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Ronaldo-United: analisi economica di un grandioso ritorno

Ronaldo-United: analisi economica di un grandioso ritorno

Il ritorno di Cristiano Ronaldo al Manchester United è uno dei tanti trasferimenti di questa caldissima estate di calciomercato. Dopo l’avventura in Inghilterra, a cavallo tra il 2003 e il 2009, il portoghese ritorna nella città che l’ha reso grande, e dove ha vinto il suo primo pallone d’oro.

L’esperienza in Italia per Ronaldo è stata marcata da luci, sì, ma anche ombre: i 101 gol in 134 presenze sono un grande traguardo per CR7 che anche in Italia è riuscito a confermarsi un cecchino infallibile.
I cinque titoli nazionali tra Scudetti, Coppa Italia e Supercoppe, hanno arricchito il già stellare palmarès di Ronaldo.
Il più grande rimpianto, più per la Juventus che per Cristiano, è però quello di aver mancato il tanto agognato obiettivo Champions.

 

FALLIMENTO SPORTIVO, SUCCESSO ECONOMICO

«Il vero fallimento dell’acquisto di Ronaldo [da parte della Juventus, n.d.r.] è stato da un punto di vista sportivo». Queste le parole di Andrea Sartori, fondatore del gruppo Football benchmark, autore di uno studio sul trasferimento dal Real alla Juve del portoghese, alla rivista The Athletic.

«Il club non è stato capace di capitalizzare e costruire la squadra giusta attorno a Cristiano».
Ma quanto ha significato l’arrivo del cinque volte pallone d’oro a Torino in termini economici? «L’impatto è stato significante, specialmente in termini commerciali e di ingressi allo stadio. E sarebbe stato ancora più significante senza lo scoppio della pandemia globale», spiega Sartori.

Sartori dà anche qualche numero pratico: parlando di entrate commerciali, la Juventus è passata dai 143 milioni di euro della stagione pre-Cristiano ai 175 nella stagione 2019-2020. Le sponsorizzazioni sulle magliette nello stesso periodo sono aumentate  da 17 milioni  a 45 grazie a Jeep, mentre le sponsorizzazioni sui completini sono aumentate da 23 milioni a 51 milioni grazie ad Adidas.

I benefici della stella lusitana si sono visti anche online: la Juventus ha raddoppiato i suoi follower sui social media passando da poco più di 50 milioni prima di Ronaldo ai circa 110 di ora. « Questi numeri mostrano i benefici che Ronaldo ha portato da un punto di vista commerciale e la visibilità sulla scena internazionale. Il numero di magliette venduto dalla Juventus dall’arrivo del portoghese è raddoppiato nonostante la pandemia».

 

L’IMPATTO ALLO UNITED

Visto il precedente italiano, è interessante analizzare anche l’impatto commerciale di CR7 in una big mondiale come il Manchester United. «E’ una situazione molto differente. La Premier League e il Manchester United sono già brand globali e con un alti introiti commerciali», dice Sartori. «Non penso che il ritorno economico dello United possa essere paragonabile a quello della Juve, semplicemente perché il punto di partenza è differente, e anche per la differente situazione economica causata dalla pandemia».

Lo United e la Premier giocano in un’altra categoria rispetto alla nostra Serie A, se guardiamo ai numeri. I Red Devils, anche senza Ronaldo, possono contare già su un miliardo di tifosi in tutto il mondo, come dice The Athletic.

Se i contratti di sponsorizzazione di Adidas con la Juve erano arrivati attorno ai 50 milioni, nel caso dello United parliamo di circa 93 milioni versati dal marchio tedesco agli inglesi.
L’azienda teutonica, dopo un periodo di frustrazione dovuto alla diminuzione di magliette vendute dal Manchester United, può quindi tirare un sospiro di sollievo dopo l’arrivo di Ronaldo.

 

MAGLIETTE? NO, CAMPIONI

Se Adidas può sorridere per il ritorno del portoghese e l’incremento nelle vendite delle magliette, lo stesso non si può dire per lo United.
Gli introiti da questo settore sono spesso sopravvalutati dagli appassionati, ma in realtà un club ricava dalla vendita di una maglietta circa il 10% totale sul prezzo di vendita. Lo fa notare Ehsen Shah, CEO dell’agenzia specializzata in marketing sportivo B-Engaged.
«Il Manchester United è uno dei club più potenti dal punto di vista economico al mondo. Sono già una macchina enorme, hanno raggiunto traguardi commerciali che nessun club può eguagliare, quindi quanto possono beneficiare dall’arrivo di Ronaldo? Poco, secondo me».

Il più grande ritorno per la squadra inglese può essere dal punto di vista dell’immagine, secondo Shah. Con il ritorno di Cristiano al Manchester United, i Diavoli Rossi si riposizionano nell’elité calcistica e dimostrano di essere ancora in grado di attrarre campioni mondiali.
Shah offre anche un altra prospettiva su questa mossa di mercato. «Un recente studio ha scoperto che in Estremo Oriente e in Cina le persone seguono molto di più il singolo atleta rispetto alla squadra». Un modello simile a quello dell’NBA, dove gli appassionati cambiano squadra perchè LeBron è passato dai Cavaliers ai Lakers.
«Lo stiamo osservando nei giovani tifosi. Sono più interessati al singolo atleta che alla squadra».

I numeri parlano e Ronaldo al Manchester United dovrà dimostrare ancora una volta di poter fare la differenza. La squadra di Ole Gunnar Solskjær non vince la Premier dal 2013 ma quest’anno si presenta ai nastri di partenza tra le favorite. Varane, Pogba, Sancho e Cristiano obbligano i Devils al salto di qualità non solo in patria, ma anche a livello europeo.

 

Immagine in evidenza da: Licenze Google Creative Commons

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