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Roma-Milan, scontro tra talenti: Nicolò Zaniolo contro Rafael Leao

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Roma-Milan, scontro tra talenti: Nicolò Zaniolo contro Rafael Leao

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In occasione dell’undicesima giornata, in programma tra sabato e lunedì, andrà in scena Roma-Milan, da sempre un appuntamento dal livello elevatissimo. I top player, infatti, sono tanti, tanto numerosi quanto talentuosi: da Abraham a Ibra, da Pellegrini a Brahim Diaz, da Veretout a Tonali, per non dimenticare Kessié, Mhkitaryan e Theo Hernandez. Eppure, i più attesi sono altri, per motivi più o meno differenti: Nicolò Zaniolo e Rafael Leao.

Il primo torna finalmente a giocare un Roma-Milan dopo più di due anni dall’ultima volta, proprio quando fu lui a battere Gigio Donnarumma per il 2-1 finale. Finora, il massese ha vissuto un inizio di stagione piuttosto complicato, viste le evidenti difficoltà a sbloccarsi e a tornare a incidere.

Il portoghese è invece chiamato a dare continuità al suo stato di forma, tenutosi su standard altissimi fin dall’inizio della stagione. Da agosto si è letteralmente caricato il Milan sulle spalle, riuscendo a far ricredere quei tifosi che lo accusavano di essere troppo spesso inconcludente. Nelle due stagioni trascorse a Milano ha infatti dimostrato di possedere un grande talento, ma allo stesso tempo di fare fatica a metterlo sempre a disposizione della squadra.

Domenica sera i due, entrambi classe ’99, si affronteranno di nuovo, vis a vis sulla stessa fascia. Per questo, perché non operare un’analisi su di loro? Sui loro punti di forza e sui punti deboli?

PROPENSIONE AL GIOCO DI SQUADRA

Entrambi sono dotati di grande talento e spesso questo tipo di giocatori tende ad affezionarsi fin troppo al pallone, propendendo più per la giocata personale che per quella collettiva.

Eppure, sarebbe pleonastico specificare che per un calciatore è fondamentale saper fare gioco di squadra. Per cui, per valutare a dovere le doti dei due attaccanti, un parametro fondamentale è proprio la propensione alla collaborazione, mai troppo scontata.

In questo, Rafael Leao ha dimostrato di saperci fare. Certo, spesso vediamo i suoi avversari intenti a rincorrerlo con il respiro affannato, ma il portoghese non è solo questo. Nelle ultime stagioni, infatti, si può dire che sia maturato molto, che stia iniziando a capire che finte e controfinte, in realtà, lasciano il tempo che trovano. Anche perché si sa che il movimento della palla è più veloce di quello delle gambe.

Ora Leao pare aver finalmente compreso questo concetto, stando però attento a non scordarsi come si segna. La sua rete contro la Lazio, arrivata in occasione della terza giornata, ne è un esempio perfetto. Dopo 30 metri di break, Rafa vede Ante Rebić libero, e non esita un secondo nel servirlo; l’altruismo poi viene sempre ripagato, e il suo destro si infila con estrema precisione all’angolino. Forse è anche grazie a questo switch sul piano mentale che è divenuto così imprescindibile per Stefano Pioli.

D’altro canto, Nicolò Zaniolo tende invece ad assumere un atteggiamento più da solista, tanto in fase offensiva quanto in fase difensiva. Se da un lato, infatti, le sue percussioni palla al piede terminano (quasi sempre) con una sua conclusione, dall’altro lo si vede spesso andare in pressione senza curarsi del comportamento dei compagni.

Perciò, spesso si sente dire che Zaniolo deve imparare a “dosarsi” e a non intestardirsi più del dovuto. Tuttavia questo non significa che il suo stile sia sbagliato, ma non adatto a ogni momento del match. Non a caso ancora oggi, dopo quasi tre anni, tra le vie di Roma ancora si vocifera riguardo alla sua marcatura contro il Sassuolo: un misto di caparbietà, esplosività e self-confidence, che non basta mai.

In ogni caso, grazie anche all’ausilio di importanti statistiche, risulta piuttosto evidente come Rafael Leao prevalga sul romanista, soprattutto in termini di passaggi nell’ultimo terzo di campo (e in area di rigore), passaggi chiave e contributo nella costruzione di Expected Goals. In ognuno di questi dati, infatti, il portoghese totalizza numeri leggermente migliori: la percentuale di passaggi pericolosi, ad esempio, raggiunge il 40% per uno, e “solo” il 35% per l’altro.

APPORTO E RIPIEGAMENTO

Dal momento che entrambi giocano esterni larghi in un sistema di gioco anche piuttosto offensivo, grande importanza ricoprono i compiti difensivi dei due. Quanto più un giocatore è disposto a sacrificarsi, infatti, tanto più ne guadagna la squadra in toto. Inoltre, sia il rossonero che il giallorosso sono molto giovani, per cui percorrere qualche metro (o chilometro) in più non dovrebbe pesare troppo.

Ecco, forse sotto questo punto di vista Rafael Leao non ha ancora compiuto a pieno il salto di qualità. Normale, vista l’età e la fame del gol tipica dei giovani. Soprattutto nelle stagioni scorse, infatti, il portoghese è sempre stato piuttosto riluttante a ripiegare di corsa in aiuto dei difensori.

In particolare, quando si trovava in una delle sue classiche “giornate no”, spesso lo si vedeva proprio camminare all’indietro, aspettando magari che fosse un compagno a recuperare il pallone. In questo inizio di stagione strepitoso, però, Leao ha fatto registrare un notevole miglioramento, a testimonianza della presa di responsabilità che ancora gli mancava.

Ieri ho visto Leao fare un ripiegamento di 60 metri per andare a spazzare una palla in area, lo scorso anno non lo avrebbe fatto.

-Marco Imarisio, giornalista del Corriere della Sera

Nicolò Zaniolo, invece, se può contare su un vero punto di forza, questo è proprio l’impegno, la tenacia che mette in ogni singola azione. Spesso, anche troppa. In ogni caso, l’ex Primavera interista ha sempre fatto di tutto per non risparmiarsi mai, soprattutto quando c’era bisogno di lui nelle retrovie.

Basta ricordare, per esempio, lo sfortunato episodio di quasi due settimane fa contro la Juventus, in cui ha rimediato un nuovo infortunio al ginocchio proprio in seguito a un ripiegamento verso la difesa. Questo per testimoniare lo spirito di sacrificio che contraddistingue Zaniolo, volenteroso di farsi valere sempre e comunque.

In base a quanto detto, quindi, vien da sé che sia proprio quest’ultimo ad avere la meglio, quantomeno in questo particolare parametro. Come al solito, a testimoniarlo sono i numeri, che finora vedono uno Zaniolo migliore per quanto riguarda i contrasti (17 a 16), i tiri bloccati (8 a 4) oppure i passaggi intercettati (20 a 16).

DRIBBLING

Per due esterni d’attacco come loro, estrosi e agili, non prendere in considerazione l’efficienza nel dribbling sarebbe un’eresia. Anche perché una delle loro armi migliori è proprio l’abilità nell’uno contro uno, che permette loro di creare molto spesso una superiorità numerica.

Non a caso, attualmente Rafael Leao si trova al quinto posto nella classifica generale per dribbling riusciti nel nostro campionato. Fino a qualche giornata fa era addirittura lui a guidarla, con un totale di ben 17 dribbling completati (ora divenuti 20). Quel suo movimento a rientrare verso il centro, poi, sta diventando un’arma sempre più importante all’interno dell’arsenale rossonero. Da Milan-Fiorentina a Sassuolo-Milan, passando per altre grandissime azioni in cui i suoi dribbling hanno portato, in un modo o in un altro, a un gol.

Eppure, se Leao occupa la quinta posizione, Nicolò Zaniolo si trova in seconda posizione, subito dietro Felipe Anderson. Inoltre, il romanista è anche quello con la miglior media dribbling per partita, con una media di 3,65 e una percentuale del 64,8%. D’altronde si sa quanto spazio Mourinho lasci all’estro dei suoi calciatori, per cui non dovremmo neanche sorprenderci nel leggere statistiche del genere.

Soprattutto se si considera il reale repertorio tecnico del classe ‘99. Oltre al già citato gol contro il Sassuolo, ne potrebbero essere un’ottima dimostrazione l’assist contro il Real Madrid dell’agosto 2019 o il golazo contro la Spal in occasione della ripresa del campionato 2019/2020 post-COVID.

Perciò, verrebbe da dire che nel dribbling sia proprio Zaniolo a prevalere, ma forse questo sarebbe un discorso un po’ troppo affrettato. Leao, infatti, dà la sensazione di essere più devastante negli spazi stretti, quando può far valere la sua agilità e il suo controllo di palla; dall’altro lato, invece, il romanista sembra puntare molto sugli spazi aperti, dove può sfruttare a pieno la sua velocità.

A nostro modo di vedere, Rafael Leao e Nicolò Zaniolo sono, allo stesso tempo, così diversi e così simili che giudicarli rappresenterebbe un’azione impropria. Per questo motivo, preferiamo lasciare che siate voi a scegliere, ad interpretare i dati come meglio credete.

O per meglio dire, preferiamo che, come sempre, sia il campo a parlare.

 

Fonte immagine di copertina: Diritto Google Creative Commons

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Brilla la stellina Andrey Santos: il Chelsea se lo gode

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Andrey Santos è uno di quei calciatori che, nella CONMEBOL Championship Under 20, ha rubato la scena al resto degli altri talenti presenti nella competizione.

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Perché la vecchia signora in classifica si ritrova decima con ventitré punti, ma va sinceramente sentenziata per il reale bottino ottenuto, pari a trentotto lunghezze, che la renderebbero terza in classifica, sopra l’Inter. Sarebbero addirittura quattro in più dello scorso campionato e una media finale di 76, superiore ai 70 totalizzati a fine campionato 2021-22.
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VOTO: 6

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