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Romania made in Italy

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Al terzo turno preliminare di Europa League, il Milan affronterà i rumeni dell’Universitatea Craiova. Classificatasi quinta nell’ultima stagione, l’Universitatea ha raggiunto i preliminari di Europa League grazie al Cluj che, a causa di problemi finanziari, non ha ricevuto la licenza UEFA per partecipare alle competizioni europee. Una squadra dal glorioso passato ma che in tempi recenti ha dovuto affrontare il dramma sportivo del fallimento. E che, ora, sta risorgendo dalle ceneri. Con un tocco di made in Italy.

DAGLI ALBORI ALLA CRAIOVA MAXIMA

Il club come lo conosciamo oggi nasce nel 1948 su idea di alcuni studenti e docenti dell’Università di Craiova. I primi importanti risultati arrivano a partire dagli anni Settanta. Un secondo posto del 1972-1973, seguito dalla vittoria del primo campionato nella stagione successiva. Nel 1976-1977 viene vinta invece la prima Coppa di Romania. A partire dagli anni Ottanta l’Universitatea consegue i suoi più importanti traguardi anche a livello internazionale, oltre ad arricchire la bacheca con altri trofei nazionali (due campionati e due coppe di Romania). Nel 1979-1980 raggiunge gli ottavi di finale di Coppa Uefa, vendendo poi eliminata dal Borussia Mönchengladbach che avrebbe raggiunto e perso la finale contro l’Eintracht Francoforte. Discorso analogo nella Coppa dei Campioni 1981-82, in cui venne eliminata ai quarti di finale dal Bayern Monaco che poi, in finale, si arrese all’Aston Villa. Infine, nella Coppa Uefa del 1982-83, viene sconfitta in semifinale dal Benfica per la regola dei gol in trasferta. Benfica che poi perderà la finale contro l’Anderlecht. Sono questi gli anni più felici della squadra, quelli della cosiddetta Craiova Maxima. In questo periodo molti dei migliori giocatori della nazionale rumena vestivano proprio la magia dell’Universitatea. Nella stagione 1982-83, in una partita contro l’Italia valida per le qualificazioni all’Europeo, l’Universitatea ebbe ben 14 giocatori convocati su un totale di 23. La partita si concluse con una vittoria storica, in seguito alla quale l’Italia non si qualificò per l’europeo del 1984.

L’Universitatea si mantiene ai vertici del calcio rumeno per circa un decennio. Nel 1990-91 vince il suo ultimo campionato. Dopodiché si mantiene nelle zone di media classifica fino alla prima, storica retrocessione del 2004-2005. Torna nella massima divisione la stagione immediatamente successiva.

MORTE E RINASCITA

Il passato recente del club è piuttosto burrascoso. Il 20 luglio 2011 l’Universitatea viene esclusa temporaneamente dal campionato dalla federcalcio rumena, per questioni legali e per problemi fiscali e di insolvenza verso i calciatori. Esclusione, anche dalle coppe europee, che diviene sentenza nel 14 maggio 2012. Il 22 giugno 2012 la Corte di Giustizia dichiara illegittima l’esclusione del club e invita l’Universitatea ad iscriversi alla seconda divisione per la stagione 2012-2013, ma il suo proprietario si rifiuta. Sciolto e rifondato dall’uomo d’affari rumeno Adrian Mititelu, il 2 marzo 2013 il club annuncia di aver presentato richiesta di iscrizione a tutte le competizioni a partire dal 2013-2014. Ad agosto 2013 torna a giocare in Coppa di Romania. Poco dopo, riparte dalla seconda divisione rumena.

Dopo una stagione in purgatorio nella serie cadetta, arriva la promozione. Nella stagione successiva raggiunge il quinto posto, ma non ha accesso alle coppe perché la società non è stata fondata da almeno tre anni. La scorsa stagione, come detto, si è ripetuta e grazie alle difficoltà economiche del Cluj ha raggiunto di nuovo i palcoscenici europei.

IL MADE IN ITALY

La realtà dell’Universitatea è legata all’Italia molto più di quanto non possa sembrare. Innanzitutto per la sua gemellanza con il Napoli, che risale alla stagione 2010-11. Quell’anno infatti i partenopei eliminarono la Steaua Bucarest, storica rivale dell’Universitatea, dal girone di Europa League. Ma è soprattutto da quest’anno che la squadra di Craiova parla (letteralmente) italiano. Alla guida dell’Univeristatea infatti, da maggio, c’è Devis Mangia.

Ex allenatore, tra le altre, dell’Italia Under 21 e del Palermo, il tecnico milanese ha colto al volo l’occasione di lavorare all’estero. Una realtà particolare e con le idee molto chiare.

Questa è una società sana, fatta con dirigenti giovani e molto ben organizzata, con buone strutture e uno stadio nuovissimo che sarà inaugurato ad agosto. Vogliono crescere. […] Loro sono consapevoli che la Romania, dal punto di vista del mercato, si deve ricostruire un nome, ma questa società è seria e sta facendo le cose per bene”.

E non solo. Anche tra le fila della rosa dei rumeni c’è profumo d’Italia. Il 12 luglio si è unito alla squadra Fausto Rossi, centrocampista scuola Juve e calciatore giramondo, con trascorsi in prestito non solo in Serie B ma anche in Spagna, al Valladolid e al Cordoba. Mangia, che lo ha allenato in Under 21, lo conosce molto bene.

Ci sono poi il difensore croato Renato Kelic, con un trascorso a Padova nel 2014, e il centrocampista brasiliano Gustavo Vageinin, che in Italia ha vestito le maglie di Salernitana, Novara, Lecce e Messina. Occhio di riguardo anche verso Alexandru Popescu. Attaccante classe ’98, è il figlio di Gheorghe Popescu, storico difensore della nazionale rumena che ha vestito, tra le altre, le maglie del Barcellona e, in Italia, del Lecce.

Eccovi dunque un quadro completo sul prossimo avversario del Milan. Una sfida internazionale con sapore di derby italiano.

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Romero potrebbe abbandonare temporaneamente la Lazio: il motivo

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Luka Romero in gol

La Lazio si gode il suo gioiellino Romero. Il giocatore arrivato come investimento per il futuro visto la giovane età, si è rivelato un ottimo innesto per il presente. A dimostrazione di questo c’è la titolarità allo Stadium contro la Juventus e il goal contro il Monza, importantissimo per la stagione biancoceleste.

Tuttavia, il Corriere dello Sport parla di come il giocatore argentino potrebbe abbandonare la capitale durante la ripresa del campionato. Infatti, il ct dell’Under-20 Mascherano potrebbe chiamarlo per giocare il Campionato Sudamericano (in programma tra il 19 gennaio e il 12 febbraio). Sulla carta si tratterebbe di un torneo non riconosciuto dalla FIFA, pertanto il giocatore potrebbe rimanere con la Lazio in una fase delicatissima della stagione. E non finisce qui: a partire dal 20 maggio, infatti, si disputerà il Mondiale U-20. Insomma, due competizioni potrebbero tener lontano il gioiellino dalle fasi fondamentali del campionato e non solo, in quanto i biancocelesti sono ancora in corsa in Conference League e in Coppa Italia.

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Manchester United, Ten Hag torna a parlare di CR7

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Ronaldo

Cristiano Ronaldo, impegnato alle ore 16:00 contro il Marocco, fa ancora discutere in Inghilterra. Nonostante si sia recentemente svincolato dallo United, il portoghese avrebbe lasciato il club a seguito di una intervista non concessa, con un effetto negativo nei confronti della società e dell’allenatore. A parlare recentemente è stato proprio Ten Hag, che ha fatto presente come CR7 sia stato un ottimo dissimulatore nell’ultimo mese, in quanto nel faccia a faccia con l’allenatore le parole del portoghese non erano in linea con le sue future esternazioni con Piers Morgan.

Ecco le sue parole, riportate da Fabrizio Romano: “Volevo che Ronaldo restasse dal primo momento fino ad ora. Voleva andarsene, ma prima dell’intervista non mi ha mai detto niente. In estate Cristiano ha detto: tra sette giorni ti dirò se voglio restare. Poi è tornato e ha detto: voglio restare”.

 

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Calciomercato

Il Bologna punta Terzic ma Italiano vorrebbe tenerlo

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Italiano

Come è noto, il Bologna è alla ricerca di un terzino sinistro titolare di spessore come richiesto da mister Thiago Motta. L’obiettivo numero uno per il mercato di gennaio è Terzic della Fiorentina. Come riporta Il Corriere dello Sport infatti, il Bologna sarebbe in forte pressione sull’ex Stella Rossa, che gradirebbe la destinazione visto il posto da titolare assicuratogli.

Il posto fisso in squadra è una tentazione forte per il serbo, che però Italiano vorrebbe tenere in rosa visto che può tornare utile sia da vice Biraghi sia da prima alternativa sulla destra. Un altro problema è il contratto: scade nel 2024 e quindi non sarebbe possibile un prestito con diritto di riscatto. Sono previsti nuovi incontri tra le due dirigenze per capire la fattibilità dell’operazione.

 

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Calciomercato

Obiettivo 60 milioni per l’Inter: gli indiziati verso la cessione

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Dumfries

L’obiettivo dell’Inter è di trovare una cifra complessiva di 60 milioni, entro il 30 giugno. Secondo Tuttosport, questo tesoretto sarebbe fondamentale per la dirigenza, che sta giocando ad un puzzle dove tutto deve combaciare. Sì, perché la situazione legata alla cessione dei big non è definita. Il prescelto, stile Hakimi, per la cessione, è Denzel Dumfries. Il Mondiale ha fatto ciò che l’Inter sperava: mettere in mostra le qualità dell’olandese. Ma l’agente del giocatore Pimenta ha fatto presente che l’aumento della sua valutazione porterebbe ad una maggiore difficoltà per la cessione.

Una dichiarazione diretta, che fa capire come ad Appiano Gentile è stato messo in chiaro che l’olandese deve trovare una sistemazione che lo paghi a fior di quattrini. Ma parlavamo di un puzzle, perché il tassello Skriniar potrebbe cambiare la situazione relativa alla cessione di Dumfries, perché il rinnovo non arriva e il PSG spinge. Un mancato rinnovo obbligherebbe i nerazzurri a cedere lo slovacco a gennaio, con conseguente permanenza dell’Orange.

Non basterebbe la cessione di uno dei due per far quadrare i conti: l’obiettivo è anche cedere giocatori come Lazaro e Sensi, investimenti onerosi senza un ritorno adeguato.

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