Il momento controverso causato dall’emergenza sanitaria per il coronavirus paralizza la macchina del calcio a tutto tondo. Non soltanto sul terreno di gioco, ma anche a livello dirigenziale e societario. Dopo una trattativa ormai giunta alla sua conclusione, infatti, la cessione della Roma da part di James Pallotta al magnate statunitense Dan Friedkin si è bruscamente interrotta.

Sia chiaro, interrotta sì, ma non certo saltata. L’intenzione delle parti, d’altro canto, rimane quella di riaprire la questione e di concluderla quanto prima, non appena sarà possibile.

Fonte: profilo instagram @officialasroma

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport sottolinea due aspetti chiave della faccenda. Il primo è che la dirigenza giallorossa rimane disposta ad attendere la riapertura dei negoziati fino a settembre, nonostante alcuni soci premano per l’uscita quanto prima dalla società giallorossa. Il secondo, poi, è relativo alla rinegoziazione del prezzo di vendita: il coronavirus è, d’altro canto, un fenomeno destinato a colpire economicamente il mondo del calcio tra gli altri, sia nel presente che nel futuro.

La probabile deflazione delle società calcistiche che si preannuncia farà inevitabilmente abbassare le pretese di Pallotta. La previsione attuale è che si passi dai 700 milioni pattuiti ad almeno 600 come prezzo di acquisizione del club.

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