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Schick bipolare: fantasma a Roma e bomber in nazionale

Patrick Schick va ancora a segno con la nazionale Ceca nella UEFA Nations League. Dopo il gol all’esordio nella nuova competizione europea contro l’Ucraina, il centravanti della Roma trova al rete anche nella partita contro la Slovacchia. Entrato al minuto 73, bastano solo 3 minuti al giallorosso per battere il portiere avversario con un colpo di testa imparabile. Come si spiega la differenza di rendimento del ceco tra nazionale e club?

LA STAGIONE CAPITOLINA

In gare ufficiali Schick ha solcato il campo 243 minuti nelle 10 partite disputate sin qui dalla Roma. Un dato che fa affiorare quanto il tecnico giallorosso non riservi in lui molte speranze e non lo reputi all’altezza per il tenore sportivo della squadra. In tutto ciò il ceco non è mai riuscito a lasciare il segno, sebbene il suo ruolo sia quello di finalizzatore ultimo. Ovviamente Di Francesco gli preferisce Edin Dzeko per quanto riguarda lo schieramento iniziale, e scalzare il bosniaco non è per nulla semplice.

Nelle situazioni in cui Schick ha avuto modo di giocare nel suo ruolo naturale di centravanti, libero da collaborazioni con l’ex Manchester City, ha sempre ripagato la fiducia. Basti pensare che nelle 5 amichevoli estive disputate dai capitolini, Patrick ha segnato altrettante reti, dimostrando che, se fiduciato, può rivelarsi un’arma in più per la squadra. Se è vero dunque che impiegato da titolare ha sempre, o quasi, dato il meglio di sè, non è altrettanto verificato che come seconda linea non renda appieno.

Schick è tutt’oggi l’acquisto più oneroso della storia del club della capitale, con ben 42 milioni sborsati da Pallotta & co per portarlo a Trigoria. Sebbene elevate, tale cifra sembrava giustificata per le prestazioni offerte dal ceco con la maglia della Sampdoria, guarda caso, sempre da subentrante. Nei 1600 minuti giocati, spalmati su 35 partite (circa 47 minuti a gara), il centravanti collezionò ben 13 reti e 5 assist. Numeri importanti dunque per un giocatore che nemmeno partiva titolare, eppure alla Roma con la stessa formula non rende affatto.

MANCANO LE MOTIVAZIONI

Se indossa la maglia della Repubblica Ceca, che parta titolare o meno, rende al massimo delle proprie possibilità. Se partiva dalla panchina con la Sampdoria riusciva comunque a incidere. Se in amichevole con i giallorossi viene schierato dall’inizio segna a raffica. Il problema dunque non pare essere nè di natura tecnica nè tanto meno tattica.

L’unica vera possibilità di manovra è ora agire sulla fiducia del giocatore, perché ciò che rende Schick un goleador in nazionale non è il minutaggio, ma l’ambiente familiare in cui si ritrova. Di Francesco deve necessariamente far sentire l’ex blucerchiato come a casa, in un contesto dove riesce maggiormente a trovare fiducia in se stesso grazie a quella che i compagni, e tutte le persone che gli stanno attorno, gli trasmettono. Se la Roma riuscirà a trovare la formula per risaltare al meglio le qualità di questo talento, anche, e soprattutto, da subentrato, si ritroverà la freccia perfetta da scoccare per fare un balzo importante verso la vetta.

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