Messi.

Pochi secondi dopo l’inizio del match contro il Venezuela De Paul si allarga sulla destra per permettere a Messi di venire dentro al campo e offrire una linea di passaggio.

Questo posizionamento ha influito negativamente sull’apporto di De Paul in rifinitura e produzione offensiva, ma in una squadra che si schierava con Messi e altre due punte soltanto anteponendo sacrificio e abnegazione alla creatività poteva ritagliarsi un minutaggio consistente. In questo senso le statistiche sono esemplificative: 1 passaggio chiave a partita rispetto ai 2,7 con la maglia dell’Udinese e 0,4 tiri a partita a cospetto dei 2,4 in Italia. In generale, il gioco di De Paul si è adattato a quello che è stato il suo principale compito in questa Nazionale: facilitare il lavoro di Messi e associarsi al meglio con lui. Il numero di palle perse è sceso da 2,4 a 1,4, con un incremento sostanziale della percentuale di passaggi riusciti, sintomatico di un gioco più teso al consolidare il possesso che a creare i presupposti per far male.

Diversamente, le statistiche difensive sono rimaste intatte: 2 contrasti ingaggiati a partita con l’80% di buona riuscita e un intercetto medio ogni 90 minuti.

INTENSITÀ

Oltre ad essere il titolo di questo paragrafo, intensità è anche il comune denominatore delle 5 partite disputate da De Paul in questa Copa America. Quell’aggressività, che per troppo tempo era stata sostituita dalla passività nelle partite dell’Argentina, ha caratterizzato ogni sua giocata, ogni giocata di Paredes e ogni giocata di Lautaro Martinez. Difatti Messi, interrogato su di lui, ha confermato questa attitudine del prodotto del Racing: tiene caradura, letteralmente ha la faccia tosta, ha detto il 10 di Argentina e Barcellona.

Con intensità ha giocato anche la partita contro il Brasile: 70 minuti in cui si è speso per cercare di arginare e limitare il moto perpetuo di Coutinho, finendo per essere troppo stanco per accompagnare le transizioni del trio offensivo. In questo sicuramente De Paul deve compiere un significativo step in avanti: centellinare le energie per poter offrire supporto qualitativo a chi deve offendere. Importante in questi termini sarà anche il lavoro che farà Scaloni o chi per lui per cercare di rendere meno frutto dell’improvvisazione il calcio offensivo della Selección, sempre provando a mantenere l’attuale assetto. Due punte dinamiche e due mezzeali di quantità e soprattutto qualità sono fondamentali per rifornire e proteggere il numero 10 al centro di questo quadrato, e da Rodrigo De Paul al netto di alcuni difetti da smussare non si può prescindere.

SALTO DI QUALITÀ

Dopo la finale per il terzo posto con il Cile, per De Paul giungerà forse il momento più importante della sua carriera: scegliere cosa fare del suo futuro. Questa Copa America ha dimostrato quanto il livello da lui raggiunto sia troppo alto per continuare a predicare nel deserto di Udine, con prospettive collettive tutt’altro che intriganti. Detto ciò, fare nomi di squadre è alquanto inutile, ma la completezza del suo talento potrebbe tornare utile a molti organici anche di prima fascia.

Dopo un breve smarrimento e due anni passati a prendere le misure al calcio italiano, per Rodrigo De Paul è il momento di diventare grande. Il campionato appena disputato è stato il trampolino di lancio, la Copa America ha ulteriormente innalzato la sua parabola, adesso una decisione importante per spiccare il volo.

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Marocco-Portogallo sarà anche Hakimi vs Cancelo, la sfida dei terzini moderni

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Marocco-Portogallo

Finalmente Qatar 2022 entra nel vivo e, come ogni grande evento calcistico, anche questo strambo e inusuale mondiale ci ha riservato e continua a riservarci delle sorprese. Spagna, Germania e Brasile inaspettatamente eliminate da compagini nettamente inferiori, ma anche grandi outsider come il vivace Marocco e la Croazia, che fino ad oggi hanno disputato un mondiale impeccabile.

Una delle sfide di questi quarti vede infatti scontrarsi proprio il Marocco contro il Portogallo, inaspettatamente senza Ronaldo negli 11 titolari, altro insolito tratto di questo folle mondiale.

Anche senza il campione portoghese, ad oggi spirito libero data la sua discussa rescissione con lo United, la sfida tra queste due squadre rimane comunque molto interessante, dato che pone sul tavolo diversi temi e discussioni tecnico tattiche.

Una tra tutte l‘affascinante sfida tra i terzini delle due nazionali: da una parte Achraf Hakimi, esplosiva scheggia del PSG, dall’altra Joao Cancelo, qualitativo e dinamico esterno tuttofare del City di Guardiola. Parliamo di due dei più forti esterni “difensivi” del mondo, ma con fondamentali differenze di gioco.

IL TERZINO TECNICO

Il portoghese è un giocatore particolarmente tecnico e raffinato, veloce e con un’ottima visione di gioco. Solo apparentemente schierato nel ruolo di terzino sinistro in una difesa a 4, il lusitano si rivela essere in realtà fondamentale nella manovra dei citizens, quasi come se fosse una mezz’ala aggiunta.

L’intuizione di Guardiola nello schierarlo a piede invertito (ruolo che ricopre anche in nazionale) si è rivelata essere azzeccatissima. L’ex Juve e Inter, infatti, in questo modo va ad agire in zone più centrali del campo e si ritrova a giocare col suo piede naturale (il destro), fungendo da orologio tecnico della squadra e apportando qualità a tutta la manovra.

Data la licenza offensiva conferitogli dal cervellotico allenatore spagnolo, Cancelo si ritrova spesso a incidere anche da ala d’attacco, dando così la possibilità all’attaccante esterno di ruolo di riempire l’area di rigore e accentrare il proprio raggio di azione.

TERZINO DI PROGRESSIONE

Hakimi è un giocatore ugualmente incisivo ma con caratteristiche più “classiche”. Il marocchino è un esterno con una progressione fuori dal normale e devastante in campo aperto.

Non brilla nella tecnica, nonostante sia assolutamente di livello, ma risulta essere particolarmente incisivo nell’aggressione allo spazio e nel dribbling in velocità. Ottimo tra l’altro nel recupero palla, anche grazie alla sua predominanza dal punto di vista fisico e della velocità, caratteristica che potrebbe mettere in notevole difficoltà il talento classe ’94 portoghese sopracitato.

IL DUELLO

Il duello tra i due sarà sicuramente avvincente e intrigante, gli uno contro uno saranno molteplici e l’ago della bilancia della partita verterà molto anche su chi sarà più incisivo durante i 90 minuti.

Una cosa è certa: il terreno di gioco sulle due fasce subito dopo il match non sarà in buone condizioni.

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Messi esulta: “Siamo una squadra che capisce i momenti della partita”

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Messi

Lionel Messi è stato l’uomo partita della gara dei quarti di finale del Mondiale tra Argentina contro l’Olanda. La Pulga, intervistato nel post-partita, ha dichiarato:

C’è tanta gioia, tanta felicità. Non volevamo i supplementari e i rigori, abbiamo dovuto soffrire e ce l’abbiamo fatta. Impressionanti! Siamo tra i quattro migliori al mondo perché dimostriamo di voler giocare ogni partita con la stessa voglia e la stessa intensità. Siamo una squadra che capisce i momenti della partita e quando deve giocare, lo fa. Idem se c’è da difendere”.

Il numero dieci dell’Albiceleste ha parlato anche della Croazia, prossima avversaria dell’Argentina nella semifinale del torneo:

“Hanno dimostrato di essere una grande squadra e a tratti hanno giocato alla pari col Brasile. Lavorano da tempo con lo stesso allenatore, si conoscono molto bene”.

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Neymar: “Ultimo Mondiale? Troppo presto per dirlo”

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Neymar

Dopo il prematuro addio dal Coppa del Mondo Neymar, che oggi ha raggiunto Pelé in testa alla classifica marcatori all-time della nazionale brasiliana, si è espresso sul suo futuro.

Stando a quanto riportato dal quotidiano Globo Esporte e confermato dall’insider di calciomercato Fabrizio Romano, la stella dei verdeoro ha risposto a chi gli chiedeva se questo fosse stato il suo Mondiale:

“È troppo presto per dirlo. Non ho ancora le idee chiare, non posso garantire nulla”.



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Calcio Internazionale

Ozil difende Ronaldo: “Non riesco a capire come mai tutte queste critiche”

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Ozil

Mesut Ozil ha lasciato il panorama delle Nazionali già da qualche anno, eppure sui social si è espresso a proposito di una delle tematiche più influenti di questo Mondiale. Il tedesco infatti è intervenuto sulle tante polemiche circolate intorno al suo amico Cristiano Ronaldo, con cui ha condiviso l’esperienza al Real Madrid.

Il giocatore dell’ İstanbul Başakşehir ha voluto difendere l’asso portoghese ricordando la sua gloriosa carriera da giocatore:

Non riesco a capire come mai tutte queste critiche a Ronaldo. Tra poco spegnerà 38 candeline, è davvero così sorprendente che non faccia più i gol che faceva prima? Dovremmo essere tutti felici di aver visto un giocatore simile giocare a calcio in questi 20 anni. Non c’è nessuno delle nuove leve che possa  eguagliare Cristiano. Rimarrà sempre nella categoria dei goat. Dovremmo portare tutti rispetto a uno degli atleti più forti della storia”.

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