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Sampdoria, il racconto di una stagione particolare

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La stagione 2021/22 della Sampdoria non sarà certo ricordata come una delle più memorabili della storia blucerchiata. Tanti bassi e pochissimi alti hanno caratterizzato la stagione dei doriani, che però, alla fine, chiudono 15esimi senza aver mai sostato nelle ultime tre posizioni.

L’ESTATE DELLE SCOMMESSE

Già in estate spira aria di rifondazione in casa Samp, con l’addio a Claudio Ranieri che rappresenta un vero e proprio salto nel buio dopo il nono posto conquistato dal tecnico romano.
Assieme a Ranieri salutano Bogliasco anche Jankto, fondamentale nell’ultima stagione, e Ramirez, immane perdita dal punto di vista tecnico.
Il mercato in entrata, invece, stenta a decollare, la società spende poco e si limita a qualche prestito per rimpinguare la rosa.
Come tecnico viene scelto Roberto D’Aversa, che si mette subito a cercare di trarre il meglio da una rosa non adatta al suo tipo di gioco.
Con i trasferimenti in prestito di Caprari e Bonazzoli, la rosa blucerchiata si prepara a dare il via alla stagione, seppur tra mille incognite.

INIZIO AD OSTACOLI

La prima partita ufficiale per la Sampdoria è la sfida di Coppa Italia contro l’Alessandria a Marassi. I grigi, appena tornati in Serie B, mettono paura ai blucerchiati, andando due volte in vantaggio. I gol di Quagliarella (una delle tante meraviglie della sua carriera), Thorsby e Gabbiadini firmano il 3-2 finale, confortante dal punto di vista offensivo, decisamente allarmante per quel che riguarda la difesa.
Sette giorni dopo arriva il Milan per la prima partita di campionato. La Sampdoria non sfigura, ma viene sconfitta 1-0 e perde Manolo Gabbiadini per un brutto infortunio.
Questo inconveniente riapre il mercato dei blucerchiati, a pochi giorni dalla fine.
L’indiziato principale per sostituire il numero 23 è Keita Baldé, di ritorno dopo la buona stagione vissuta a Genova, ma la trattativa va per le lunghe e la Samp si presenta con il solo Quagliarella davanti per la trasferta contro il Sassuolo.
Lo 0-0 finale rappresenta un ottimo risultato per i blucerchiati, per lunghi tratti in balia dei neroverdi.
L’ultimo giorno di mercato vede sfumare definitivamente Keita, che va a Cagliari. La Sampdoria, proprio in extremis, piazza il colpo Caputo, che nemmeno 24 ore prima aveva graziato i doriani al Mapei Stadium.
Dopo la sosta arrivano due ottime prestazioni contro Inter (2-2) e Empoli (0-3), che lasciano ben sperare i tifosi per il futuro.

IL MOMENTO PIÚ DURO

La vittoria in terra toscana, firmata dai primi gol dell’ex Caputo, illude l’ambiente Samp, che viene riportato bruscamente sulla terra dalla coppia Napoli e Juventus.
Se lo 0-4 casalingo con i partenopei è figlio di una supremazia tecnica e fisica degli azzurri, il 3-2 subito a Torino lascia interdetti, a causa degli errori difensivi che portano alle tre reti bianconere.
La Sampdoria sembra entrare in una spirale autodistruttiva infinita. Pareggia 3-3 in casa contro l’Udinese, in una sagra di orrori, prima di perdere a Cagliari per 3-1. Tra le due partite, inoltre, i doriani perdono Mikkel Damsgaard, che si infortuna in Nazionale e rientrerà solamente per qualche spezzone a fine campionato.
La vittoria casalinga contro lo Spezia fa respirare momentaneamente i doriani, che pero perdono le successive tre partite, facendo crescere il malcontento tra i tifosi.
Su tutte, la sconfitta casalinga contro il Bologna segna un momento davvero critico per la Samp, con D’Aversa letteralmente appeso ad un filo: la trasferta di Salerno.

RISALITA LENTA

La partita del 21 novembre all’Arechi, per molti deve rappresentare la svolta della stagione della Samp, ed effettivamente i doriani vincono 2-0, allungando sulle dirette inseguitrici.
La vittoria della giornata dopo contro la sorpresa Verona, poi, alimenta la speranza di poter vivere un resto di stagione in tranquillità, ma il percorso è ancora lungo e tortuoso.
Le successive due sconfitte, un doppio 3-1, contro Fiorentina e Lazio, sembrano segnare la fine del rapporto tra la Sampdoria e D’Aversa, ma è proprio in questo momento che accade l’evento centrale della stagione doriana.

UNO SPLENDIDO DICEMBRE

Il giorno dopo la sconfitta con la Lazio, Massimo Ferrero si reca a Milano, per trattare con Dejan Stankovic, principale candidato a sostituire D’Aversa, proprio nella delicata settimana del Derby della Lanterna.
Ad aspettare il romano, però, c’è la Guardia di Finanza, che lo porta in carcere con l’accusa di bancarotta fraudolenta.
La notizia è una bomba, un evento talmente particolare che gli scenari sono due: il crollo della squadra, che sembra aver sfiduciato D’Aversa, oppure una prova di forza e di compattezza.
La sera del 10 dicembre la Sampdoria, guidata da uno straripante Gabbiadini, stravince il Derby contro un derelitto Genoa per 3-1, dimostrando a tutti che il gruppo è unito e concentrato.
Le restanti partite di dicembre sono un successo; i blucerchiati vincono contro il Torino in Coppa Italia e pareggiano contro Venezia e Roma, allungando la striscia positiva.
Il 27 dicembre, poi, il CDA nomina Marco Lanna nuovo Presidente della Sampdoria, tra la gioia e la felicità generali.

NEL BUIO UN VOLTO AMICO

Il 2022 dei blucerchiati, però, si apre malissimo.
Quattro sconfitte consecutive con Cagliari, Napoli, Torino e Spezia, che fanno di nuovo sprofondare la Samp nel’acqua alta.
Nel frattempo, dal mercato arrivano Sensi, Rincon, Conti, Sabiri, Magnani e Supryaha, colpi mirati e con poca spesa, vista la situazione societaria.
Dopo la partita contro il Torino, la dirigenza doriana esonera D’Aversa e richiama Marco Giampaolo, che così torna nell’unica piazza dove ha potuto dimostrare le sue qualità.
Il tecnico abruzzese esordisce con una sconfitta al Picco, ma mette subito in chiaro le cose dopo la sosta, demolendo il Sassuolo per 4-0.
Purtroppo, contro i neroverdi, Gabbiadini si rompe il crociato, chiudendo anzitempo una stagione che lo stava vedendo assoluto protagonista, nonostante l’infortunio iniziale.
Al suo posto, a mercato chiuso, la dirigenza mette sotto contratto Sebastian Giovinco, che sarà una vera e propria comparsa.
Giampaolo sa che la squadra deve costruire la sua salvezza in casa e, dopo la sconfitta contro il Milan chiama a raccolta i tifosi per la successiva gara contro l’Empoli.
A Marassi la partita viene decisa da una doppietta del capitano, Fabio Quagliarella, che dimostra a tutti di essere ancora caldo in zona gol.
Dopo questa vittoria, però, arrivano tre pesanti battute d’arresto contro Atalanta, Udinese e Juventus, che lasciano alta la soglia di preoccupazione. La Sampdoria si appresta così ad un altro match delicato e quasi decisivo: la trasferta contro il Venezia.

LA SVOLTA E IL GRANDE RITORNO

Il 20 marzo, al Penzo di Venezia, i blucerchiati possono solamente vincere, per non rimanere invischiati nei bassifondi. La partita viene decisa da una doppietta di Caputo, rapace nello sfruttare due topiche difensive dei lagunari.
La giornata successiva (dopo la sosta per il nefasto playoff Mondiale) gli stadi tornano al 100% della capienza. La notizia, in casa blucerchiata, è il ritorno dei gruppi organizzati, che avevano deciso di restare fuori fino al tanto auspicato ritorno alla normalità.
La partita con la Roma non è per nulla memorabile (0-1 senza troppe emozioni), ma la Gradinata Sud torna a ruggire e per il finale di stagione è un fattore in più.

E ADESSO?

Nonostante il ritorno del tifo organizzato, la squadra sembra peccare sul piano fisico e mentale, perdendo a Bologna e, soprattutto, in casa contro la Salernitana, nel momento più basso della stagione doriana.
Il seguente pareggio di Verona non fa male in classifica, ma la mente di tutti è già proiettata verso il Derby della settimana successiva.

“PARA AUDEROOOOO”

Sabato 30 aprile 2022 si gioca il Derby più pesante, in termini di classifica, degli ultimi anni. Se la Samp, con una sconfitta, rischierebbe moltissimo, calendario alla mano, per il Genoa la stracittadina rappresenta una delle ultime chiamate per tirarsi fuori dalla zona retrocessione.
La partita si sblocca poco prima della mezz’ora, grazie ad Abdelhamid Sabiri, uno degli acquisti di gennaio, arrivato dall’Ascoli quasi in sordina.
Il resto della partita è il solito mix di calci, corse e perdite di tempo, fino al 95’, quando Maresca concede un rigore al Genoa.
L’intero stadio, che era stato uno spettacolo fino a quel momento, ammutolisce; dal dischetto si presenta Criscito, che si fa ipnotizzare da Audero.

 

La Sud esplode in un ruggito mai sentito prima d’ora, un misto di gioia, liberazione e incredulità.
Dati alla mano, la vittoria nel Derby si è rivelata quella decisiva per la salvezza della Sampdoria.
I blucerchiati, infatti, dopo la sconfitta contro la Lazio, hanno conquistato l’aritmetica permanenza in Serie A senza giocare, viste le sconfitte di Genoa e Cagliari.
Lunedì 16 maggio, la partita contro la Fiorentina è stata una vera e propria festa, condita da una prestazione sontuosa della squadra, finalmente libera da calcoli e matematica. I blucerchiati hanno demolito i viola, ancora in corsa per l’Europa, con un sontuoso 4-1.
La chiusura perfetta per una stagione decisamente folle.

MENZIONI SPECIALI

Se la Samp si è salvata, gran parte del merito va ai due protagonisti del Derby, Emil Audero e Abdelhamid Sabiri. Ma nell’arco della stagione ci sono stati altri calciatori che sono stati indispensabili per la salvezza doriana.
Nel girone d’andata la menzione va fatta sicuramente a Candreva, autore di una delle sue stagioni migliori in Serie A, con 7 gol e 10 assist, ma anche a Gabbiadini, che ha giocato davvero poco, causa infortuni, ma ha segnato 6 gol davvero pesanti tra novembre e dicembre.
Nel girone di ritorno, invece, oltre al talento ex Ascoli va nominato Rincon, arrivato senza troppi entusiasmi dal Torino (forse anche per la sua vecchia esperienza con l’altra sponda cittadina), ma rivelatosi il solito grande combattente del centrocampo. Molto importanti anche gli apporti di Thorsby, solito lottatore e leader nei duelli aerei, e i veterani Ekdal e Quagliarella, impiegati poco, per motivi diversi, ma sempre fondamentali.
Infine, tra le mille avversità, non si può non menzionare Ciccio Caputo, cannoniere della squadra con 11 centri, alcuni pesantissimi per la salvezza.

IL FUTURO È TUTTO DA SCRIVERE

La Sampdoria, dunque, si è guadagnata un’altra stagione in Serie A, ma le incognite sulla questione societaria tengono comunque alto il livello di attenzione.
I blucerchiati, per il momento, restano con l’attuale organigramma, con la prospettiva di un mercato al risparmio, alla ricerca di fondi per rimpinguare le casse del club.
In alternativa, la speranza dei tifosi è quella dell’arrivo di un acquirente in tempi brevi, in modo da poter operare da subito per rinforzare la rosa e, quantomeno, tornare a giocare campionati tranquilli.

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L’agente di Bayeye apre al mercato: “Al Torino non gioca, andrà via a gennaio”, poi il retroscena su Juric

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Bayeye

Tra i primi acquisti della campagna estiva, Brian Bayeye dopo le amichevoli del pre-campionato, non ha più giocato con il Torino: solo una presenza in partite ufficiali, contro il Palermo in Coppa Italia, quando è subentrato a Singo, al 37′ del secondo tempo.

A riguardo, il suo agente Vincenzo Pisacane, a TorinoGranata.it, ha parlato della situazione del suo assistito: “Il problema è alla base perché in realtà Bayeye doveva andare in prestito già quest’anno: questa era l’idea con il Torino. Avevamo Reggina, Palermo, Modena e Ternana che lo volevano, poi però purtroppo Juric gli ha detto “non andare via che mi servi qui, resta con noi e non ti preoccupare che troverai il tuo spazio”. Invece gli ha fatto perdere sei mesi. Juric dice che il giocatore non ha perso sei mesi perché Brian ha imparato molto. Ma io penso che un giovane come lui debba sempre giocare e che sia meglio andare in una categoria inferiore e giocare sempre piuttosto che stare in Serie A e non giocare mai. Quindi sicuramente Bayeye andrà in prestito da qualche parte a gennaio“.

Sulla possibile nuova destinazione, Pisacane non si è sbilanciato: “Ci sono un po’ di squadre che l’hanno visto, però il mercato è a gennaio e siamo a novembre, quindi aspettiamo un attimo e vediamo“.

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Calcio Internazionale

Haller, un passo in più verso la guarigione

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Il mondo del calcio si stringe attorno a Sebastian Haller, attaccante del Borussia Dortmund. Il giocatore francese naturalizzato ivoriano è, ormai da diversi anni, alle prese con un tumore ai testicoli e ha completato nella giornata di oggi la seconda operazione chirurgica. A rendere pubblico l’esito positivo dell’intervento è lo stesso calciatore attraverso il suo profilo Instagram.

IL MESSAGGIO

Haller, attraverso un breve messaggio pubblicato sotto ad una foto che lo ritrae sorridente sul suo letto d’ospedale, ha voluto rassicurare così i suoi tifosi e seguaci: “Completata una nuova tappa. L’operazione numero 2 è andata a buon fine! Un grande grazie al team medico per l’aiuto quotidiano, non vedo l’ora di passare allo step successivo”

Dopo un lungo calvario iniziato nell’estate dello scorso anno, Sebastian Haller sembra finalmente essere sulla strada della riabilitazione. 

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Calcio Internazionale

Due anni dalla scomparsa di Diego: il ricordo di Infantino

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Fifa, Maradona sospeso dal videogioco

Due anni fa veniva a mancare il talento più grande e cristallino che il mondo del calcio abbia mai visto. La controversa figura di Diego Armando Maradona, in un modo o nell’altro, ha conciliato tifosi e appassionati di tutto il mondo,  elevandosi a tal punto da diventare una vera e propria leggenda di questa disciplina. In occasione del secondo anniversario della morte del Pibe de Oro si è allora espresso Gianni Infantino, presidente della FIFA.

IL RICORDO DI INFANTINO

L’ho sempre detto, lo ribadisco anche ora che sono più convinto che mai: ciò che Diego ha fatto per il calcio, facendoci innamorare di questo bellissimo gioco, è unico. Maradona è immenso e merita la nostra eterna gratitudine per averci stupito con il suo incredibile talento e sì, anche per essere stato così unico a modo suo: per essere stato una leggenda, un eroe, un uomo. Per essere stato Maradona. La tua figura è in primo piano in tutte le favole del calcio, riposta in pace Diego”. 

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Calciomercato

La Fiorentina ci prova per Arnautovic: secco no del Bologna

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Arnautovic

L’inizio stagionale di Marko Arnautovic è stato sensazionale. L’attaccante austriaco, capace di insaccare la rete 8 volte in 13 partite, ha confermato in questo primo segmento di campionato la sua caratura.  A mettere gli occhi sul classe ‘89 è stata, tra le altre, la Fiorentina di Rocco Commisso.

LA PROPOSTA

Per fare proprie le prestazioni del centravanti del Bologna il board del Giglio avrebbe messo in tavola un ipotetico scambio tra attaccanti. Secondo la Gazzetta dello Sport, infatti, la proposta presentata al ds rossoblu Sartori prevedeva un ipotetico cambio di casacca tra Arthur Cabral e Arnautovic. In aggiunta alla suddetta formula (regolata formalmente da un doppio prestito dei due giocatori) la Viola avrebbe offerto al Bologna 12 milioni, da riscattare eventualmente  al termine del periodo “di prova”.

LA RISPOSTA

Giovanni Sartori, responsabile dell’area tecnica del club emiliano, ha spezzato sul nascere la trattativa. Il Bologna, come dimostrato nella finestra di calciomercato estiva, non intende infatti privarsi del proprio numero 9. Così come Juventus e Manchester United (le quali hanno dimostrato interesse nei confronti dell’austriaco), la Fiorentina dovrà tenere a freno il desiderio di avere il giocatore tra le proprie fila, e di formare la pesante coppia d’attacco Jovic – Arnautovic. 

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