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Sampdoria champagne

Sampdoria champagne

Un vero e proprio spettacolo. La Samp apre la giornata numero 9 di Serie A nell’anticipo delle 18 a Marassi contro il Crotone di Nicola, schiantando la compagine calabrese per 5-0. Dominio assoluto, bel gioco, tanti interpreti e sempre lo stesso risultato: calcio champagne, reti e punti in cassaforte. Segnano in tanti, segnano in ogni modo e soprattutto ognuno lascia a modo proprio il segno su questa partita; il Crotone invece frena la sua miniserie positiva (erano tre le partite senza sconfitta), franando malamente sotto i colpi della banda di Giampaolo.

PRIMO TEMPO: DISCESA LIBERA

Termine sciistico per una partita che, come detto, inizia subito sui binari giusti: Torreira mette in area un calcio di punizione tagliato col suo destro prelibato, Ferrari stacca più in alto di tutti e coi tempi giusti insacca la sua prima rete in blucerchiato, proprio contro il suo passato, quel Crotone che l’ha lanciato nel grande calcio. E da buon ex, alza le mani quasi per scusarsi.

La Samp è uno schiacciasassi, pressa a tutto campo e macina gioco in maniera rapida e precisa: là davanti Zapata dà quella fisicità che forse l’anno scorso era mancata, e non a caso Ajeti non riesce a reggere il confronto fisico, stendendolo in area già al 12′ e regalando un calcio di rigore ai suoi avversari. Al solito sul dischetto va l’eterno Fabio Quagliarella che batte Cordaz e mette già un’ipoteca sulla partita: 2-0 e via sotto la Sud ad esultare.

Non è tutto, perché la Samp non accenna a rallentare: il turno infrasettimanale incombe, e chiudere immediatamente una partita che si è già messa bene può essere un modo per non sprecare energie superflue; così è, con Zapata che continua a fare fuoco e fiamme tra le maglie bianche dei crotonesi calciando forte un pallone che diventa una via di mezzo tra una conclusione ed un traversone rasoterra. Poco importa, Caprari per levare ogni dubbio ci si fionda contro e segna il 3-0. Giampaolo ha riproposto il tridente visto nella ripresa del match contro l’Atalanta, con l’ex Pescara che pare essere a suo agio nel nuovo ruolo di trequartista alle spalle di Quagliarella e Duvan. Non la miglior notizia per Ramirez e Alvarez.

Nel Crotone l’unico a farsi vedere è Budimir, voglioso di far bella figura contro la sua ex squadra che non l’ha mai visto come ai livelli della sua stagione in B proprio con il KR: prima si fa notare in maniera goffa, colpendo di testa un cross blucerchiato e stampandolo sul palo della porta del suo portiere Cordaz, mentre poi è sfortunato sull’incornata che incoccia la traversa (stavolta nella porta giusta) e cade mestamente sulla linea alle spalle di un incolpevole Puggioni. Niente gol, e niente riapertura del match.

SECONDO TEMPO: INGRESSO LIBERO

Inizia la ripresa ma non cambia il copione. Dominio blucerchiato che rimane, con il Crotone che è succube dell’elevatissimo ritmo imposto dal gioco di Giampaolo e Nicola che si ritrova ingabbiato e privo di idee per provare a ribaltare una partita ormai chiusa. Simic rileva un Ajeti che è uscito malissimo dallo scontro con Zapata, un avversario che ricorderà per molto, mentre nel corso della partita entreranno anche Trotta (un’occasione per lui) ed il giovane di proprietà del Milan Crociata. Tutti cambi che però non cambieranno direzione al match.

Il modulo di Giampaolo mette in luce a pieno le capacità dei centrocampisti doriani: Torreira è un Pizarro dei bei tempi, Linetty corre per due e Praet si è ritagliato un vestito che gli calza a pennello. Il belga non è più quel trequartista fumoso e poco intraprendente visto nella prima parte di campionato scorso, adesso è un vero e proprio todocampista che si divide perfettamente tra le due fasi: non è un caso che a propiziare il 4-0 sia proprio lui, abilissimo ad inserirsi sull’esterno e a mettere in area un cioccolatino per il compagno di reparto Karol Linetty, che scarta il dolcetto e segna la sua seconda rete in Serie A (peraltro secondo gol consecutivo).

Come detto, non ci sono inviti, non ci sono liste, la festa che si è svolta al Ferraris è ad ingresso libero, e c’è spazio anche per i più giovani: Giampaolo dà spazio anche al giovane Kownacki, che tempo un minuto approfitta di un rilancio imbarazzante di Cordaz, e a tu per tu con il portiere scuola Inter colpisce in rete sul primo palo, segnando la sua prima rete nella massima serie italiana.

Finisce così, festa sotto la gradinata, 6° posto con una partita ancora da disputare e quarta vittoria su altrettanti match casalinghi in questa stagione. Entusiasmo alle stelle in casa Samp, e sembrerebbero non mancare le qualità per lottare per traguardi che ad inizio stagione qualcuno neanche immaginava. L’Europa può diventare un sogno e non più un’utopia.

Malissimo invece il Crotone, prestazione da dimenticare e cinquina in faccia che lascia il segno. C’è da ritrovare lo spirito che ha regalato la salvezza nella stagione passata e che ha permesso di iniziare dignitosamente questo campionato, lasciandosi alle spalle una partita pessima.

I MIGLIORI

La difesa doriana si comporta discretamente, pur lasciando un paio di occasioni agli avversari, ma a fare faville è il centrocampo: Linetty è ovunque, ha un serbatoio che pare infinito e riesce ad abbinare alla sua quantità da mezzofondista una qualità da centrocampista d’ordine. Il tutto condito con un gol. Allo stesso modo Praet si afferma come portatore di un dono che il Dio del Calcio sembra dare a pochi, ha una tecnica sopraffina che sta riuscendo ad affiancare ad un acume tattico che sicuramente un anno fa non aveva; un’altra creatura che Giampaolo ha forgiato, valorizzando quello che sembrava un talento inespresso.

Caprari dà seguito all’ottima prestazione da trequartista di settimana scorsa, regalando strappi, lavoro sporco e anche tanta qualità, accompagnando le scorribande di Quagliarella e di Zapata: il colombiano, a differenza di Bonucci, sposta davvero gli equilibri, a tal punto che per farlo gli basta quel fisico che si ritrova. Il tutto accompagnato da una qualità tecnica che sembra aver affinato nelle ultime stagioni.

Nel Crotone si salva poco e nulla, forse il solo Budimir cerca di alzare bandiera bianca il più tardi possibile, senza però poter cambiare le sorti di una partita iniziata male e finita peggio.

I PEGGIORI

Sarebbe banale scrivere la formazione intera del Crotone, ma non andremmo così lontani dalla realtà: la compagine calabrese è stata schiacciata in ogni zona di campo, dalla difesa all’attacco, e pure Cordaz non ha contribuito granché alla causa; pessima la papera in occasione del 5° gol, mentre poteva fare ben poco sugli altri 4 gol.

Nella mediocrità generale si fanno notare in peggio l’ex Frosinone Ajeti, che esce scombussolato alla fine del primo tempo, e con lui tutta la retroguardia rossoblu. Male, malissimo la squadra di Nicola.

Nella Samp, ovviamente, nessuna insufficienza.

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