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Come giocherà la Roma di Ranieri?

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Il rigore di Alex Telles ha sancito l’eliminazione della Roma dalla Champions League e la fine dell’era Di Francesco. Dopo quasi due stagioni di imprese storiche e tonfi altrettanto clamorosi, la dirigenza ha deciso di sollevare il tecnico romano dal suo incarico.

Al suo posto – dopo una trattativa lampo – arriverà Claudio Ranieri, reduce dalla brutta parentesi al Fulham e deciso a conquistarsi la conferma per l’anno prossimo con i risultati. Infatti, l’idea della società è quella di utilizzare l’esperienza e la conoscenza dell’ambiente di Ranieri per traghettare la squadra al quarto posto, con facoltà di decidere a giugno il futuro della panchina.

UN PASSATO QUASI GLORIOSO

La premessa da fare obbligatoriamente è che per il tecnico origniario di Testaccio si tratta di un ritorno.

Correva la stagione sportiva 2009/2010 quando, dopo due sole giornate di campionato, Ranieri fu chiamato da Rosella Sensi per sostituire Luciano Spalletti. Da quel 1 settembre in poi la stagione della Roma si trasformò in un’autentica cavalcata verso il titolo. Le tappe fondamentali di quell’annata quasi perfetta furono il 2-1 casalingo nello scontro diretto contro l’Inter e il 2-1 in rimonta nel derby in cui Totti e De Rossi vennero sostituiti al 45′. Ma quando lo striscione del traguardo ormai campeggiava nel cuore del Circo Massimo, due zampate di Pazzini e uno Storari in versione Superman spezzarono l’incantesimo di Sor Claudio.

Quella Roma, che disponeva di uno spropositato talento offensivo, non aveva un modulo fisso o un’idea di gioco alla quale rifarci, bensì si plasmava in base a uomini scelti e ad avversari. Come detto, un reparto offensivo che contava Totti, Menez, Vucinic e Toni non poteva essere ingabbiato in alcuno schema tattico, ma tendenzialmente il montenegrino e il francese si posizionavano ai lati o del capitano o dell’ariete romagnolo. Il centrocampo, a 3, vedeva De Rossi (7 gol quell’anno) e Perrotta agire ai lati del metronomo Pizarro con Taddei prima alternativa dei due interni ed autentico jolly della squadra. In difesa, sulle fasce spazio agli stantuffi Cassetti e Riise, mentre al centro Juan veniva accoppiato con uno tra Mexes e Burdisso.

VERSATILITÀ ED EQUILIBRIO

La lunga digressione appena fatta su quella Roma ci torna utile per apprendere forse l’unico principio al quale Ranieri non rinuncia mai: la versatilità.

A Leicester, ad esempio, disponeva la squadra secondo un 4-4-2 con gli esterni a piedi invertiti e Mahrez decisamente più avanzato rispetto ad Albrighton; in Francia, nell’esperienza sulla panchina del Nantes, la squadra passava dal 4-4-2 al 4-2-3-1 per poi evolversi, nel finale di stagione, in un 4-3-1-2 con il rombo a centrocampo.

Insomma, Ranieri non andrà a Roma con l’intento di imporre un dogma, ma in base a valutazioni e uomini a disposizione cercherà di mettere in campo la squadra nella maniera più equilibrata possibile. Si, ritrovare l’equilibrio mentale e tecnico sarà probabilmente il compito più arduo con il quale dovrà interfacciarsi. La Roma di quest’anno, per colpe equamente distribuite tra dirigenza, allenatore e giocatori, non ha mai dato l’impressione di essere matura o, più semplicemente, di portare a casa una partita senza sudare le famigerate sette camicie.

La fotografia della Roma 2018/2019: minuto 95, Cagliari 1 Roma 2, sardi in 9. Verticalizazzione a palla scoperta dalla linea di centrocampo, difesa giallorossa inspiegabilmente alta e mal posizionata, mancato intervento di Manolas e pareggio di Sau.

PUNTI FERMI E UOMINI DA RECUPERARE

Oltre ad avere il morale sotto i tacchetti, il gruppo Roma conta calciatori che quest’anno sono in netta underperformance. Il reparto sicuramente più in difficoltà è la difesa: 36 gol subiti in 26 partite, 12esima difesa per Expected Goals subiti secondo il modello di Alfredo Giacobbe e un evidente problema di singoli. Escluso Manolas, che al di là di qualche errore si sta confermando un difensore di primissimo livello, nessuno tra Fazio, Juan Jesus e Marcano ha il posto assicurato. L’argentino è il primo sul quale Ranieri dovrà intervenire, perchè potenzialmente è il più complementare al greco.

Sulle fasce Kolarov e Florenzi, soprattutto per la scarsa concorrenza, difficilmente verrano confinati mentre per centrocampo e attacco dovranno esser fatte delle scelte anche dolorose. De Rossi, se disponibile, sarà il perno della squadra, mentre ai suoi fianchi sarà battaglia tra Cristante, Zaniolo e Pellegrini. Vederli tutti in campo, come spesso avvenuto nel 4-2-3-1 di Di Francesco, sarà difficile, a meno che Ranieri non deciderà di virare su un 4-3-1-2 a rombo con Dzeko e Schick riferimenti centrali.

L’ipotesi più probabile è un 4-3-3 con El Shaarawy e Under (prossimo al rientro) a servizio di Dzeko, con Perotti, Kluivert e Schick alternative di lusso. Difficile, se non impossibile, pensare che con sole 12 partite a disposizione Ranieri possa cimentarsi nel recupero di Pastore o nel rilancio degli stessi Kluivert e Schick.

Il tecnico testaccino è noto per il suo pragmatismo e in una corsa Champions in cui si fa a gara a chi commette più passi falsi, questa virtù potrebbe rivelarsi decisiva.

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Lecce favorito per la retrocessione? La risposta dell’ad Mencucci

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In occasione della presentazione della squadra femminile del Lecce Sandro Mencucci, amministratore delegato della società giallorossa, ha rilasciato dichiarazioni inerenti al momento stagionale della formazione di Marco Baroni. 

LE DICHIARAZIONI DI BARONI

I bookmakers continuano ad indicarci come come una delle due principali indiziate alla retrocessione, ma per me questo è un fatto positivo. E’ sempre meglio essere un underdog, ci considerino anche così. Mi tengo la mia squadra e quello che di buono sta facendo, andiamo avanti per la nostra strada”.

Baroni, oltre a dimostrarsi noncurante delle quotazioni che pongono il Lecce tra le indiziate per un’eventuale retrocessione, ha riferito belle parole nei confronti del proprio direttore tecnico: “Corvino è il migliore nel suo ruolo, non solo in Italia ma in Europa. Il presidente è una persona straordinaria con delle qualità importanti che ha sempre messo a disposizione tutto per il bene del Lecce”. 

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Orgoglio De Zerbi, senti Klopp: “Allenatore esaltante”

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De Zerbi

Attestato di stima nei confronti di Roberto De Zerbi da parte dell’allenatore del Liverpool Jurgen Klopp. Il tecnico tedesco ha infatti parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di Premier ad Anfield contro il Brighton, sulla cui panchina si è appena seduto l’italiano ex Shakhtar. Ecco cosa ha detto Klopp sul neo tecnico dei Seagulls.

ALLENATORE INFLUENTE, OTTIMA SQUADRA

Il Brighton ha fatto benissimo finora e ora hanno un allenatore davvero esaltante. Un allenatore davvero coraggioso, influente, che ha un’idea di calcio che si adatta al Brighton. Non sappiamo cosa aspettarci a parte un’ottima squadra“.

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Si svuota l’infermeria del Napoli: c’è il comunicato ufficiale

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Il Napoli si prepara per la sfida contro il Torino. Alle ore 15:00 di sabato 1 ottobre allo stadio Diego Armando Maradona andrà in onda la prima sfida dell’ottavo turno di Serie A, la prima partita dal rientro dalle nazionali. In vista di questa importante gara, Luciano Spalletti potrà fare affidamento su un’ampia gamma di scelte.

Infatti, è proprio la società partenopea ad aver confermato il pieno recupero di tre pedine chiave nella scacchiera di Spalletti. Si tratta di Politano, Lozano e Amir Rrahmani, che sono nuovamente a disposizione pronti per il rientro in campo. È probabile che il difensore centrale, così come una delle due ali, figurerà direttamente nell’undici titolare.

Di seguito la nota divulgata dal Napoli tramite i propri canali ufficiali:

Seduta mattutina per il Napoli all’SSCN Konami Training Center. Gli azzurri preparano il match di domani contro il Torino in programma allo Stadio Maradona per l’ottava giornata di Serie A. Dopo una prima fase di attivazione in palestra, la squadra ha svolto esercizi atletici finalizzati alla rapidità e lavoro tattico. Successivamente partita a campo ridotto, possesso palla e chiusura con situazioni di gioco su palle inattive. Politano ha svolto l’intera seduta in gruppo. Osimhen ha svolto lavoro personalizzato in campo. Lozano è rientrato dall’impegno con la Nazionale e ha svolto allenamento in gruppo. Assente Gaetano per una sindrome para influenzale“.

Rimane indisponibile Osimhen, ancora alle prese con il problema muscolare accusato durante la sfida contro il Liverpool.

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Lecce-Cremonese, le probabili formazioni: c’è Strefezza, manca Chiriches

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Domani torna in campo la Serie A dopo la sosta delle nazionali e domenica alle 15 andrà in scena un match molto importante ai fini della salvezza: Lecce-Cremonese. Per Baroni sono due i dubbi di formazione. Al centro dell’attacco è apertissimo il ballottaggio tra Ceesay e Colombo, con il primo in vantaggio. Sulla sinistra Gallo è avanti a Pezzella. Davanti per la prima volta insieme da titolari Strefezza e Banda. Alvini invece deve registrare l’assenza di Chiriches, sostituito da Hendry. In dubbio anche Castagnetti. Confermata la coppia Dessers-Okereke in attacco.

Queste le probabili formazioni per il match tra le due neopromosse.

LECCE (4-3-3): Falcone; Gendrey, Baschirotto, Porgracic, Gallo; Gonzalez, Hjulmand, Askildsen; Strefezza, Ceesay, Di Francesco. All. Baroni squalificato (in panchina Del Rosso).

CREMONESE (3-4-1-2): Radu; Hendry, Bianchetti, Lochoshvili; Sernicola, Meité, Pickel, Valeri; Ascacibar; Dessers, Okereke. All. Alvini.

 

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