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Il Sanabria-pensiero

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Una vendita ingente come quella di Krzysztof Piątek non sarà dimenticata facilmente dalle parti di Genova, economicamente e moralmente parlando. Eppure, una volta che i fari sulla cessione si sono spenti, il Genoa si è subito dirottata sull’acquisto di un uovo numero nove senza critiche né battibecchi. Il nome individuato, tra le tante possibilità, è stato quello di Antonio Sanabria, ex in Italia di Sassuolo e Roma, dove non ha mai regalato sussulti. Perché quindi il grifone ha deciso di virare su un giocatore che in Serie A ha dimostrato ampie difficoltà nell’esprimersi?

Il primo motivo è di carattere anagrafico, visto che, nonostante la sua esperienza decennale nel calcio europeo (partito nel 2009 al Barça B dal Paraguay), il Sanabria sbarcato a Sassuolo aveva soli 18 anni e poca esperienza alle spalle per reggere la pressione. Il 22enne oggi in Liguria è un giocatore già maturo, consapevole delle sue caratteristiche di numero nove e molto intelligente tatticamente. Dopo la parentesi Gijon, culminata con 11 gol in una stagione (suo record in Spagna), al Betis si è consacrato nel 2017 dopo un periodo di stallo calcistico della compagine verdiblanca. Il suo allenatore, Quique Setien, ha sempre avuto fiducia in lui e nelle sue capacità di leggere la partita e le transizioni offensive e difensive, tanto da volergli rinnovare il contratto sino al 2022 nonostante la partenza di sei mesi quest’anno.

Eccovi quindi una dettagliata analisi tattica del Sanabria di oggi, partendo da Gijon sino ad arrivare al gol di ieri sera contro l’Empoli, il primo in Italia.

SAPIENZA CALCISTICA

Nel calcio conta tanto anche il cervello, la capacità di pensare prima, o meglio, degli altri. Quando sei un numero nove questo aspetto è ancor più importante, perché spesso determina un gol o un errore madornale.

La partita che fece innamorare il Betis di Sanabria fu un ampio 3-0 del suo Gijon al Las Palmas, nel 2015: il gol manifesto è quello del 2-0.

L’ala sinistra, in questo caso Jony (ora all’Alavés), si appresta a crossare in area, con Sanabria che inizia la sua progressione verso l’area (cerchiato di rosso)

Il laterale finta il cross e rientra, mentre il paraguaiano si infila tra i due difensori

Sul preciso cross di Jony, Sanabria si ritrova perfettamente con la palla sulla testa e può colpire a rete, anticipando un difensore e sbucando dietro ad un altro.

Quello che può sembrare un gol banale o già visto rappresenterà il Sanabria-pensiero come attaccante: ricerca degli spazi vuoti, entrate in area “silenziose” e colpi di testa spesso alle spalle della difesa. Anche nel Betis, con Setien che spesso utilizza una manovra elaborata per liberare i laterali, Sanabria ha realizzato gol simili.

Contro il Real Madrid al Bernabeu, il 20 Settembre 2017, qualcosa di molto simile: su ripartenza veloce, Sanabria è bravo a spostarsi sul corridoio sinistro mentre un’affannata difesa madrilena prova a rientrare e ricucire gli spazi.

Sanabria corre verso la parte alta del campo (rosso) mentre Tello allarga il campo per l’esterno destro

Giunto corpo a corpo con Ramos, Sanabria è bravo a rallentare ed indietreggiare alle spalle del difensore per farsi trovare sul secondo palo da Barragan.

Sanabria è abile nel mantenere due proporzioni importanti: l’asse di distanza dal difensore (in rosso) e quello di profondità per ricevere il cross (in giallo)

Sul cross, Ramos è totalmente sorpreso e non si aspetta un attaccante dietro di lui…

Contro il Levante, qualcosa di molto simile a rapidità doppia: su un contropiede, Sergio Leon, l’attaccante con la quale Sanabria faceva reparto lo scorso anno, rapido in profondità e simile per caratteristiche a Kouamé, viene servito magistralmente e mette in mezzo il pallone.

Sanabria finta la corsa incontro la palla per scappare dietro al difensore, che frettolosamente non legge il contromovimento

Il gol, di testa, è inevitabile.

Oltre a quest’estrema capacità di leggere il “vuoto”, è anche la rapidità a far la differenza, come succede qualche minuto dopo, nella stessa partita, dopo una sontuosa falcata di Fabian Ruiz (che ora conosciamo bene) che concentra due uomini a sé e con grande maestria, d’esterno sinistro, serve proprio il paraguaiano.

Con lo scatto, Sanabria crea un vuoto tra sé ed i difensori e si ritrova a tu per tu con il portiere, marcando poi per il 2-0.

L’altro esempio di rapidità e scaltrezza nello scattare alle spalle di tutti risale ad una settimana fa, nell’ultimo gol siglato per il Betis in Copa del Rey, contro l’Espanyol.

Durante una ripartenza, William Carvalho parte con Sergio Leon(in alto a sinistra) e Sanabria (in basso, cerchiato)

Quando il portoghese decide di servire Sergio Leon, lo scatto di Sanabria è poderoso e, come sempre, silente rispetto ai difensori.

L’andaluso Leon lo conosce alla perfezione, spinge il pallone con un forte passante rasoterra e lo imbecca perfettamente per il pareggio betico

MA NEL GENOA?

Quello che molti si chiedono è come queste capacità possano ben relazionarsi con il Genoa, che ha perso un nove mobile ma puro e si ritrova un attaccante intelligente, rapido, ma con numeri inferiori (6 gol rispetto ai 19 di Piatek). La risposta è semplice ma rivela l’accortezza dell’acquisto: invece che andare su un attaccante dalle stesse caratteristiche con meno realizzazioni, che magari avrebbe incontrato ampie difficoltà vista l’ormai conoscenza del modo di giocare del polacco nel Genoa, i liguri hanno optato per un giovane pronto tatticamente che permette alla squadra di esprimersi meglio.

Nei 20 minuti di ieri, qualcosa si è già intravisto: il Genoa era 1-1 e subiva la manovra dell’Empoli, provando a ripartire per far male ai toscani. Succede che, con l’ingresso di Sanabria per Romulo al 69′, la squadra passi al 4-2-3-1 con Bessa trequartista, Kouamé e Lazovic ai lati e Sanabria 9 puro, come faceva nel Betis. Il risultato è stato un gol ed un’invitante desmarque nell’azione del gran gol di Lazovic che mette in mostra tutto ciò che abbiamo affermato pocanzi.

Su ripartenza veloce, Daniel Bessa serve Lazovic sulla destra, con Kouamé che va a fare la punta inserendosi tra i due difensori e Sanabria che si “nasconde” aspettando la palla sul secondo palo.

Il serbo si accentra e farà partire un gran tiro per l’1-2 genoano, ma Sanabria sarebbe stato liberissimo per calciare.

Sul 1-3 invece, sbarca ufficialmente anche in Italia il Sanabria-pensiero: Lazovic, incontenibile, supera l’avversario sul binario destro mentre il paraguaiano finta il movimento incontro la palla

Ecco che quindi Sanabria sterza, in stile football americano, e cambia il verso della corsa mentre il difensore guarda la palla.

Il cross è preciso, tant’è che scavalca anche il portiere, che si fa trafiggere dal colpo di testa del nuovo 9 dei grifoni.

Che sia la novità del momento o un evento duraturo, sicuramente Antonio Sanabria è tornato in Italia per dimostrare il suo valore e quello che, nel corso degli anni e del suo girovagare in Europa, lo ha reso un calciatore pregiato ed intelligente, molto amato dai suoi allenatori. E chi l’ha detto che non si può dimenticare Piatek?

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Calcio Internazionale

Neymar dolorante: il brasiliano posta la foto della sua caviglia

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Brasile, Vinicius si espone su Neymar

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Argentina in difficoltà: il curioso record stabilito dagli uomini di Scaloni

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Scaloni

Partita delicatissima per l’Argentina contro il Messico. Con la sconfitta subita contro l’Arabia Saudita , l’Albiceleste è ad un passo dal baratro e la partita di stasera risulta decisiva per il passaggio agli ottavi. Se tutti però si aspettavano una risposta rabbiosa sul campo, per ora,  gli uomini di Scaloni hanno decisamente deluso le aspettative. Basta pensare al curioso dato emerso da questo primo tempo, concluso sul risultato di 0-0 e senza emozioni.

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In più come riportato da Opta, con quella di stasera, per l’Argentina è la terza volta nelle ultime 7 partite di un Mondiale senza calciare in porta nel primo tempo.

(20) OptaPaolo 🏆 on Twitter: “0 – L’#Argentina 🇦🇷 non ha effettuato un tiro nello specchio nel primo tempo in tre delle ultime sette partite di #Mondiali, tante volte quante nelle precedenti 59 partite. Nervi. #ArgentinaMessico” / Twitter

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De Rossi: “I playoff non sono un miraggio”

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De Rossi

In occasione della sfida contro il Brescia, Daniele De Rossi, tecnico della SPAL, ha parlato in conferenza stampa, sottolineando l’aspetto obiettivi stagionali. Ecco le sue dichiarazioni:

Parlare di obiettivi è un boomerang, rischio di parlare di obiettivi miseri per il valore della rosa ma anche di obiettivi utopistici che ci fanno rimanere poi col cerino in mano. Certo, i playoff non sono un miraggio, la consapevolezza dei mezzi della squadra c’è, a livello di valore può stare negli spareggi promozione, ma guardiamo la classifica ora: meglio  non parlare di niente, se non del Brescia che è l’unica cosa che mi interessa“.

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[VIDEO] Scontri tra inglesi e gallesi a Tenerife

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Brutta pagina del calcio quanto successo a Tenerife ieri sera: in vista della sfida di settimana prossima, le tifoserie di Galles e Inghilterra, dopo una serie di istigazioni reciproche, si sono scontrate fuori da un pub dell’isola spagnola. Ecco il filmato:

 

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