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Ruslan Malinovskyi, l’uomo in più della Dea

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L’Atalanta delle ultime settimane sta viaggiando con il pilota automatico. La corsa Champions è diventata un’abitudine in quel di Bergamo e a due giornate dalla fine la squadra di Gasperini pare spedita verso la terza qualificazione consecutiva alla massima competizione europea per club. Da gennaio la Dea ha subito solo due sconfitte: a gennaio in casa contro la Lazio (0-1), e a marzo per mano dell’Inter. Proprio contro i nerazzurri di Milano era stata evidente la notevole crescita di mentalità da parte della rosa orobica. La sconfitta di misura rimediata in casa dei futuri campioni d’Italia ha rappresentato un viatico decisivo per il percorso dell’Atalanta verso la rincorsa Champions. In quell’occasione, infatti, si è avuta conferma del fatto che ormai l’Atalanta fosse molto più di una semplice sorpresa.

Quella era già un’Atalanta nella versione senza il Papu Gomez. L’addio dell’argentino, in aperto contrasto con Gasperini, poteva essere un fattore che avrebbe potuto influire negativamente sulle prestazioni della squadra. In realtà il Gasp le soluzioni per risolvere il “rebus-Gomez” le aveva già in casa. Dapprima ha dato enorme fiducia a Matteo Pessina, che dopo l’ottima annata alla corte dell’allievo Juric, è rientrato a Bergamo con la speranza di poter trovare la continuità mancata nella sua precedente esperienza in nerazzurro. Pessina per larghi tratti della stagione si è dimostrato un giocatore qualitativamente eccezionale; ma soprattutto ha elevato il suo QI calcistico a livelli spropositati, come poi confermato dalla successiva chiamata in Nazionale da parte di Mancini.

(Ruslan Malinovskyi con la maglia dell’Atalanta. Fonte: profilo Twitter @legaseriea)

La svolta della stagione, però, è arrivata con la definitiva esplosione di Ruslan Malinovskyi, la vera arma in più della Dea. È proprio con l’ucraino nuovamente titolare che l’Atalanta ha ingranato la quarta, puntando dritto verso un posto Champions.

DI NUOVO RUSLAN

Che Malinovskyi fosse un calciatore dalle innate doti tecniche lo avevamo capito già nella passata stagione. Al suo primo anno in Serie A ha raccolto 8 reti e 3 assist, risultando determinante in tante situazioni scorbutiche. Con il suo arrivo in Italia, il nostro campionato ha finalmente ritrovato uno specialista del tiro da fuori. Nel periodo post-lockdown, una volta rientrati in campo ma senza tifosi, era abbastanza facile sentire letteralmente la potenza del tiro secco di Malinovskyi.

I gol segnati alla Juventus e al Brescia lo scorso anno ne sono l’immagine – o il suono – più emblematico. Anche se la rete più bella rimane quella realizzata al Verona. In quel caso più che angolare il tiro, Malinovskyi ha semplicemente calciato con tutta la forza che il suo piede mancino aveva. Una “pezza“, come definita dagli autori di Ultimo Uomo, che Silvestri non ha potuto fermare perché banalmente il tiro era troppo forte. Sembra una scena da calcio di strada. Quante volte vi sarà capitato di andare in porta e di sapere già che nel caso in cui il pallone fosse arrivato sui piedi di quel vostro avversario l’unica speranza era di non finire al pronto soccorso? Ecco, è più o meno quello che succede alla maggior parte dei portieri di Serie A quando vedono Malinovskyi caricare la gamba sinistra per tentare il tiro dalla distanza.

Nella stagione 2019/20 il trequartista classe ’93 ha tirato di media poco meno di cinque volte per partita. Un dato altissimo, considerando che in questa speciale classifica il secondo, Domenico Berardi, non arrivava a tre tiri per gara. Nel corso di quest’anno il dato è leggermente calato (3.14 di media), in compenso è diventato un rifinitore pazzesco. Nelle ultime nove gare Malinovskyi ha messo a referto 8 assist, più di ogni altro in Europa. E negli ultimi tre mesi nessuno è stato coinvolto nelle reti della propria squadra quanto lui. Ecco perché non è affatto eresia individuare nell’ex calciatore del Genk la vera chiave dello sprint finale dell’Atalanta, almeno quanto Luis Muriel, l’altro volto del magic moment della squadra lombarda.

UNICO

Ruslan Malinovskyi ha dimostrato senza problemi di essere un calciatore unico in Serie A. Gasperini ha trovato la giusta quadra affiancandolo ai due terminali offensivi, Zapata e Muriel. Un tridente completo, tecnico e di grande spessore, anche fisico. All’esplosività di Zapata e all’innegabile talento, finalmente sbocciato, di Muriel, si accompagna la razionalità e la visione di Malinovskyi.

Anche nell’ultimo match giocato contro il Benevento l’ucraino ha messo in campo tutto il suo potenziale. La rete dell’1-0 di Muriel è di fatto per metà sua. Nel momento in cui ha inizio l’azione, in area di rigore non c’è nessuno: è l’espressione più evidente del calcio dinamico e versatile che l’Atalanta ha affermato in Italia, prima, e in Europa, poi. Malinovskyi riceve spalle alla porta, agendo nell’insolita posizione di falso nueve. Su di lui arrivano in pressione tre calciatori, tutti dediti a chiudere lo specchio della porta. Peccato che l’ucraino all’interno del suo bagaglio tecnico possegga anche colpi geniali. Ed è così che dopo essersi sistemato il pallone, con un tocco dolcissimo ma di effetto, trova lo spazio, impercettibile, per servire Muriel e metterlo davanti la porta. Il colombiano e Malinovskyi hanno fatto il bello e il cattivo tempo durante tutta la gara; e in realtà lo hanno fatto nel corso dell’intera stagione.

Se l’Atalanta è maturata a tal punto da legittimare il suo secondo posto è anche merito di chi, come Ruslan Malinovskyi, è diventato gradualmente un vero punto di riferimento, il vero uomo in più della Dea.

(Fonte immagine in evidenza: eurosport.it)

 

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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Calcio Internazionale

La Francia non ci sta: reclamo alla FIFA dopo la rete annullata a Griezmann

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Francia

Nonostante la Francia fosse già passata, non sono mancate le polemiche ieri pomeriggio al termine del match tra francesi e Tunisia valida per l’ultima partita ai gironi di Qatar 2022. Ha aperto la gara Khazri a cui aveva risposto Griezmann al 98’, ma già al termine della gara l’arbitro ha preso la decisione di annullare la rete  francese. 

POLEMICHE FRANCESI

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Mirror, la Federazione Francese è pronta a fare ricorso alla FIFA in segno di protesta per l’annullamento alla rete di Griezmann.

Infatti, al direttore di gara di ieri era stato detto di annullare la rete dell’attaccante dell’Atletico Madrid causa fuorigioco. Ma le regole stabiliscono che un gol non si può annullare a partita già terminata.

Se il gioco è stato interrotto e ripreso, l’arbitro può solo intraprendere una “revisione” e prendere la sanzione disciplinare appropriata, per identità errata o per un potenziale reato di espulsione relativo a condotta violenta, sputi, morsi o estremamente offensivo, offensivo e/o azioni abusive”, si legge nelle regole del gioco dell’IFAB.

In ogni caso la partita di ieri è stata vinta dalla Tunisia, che causa vittoria dell’Australia sulla Danimarca, non è comunque riuscita a passare i gironi della Coppa del Mondo.

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