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Barcellona, c'è la risposta del Bayern Monaco all'offerta per Lewandowski

Focus sulla situazione del Bayern Monaco

ROSE E FIORI

Programmare, organizzare ed elaborare, si sa, nel calcio sono sinonimi di vittoria, successo e trionfo. Il Bayern Monaco, difatti, è da anni che segue questa linea inserendo elementi di qualità senza cadere nel tranello del calciomercato di oggi, il quale vede i prezzi dei giocatori gonfiarsi esponenzialmente sin dagli albori del loro percorso. Questa politica, oculata e che strizza l’occhio alla sala trofei, si è sempre rivelata l’asso nella manica della società bavarese, da anni ritenuta una superbig europea ai livelli di Barcellona e Real Madrid nonostante non porti a termine acquisti a cifre folli o non assegni ingaggi da capogiro alle proprie superstar. La società con sede a Monaco di Baviera conta infatti su una spina dorsale formata da alcuni campioni che hanno fatto – e continuano a fare – le fortune del proprio team: Ribery, Robben, Muller, Boateng, Neuer ed Alaba, ad esempio. I calciatori sopracitati indossano la divisa rossa dei campioni di Germania da numerosi anni e sembrano voler continuare a farlo per lungo tempo; alcuni di loro, nel corso delle stagioni, hanno rifiutato appetitose offerte provenienti dall’estero ed altri hanno giurato eterna fedeltà alla maglia, tanto innamorati del club o della città.

In questo scenario contraddistinto da rose e fiori, tuttavia, si erge minacciosa un’ombra…

UN MECCANISMO CHE S’INCEPPA

Anche le macchine perfette, in effetti, rischiano d’incappare in qualche guaio, ed è questo il caso delle curiose vicissitudini vissute in casa Bayern Monaco. Perché utilizzare l’aggettivo curioso per descrivere qualcosa di negativo? Semplice, perché da una società maestra nella programmazione come quella bavarese, una sconfitta per 3-0 in Coppa Campioni, un 3° posto in campionato ed un esonero già avvenuto a settembre, sono dati quantomeno ambigui e sintomi di un guasto che potrebbe causare più problemi del previsto. Carlo Ancelotti, l’allenatore, è stato ritenuto il fenomeno principale di questo tracollo tanto inaspettato quanto clamoroso; i giornali tedeschi, infatti, affermano con sicurezza come il tecnico italiano non fosse gradito all’ambiente e cinque giocatori in particolare – identificati in Hummels, Boateng, Robben, Ribery e Muller – avrebbero chiesto la testa di Re Carlo, al fine di proseguire l’annata con un altro spirito e con altri metodi. Le sedute d’allenamento, infatti, sarebbero state ritenute un altro possibile punto di disaccordo tra tecnico e spogliatoio: troppo leggere, tanto da convincere i giocatori ad allenarsi in proprio. Tutto ciò, combinato alle esclusioni dei senatori in gare nevralgiche, avrebbe fatto scattare la scintilla finale. Con l’addio amaro dell’ex-Real Madrid si apre così la porta che accoglie Willy Sagnol, ex calciatore ed ora seduto comodamente sulla panchina del club per cui ha militato in passato.

“Le prestazioni della nostra squadra da inizio stagione non rispecchiavano le aspettative verso le quali miravamo. La partita a Parigi ha mostrato chiaramente che dovevamo prendere dei provvedimenti. Oggi io e Hasan Salihamidzic abbiamo avuto un colloquio franco e serio con Carlo e gli abbiamo spiegato la nostra decisione.
Ringrazio Carlo per il lavoro svolto e mi dispiace per questi sviluppi. Carlo è un amico e tale resterà, ma dovevo prendere una decisione professionale per il bene del Bayern. Aspetto una reazione positiva dalla squadra e la volontà generale di migliorare per raggiungere i nostri obiettivi”.
Le parole del DS, Rummenigge.

RILANCIARSI

L’aspettativa immediatamente successiva a quella dell’esonero, dunque, è quella di un ritorno alle solite vecchie giornate che prevedono uno spogliatoio unito ed un filone di vittorie che possa rimettere in gioco un campionato in cui in troppi, sinora, danno il Bayern Munchen per spacciato. La realtà dei fatti, nonostante tutto, non segue il copione desiderato dai protagonisti e propone ai bavaresi un altro stop in campionato: ciò avviene contro un Hertha Berlino 10° in classifica questa volta e con un punteggio finale di due reti a due.

Salomon Kalou (32) festeggia la rimonta contro i campioni in carica.

Alla gestione tecnica precedente veniva imputata un’accusa piuttosto esplicita; quella di non far giocare i cosiddetti senatori e top player della rosa, creando un noto malcontento che non può che accrescere se le prestazioni ed il risultato non danno ragione al condottiero della squadra. Basti pensare alla sconfitta subita in casa del Paris Saint Germain dove né Robben, né Ribery, né Hummels e Boateng hanno avuto modo di calcare il campo da titolare, campo che poi ha sancito la batosta inflitta dai francesi. Non è un caso, forse, che le riviste tedesche abbiano nominato, in merito al caso di chi avesse chiesto la testa del tecnico, proprio quattro di quei calciatori finiti in panchina in occasione dello snodo cruciale del Parc des Princes.

Non sono tardate ad arrivare, poi, le varie smentite del caso…

“Non va bene quello che è stato scritto sulla stampa. Non voglio passare come l’assassino del Re”.

  • Mats Hummels

“All’improvviso ci sono cose pubblicate dai media dalle quali vorrei distanziarmi. Queste cosiddette citazioni sono tutte str*****e. Odio quando succedono cose come questa: io sono l’ultima persona là fuori che sarebbe dovuta andare contro un allenatore, un compagno o chiunque altro. Devi essere un uomo quando qualcuno lascia e non attaccarlo”.

  • Arjen Robben

Quale sia la verità non è dato saperlo; possiamo concentrarci, però, sul presente.

POSSIBILI CAUSE

Nessuno dubita della validità degli acquisti effettuati: Sule e Rudy, ad esempio, sono due prospetti interessantissimi che, per cifre e nazionalità, non potevano che fare al caso del Bayern. Entrambi provenivano da una spettacolare annata vissuta in casa Hoffenheim e lo scippo bavarese è sembrato da subito una manovra astuta ed intelligente. Non criticheremo nemmeno Tolisso; il francese, sedotto e poi abbandonato dalla Juventus, ha gli occhi addosso di mezza Europa da almeno due stagioni ed aggiungere un formidabile calciatore, giovane e duttile alla propria squadra non può che essere ritenuta, all’unanimità, una mossa oculata e rispettabile. L’ingaggio di James Rodriguez – in prestito biennale e per una cifra inferiore ai 40 milioni – è la vera ciliegina della torta del calciomercato estivo tedesco: un innesto tanto importante quanto promettente e funzionale alla causa; il colombiano ha accumulato grande esperienza e voglia di rivalsa al Real Madrid e la sua situazione di malumore non poteva sfuggire all’occhio di un club tanto attrezzato.

A far storcere il naso, forse, sono i mancati acquisti.

Gli addii di due pesi massimi del calibro di Xabi Alonso e Philipp Lahm non andavano digeriti con tanta cautela, ma rimpiazzati adeguatamente per valori tecnici ed umani.

Lahm (33) e Xabi Alonso (35) indossano la maglia che sancisce ultima stagione calcistica.

Per quanto l’acquisto del centrocampista di scuola Lione fosse un’opportunità da non farsi scappare è lecito domandarsi se non fosse necessario un acquisto che rimpiazzasse la voragine lasciata dall’addio del regista spagnolo; Tolisso, infatti, eccelle in dinamismo ed elevazione e si configura più come mezzala che come uomo da centrocampo a due. In sintesi, per quanto abile, non ha le stesse caratteristiche di Xabi Alonso, le quali permettevano al club bavarese di vincere e convincere.

Il vuoto lasciato sulla corsia di destra da Lahm è stato invece rimpiazzato da una situazione casalinga che prevedesse l’impiego costante di Joshua Kimmich sulla fascia laterale. Per quanto interessante ed affidabile possa essere il profilo del ragazzo, per ovvie questioni, appare difficile sostituire uno come il 33enne tedesco, reo di aver vinto qualsiasi trofeo a cui un calciatore possa aspirare.

Si dice che bisogna cambiare quando si è al top ed il Bayern ha sicuramente provato a farlo. Nel mercato però, forse è mancato qualche acquisto che potesse veramente rivelarsi decisivo; si è trattata di un’estate all’insegna dei giovani (Sule, Rudy, Tolisso) e delle promesse da rilanciare (James Rodriguez) e per una squadra che vede i suoi campioni ritirarsi – Xabi Alonso e Lahm – ed i suoi top player invecchiare – Robben (33) e Ribery (34) – forse sarebbe stato necessario fare un ulteriore passo in avanti.

Nel quadro totale della situazione abbiamo quindi la costante pressione nel dover vincere sempre (almeno in Bundesliga), varie circostanze delicate che vedono lo spogliatoio contro l’allenatore, l’addio di due leader tecnici e carismatici ed il sopraggiungimento di due rivali incredibilmente cresciute: il BVB che in campionato stravince e convince con Bosz alla guida dei gialloneri ed il Paris Saint Germain, il quale si colloca tra i candidati numeri uno alla vittoria finale della Uefa Champions League.

Tra qualche passo falso ed alcuni errori di valutazione emerge, ora, la voglia dei bavaresi di riscattarsi: che sia con Willy Sagnol o con un nuovo tecnico la stagione non andrà buttata e gli errori di quest’annata saranno esperienza gratuita per quella successiva.

Perché qualunque sia la competizione, il Bayern Monaco ha il dovere di provarci fino alla fine e rappresenta un temibile ostacolo per qualsiasi avversario, Europa o Germania che sia.

Non dateli per morti, potrebbero stupirvi.

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Calciomercato

Chi è Luka Vuskovic, il 2007 da10 milioni

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Juve Stabia

CHI E’ LUKA VUSKOVIC – Classe 2007, Luka Vuskovic si appresta ad essere uno dei nuovi baby fenomeni del calcio europeo.

Nato il 24 febbraio in Croazia, Vuskovic, milita da sempre nel settore giovanile del Hajduk Spalato. Egli viene da una famiglia di calciatori, infatti il fratello Mario gioca nell’Amburgo, mentre suo padre Daniel  ha giocato per lo più in patria. Vuskovic copre il ruolo di difensore centrale, dove grazie ai suoi 193 cm di altezza riesce ad eccellere. Nonostante giochi nel reparto arretrato, non disdegna il gol. Infatti, durante questo campionato, ha già messo a referto tre reti in 9 presenze. Gol che portano il suo rendimento attuale ad una rete ogni 259 minuti, numeri da paura per un centrale. Anche in Nazionale U-17, Vuskovic è un punto fermo, viste le tre presenze su tre, condite anche queste da una rete nel match contro la Svezia. Nonostante abbia appena 15 anni è già stato aggregato più volte ai suoi compagni più grandi, dove ha anche esordito in dei turni di Youth League.

Attualmente il suo Hajduk Spalato si trova al quarto posto del campionato primavera croato, a -8 dalla capolista Rijeka ma con due match da recuperare. In questa stagione, Vuskovic ha già totalizzato 8 presenze da titolare su 9 in cui è stato convocato con l’Under 19, quindi vedendosela con ragazzi ben più grandi di lui. Numeri che hanno già iniziato a fare rumore del calciomercato europeo, dove anche le italiane si sono mosse, come Inter, Roma, Milan e Juventus. Tentativo anticipo delle italiane che probabilmente risulterà vano, dato che il PSG pare abbia messo sul piatto la bellezza di 10 milioni di euro. Il club francese potrebbe dare la giusta dimensione a questo ragazzo che per molti in patria è considerato un talento generazionale.

 

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Calcio Internazionale

Portogallo-Uruguay, duello a centrocampo: Fernandes contro Valverde

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Ndicka

PORTOGALLO-URUGUAY, DUELLO A CENTROCAMPO: FERNADES CONTRO VALVERDE – Tra le gare più interessanti della seconda giornata di Qatar 2022, impossibile non citare la sfida tra Portogallo e Uruguay. Partita fondamentale per gli equilibri del gruppo H, nonché occasione di vedersi sfidare due tra le squadre più attrezzate dell’intero torneo. Sfida che, in virtù di quanto successo nella prima partita, assume valori diversi per le due nazionali. Il Portogallo di Cristiano Ronaldo è infatti a caccia della vittoria che varrebbe il passaggio matematico agli ottavi. I sudamericani invece, essendo reduci da un pareggio, dovranno tentare il tutto per tutto per non ridursi all’ultima giornata.

Una partita dunque che offre diversi spunti interessanti ed altrettanti duelli. Uno su tutti è quello riguarda i motori di entrambi le squadre: Bruno Fernandes e Federico Valverde. Due centrocampisti con caratteristiche diverse ma entrambi fondamentali nel gioco dei rispettivi allenatori. Andiamo nel particolare ad analizzare questo importante duello in mezzo al campo.

 

COSTRUZIONE DEL GIOCO

I due calciatori ricoprono la stessa posizione in campo, ma per caratteristiche si differenziano di molto nelle diverse fasi. Per quanto riguarda la costruzione di gioco il portoghese si lascia preferire, anche se di poco. Le trame offensive del Portogallo, infatti, passano spesso dai piedi di Bruno Fernandes. Molto più geometrico, offre oltre ad una grande visione di gioco, anche un’ottima tecnica che gli consente di trovare più soluzioni, soprattutto in verticale.

Valverde non è però da meno. Anche il suo bagaglio tecnico gli consente di rendere efficace la costruzione della manovre, ma rispetto al centrocampista dello United,  ha caratteristiche meno da regista. Più che abbassarsi e smistare, preferisce lo scarico per poi andare ad attaccare lo spazio.

Nella prima giornata si è già intravista la differenza tra i due in questa fase. Contro il Ghana, Fernandes si è reso protagonista con due assist. In particolare nell’assist per il 2-1 di Joao Felix, l’imbucata con cui taglia fuori la difesa e mette l’attaccante solo davanti al portiere, certifica l’eccezionale visione di gioco dell’ex Sporting Lisbona.

FASE OFFENSIVA

La fase offensiva li vede entrambi grandi protagonisti. Partendo stavolta dall’uruguayano, le sue qualità si sono già ampiamente viste quest’anno al Real Madrid.  In stagione fino ad ora, ha già realizzato 8 gol, in cui ha messo in mostra il suo ampio repertorio. In particolare il tiro da fuori, potente e preciso, si è rivelato letale nella maggior parte delle occasioni. Contro la Corea del Sud ci ha provato in 3 occasioni, ma senza trovare lo specchio della porta.

Altra importante qualità è l’inserimento nello spazio, essendo molto veloce tra le linee. Bruno Fernandes invece, i grandi numeri delle prime stagioni al Manchester United, sembra aver arretrato il proprio raggio d’azione. Resta però  la chiave degli attacchi portoghesi. Oltre a contribuire allo sviluppo del gioco, resta un pericolo per le difese avversarie.

Anche lui abile nell’inserimento, preferisce però partire da dietro. Dotato anche lui di un ottimo tiro da fuori, è abile nel tiro a giro sul secondo palo. Con la sua fantasia, ha dimostrato più volte di poter inventare dal nulla la giocata vincente, anche direttamente da calcio piazzato.

INTERDIZIONE

Entrambi i centrocampisti risultano abbastanza completi, essendo abili anche nella fase di non possesso. In questo caso però, a brillare è Valverde. Veloce, fisico ed intelligente tatticamente, copre più zone del campo. Il centrocampista del Real Madrid offre grande copertura anche a livello difensivo e non si sottrae neanche agli interventi più vigorosi.

Altrettanto intelligente in fase di interdizione, Fernandes offre però caratteristiche ben diverse.  Abile nel leggere la traiettoria della trama offensiva avversaria offre comunque copertura, ma non garantisce la stessa sostanza del Pajarito. In particolare fa fatica nell’uno contro uno, avendo caratteristiche più da trequartista.

Un duello sulla carta equilibrato dunque e che potrebbe soprattutto essere decisivo nell’economia di un match si preannuncia infuocato.

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Calciomercato

Salernitana-Bakayoko, affare complicato: la situazione

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Bakayoko

Molte squadre stanno approfittando della sosta Mondiali per sondare il terreno in vista della sessione invernale di calciomercato; la Salernitana starebbe pensando a Bakayoko, in partenza dal Milan.

Quello del centrocampista francese sarebbe il primo nome in cima alla lista degli esuberi e il club rossonero starebbe cercando di piazzarlo. A tal proposito, ci sarebbe stata una prima chiacchierata informativa con il ds dei granata Morgan De Sanctis. Le intenzioni della Salernitana sono chiare: la trattativa può andare in porto soltanto con un’eventuale cessione di Coulibaly o con l’ingaggio del centrocampista a carico del Milan. 

Bakayoko, quest’anno, non è mai sceso in campo. Il club campano rifletterà sulla proposta ma al momento sembrano non sussistere le condizioni necessarie affinchè la trattativa si concretizzi.

 

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Flash News

Dida a 360 gradi: “Con l’Ajax la parata più bella; Ibra e Vieri gli attaccanti più forti mai sfidati”

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Ibrahimovic

Nelson Dida, ex portiere del Milan e attuale preparatore dei portieri, si è raccontato ai canali ufficiali della società durante la Milano Games Week.

L’ex portiere brasiliano si è espresso a 360 gradi, cominciando dagli attaccanti più forti affrontati:

Vieri e Ibra sono fra gli attaccanti più forti che ho affrontato, giocatori che possono risolvere una partita da soli”.

Poi su Maignan:

Mike è un amico ed è venuto al Milan con l’idea di vincere, e ha vinto subito. Faceva di tutto per migliorarsi in allenamento ed è cresciuto veramente tanto. Può crescere tanto e su tutto. Non aveva fatto tanto in senso di preparazione, ma il Milan ha tutto può far crescere questi ragazzi”.

Dida ha poi fatto un salto nel passato:

“Ho avuto una bellissima storia nel Milan, ho vinto due Champions e un campionato. Ho fatto tanto e sono soddisfatto. Serginho era mio amico, lui abita qua a Milano e quindi siamo sempre assieme. Abbiamo questa amicizia da quasi 20 anni”.

Infine sulla parata più bella:

Quella con l’Ajax, me la ricordo tanto, mi sono anche fatto male. Ho fatto il massimo che potevo e mi sono strappato un muscolo della schiena”.

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