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Russia, due giocatori della nazionale finiscono in prigione

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“Prima di agire e reagire, conta fino a dieci”. Quante volte, sin da piccoli, ci è stata ripetuta questa frase? L’impulsività, infatti, è spesso portatrice di reazioni sconsiderate che rischiano di macchiare irrimediabilmente la reputazione di una persona. Chissà quante volte avranno rimuginato e quanto rifletteranno su questa grande verità Aleksandr Kokorin e Pavel Mamaev, giocatori della nazionale russa condannati rispettivamente a 19 e 18 mesi di reclusione dal tribunale distrettuale Presnensky di Mosca. 

CHI SONO

A meno che non siate accaniti seguaci del calcio russo, probabilmente, non avrete sentito spesso parlare dei due profili prima citati. Aleksandr Kokorin, classe 1991, è  – o meglio era – un attaccante dello Zenit San Pietroburgo e della nazionale russa. Fabio Capello, ex c.t della Russia, durante il suo mandato da tecnico della nazionale, in particolare, ha sempre speso parole al miele per l’attaccante russo, definendolo come un grandissimo talento.

Pavel Mamaev, 31 anni a settembre, è invece un centrocampista incontrista in forza al Krasnodar e con un passato al Cska Mosca. Personaggio sopra le righe, ha partecipato alla spedizione degli Europei 2016 con la nazionale russa con cui ha collezionato 15 presenze.

LA VICENDA

I due giocatori, accomunati da una grande amicizia, il giorno prima delle aggressioni avevano giocato contro in campionato, con lo Zenit che aveva vinto l’incontro per 2-1 e Mamaev, in particolare, che aveva siglato l’unica rete del Krasnodar. Il giorno seguente alla partita, si erano recati in un bar di Mosca, in cui, dopo qualche drink, avevano cominciato a rendersi protagonisti di qualche atteggiamento sopra le righe. Tra l’ilarità e l’imbarazzo generale, anche Denis Pak, alto funzionario del governo russo di origine coreana, si trovava nel bar ed aveva cominciato a riprendere i due col telefonino; infastiditi dalle riprese, però, Kokorin e Mamaev, dopo aver invitato Pak a smetterla, lo hanno successivamente colpito alla testa con una sedia e schiaffeggiato ripetutamente. Non paghi, la loro ira si è rivolta poi verso Vitaly Solvchuk, autista di una tv accorso per prestare aiuto al funzionario ferito.

http:/https://youtu.be/N9V7983uBUY

Immediatamente sospesi dai loro club e dalla selezione russa, i due sono stati incarcerati nella prigione di Mosca in attesa della sentenza, arrivata ieri. Il tribunale di Mosca, per i gravissimi fatti compiuti, ha deciso di punire i due giocatori rispettivamente con 19 mesi di carcere per Kokorin e 18 mesi per Mamaev. Secondo quanto riporta Russian Football News, gli ormai ex nazionali russi saranno liberi rispettivamente a dicembre e novembre 2019, tenendo in considerazione i 7 mesi già scontati dall’aggressione avvenuta ad ottobre 2018.

Un fatto gravissimo, dettato dall’impulsività e che ha definitivamente messo la parola fine alla loro carriera.

Kokorin in manette, viene portato via dagli Agenti.

 

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Calciomercato

Sabiri: “Al Mondiale per fare la storia. Al momento sono della Samp”

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Sabiri

La sorpresa più bella di questo Mondiale è certamente il Marocco, approdato ai quarti di finale dopo aver eliminato la Spagna ai rigori. Il prossimo avversario sarà il Portogallo di Cristiano Ronaldo, ma Sabiri e compagni non hanno paura e continuano a sognare in grande. Intervistato dal Corriere dello Sport, il centrocampista della Sampdoria ha toccato vari temi, tra cui una voce di mercato che lo vedrebbe alla Fiorentina. Ecco alcuni estratti delle parole di Sabiri:

IL MOMENTO DEL MAROCCO – “È un momento storico per l’Africa e per il mondo arabo. Era ora. Siamo contenti. Ci eravamo confrontati prima della partita. Eravamo convinti che la Spagna si potesse eliminare. L’obiettivo era raggiungere i rigori e l’abbiamo
ottenuto“.

UN GRUPPO PARTICOLARE – “È particolare il nostro gruppo, vero. Ma il nostro sangue è quello. Se voi siete italiani, rimanete italiani anche se nascete in Marocco giusto? Non c’entra nulla il posto in cui cresci se i tuoi genitori, le persone che ti danno la vita, ti trasmettono i valori e la cultura della loro terra. È un marchio che ti rimane dentro. Noi per questo siamo qui, per fare la storia del nostro Paese”.

LE PARTITE SALTATE CON LA SAMPDORIA – “Ero infortunato. C’è stato anzi il rischio che non potessi neppure partecipare al Mondiale. Ma ho lavorato duro, con tanta fisioterapia. In Italia tanti pensavano che la lesione fosse finta ma la società conosce la verità. Ho anche inviato foto della risonanza magnetica allo staff medico per dimostrarlo. Anche qui in Qatar non gioco con continuità per questa ragione. Non sto bene. Sento dolore dopo 15-20 minuti, come è successo contro il Canada. Ma resisto”.

IL CT REGRAGUI – “È una persona incredibile ed è il migliore allenatore che io conosca. Dovrei portarvi nello spogliatoio per farvi capire quanto sia importante per noi. Ha sempre un piano preciso per le partite”.

IL MERCATO – “Non so, per ora sono un calciatore della Samp. Non mi hanno detto altro”.

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Flash News

Bergomi: “Lautaro lavora tanto per la squadra, l’Inter ha bisogno di lui e Lukaku”

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Lautaro

Beppe Bergomi, intervenuto a Sky Sport, ha esspresso la sua opinione sul momento di Lautaro Martinez. Il Toro di Bahia Blanca non ha ancora trovato la prima rete del proprio Mondiale, ed è risaputo quanto l’attaccante dell’Inter possa andare in sofferenza quando non trova la porta, andando incontro a una spirale negativa che spesso lo porta a mesi interi senza segnare.

Nella partita d’esordio dell’Argentina al Mondiale persa contro l’Arabia Saudita si è visto annullare due gol per fuorigioco per questione di centimetri, mantenendo a zero la voce “gol segnati”.

Bergomi si esprime così su Lautaro, esprimendo anche la sua idea sull’argentino nell’attacco dell’Inter: “Non deve intristirsi, anche se non sta trovando la via della rete. Lavora sempre molto per la propria squadra. Nell’Inter è fondamentale il suo partner d’attacco: Dzeko va bene, ma Lukaku è perfetto per lui. L’Inter ha bisogno di ritrovare questa coppia, che deve avere maggiore continuità di rendimento“.

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Calcio Internazionale

Cristiano Ronaldo via dal Mondiale? La nota del Portogallo

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Portogallo

Nella mattinata di oggi è circolata la voce che Cristiano Ronaldo potesse lasciare in anticipo la spedizione portoghese in Qatar in anticipo. Questa ipotesi sarebbe circolata in seguito ad un ipotetico screzio da CR7 e il CT del Portogallo Fernando Santos, dopo l’esclusione del fuoriclasse negli ottavi contro la Svizzera, che hanno visto Gonçalo Ramos sostituire più che degnamente Ronaldo con una tripletta.

In men che non si dica è arrivata la nota ufficiale della Federazione lusitana, che ci tiene a scacciare qualsiasi sibilo negativo che possa distrarre la squadra che si sta giocando la Coppa del Mondo. Ecco il comunicato:

“Una notizia rilasciata questo giovedì ha rivelato come Cristiano Ronaldo abbia minacciato di lasciare la nazionale durante una conversazione con Fernando Santos, il Commissario Tecnico della nazionale. La FPF chiarisce che in nessun momento il capitano della nazionale Cristiano Ronaldo ha minacciato di lasciare la squadra nazionale durante la sua campagna in Qatar.

Cristiano Ronaldo costruisce ogni giorno una storia unica al servizio della Nazionale e del Paese che va rispettata e che attesta l’indiscutibile grado di impegno verso la Seleção.Infatti, il livello di impegno del giocatore più titolato del Portogallo è stato ancora una volta dimostrato – se ce ne fosse bisogno – nella vittoria contro la Svizzera negli ottavi di finale della Coppa del Mondo 2022.

La Nazionale – giocatori, allenatori e staff della FPF – è, come dal primo giorno, pienamente impegnata ed entusiasta nel costruire quella che il Paese vuole sia la migliore partecipazione di sempre del Portogallo a una Coppa del Mondo”.

 

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Calciomercato

Quando l’età è solo un numero: a 55 anni, Miura pronto per una nuova avventura

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Juve Stabia

Secondo alcune indiscrezioni in arrivo dal Giappone, Kazuyoshi Miura, il calciatore professionista più anziano al mondo, potrebbe iniziare un nuovo capitolo nella sua leggendaria carriera.

Secondo il tabloid giapponese Nikkan Sport, il giocatore 55enne potrebbe trasferirsi nel campionato portoghese, in seconda divisione.  L’attaccante ex Genoa fu il primo nipponico ad approdare in Italia in Serie A, proprio nella stagione 1994-1995 nella squadra ligure. Il club pronto ad offrirgli un contratto sarebbe l’Oliveirense, attualmente posizionato al 14ª in classifica nella seconda divisione lusitana.

Il centravanti, l’ultima volta che giocò una partita in continente europeo, aveva 32 anni e vestiva la maglia della Dinamo Zagabria.

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