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Russia, festeggiamenti macabri di Putin nello stadio Luzhniki

Russia, festeggiamenti macabri di Putin nello stadio Luzhniki

Nell’ormai lontano 2018, la Russia fu la casa della Coppa del Mondo. Oggi, con il conflitto in Ucraina, la fredda terra russa è fuori dal calcio mondiale, senza se e senza ma.

Lo stadio Luzhniki ospitò la finale dello scorso Mondiale, in cui la Francia vinse contro la Croazia del Pallone d’Oro Modrić: il Presidente Macron era sugli spalti ad assistere alla partita con Vladimir Putin, con rispetto e gratitudine.

Ieri, il Luzniki si è trasformato in un tripudio di festeggiamenti tra gli spalti gremiti, conditi da cori nazionalisti e striscioni con slogan sulla guerra. Il Presidente Putin ha fatto poi un ingresso su un palcoscenico ad hoc, dove ha tenuto un monologo, indossando un giubbotto antiproiettile; oltre il confine, durante questa messa in scena raccapricciante, piovevano razzi e bombe, annichilendo ogni tipo di umana sensibilità.

Non è la prima volta che i dittatori di uno Stato si servono delle strutture sportive per cercare contatto con il proprio popolo, trasformandoli in luoghi del terrore: da Hitler nella Germania nazista a Kim Jong-un nella sua Korea del Nord, fino al Cile di Pinochet e all’Argentina di Videla.

Un altro macabro capitolo di storia è stato scritto per l’ennesima volta.

 

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