Odore di fiume, aria umida respirata a pieni polmoni. Tutto d’intorno, la storia dello sport. Siamo allo Stadio Olimpico, la casa dei colori giallorossi. Qui domenica sera arriverà il Napoli di Gennaro Gattuso, per giocarsi una buona fetta di stagione. Al di là dei meri obiettivi stagionali, quella tra Roma e Napoli è da sempre una sfida molto particolare. È una rivalità antica, che affonda le radici nella storia della civiltà. Roma-Napoli è le forche caudine, i Borbone, il Papa, Maradona, Totti, la Curva Sud, la Curva B e tanto altro ancora. Per questo Roma-Napoli non sarà mai solo e soltanto una questione di tre punti. Non lo è stata. Non lo è. E non lo sarà mai.

Volgendo lo sguardo indietro agli ultimi vent’anni si ha la chiara percezione dell’importanza della sfida. In particolare le ultime stagioni hanno visto le due compagini contendersi i piani alti della classifica insieme a un agognato posto in Champions League. Da quando Rudi Garcia si è seduto sulla panchina della Roma (e successivamente Sarri su quella del Napoli), entrambe le società si sono sempre ritrovate a lottare per il titolo contro un’imprendibile Juventus. La storia recente ci racconta che l’egemonia bianconera è rimasta tale, ma poco importa. Rivalità e obiettivi stagionali hanno infatti reso Roma-Napoli un match di straordinaria rilevanza calcistica.

CROLLO E RINASCITA

In realtà la sua rilevanza l’aveva già. Per accorgersene basta riavvolgere il nastro al 2007. Nella stagione della rinascita del calcio italiano dopo lo scandalo Calciopoli, il Napoli si trova a dover ricostruire quanto il fallimento della società aveva distrutto. I partenopei risorgono dalla proprie ceneri, ed è Aurelio De Laurentis a iniettare linfa vitale nel progetto azzurro. Tre anni prima infatti il Napoli si era dichiarato fallito ed era stato costretto a ripartire dalla Serie C, per poi iniziare la sua risalita. Così quando all’ottava giornata di campionato la Roma ospita il Napoli, i partenopei sono alla loro prima stagione nella massima serie dopo tante peregrinazioni.

Parallelamente i giallorossi, nel loro 80esimo anno dalla fondazione, hanno inaugurato un nuovo ciclo con il primo magico Spalletti della storia della Roma. Con il mito dello scudetto ormai alle spalle, la rosa vede tanti volti noti (o destinati a diventarlo). Vucinic, Mexes, Pizarro con i tre freschi campioni del mondo Perrotta, De Rossi e ovviamente Totti. Dall’altra parte gli azzurri allenati da Edoardo Reja e già forti della presenza di Lavezzi e Hamsik, due che avranno da dire più di qualcosa nel mondo del calcio. Il pronostico chiaramente vede la Roma favorita, ma i pronostici, si sa, sono fatti per essere smentiti.

Infatti quel pomeriggio di ottobre niente va come previsto. È una di quelle partite che entrambe le squadre giocano con il coltello tra i denti. Da una parte e dall’altra i giocatori morirebbero in campo piuttosto di perdere i tre punti. Niente di strano: “semplicemente” Roma-Napoli. La partita è un continuo rincorrersi con il punteggio, che a cinque minuti dal termine viene fissato sul 4 a 4 da Zalayeta, in un finale al cardiopalma. Oltre al risultato pirotecnico, la gara è una vera e propria dimostrazione di balistica: quattro goal arrivano da veri e propri missili lasciati partire dai piedi dei marcatori (Gargano e Pizarro su tutti). In Inghilterra li chiamerebbero beauties, letteralmente “bellezze”, ma tutta la gara in realtà è una rarissima beauty.

Il colpo di testa del goal di Zalayeta (fonte  Eurosport)

CAMBIA LA FORMA, NON LA SOSTANZA

Facciamo un salto temporale di dieci anni, catapultandoci nel 2017. Il contesto è decisamente diverso. Il Napoli è una certezza, e così anche la Roma. Da diversi anni entrambe oscillano tra i primi quattro posti e i giallorossi con Garcia sono gli unici ad aver veramente insidiato lo strapotere della Juventus. Sulla panchina però non c’è più il francese, ma di nuovo Spalletti (stavolta nella sua versione più travagliata). A meno sette punti dalla corrazzata di Allegri, Dzeko e compagni hanno l’obbligo di provare a riprendere la vetta. Di fronte però c’è un muro di nome SSC Napoli. La Roma contro quel muro ci sbatte in pieno. Risultato secco: 2 a 0 dopo 50 minuti ad opera di Dries Mertens (al 18esimo goal in campionato). Dopo un legno colpito da Salah, Strootman trova l’angolo giusto a un minuto dal termine e riapre i giochi. Troppo tardi. Nel recupero la Dea bendata mette lo zampino nelle questioni napoletane e salva Reina: lo spagnolo devia un tiro di Perotti che si stampa sul palo e finisce in angolo. Bravo e fortunato.

PARTI INVERTITE

Passa soltanto un anno ma la situazione cambia drasticamente. Stavolta le parti sono invertite: il Napoli è in vetta (a +1 sulla Juventus), mentre i giallorossi di Mister Di Fra sono al terzo posto a 19 punti di distanza dagli uomini di Sarri. Il sogno scudetto azzurro è più vicino che mai: è giunta finalmente l’ora di ricucire il tricolore sulla maglia partenopea. Forse. Forse, sì, perché a volte il destino sembra essere dotato di uno spiccato senso dell’ironia. Come il Napoli aveva interrotto la rincorsa giallorossa alla Juve, così adesso Dzeko affonda le speranze degli azzurri in un mare di lacrime. Vincere è un obbligo per Insigne e compagni, ma lo è anche per la Roma. I capitolini sono in medias res del loro cammino in Champions, che sembra presagire l’esito contrario di quello che in realtà sarà. Sconfitti in Ucraina contro lo Shakhtar e nella gara di campionato contro il Milan, i giallorossi vivono un momento di crisi, con già mezzo piede fuori dalla competizione. C’è bisogno di una svolta.

La svolta arriva proprio con Roma-Napoli. Il match rappresenta lo spartiacque per le stagioni di entrambe le squadre. Da una parte Sarri e i suoi ragazzi, che perdono definitivamente la vetta, dall’altra Di Francesco e il suo percorso straordinario da quel momento in poi. Shakhtar, Barcellona, Liverpool: tutto inizia dalla gara contro il Napoli. Il goal iniziale di Insigne dopo sei minuti è una scintilla in una polveriera. Risponde Under e poi Dzeko sale in cattedra realizzando una doppietta. Il canto del Cigno di Sarajevo apre uno squarcio nel San Paolo. La Roma vola, il Napoli precipita. Il risultato finale è 4 a 2, ma poco importa: da quel momento in poi niente sarà come prima.

Fonte foto: Tuttosport

ANDATA E…

Veniamo ora ad oggi e allo scontro che ancora una volta vedrà Roma e Napoli con il coltello tra i denti. La gara di andata al Diego Armando Maradona è stata a senso unico: un perentorio 4 a 0 a favore dei padroni di casa che non ammette repliche. Il Napoli in divisa da seleccion scende in campo con il macigno della scomparsa di Maradona sulle spalle. Rivitalizzati dal lutto (che gran paradosso), gli azzurri hanno l’obbligo di rendere onore alla figura del loro Diez per eccellenza. Dall’altra parte la Roma è completamente attonita e frastornata di fronte all’atmosfera surreale che si vive nel capoluogo campano. Lacrime e dolore di conseguenza si tramutano in goal e spettacolo. Da Ottobre le carte in tavola si sono rimescolate parecchio, però alla fine i percorsi di entrambe sono tornati qui, in questo snodo di fondamentale importanza per il resto della stagione. Qui si decide la storia.

…RITORNO

Uomini forti, destini forti. Uomini deboli, destini deboli. Non c’è altra strada.

Molti in campo terranno bene a mente questa massima di Luciano Spalletti, anche perché alcuni ci hanno lavorato assieme. Domenica la vincente agguanterà (probabilmente) il quarto posto e al contrario senza i tre punti si sprofonderà con la Lazio alla calcagna. Il compito per un “destino forte” va in particolare alle due punte di riferimento, gli uomini scelti da Gattuso e Fonseca per sorreggere il peso dei rispettivi attacchi. Osihmen da un lato, Dzeko dall’altro. L’ex Lille fin qui ha vissuto una stagione sfortunata, con diversi infortuni più o meno gravi. Tradotto: poca continuità. Dopo il goal al Bologna sembra aver trovato la giusta fiducia, ma nel duello a distanza si trova contro un attaccante da più di 350 goal. Nonostante le vicende che lo hanno visto coinvolto, Dzeko rimane sempre un giocatore fondamentale. Roma-Napoli quindi, oltre a tutto il resto, sarà anche questo: lotta Champions, destino e uno straordinario duello a distanza.

Fonte immagine in evidenza: napolicalciolive.com