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Sogno scandinavo

Calcio e dintorni

Sogno scandinavo

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Qatar2022

Il sogno scandinavo, quello che la letteratura e la cronaca ci presentano ogni giorno, consiste nello scappare via, sempre più a nord e verso il polo, e rifarsi una vita dove il concetto di stipendio e di welfare è ben più ampio rispetto ai vecchi ed indebitati stati centreuropei. Storie di connazionali che ce l’hanno fatta, nonostante il freddo ed il blocco culturale dovuto alla diversità di abitudini, riempie ormai le pagine di tutti i magazine d’attualità e ha creato i presupposti per una filosofia piuttosto “nordista” secondo la quale la salita geografica equivale anche ad una salita della cultura e dello stile di vita.

Niente di più sbagliato per il calcio, quantomeno riferendosi a quello maschile: i popoli nordici, per forma mentis, devono tanto al freddo, alla neve ed al ghiaccio, per cui sport come hockey e sci di fondo sono ritenuti di gran lunga più importanti del calcio, del basket o della pallavolo. Come dicevamo, fa eccezione il calcio femminile, un vero e proprio punto di riferimento del panorama europeo visto che la scandinavia, tra Islanda, Danimarca, Norvegia e Svezia aveva ben sette squadre su trentadue inserite nel tabellone principale della Champions League, nel quale hanno spiccato il volo le danesi del Fortuna Hjørring e le svedesi del Fotboll Club Rosengård, giunte entrambe ai quarti di finale della competizione.

Dal punto di vista maschile, le nazioni scandinave, in particolare Danimarca e Norvegia, faticano a ritrovare lo smalto di un tempo, mentre la Svezia, che è apparsa più avanti come nazionale e organico piuttosto che come federazione, spera di ritrovare la generazione d’oro che ne fece le fortune a cavallo degli europei del 2004, quando assieme alla Danimarca seppero far fuori l’Italia. Parlando invece di Norvegia, bruciano ancora le ferite dovute all’eliminazione nei playoff d’accesso all’europeo francese nel quale l’Ungheria ebbe la meglio: da allora tutto il movimento sembra essere paralizzato, senza contare il vero e proprio disastro sportivo a livello di club, dove in due anni il solo Rosenborg in questa stagione è riuscito nell’impresa di accedere ad una competizione europea, nella fattispecie l’Europa League, togliendosi la soddisfazione di battere l’Ajax finalista dell’edizione precedente.

Il gol di Agdenbro che ha permesso al Rosenborg di approdare ai gironi di Europa League, Agosto 2017.

Ma, come Don Chiscotte faceva con i mulini a vento, alcune piccole realtà del continente stanno provando a sovvertire le logiche pessimistiche che vedono la scandinavia un movimento in fase di regressione. Attraverso le favole di Sarpsborg e Östersunds ripercorriamo, alla pausa, i due maggiori campionati scandinavi che si apprestano a concludersi a fine 2017.

SARPSBORG, CONTEA DI ØSTFOLD, NORVEGIA

Il Sarpsborg Stadion è un impianto dalla capienza di 4700 spettatori, penultimo stadio del campionato per grandezza, ed ospita i match casalinghi del Sarpsborg 08 Fotballforening, al suo sesto anno consecutivo in Eliteserien dopo tanti sali e scendi. Sconosciuta ai più, ha vissuto il classico periodo di ambientamento alla categoria prima di poter ampliare il proprio movimento calcistico diventando una sicurezza del campionato: ottavo nel 2014 e semifinalista di coppa, ha raggiunto il suo apice la scorsa stagione, quando con il sesto posto a pari punti con il Molde, ad uno solo dall’Haugesund quarto, l’europa è sfuggita di un soffio.

Ma il pubblico norvegese, un cultore dei più grandi campionati europei ma non del proprio prodotto, questa volta ha stupito tutti: perché i tifosi quest’anno, sfruttando la rampa di lancio della scorsa stagione, hanno risposto in massa riempiendo gli spalti del minuscolo impianto della contea di Østfold sin dalla prima partita. In un certo qual modo il pubblico ha predetto il futuro, capendo l’importanza di quanto stava succedendo in una piccola realtà di 50.000 abitanti fondata nel 1000 dc da Sant’Olav: quest’anno la squadra è seconda e nell’ultima giornata è riuscita a pareggiare in un campo difficile come quello del Rosenborg, nello storico tempio Lerkendal.

Il lavoro pluriennale di Geir Bakke e del suo staff sembra aver dato i suoi frutti, soprattutto perché la squadra non ha sofferto la vendita del capitano e giocatore simbolo Anders Trondsen, partito proprio alla volta del Rosenborg. Questo perché a Sarpsborg, oltre che a puntare sulla prima squadra, si è iniziato a guardare verso i giovani: da qui l’esplosione di Krepin Diatta, Tobias Heintz e Kristoffer Zachariassen, per una squadra vecchio stile che si affida al 4-4-2 e che registra in rosa un solo attaccante puro, il 28enne Patrick Mortensen, a quota nove gol, che ha trascinato la squadra nella prima parte di campionato.

Il secondo posto è da difendere, perché il divario dal Rosenborg, di ben nove punti (51 e 42) sembra incolmabile in sei giornate, mentre Brann e Molde sono incollate a quota 41 e 40. Il sogno però si chiama Norgesmesterskapet, ovvero la coppa nazionale: battendo i capitolini del Valerenga in semifinale, il Sarpsborg di giocherà ora le proprie carte in finale il 3 Dicembre, contro il Lilleström. Il sogno continua.

https://youtu.be/OVq7ZbeLV28

ÖSTERSUNDS, JÄMTLAND, SVEZIA 

A 600 chilometri da Sarpsborg, nella Svezia centrale, sorge la città di Östersund, conosciuta per aver ospitato delle tappe della coppa del mondo di biathlon e di sci di fondo nel 1995. Qui l’ex difensore Graham Potter, alla guida del club dal 2011, quando la squadra era in quarta divisione, ha firmato un miracolo: risalire di due serie fino al 2013 e centrare, nel 2015, la prima storica promozione in Allsvenskan, dal quale è nata l’idea di inscenare uno spettacolo teatrale per festeggiare quanto avvenuto. Dopodiché è arrivata la vittoria in coppa nel 2017 contro il Norrköping, per 4-1. Molti avevano storto il naso quando in Europa League gli svedesi hanno pescato il Galatasaray come avversario, anestetizzandolo in casa per 2-0 e mantenendo il risultato anche nell’infuocato ritorno della Turk Telecom Arena.

https://youtu.be/1fBOgciLWLk

A Salonicco, nell’ultimo turno di qualificazione, sono arrivate le prime botte europee (3-1 del PAOK) alla quale però gli svedesi hanno risposto egregiamente nel catino del Jämtkraft Arena, dove una settimana fa è caduto anche l’Herta Berlino nei gironi di Europa League. Ora, nonostante in campionato la squadra non abbia nulla da dire, trovandosi a cavallo tra il quarto ed il sesto posto, la qualificazione alla fase successiva della coppa sembra a portata di mano viste le prime due vittorie nel girone (Zorya ed Herta) che hanno proiettato l’Östersunds in testa alla classifica. I trascinatori, in una strana coppia irano-inglese, sono il bomber Saman Ghoddos (già a quota 7 reti quest’anno) e l’inglese Jamie Hopcutt che, prelevato dalle serie minori inglesi, è stato totalmente trasformato dalla cura Potter che negli anni lo ha fatto diventare una punta rapida e dal senso del gol. 

https://youtu.be/et7X5GS1M_w

Un piccolo dossier sull’attaccante Ghoddos e sulla sua capacità di coprire tutto il versante offensivo svedese.

Due storie, due nazioni e due modi completamente diversi di intendere il calcio che però stanno portando acqua al mulino scandinavo: estrapolare dal contesto calcistico in decadenza chi con rigore, bravura, professionalità ed estro sta provando a portare Norvegia e Svezia ad una dimensione superiore instaurandosi come valida alternativa alla supremazia di Rosenborg e Malmo.

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Curva Nord dell’Inter coinvolta nell’ultimo album di Kanye West

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Inter Curva Nord

La Curva Nord, tifo organizzato dell’Inter, è presente nell’ultimo album rilasciato da Kanye West, noto rapper statunitense, insieme a Ty Dolla $ign. In particolare la “voce” della curva della Beneamata compare all’interno della dodicesima traccia, intitolata “Carnival” dell’album “Vultures 1″, uscito il 9 febbraio.

Come si può osservare nei crediti di “Carnival” su Genius, sito web dedicato alla musica di tutto il mondo, la Curva Nord è citata sotto la voce “choir vocals”. Infatti i tifosi dell’Inter hanno registrato dei veri e propri cori per questa canzone di Kanye West. Il particolare interessante è che per registrare questa “melodia”, la quale accompagna la voce dei cantanti per tutta la canzone, i due rapper hanno invitato degli esponenti della Curva Nord in studio con loro. Inoltre hanno registrato insieme ai tifosi nerazzurri anche un videoclip.

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adidas presenta l’UCL Pro Ball London, il pallone della fase ad eliminazione diretta della Champions League 2023/24

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La Champions League si appresta ad entrare nel vivo con l’inizio della fase ad eliminazione diretta. A tal proposito, adidas ha svelato il pallone da gioco ufficiale che verrà utilizzato durante questa importantissima fase della competizione. Si tratta dell’UCL Pro Ball London, che farà il proprio debutto a partire dalle gare di andata degli ottavi di finale e verrà poi utilizzato fino alla finalissima di Wembley del prossimo 1º giugno.

Il pallone celebra l’anfitrione della finale, la città di Londra, con una grafica vibrante che raffigura due leoni ruggenti che combattono tra le stelle. Il leone è il simbolo della ricca storia e cultura dell’Inghilterra e della sua capitale, ma rappresenta anche il coraggio e la forza dei calciatori oltre che la maestosità del trofeo più ambito del panorama calcistico europeo.

Oltre al nuovo design grafico, il pallone è dotato di una serie di tecnologie adidas a elevate prestazioni, studiate per fornire ai calciatori una precisione millimetrica. Infatti, l’innovativa texture della superficie PRISMA offre ai migliori talenti del calcio europeo una tenuta di palla ancora più precisa. Il rivestimento esterno, invece, garantisce un grip sicuro e il controllo completo, mentre la decorazione termosigillata è sinonimo di prestazioni d’eccellenza.

Proseguendo la partnership con Common Goal, adidas devolverà l’1% delle vendite nette globali di palloni da calcio a iniziative di cambiamento sociale duraturo in comunità svantaggiate, contribuendo con questo sport a creare un futuro migliore e più inclusivo.

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Ibrahimovic a sorpresa a Sanremo, Amadeus lo pungola: “Sei in prima fila, ma non primo in classifica”

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ibrahimovic sanremo

IBRAHIMOVIC SANREMO – Durante la prima serata della 74esima edizione del Festival di Sanremo si attendeva un ospite a sorpresa, che poi si è rivelato essere Zlatan Ibrahimovic, già all’Ariston durante il Festival del 2021.

IBRAHIMOVIC A SANREMO: LO SCAMBIO DI BATTUTE CON AMADEUS

L’ormai ex attaccante svedese, che da metà dicembre ricopre un ruolo nella dirigenza del Milan come “Senior Advisor della proprietà RedBird“, è sbucato direttamente dalla platea e distribuendo “santini” con la sua foto al pubblico presente. Poi è salito sul palco e ha iniziato un divertente siparietto con il conduttore dell’evento, Amadeus: “Che ci fai qui? Quanti anni hai?“, la domanda di Ibra. “61“, la risposta del conduttore del Festival. “Io 42 e ho smesso, perché ho ascoltato il mio corpo… Sono venuto qui per proteggerti, ti ricordi i casini che hai combinato l’anno scorso?“, le replica dello stesso Ibrahimovic.

Il dialogo tra i due continua, con Ibrahimovic che chiede se può andare a occupare il palco d’onore: “Ci si è seduto solo Mattarella“, sottolinea Amadeus. “E quanti gol ha fatto?“, la battuta pronta di Ibra. Poi, a conclusione, la frecciata di Amadeus (noto tifoso dell’Inter, ndr): “Ti ho riservato un posto in prima fila anche se non sei primo in classifica…“, a cui sono seguite le risate del pubblico presente all’interno del teatro.

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Messi non schierato in amichevole: interviene il governo di Hong Kong

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Inter Miami

L’Inter Miami è volato a Hong Kong per disputare un’amichevole, vinta poi 4-1, contro una selezione di All Stars del massimo campionato locale. Ovviamente tantissimo l’afflusso di pubblico, con 38 mila spettatori accorsi allo stadio per vedere da vicino la stella più attesa: Lionel Messi. Dopo il comprensibile entusiasmo iniziale, dopo aver capito che nè la PulceLuis Suarez sarebbero scesi in campo, hanno iniziato una piccola contestazione.

Il caso però, come riportato da Tuttomercatoweb, si è esteso fino alla politica. Il governo di Hong Kong è infatti intervenuto sulla questione, minacciando di ritirare l’1.9 milioni di euro di finanziamenti pubblici destinati all’evento. Di seguito le parole di Kevin Yeung, ministro della cultura, dello sport e del turismo di Hong Kong.

ACCORDO – “Una delle condizioni principali del nostro accordo di finanziamento con Tatler Asia era che Messi partecipasse alla partita per almeno 45 minuti, salvo problemi di forma fisica e sicurezza. Ieri, prima dell’inizio della partita, l’organizzatore Tatler Asia ha ribadito che Messi avrebbe giocato nel secondo tempo”.

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