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Roger Ibañez è il difensore che mancava alla Roma

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Dopo la ripartenza la Roma ha avuto un rendimento piuttosto altalenante. Dal 27 giugno, giorno del ritorno della Serie A, i giallorossi hanno portato a casa 13 punti, frutto di quattro vittorie, un pareggio – quello ottenuto ieri sera dopo l’ottima prova contro l’Inter – e tre sconfitte. Proprio di queste tre sconfitte è doveroso parlare prima di concentrarci su Roger Ibañez, il protagonista dell’approfondimento di oggi. Tra il 2 e l’8 luglio la Roma ha perso tre gare consecutive. A Milano in casa del Milan, la squadra più in forma del campionato (come ampiamente dimostrato negli ultimi giorni), sempre in casa con l’Udinese (0-2) e a Napoli, dopo una partita tutto sommato equilibrata decisa da una meraviglia di Insigne.

Probabilmente sono state queste sconfitte a convincere Fonseca a puntare con decisione su Ibañez quale pilastro del reparto difensivo della Roma. L’allenatore portoghese, dopo il lockdown, ha preferito sistemare la sua squadra con maggiore ordine, adattandosi anche alle caratteristiche dei singoli giocatori in rosa. Ecco spiegato il radicale passaggio alla difesa a 3. I risultati, adesso, stanno dando piena ragione al tecnico lusitano, col difensore brasiliano riuscito a emergere in un contesto del genere.

(Fonte: profilo Twitter @ibanez41oficial)

EVOLUZIONE TATTICA

Come accennato sopra l’abbandono della tradizionale difesa a 4 ha paradossalmente reso la Roma più vicina a quella che ha in mente Fonseca. E parte del merito va indubbiamente anche all’evoluzione, tecnica ma soprattutto tattica, che ha visto protagonista Ibañez. Il brasiliano – con passaporto uruguaiano – è cresciuto in maniera esponenziale nell’arco di questo mese, ripagando la fiducia concessagli con prestazioni di livello.

“Oggi, nella Roma, nessun difensore è più forte di Ibañez”

Le parole sono di Lele Adani, che ieri sera in cabina di commento non ha esitato a etichettare il centrale giallorosso come un vero e proprio predestinato. Le qualità del difensore della Roma sono emerse poco alla volta e ora sono sotto gli occhi di tutti. Ibañez è il difensore centrale che mancava alla Roma. Dire che nessuno sia più forte di lui appare decisamente prematuro, soprattutto per un ragazzo del ’98 che prima di giugno aveva collezionato zero minuti nel 2020. Di certo resta il fatto che le sue caratteristiche sono uniche all’interno della rosa di difensori a disposizione di Fonseca: fisicamente ricorda molto Mancini, ma rispetto all’ex atalantino ha dimostrato di avere un ottimo piede in fase di impostazione e un gran senso della lettura. Riesce ad essere aggressivo senza essere falloso: ad esempio Mancini contro l’Inter ha commesso 6 falli, Ibañez solamente uno.

Non è un caso che Fonseca lo abbia scelto come play difensivo. In mezzo ai due “braccetti” (Mancini e Kolarov, in attesa del rientro di Smalling) ha dimostrato grande padronanza del pallone: non sono rare, infatti, le percussioni centrali volte a spezzare la pressione avversaria, sempre a testa alta. Aspetto venuto alla luce sia a Brescia che contro il Verona.

In fase difensiva c’è tempo e modo per migliorare, inevitabile considerata l’età. La Roma è abituata ad essere aggressiva e a portare i propri difensori all’altezza della linea di centrocampo; è meno efficace, invece, quando bisogna difendere in area. Anche l’esperienza e la conoscenza dei compagni può influire. L’errore in Roma-Sampdoria è un errore di comunicazione tra Diawara, Mirante e lo stesso Ibañez.

LA PARTITA CONTRO L’INTER

La partita contro l’Inter è stata probabilmente la migliore prestazione della Roma in questa ripartenza. In fase di organizzazione offensiva i giallorossi hanno più volte creato opportunità per mettere in apprensione Handanovic, soprattutto nel secondo tempo. In fase difensiva l’unico pericolo corso dalla Roma è stata un’occasione di Brozovic nel primo tempo. L’assenza di Lukaku dall’inizio ha reso le cose forse più semplici: Ibañez è stato protagonista di un paio di ottime chiusure in diagonale, ma di duelli veri e propri non ce ne sono stati. Lautaro ha galleggiato per tutta la gara sul centro-destra, marcato da Kolarov; dall’altra parte Sanchez, determinante nell’ultimo mese, è stato pedinato a uomo da Mancini.

(Fonte: profilo Twitter @ASRoma)

Il numero 41 ha sofferto poco la pressione di Brozovic ed è stato allora indispensabile in fase di costruzione: ha completato il 92% dei passaggi tentati, oltre che 5 long-ball, la maggior parte dei quali rivolti verso Dzeko. I suoi numeri a livello difensivo recitano invece nessun dribbling subito, 2 contrasti, 2 passaggi intercettati, 2 tiri respinti e 3 palle spazzate. Una gara completa terminata al 73′ per un problema all’adduttore dopo aver scippato palla a Lukaku, appena entrato in campo.

A 21 anni Ibañez sta vivendo un momento determinante per la propria carriera. Pochi avrebbero scommesso su di lui quando Petrachi, oggi non più d.s. della Roma, acquistò dall’Atalanta un difensore semi-sconosciuto per 8 milioni più 2 di bonus (pagamento nel 2021). Oggi, invece, ci ritroviamo a parlare di un centrale moderno trasformato da Fonseca nella colonna della difesa romanista.

(Fonte immagine in evidenza: profilo Twitter @ibanez41official)

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Perugia-Genoa, le parole di Blessin in conferenza stampa

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Genoa

Si è da poco conclusa la conferenza stampa prepartita di Alexander Blessin, tecnico del Genoa, alla vigilia della trasferta di Perugia. Ecco le dichiarazioni dell’allenatore tedesco.

L’ASPETTO MENTALE È LA CHIAVE

La mentalità è la chiave del successo, le ultime due settimane sono state importanti per farla scattare. La mentalità e la fase di pressing saranno importanti domani. Penso che vedrò un Genoa che vorrà far capire chiaramente dal primo minuto di voler vincere la partita. Su questo soprattutto abbiamo lavorato durante la sosta “.

COL PERUGIA GARA TOSTA

Il Perugia è in basso in classifica, e ogni persona in Italia penserebbe ad una partita facile, ma sarà una gara tosta. Mi aspetto il solito 5-3-2 con tanti lanci lunghi, non credo ci saranno grandi cambiamenti nella loro formazione. Dovrà esserci un Genoa preparato sulle seconde palle, dovremo essere cinici e tenere alta la concentrazione per tutti i 90 minuti di gioco“.

GIOCHEREMO CON DUE PUNTE

Penso che domani giocheremo due attaccanti. Per quanto concerne i recuperi sono contento per Ilsanker e Sturaro. Per Sturaro è la terza settimana con la squadra e, secondo me, sta andando molto bene. Hanno molta esperienza, è importante che tornino due giocatori di qualità. Forse hanno 15 minuti nelle gambe“.

FINO ALLA MORTE PER IL GENOA

Per me il sostegno dei tifosi è incredibile e sento molto il loro potere. Amo questo lavoro e darò il massimo per questo club, fino alla morte“.

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 Wijnaldum, il rientro resta un mistero: torna a Febbraio?

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Wijnaldum

Non arrivano buone notizie per la Roma dal fronte Wijnaldum. Ad Amsterdam, l’olandese sta proseguendo la riabilitazione dopo la frattura della tibia, che lo ha costretto a saltare tutta la stagione in corso e soprattutto Qatar 2022, ma il rientro in campo sembra ancora un rebus.

Wijnaldum aveva deciso di non operarsi dopo il brutto infortunio, ma di iniziare una terapia conservativa. Una scelta che sta costando una convalescenza a rilento e che, secondo il Corriere dello Sport, rischia di fargli perdere del tempo in più per scendere in campo. L’olandese non sarà certamente pronto per la prima gara del 2023 contro il Bologna, fissata alla ripresa del 4 gennaio. Ed è sempre più lontano il suo rientro nel corso del mese, oltretutto in partite chiave come Milan, Fiorentina e Napoli.

Per la Roma e Wijnaldum il calvario non è ancora finito, anche se Mourinho spera di ritrovare il suo centrocampista al più presto per questa importante stagione che deve ancora entrare nel vivo.

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Szczesny nel club dei migliori portieri del Mondiale: la statistica

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Juve, sospiro di sollievo per Szczesny

Wojciech Szczesny ha contribuito alla vittoria della sua Polonia contro l’Arabia Saudita nella partita della seconda partita della sua nazionale in questi Mondiali. L’estremo difensore bianconero è entrato in un club molto speciale: come riportato da OptaPaolo, con il rigore parato di oggi, che gli ha permesso di mantenere inviolata la sua porta, è diventato il terzo portiere di questi Mondiali (con Courtois e Ochoa) a neutralizzare un tiro dal dischetto e a negare il gol agli avversari. Questa statistica rappresenta già il massimo mai raggiunto da quando i dati solo disponibili(1966): un dato che sicuramente certifica le grandi qualità di questi portieri.

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La Sampdoria pesca in Serbia: occhi su Dragovic

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Stankovic

E’ Aleksandar Dragovic l’obiettivo numero sulla lista della Sampdoria per rimpolpare la squadra nel mercato invernale. Il difensore austriaco, di proprietà della Stella Rossa, sarebbe una rischia esplicita dell’allenatore blucerchiato Dejan Stankovicche per la retroguardia cerca un fedelissimo da cui ripartire, per tentare la risalita in questo campionato che al momento vede i liguri al 19° posto.

Secondo la Gazzetta dello Sport, al momento però non ci sarebbero i presupposti per una trattativa tra la Sampdoria e il club serbo, ma l’ottimo rapporto tra il calciatore e il tecnico doriano potrebbe favorire l’arrivo in Italia di Dragovic.

 

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