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Roma, sapore di inizio stagione

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Roma, sapore di inizio stagione

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Team Numero Diez

Con il match che ha opposto Roma e Juventus, si è concluso ufficialmente il programma pre-campionato della Roma negli States.

CAMBIAMENTO

Se è vero che i giallorossi hanno affrontato squadre di un livello molto alto, come Paris Saint Germain, Juventus e Tottenham, non sfigurando affatto, è anche vero che i capitolini hanno dovuto combattere con la continua rivoluzione in atto: dopo l’addio di mister Spalletti, accompagnato da quello del ds Sabatini, la Roma ha deciso di ripartire da Eusebio Di Francesco e Ramòn Monchi.

Le cessioni importanti di Salah e Rudiger, sommate anche a quelle di esuberi come Paredes e Mario Rui, o ancora l’addio di Totti, Vermaelen, Szczesny e Grenier, hanno portato a Roma otto nuovi giocatori. Guidati, quindi, da un coach nuovo anche per la piazza, la squadra della capitale ha faticato inizialmente a trovare l’intesa vincente.

PRIMO BILANCIO

“Dopo i primi minuti ci siamo persi ma non so perché. Siamo contenti di questa tournée, ma mancano ancora 20 giorni”

Edin Dzeko per primo, puntero giallorosso, si è accorto di un amalgama ancora non totalmente trovata. La Roma gioca ma non a memoria: è questo il più grande gap da colmare con la Juventus aldilà dei singoli.

Il gruppo di Allegri, avendo perso solo Bonucci, gioca con la stessa tranquillità (o quasi) degli anni passati. Con qualunque modulo venga schierata in campo, la Vecchia Signora non perde palloni dolorosi e non si fa trovare impreparata.

Lo stesso Dzeko ha però colto dei primi segnali positivi:

“Dopo le tre gare in USA siamo più pronti per affrontare la stagione. Abbiamo fatto un buon lavoro giocando tre gare importanti, facendo 5 punti, con una vittoria e due pareggi contro tre squadre forti che puntano a vincere tutte la Champions. A mio parere abbiamo fatto bene non solo in partita ma anche negli allenamenti dove ci siamo preparati in maniera giusta”.

In particolare l’arrivo di Kolarov (che lui conosce molto bene) sulla fascia sinistra potrebbe fare particolarmente contento il bosniaco. Il terzino serbo garantisce ai capitolini spinta, tanti palloni in area di rigore e soprattutto quella dose di esperienza in Champions che molto spesso si è fatta sentire negli incontri clou delle scorse stagioni.

Allo stesso modo l’acquisto di Gonalons, ex capitano del Lione, garantisce alla linea mediana carisma e intensità, tanto quanto in difesa Hector Moreno (fra le altre leader e capitano del Messico) dà alla Roma una bella dose di personalità alla retroguardia.

CHI SALE?

Nelle amichevoli precampionato a mettersi in mostra è stato soprattutto Cengiz Ünder. Ogni volta che gli è stata data occasione, l’esterno turco  – che la stampa nazionale insiste a paragonare a Paulo Dybala – ha dato prova del suo talento: sulla fascia si è rivelato il più delle volte determinante sia in velocità che nell’uno contro uno, dimostrandosi già pronto aldilà della giovane età.

Oltre al talentino appena citato, un altro giocatore ad avere ben impressionato è stato Bruno Peres: pronto ad affrontare la sua seconda in maglia giallorossa fra lo scetticismo generale, dopo gli alti (pochi) e bassi (molti) dello scorso anno, il terzino brasiliano ha fornito prestazioni sempre al di sopra della media, garantendo un apporto molto importante, come nelle sue caratteristiche, alla manovra offensiva.

CHI SCENDE?

Senz’altro Dzeko. Gol contro la Juventus a parte, il bomber giallorosso – 39 reti la scorsa stagione – è parso appesantito e lento nei movimenti. In queste prime uscite ha perso molti palloni a ridosso dell’area di rigore, calciando poco in porta e presentando movimenti di reazione molto lenti. Se è vero che l’imponente fisico del gigante bosniaco lo obbliga ad entrare in condizione con tempi più lunghi rispetto agli altri, il centravanti dovrà comunque presto dimostrarsi all’altezza della situazione.

Un altro giocatore apparso in una forma fisica tutt’altro che smagliante è stato Defrel: arrivato a ritiro in corso, volato in America direttamente da Reggio Emilia senza passare per la capitale, molto spesso si è fatto trovare impreparato negli schemi di Di Francesco, che lui conosce molto bene. Non essendo riuscito ad entrare negli schemi tattici, per colpa del poco tempo a disposizione, il più delle volte il giocatore ha tardato a raggiungere i lanci dei compagni, trasformando le azioni offensive capitoline in un nulla di fatto.

IL PROGRAMMA

Venti giorni all’inizio del campionato. A dividere la Roma dal primo vero impegno della stagione ci saranno ancore due amichevoli: i capitolini, infatti, dovranno ancora vedersela con Celta Vigo e Siviglia prima dell’inizio della Serie A. Due occasioni per Di Francesco per provare gli ultimi schemi. Poi sarà il campo a parlare. Poi non ci sarà più tempo.

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ESCLUSIVA – Tavano: “Calzona? Di calcio ne sa tanto, Nicola salverà l’Empoli”

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Tavano Empoli

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Ciccio Tavano, ex attaccante fra le altre di Roma, Livorno ed Empoli. Ecco le sue dichiarazioni in esclusiva ai nostri microfoni:

Il Napoli ha sostituito Mazzarri con Francesco Calzona. È stato il vice allenatore di Sarri all’Empoli tra il 2012 e il 2015. Cosa ricorda della sua persona? Pensa che sia l’uomo più adatto per risollevare le sorti del Napoli dopo una prima metà di stagione deludente?

È una persona che di calcio sicuramente ne sa tanto visto con chi ha collaborato. Se è l’allenatore giusto, questo lo deciderà il campo. Perché se una squadra cambia 2 allenatori, vuol dire che ci sono tanti problemi da risolvere. Comunque confido molto in lui.

Calzona è stato vice allenatore di Sarri, prima dell’approdo sulla panchina della Nazionale. È la sua prima esperienza in una big del panorama italiano da primo tecnico: pensa che per il Napoli ricoprirà le vesti di “traghettatore” fino a giugno o che De Laurentiis possa iniziare un nuovo ciclo con lui?

Questo non lo so. Dipende da cosa si sono promessi e poi non dimentichiamoci che lui è il CT della Nazionale Slovacca.

La rinascita dell’Empoli con Davide Nicola. Cosa non funzionava più con Zanetti prima e Andreazzoli poi? In caso di salvezza, riterreste quello di Nicola un “miracolo” come i suoi precedenti con Crotone e Salernitana?

Quando cambi allenatore lo fai per dare una scossa alla squadra e con l’arrivo di Nicola sembra la scelta giusta. È un allenatore preparatissimo e lo sta dimostrando. Sono convinto che salverà l’Empoli.

Nell’ultimo anno a Empoli ha condiviso il campo con Piotr Zielinski, ai tempi ventenne. Dopo una lunga parentesi a Napoli, andrà all’Inter a fine anno. Si aspettava una crescita tanto ampia da parte sua, fino all’arrivo in una big italiana?

Piotr si vedeva già che aveva qualità enormi e con il passare degli anni è cresciuto tantissimo. Giocatore eccezionale e si merita tutto questo.

Domanda personale: è nostalgico dei suoi anni sui campi? Se sì, cosa le manca di più del calcio giocato?

È normale dire di sì per la passione che ho per questo sport. Poi ti manca la quotidianità di vivere lo spogliatoio e le emozioni di giocare le partite.

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Verona, senti Colomba: “L’Hellas ha tutte le carte in tavola per salvarsi”

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Verona

LE PAROLE DI COLOMBA – Franco Colomba, ex tecnico di Verona e Bologna, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de L’Arena in vista del prossimo match proprio tra gli scaligeri e i rossoblù. Ecco le sue parole:

IL PROGETTO DEL BOLOGNA – “I rossoblù non sono una meteora. Sono un gruppo costruito a ragion veduta e nel tempo. D’altronde a Verona Giovanni Sartori lo conoscete molto bene. Se sono con le prime in classifica è perché ci sono arrivati per gradi e sul campo”.

SU ZIRKZEE – “Sono tante le individualità del Bologna. Credo che Zirkzee sia quella più visibile. Morfologicamente no ma per tipo di gioco a me ricorda Higuain. Come l’argentino a lui piace iniziare l’azione d’attacco e poi concluderla. Nel gol alla Lazio c’è tutto questo compresa la rabbia di Zirkzee nel metterla dentro”.

SU BARONI – “I gialloblù sono tosti, hanno cambiato tantissimo però sono competitivi. Bravo Sogliano e Baroni. Quest’ultimo è un ragazzo serio con un passato di livello. Mette equilibrio in tutte le cose che fa. Sa traghettare un gruppo in difficoltà in acque più tranquille”.

THIAGO MOTTA PRONTO PER UNA BIG? – “Questo non lo so, lui è stato un ottimo calciatore. Ha carisma ed idee. Thiago Motta sa come far rendere al meglio la squadra. Non si perde mai d’animo. Il Bologna rispecchia il suo carattere. Se la rete non giunge nel primo tempo, ecco che come per incanto arriva nella ripresa”.

LOTTA SALVEZZA – “Penso che l’Hellas abbia tutte le carte in regola per salvarsi. D’altronde penso che sia a due punti da dove si respira un’altra aria. Molto dirà il match in casa col Sassuolo”.

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Champions League

0-0, ma ritmi alti e un’occasionissima per Lautaro: il resoconto dei primi 45′ di Inter-Atletico

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Lautaro Martinez, Rodrigo De Paul, giocatori di Inter e Atletico Madrid, Serie A, La Liga, Champions League, Coppa Italia

Terminato il primo tempo di Inter-Atletico Madrid, sfida valida per l’andata degli ottavi di finale di Champions League. In un San Siro preparato alla perfezione per il grande evento, le due squadre vanno negli spogliatoi sul risultato di 0-0. L’incontro è indubbiamente piacevole, con ritmi alti in entrambe le metà campo. Lato Atletico registriamo poche occasioni, con la squadra più improntata ad attendere il gioco dell’Inter, seppur abbastanza impreciso negli ultimi 20 metri. Le maggiori chance da gol capitano proprio ai nerazzurri e la più eclatante è quella per Lautaro Martinez. Al 38′ l’argentino viene servito da Thuram al limite dell’area, ma il tiro esce strozzato e viene respinto dalla difesa. Peccato, perchè il capitano nerazzurro era posizionato perfettamente davanti allo specchio della porta.

Nel finale di primo tempo attimi di ansia per Thuram, che si è accasciato per un apparente problema muscolare. Dopo qualche secondo di medicazione in campo il francese ha ripreso a giocare, anche se la postura e la faccia non fanno presagire nulla di buono. Inzaghi ha già mandato Arnautovic a scaldarsi.

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Che primo tempo tra Monza e Milan! 2-0 brianzolo malgrado l’infortunio di Di Gregorio

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Monza

Primo tempo intenso, sotto il punto di vista delle emozioni, quello che va in scena all’U-Power Stadium tra Monza e Milan. La partita prosegue sui binari dell’equilibrio, in una sorta di stallo tattico che complica la creazione di vere e proprie occasioni da gol.

Malgrado i favori del pronostico, i rossoneri si scagliano contro un Monza coriaceo che ha la prima occasione della gara quando Djuric gira verso la porta un cross di Carboni che scheggia il palo e finisce sul fondo. La gara cambia nel giro di due minuti: al 40′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Di Gregorio e Pablo Marì collidono su una palla alta. Il contrasto è durissimo e ad avere la peggio è il portiere brianzolo, che abbandona il campo stordito al 43esimo minuto di gioco.

Dopo una lunga pausa per consentire le medicazioni all’estremo di casa, il Milan viene sorpreso dalla ripartenza del Monza, che al 45′ si conquista un calcio di rigore con Dany Mota, bravo a sfruttare l’ingenuità di Thiaw. Dal dischetto Pessina è infallibile e spiazza Maignan per l’1-0. Al sesto degli otto di minuti di recupero concesso, poi, è ancora una volta Dany Mota a beffare il Milan. Grande azione di Colpani che scappa via sulla destra, pallone offerto al portoghese che apre il piattone e fa 2-0.

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