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Salviamoci!

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La lotta salvezza. Un argomento tanto sottovalutato dal grande pubblico quanto sorprendente e imprevedibile. Uno scontro totale fra squadre che con le unghie e i denti versano sangue, sudore e lacrime per rimanere in paradiso. Nel campionato delle certezze al vertice (con la Juventus a +11 dal Napoli che si appresta a vincere il suo ottavo scudetto consecutivo) è il fondo della classifica a destare sempre maggiore interesse. Le “provinciali” sanno stupire e appassionare, ed ecco che succede quello che non ti aspetti e il Frosinone in quel di Genova batte una Sampdoria che tanto stava sorprendendo in questo periodo. Tutto riaperto.

Sei punti a dividere sei formazioni. Con un Chievo già psicologicamente in Serie B nessuno vuole arrendersi. Numero Diez fa il punto della situazione in ottica salvezza, in un’analisi delle squadre in fondo alla classifica.

IL (MANCATO) FATTORE SPAL

Con 22 punti in 23 partite la SPAL non può certo considerarsi tranquilla. I quattro punti di vantaggio sulla zona retrocessione alimentano più che mai l’incubo Serie B.

Il mancato fattore della squadra di Ferrara è senza dubbio quello casalingo. Delle 5 vittorie pervenute finora soltanto due sono arrivate fra le mura amiche del Paolo Mazza. Troppo poche considerando il campionato cui puntava la formazione di Semplici, orientata verso una salvezza tranquilla. Se lo scorso anno la trasferta in Emilia rappresentava un’insidia oggi le cose stanno diversamente, in una costellazione di pareggi (6 in casa finora) e sconfitte (3).

Alcuni numeri sulla SPAL.

Un ulteriore dato allarmante che emerge è rappresentato dai gol. Solo 20 le realizzazioni fatte contro le 32 subite. Se da un lato Andrea Petagna sta superando le aspettative (i suoi 8 gol in 21 presenze lo rendono il miglior marcatore della SPAL) non si può dire lo stesso dei suoi compagni di reparto. Capitan Antenucci in primis: solo 3 gol in 21 presenze. A seguire Paloschi con 2 gol in 17 presenze e Sergio Floccari: per lui nessuna rete in 8 presenze. Con 4 gol realizzati Kurtic ci ha messo una pezza sopra ma rimangono i problemi in fase realizzativa. Occorre un cambio di trend immediato ai ragazzi di Semplici per assicurarsi quanto prima la salvezza che questa squadra merita.

L’INVOLUZIONE DEL CAGLIARI

La sconfitta contro il Milan pervenuta ieri è solo l’ultima di una lunga serie che dura da troppo tempo. Nelle ultime 13 partite, infatti, i sardi hanno conquistato solamente 8 punti, con l’ultima vittoria arrivata il 26 dicembre contro il Genoa.

4 vittorie, 9 pareggi, 10 sconfitte. Nemmeno nel campionato delle incertezze di quest’anno si può salvare molto in questo Cagliari. Difesa distratta, mediana molle, attacco quasi inesistente e un dato più che allarmante: il 30% dei gol subiti sono stati presi nei primi 15 minuti.

Il problema per eccellenza di questa squadra è senza dubbio la mancanza di reazione. L’unico lampo di ieri sera contro il Milan è stato la traversa di Joao Pedro. Per il resto il nulla, coi rossoneri protagonisti di una facile vittoria. Gli attaccanti non hanno mai incrociato con movimenti filtranti e la mediana molle sta condizionando anche le prestazioni del gioiello Barella, uno dei pochi salvabili tra le fila rossoblù. La difesa poi fa acqua da tutte le parti, in un colabrodo su cui solo Cragno salva il salvabile.

Una reazione è d’obbligo per i sardi, con i 3 punti che mancano ormai da troppo tempo.

LA PIOGGIA BIANCONERA DI MOMENTI NO

“Pedalare, pedalare, pedalare”. Se qualcuno deve reimparare ad andare in bicicletta quello è senza dubbio l’Udinese. Le certezze giorno dopo giorno sembrano venir sempre meno, se mai ce ne sono effettivamente state, nel segno di un progetto più che mai alla deriva.

E’ una vera e propria polveriera quella dei bianconeri a causa della classifica, ma non solo. La presa di posizione del sindaco di Udine Fontanini e dei tifosi bianconeri è eloquente sul periodo no dei friulani, che non vincono dal lontano 29 dicembre. Il fattore Dacia Arena è inesistente (solo 3 le vittorie casalinghe dei bianconeri su 4 totali) con una serie di giocatori fuori forma.

Alcuni numeri su Rodrigo De Paul, stella dell’Udinese. I suoi 6 gol lo rendono il miglior marcatore dei friulani, a testimonianza dell’inesistenza in attacco di questa squadra.

Primo su tutti Rodrigo De Paul. Il numero 10 contro il Torino ha sbagliato il suo secondo rigore stagionale che avrebbe riaperto i conti, quantomeno nel segno del pareggio. Le critiche piovono più che mai su un giocatore che, da quando è stato accostato prepotentemente all’Inter, ha perso la luce che illuminava il prato di Udine e non solo. L’attacco friulano non pervenuto in questi primi 7 mesi di campionato: Lasagna è l’attaccante con più reti, 3. Il trend negativo dei bianconeri lo si evince anche da questo. Nell’attesa di Stefano Okaka i tifosi continuano a sperare nel miracolo.

Capitolo difesa: De Maio regna incontrastato sui giocatori del pacchetto difensivo non all’altezza e criticati. L’Udinese, infatti, non mantiene un clean sheet da un mese mezzo ormai, da quel 0 a 0 conquistato contro la SPAL. Riusciranno i bianconeri a cambiare marcia e a salvarsi?

BOLOGNA: SEGNI (SPORADICI) DI RIPRESA

I 18 punti raccolti finora dal Bologna lanciano un allarme determinante e significativo. Ma paradossalmente i rossoblù sembrano essere in netta ripresa sul piano del gioco e della determinazione. Mihajlovic è chiamato ad un vero e proprio miracolo a fronte di clamorose prestazioni e sconfitte (quella per 4 a 0 contro il Frosinone su tutte). Da quel passo, tuttavia, la reazione c’è stata. La vittoria in trasferta contro l’Inter ha dato morale e nel pareggio all’ultima giornata contro il Genoa si è ritrovato un giocatore ormai dimenticato.

Mattia Destro dopo 351 di astinenza è tornato al gol, nel momentaneo vantaggio contro il Grifone. La “cura Mihajlovic” si è fatta sentire fin da subito, creando promettenti premesse in ottica salvezza. L’attaccante ora spera di unirsi ai compagni di reparto Santander (a quota 6 gol) e Palacio (a quota 2 gol), in un tridente nel segno del rilancio del club verso la salvezza.

Il Bologna è una società che sta infatti puntando molto sulla crescita del marchio, in vista di successi futuri. La realizzazione del progetto per lo stadio di proprietà ne è un esempio lampante.

Inzaghi fuori, Sinisa dentro. Sarà sufficiente per la tanto sospirata salvezza?

LA CRISI DI RISULTATI DELL’EMPOLI

La sconfitta in trasferta contro la Lazio è un risultato tutto sommato comprensibile, ma l’Empoli soffre di una crisi di risultati in toto. 6 sconfitte nelle ultime 8 partite, coi tre punti che mancano dallo scorso 9 dicembre, nella vittoria per 2-1 sul Cagliari. Nel segno di una situazione che, al momento, non vede la luce.

“Siamo stati penalizzati da alcuni errori risultati decisivi, cosa che nelle ultime sei partite ci è successa spesso. Sbagliamo l’ultima lettura, ci stiamo lavorando ma c’è poco da farci. In Serie A non puoi permettertelo. Ma sono convinto che, correggendo delle sbavature, ce la potremo giocare in casa e fuori contro tutti”.

Questo un estratto delle parole di Iachini in merito alla sconfitta della Lazio. Parole eloquenti sul momento della sua squadra. L’Empoli del resto ha tanta qualità e un’organizzazione di gioco che rende per le avversarie l’incontro sempre ostico ed appassionante al tempo stesso. Gli 11 gol stagionali di Francesco Caputo sono l’emblema di una squadra votata a giocarsela a viso aperto. L’Empoli, oltretutto, è una squadra che tende a finire spesso in fuorigioco, per ora 32 volte, sintomo di un atteggiamento spavaldo a prescindere dall’avversario di fronte.

Alcuni numeri relativi alla stagione dell’Empoli.

Manca quel quid in più per portare a casa il risultato che, alla fine, è ciò che conta.

LA RISCOSSA DEL FROSINONE

Il rilancio in chiave salvezza passa per la clamorosa vittoria in quel di Genova contro la peggior Sampdoria vista finora in stagione. Il Frosinone a furia di risultati clamorosi non può che appassionare. Dal 4 a 0 ai danni del Bologna ai 5 gol subiti contro l’Atalanta.

A dare fiducia è senza dubbio il rendimento esterno. I tre successi a Ferrara, Bologna e ora Genova, di cui due consecutivi sono un elemento chiave per tornare a sperare nella salvezza. Con cinque reti all’attivo e zero al passivo, quegli undici punti sui sedici in tutto conquistati che danno un po’ di polpa ad una classifica altrimenti anemica. Tutto questo va sommato ad una voglia di lottare, una capacità di soffrire, d’intasare gli spazi lavorando di gruppo, qualità elogiate a fine partita dal tecnico Baroni, che probabilmente faticano ad emergere quando la squadra si esibisce davanti al proprio pubblico.

Equilibrio è la parola chiave. Quell’elemento fondamentale che serve a questa formazione per rimettere in ordine le idee, raccogliere e fare tesoro di quanto buono fatto finora e ripartire.

Il discorso salvezza è più che mai aperto.

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Calciomercato

Spezia, la pista Lasagna sembra solo una suggestione

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Lasagna

Lo Spezia è alla ricerca di attaccanti e potrebbe affondare il colpo già nella prossima sessione di mercato di gennaio 2023. Secondo Calcio Spezia, il club ligure ha mostrato interesse per Kevin Lasagna. Tuttavia, non è mai stato un vero e proprio interesse concreto da parte degli aquilotti. Ecco perchè quella che legherebbe Lasagna allo Spezia sembra solo una suggestione senza fondamento.

Lasagna sembra essere quasi un pesce fuor d’acqua con la maglia degli scaligeri, con cui non è mai riuscito ad essere davvero decisivo. In totale ha accumulato 62 presenze in gialloblù, con 6 gol e 5 assist. Sull’ex Udinese sembrerebbero forti anche le voci relative a Cremonese, Monza e perfino Lazio, alla ricerca di un centravanti puro come vice-Immobile.

 

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Olanda-Argentina 6-5 d.c.r. , le pagelle: Messi infinito, Gakpo non incide

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Olanda-Argentina

Olanda-Argentina è storia. Al termine di una partita pazza è l’albiceleste ad ottenere il pass per le semifinali della Coppa del Mondo dopo la lotteria dei rigori. Prestazione monstre da parte di Messi, autore di un assist meraviglioso per Molina al 35′ e di un rigore realizzato al 73′. Illude gli Orange uno straripante Weghorst, autore di una doppietta con le realizzazioni all’83’ ed al 100′.

Grande delusione per i ragazzi allenati da Van Gaal, in grado di effettuare una rimonta sensazionale. L’Argentina ottiene dunque la qualificazione alle semifinali della competizione, dove martedì prossimo affronterà la Croazia. Cruyff e Maradona hanno potuto assistere dall’alto un grandissimo spettacolo, spot per lo sport più bello del mondo. Di seguito le pagelle del match.

LE PAGELLE DELL’OLANDA

Noppert 5.5: si prende troppi rischi giocando il pallone con i piedi da dietro, incolpevole sui gol subito.

Timber 5.5: poco lucido nelle scelte, difficoltà evidenti nel giocare il pallone nella fase di manovra.

Van Dijk 6.5: leader indiscusso, non cambia il giudizio positivo nonostante il rigore sbagliato.

Aké 6.5: il migliore della retroguardia difensiva, una sicurezza nei contrasti aerei.

Dumfries 6: prestazione senza infamia e senza lode.

De Jong 6: muove bene il pallone, tradito dai pochi movimenti senza palla dei suoi compagni di squadra.

De Roon 5: 45′ nell’ombra del centrocampo argentino. Troppo poco per una partita di questa portata. (Dal 46′ Koopmeiners 6.5: geniale intuizione sulla rete del 2-2, geniale).

Blind 5: troppo lento nel fare la diagonale alle spalle di Aké in occasione del gol di Molina. Errore da matita rossa. (Dal 64′ De Jong 6: molto efficace nel gioco aereo, gestisce palloni importanti).

Depay 6: cerca di inventare qualcosa senza grandi risultati, rimane il migliore dell’attacco orange. (Dal 78′ Weghorst 7.5: leggendaria doppietta che entrerà nella storia, grande soddisfazione personale).

Bergwijn 5: nullo. Non prova mai l’1vs1 non creando mai problemi alla retroguardia albiceleste. (Dal 46′ Berghuis 6.5: ottimo ingresso in campo, fornisce qualità e visione di gioco. Sfiora il gol del 2-2).

Gakpo 5.5: non riesce ad incidere nella partita più importante. Il suo rimane un Mondiale super positivo. (Dal 113′ Lang sv).

LE PAGELLE DELL’ARGENTINA

E. Martinez 7.5: l’eroe della serata, para due rigori alla lotteria.

Romero 6.5: cattivo agonisticamente e grandi anticipi sugli attaccanti olandesi (Dal 78′ Pezzella 5.5: distratto).

Otamendi 5.5: prestazione da leader macchiata dalla punizione concessa a pochi istanti dal termine dell’incontro dove si è sviluppata la rete del 2-2.

L. Martinez 6: paga la scelta di Scaloni di lanciarlo dal 1′. Perfetto in fase d’impostazione, difesa a 3 promossa. Si perde Weghorst al centro dell’area. (Dal 106′ Montiel sv). (Dal 111′ Di Maria sv).

Molina 7: attacca uno spazio dove solo Messi è in grado di far arrivare il pallone. Lucido nell’insaccare il pallone di fronte a Noppert, si perde Weghorst sul 2-2).

De Paul 6.5: poco appariscente ma essenziale. Lavoro senza palla da top del ruolo, giocatore insostituibile per Scaloni. (Dal 66′ Paredes 5: nervoso e impreciso, prestazione da dimenticare).

E. Fernandez 6.5: performance meno appariscente rispetto alla media ma comunque sufficiente, non sbaglia una scelta. Sfiora il gol al 120′.

Mac Allister 6: sempre posizionato nella zona corretta del campo. Una spina nel fianco con i suoi movimenti tra centrocampo e difesa.

Acuna 6.5: rimedia un’ammonizione sciocca che gli costerà l’assenza nella semifinale. Rimane la sua prestazione migliore in questa competizione. (Dal 78′ Tagliafico 6: buone incursioni sulla fascia sinistra).

Messi 8: vede cose in campo che nessun essere umano è in grado di vedere, dipinge un’opera d’arte da esporre al Louvre con l’assist a Molina. Finisce pure a referto nel tabellino come marcatore con la realizzazione del calcio di rigore: Messi è il volto di una nazione intera.

Alvarez 5: insufficiente. Si sacrifica tanto senza risultare mai incisivo. (Dall’82’ Lautaro Martinez 6: qualche spunto interessante, entra con la voglia giusta. Suo il rigore decisivo).

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Flash News

Emiliano Martinez para due rigori: in semifinale ci va l’Argentina!

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Argentina

Ai calci di rigore, l’Argentina conquista la semifinale contro la Croazia battendo l’Olanda 6-5. L’Albiceleste, in vantaggio di due reti grazie a Molina e Messi, si era fatta raggiungere nel finale dei tempi regolamentari dagli Oranje, a segno due volte con Weghorst, che ha mandato la gara ai supplementari.

Nulla è cambiato nella mezz’ora di extra-time e per decidere la seconda semifinalista di Qatar 2022 sono serviti i tiri dagli undici metri. Emiliano Martinez ha neutralizzato i primi due tentativi olandesi di van Dijk e Berghuis, Enzo Fernandez ha spaventato i tifosi della Seleccion sbagliando il penultimo rigore, ma Lautaro Martinez non ha fallito.

Martedì 13 dicembre sarà Croazia-Argentina per decidere la prima finalista che si giocherà la Coppa del Mondo.

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Flash News

Turris, Leonetti avvisa la Viterbese: “Faremo una grande partita”

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Turris

Domenica la Turris è attesa dalla trasferta sul campo della Viterbese in occasione della 17ª giornata di Serie C – Girone C. Gli uomini di Di Michele si stanno preparando in vista di questa sfida cruciale, dove i Corallini sono chiamati a cercare di ottenere la vittoria.

Oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della sfida tra le due squadre, ma non ha presenziato Di Michele per cause sconosciute. Al suo posto ha risposto alle domande dei giornalisti l’attaccante della Turris, Vito Leonetti.

LA CONFERENZA STAMPA DI LEONETTI PRE VITERBESE-TURRIS

L’attaccante dei Corallini h sostituito mister Di Michele in conferenza stampa quest’oggi. Queste le parole di Leonetti in conferenza stampa:

Che Turris dobbiamo aspettarci a Viterbo? Cosa ha lasciato la partita contro l’Avellino?

“Contro l’Avellino ci è mancato l’approccio giusto. Il gran gol di Tito ci ha fatto cedere mentalmente. Contro la Viterbese faremo una grande partita, sappiamo tutti la nostra posizione in classifica e dobbiamo far di tutto per portare a casa la vittoria”.

Il tridente offensivo è stato il punto di forza della scorsa stagione, ma nonostante il rafforzamento con l’arrivo di Maniero sembra esserci una regressione. Come si spiegano i tanti errori sotto porta e i tanti gol su palla inattiva?

“Penso che in questo momento ci sta mancando qualcosa davanti, ma penso sia solo un momento no”.

Cosa manca a questa Turris? Equilibrio, serenità o qualità?

“Manca un po’ di serenità vedendo la classifica. Dobbiamo risalire in classifica per ritrovare la giusta serenità”.

Nonostante tre allenatori differenti le difficoltà sono persistenti. C’è stata una presa di coscienza dello spogliatoio oltre il cambio della guida tecnica?

“Nello spogliatoio siamo sempre uniti sotto ogni punto di vista, anche su ogni cambio allenatore. Ci diamo tanta forza tra noi, ma in questo momento non ci sta dicendo bene. Speriamo di superare questo momento a partire già da domenica”.

Sei in scadenza di contratto, la Turris ha avanzato una proposta di rinnovo?

“Ad oggi sono un calciatore della Turris a tutti gli effetti, e penso di concludere la stagione qui. Del rinnovo ne parleremo più avanti perché ora sono concentrato sul campionato e a provare ad uscire da questa brutta situazione di classifica”.

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