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Serie A

Il giornalista a sorpresa su Dybala: “Non me lo so spiegare”

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Dove vedere Roma-Atalanta

Paulo Dybala e la Roma, una storia d’amore che in pochi un anno fa avrebbero creduto che sarebbe sbocciata. Adesso però, i tifosi giallorossi si godono la loro Joya, che sta smentendo tutti per quanto riguarda la tenuta fisica. Infatti, alla base del mancato rinnovo con la Juventus il verdetto è arrivato a causa della grande quantità di partite perse per infortunio. Siamo solo a metà settembre ma Paulo ha giocato 7 partite di fila da titolare. Con la Juventus non ha mai raggiunto questo numero. In carriera bisogna tornare all’anno 2014-2015, quando Dybala era uno dei tanti e la Juventus del primo Allegri era in finale di Champions. Da quel momento ne sono cambiate tante di cose.

Sconcerti è intervenuto su TMW Radio parlando proprio della Joya:

Dybala può fare la sua migliore stagione?

“Credo sia partito bene, poi praticamente senza preparazione. E’ fondamentale per la Roma e lo sarebbe stato anche nella Juventus. Mancandogli Pogba, chi ha fantasia lì è Cuadrado ma che abbina anche un po’ di confusione. Dybala è stato un acquisto molto azzeccato e non pensavo potesse avere questa brillantezza, con cui diventa decisivo”.

 

Come si spiega l’addio con la Juventus?

“Non me lo spiego. L’unica possibile è che non avessero grande fiducia nelle condizioni fisiche, ma sta dimostrando di avercela. Credo avesse bisogno di un bagno di folla, di riprendersi un ruolo da grande protagonista. Poi Mourinho è molto motivatore, forse troppo”.

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Toro vs Joya: il duello argentino accende Inter-Roma

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Inter-Roma

Serie A, ottava giornata: allo stadio Giuseppe Meazza in San Siro va in scena Inter-Roma. Lo scontro tra nerazzurri e giallorossi ha storicamente trasceso la nozionistica definizione di “big match”, andando a rappresentare una vera e propria collisione culturale che contrappone la città di Milano a quella capitolina.

L’apice conflittuale tra le due parti è stato raggiunto (forse) nel 2010, quando l’Inter soffiò Scudetto e Coppa Italia dalle mani della Lupa e saturò di astio i rapporti tra le due società. Il nome di chi allora sedeva sulla panchina nerazzurra, molto probabilmente, lo ricorderete: è lo stesso Special One che ora infiamma il popolo romanista. 

All’interno di questa cornice prende allora vita un duello tutto argentino, composto da Lautaro Martinèz e Paulo Dybala. I due calciatori, fino a pochi giorni fa compagni nella Selecciòn albiceleste, si candidano ad essere i protagonisti della gara di questo pomeriggio.

È proprio in ottica nazionale, inoltre, che il confronto a distanza tra il Toro e la Joya assume un valore aggiunto. Il primo parte avanti nelle gerarchie del Ct Scaloni, ma il secondo grazie ad un incipit stagionale meraviglioso sta reclamando a gran voce il proprio posto nel tridente offensivo completato da Messi e Di Maria.

Rispolveriamo dunque la rubrica “Versus” targata NumeroDiez e mettiamo a confronto i due fenomeni argentini. Lautaro o Dybala, chi riuscirà ad incidere nella partita di oggi pomeriggio?

TIRO E FINALIZZAZIONE

E’ doveroso, nell’effettuare un’analisi comparativa di due attaccanti, esaminare in primo luogo l’aspetto più caratterizzante di essi: il tiro in porta. Entrambe i giocatori, infatti, nel corso della loro carriera si sono distinti per la propria finalizzazione. Dybala sin dagli anni palermitani ha sfoggiato il proprio mancino, tanto aggraziato quanto letale; Lautaro, arrivato in punta di piedi nell’Inter, si è da subito contraddistinto per una freddezza micidiale sotto porta. I due giocatori, per quanto simili possano sembrare all’apparenza, presentano tuttavia profonde divergenze. 

La Joya è tutto ciò che un allenatore moderno possa desiderare nel proprio reparto offensivo: può giocare prima o seconda punta, trequartista, falso nove o addirittura ala destra. Ad incantare tifosi e appassionati di calcio però è l’eleganza con cui Dybala adopera il proprio mancino.

Tiri a giro vellutati, cinici tocchi di punta e colpi a mezz’aria di collo pieno completano il repertorio di un attaccante che si può definire, senza ombra di dubbio, anche uno specialista nei calci piazzati. In patria “U picciriddu” (così lo chiamavano a Palermo) viene associato per la facilità con cui disegna traiettorie ad Omar Sìvori, attaccante di classe cristallina tra gli idoli del popolo tifoso argentino.

Lautaro invece, destro naturale di piede, si fa riconoscere per la cattiveria agonistica che mostra nel corso dei 90’. I metodi realizzativi del Toro riflettono perfettamente l’aggressività del giocatore, il quale al tocco di precisione preferisce la conclusione violenta. La cosiddetta “botta secca” dell’attaccante ex Racing è una sentenza: basta pensare che in queste prime uscite di campionato, su 8 tiri realizzati, ne ha messi in porta 3. Se Dybala riesce a calciare anche da fermo, Martinèz trova un punto di forza proprio nel movimento del corpo, sempre propedeutico alla perfetta esplosione del colpo. Di destro, di sinistro e anche di testa: Lautaro la porta non la prende, la sfonda.

PASSAGGI E VISIONE DI GIOCO

Nell’analizzare la suddetta categoria è necessario effettuare una premessa: tra Lautaro e Dybala è senza dubbio il secondo quello che dialoga maggiormente con i reparti arretrati della formazione. Ciò non è dato da un’indole diversa, ma dalle (spesso) diverse posizioni che i due calciatori occupano sul rettangolo di gioco.

Il Toro ha sempre giocato, nella sua esperienza milanese, a fianco di un attaccante di stazza che andasse a fare sponda per dare vita al più canonico schema “palla avanti palla indietro”. L’annata dello scudetto ha visto questo pattern ripetersi in maniera alquanto schematica: le palle verticali erano spesso catalizzate dal belga, il quale prende posizione e appoggia per Barella (o chi per lui).

Il centrocampista ad occhi chiusi pesca in profondità Lautaro che, in virtù delle doti balistiche citate in precedenza, batte il portiere. Palla indietro, palla avanti, palla in rete. Il classe ‘97 non ha lacune nel passaggio o nell’assist, ma di certo non fa di questi il proprio punto di forza.

Il discorso cambia drasticamente per Dybala. Paulo è fenomenale nel proteggere palla e far salire la squadra, così come nell’eludere il pressing avversario con un primo controllo orientato. Ciò gli consente spesso di addentrarsi nella metà campo avversaria con la palla al piede e gli occhi sui compagni, pronti a ricevere l’assist dall’educato compasso del numero 21. Questo, oltre che aver spesso sbloccato il palleggio romanista, nelle prime 8 giornate ha messo a segno 2 assist e 10 passaggi chiave (che creano nitide occasioni da gol).

FATTORE X

No, con il termine “Fattore X” non andiamo a descrivere le doti canore dei due giocatori. L’espressione ci aiuta semplicemente a ingabbiare concettualmente quella complessa sfera di qualità e caratteristiche che vanno a determinare lo stile di gioco di un calciatore. Attitudine, personalità e doti tecniche sono solo alcuni degli elementi (positivi e negativi) che, sintetizzati, vanno a comporre il suddetto fattore.

Tutte le analisi scientifiche che oggi giorno vanno a categorizzare i giocatori attraverso dati, grafici e statistiche sono accurati, ma incompleti. Il coefficiente emotivo, tanto irrazionale quanto soggettivo, deve far parte della disamina di un calciatore, il quale con determinate movenze e mimiche fa innamorare di sé alcuni tifosi piuttosto che altri. Ma quali sono i fattori X di Dybala e Lautaro?

Del Toro senza dubbio colpisce l’atteggiamento. L’espressione accigliata, lo stile di gioco veloce ed esplosivo e quella perpetua voglia di incidere portano l’argentino a giocare con rabbia. La sua foga, che a volte lo spinge a delle reazioni scontrose e poco utili, è anche ciò che inconsciamente consente al centravanti di sviluppare un senso del gol fuori dal normale. La riprova dell’esistenza del fattore X è arrivata lo scorso anno: in alcuni momenti stagionali Lautaro sembrava aver perso il feeling con i tifosi che, a causa del lungo digiuno dell’attaccante, iniziavano a dubitare di lui.

Gli aspetti sui quali veniva criticato il giocatore, però, non erano legati al campo, ma proprio all’atteggiamento: era venuta meno quell’ira funesta che tanto li aveva fatti affezionare al giocatore. Come si è sbloccato il momento no dell’attaccante? Con una violenta reazione d’istinto dello stesso Toro che a suon di gol è tornato a far esplodere la curva Nord.

In Dybala il fattore X è legato alla pura classe che il talento di Laguna Larga dimostra continuamente di possedere. La figura calcistica di Paulo, che come un cristallo è tanto attraente quanto fragile, gli consente in campo di catalizzare l’attenzione degli spettatori come pochi giocatori al mondo. Il volto puerile, il gioco nello stretto e quell’esultanza emulata da migliaia di bambini (e non) di tutta Italia: tutto questo è Paulo Dybala.

Ora il confronto ideologico tra il Toro e la Joya prenderà forma e concretezza sul campo, il quale da sempre ha dimostrato di essere l’unica fonte di verità calcistica. Ciò che è certo è che le sorti di Inter e Roma, nel bene o nel male, passano tra i piedi delle due stelle argentine.

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Flash News

Sampdoria, si va verso 18.000 tifosi per la sfida con il Monza

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Sampdoria

La Sampdoria di Marco Giampaolo non sta sicuramente attraversando un ottimo periodo, sono solo 2 i punti raccolti nelle prime due giornate di campionato, maturati nei due pareggi interni con Juventus e Lazio. I blucerchiati si trovano al momento all’ultimo posto a pari punti con la Cremonese. Non si può di certo dire che il calciomercato in estate sia stato neanche così disastroso da arrivare a questa situazione di classifica: l’unica grande perdita è stata quella di Morten Thorsby, ma sono arrivati giocatori di qualità come Villar e di esperienza come Winks e sopratutto sono rimasti i pilastri della squadra: Audero, Colley, Bereszyński, Sabiri, Caputo, Quagliarella… Domani alle pre 15:00 in quel del Ferraris ci sarà una partita quasi già decisiva contro il Monza di Palladino che viene dalla vittoria interna contro la Juventus. Una gara che per molti aspetti non sarà affatto facile.

IL RICHIAMO DELLA GENTE

In vista della sfida di domani, il presidente della Sampdoria Marco Lanna ai microfoni di Tuttosport ha dichiarato: “La cosa fondamentale in questo momento è concentrasi sulla partita di domenica e in tal senso faccio un appello a tutti per riempire il Ferraris”. Anche la Federclubs ha chiamato “tutti i tifosi sampdoriano ad essere presenti allo stadio per incitare la maglia più bella del mondo”. Si va verso quota 18.000 per domani con un Ferraris carico e bollente per sostenere la propria squadra alla prima vittoria in campionato. Domani non si potrà sbagliare.

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Calcio Internazionale

Milan, senti Zola: “Giroud? Punto di riferimento per un mister: è un giocatore intelligente”

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Marchisio

Oliver Giroud continua a raccogliere elogi e complimenti da parte del mondo del calcio, specialmente quello italiano.

L’attaccante francese, ormai conosciuto per i suoi goal nei momenti più topici della squadra rossonera, è stato elogiato da una leggenda del calcio mondiale, Gianfranco Zola.

L’ex giocatore e allenatore in seconda del Chelsea, in un intervista rilasciata a Sportweek, ha detto la sua opinione sulla punta del Milan: “E’ un giocatore molto intelligente, e perciò utile alla squadra. Lo ha dimostrato con noi e lo sta dimostrando col Milan. E i gol che fa magari sono pochi per essere un centravanti, ma tutti importantissimi. Per un allenatore Giroud è un punto di riferimento, è uno di quei centravanti amati dai trequartisti e dalle seconde punte. Hazard adorava giocare con lui proprio per la abilità nel dare la sponda”.

 

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Flash News

Aldo Serena incoraggia il Torino: “Serve fiducia e determinazione”

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Aldo Serena ha difeso il Torino di Ivan Juric. Secondo quanto dichiarato dall’ex giocatore granata, in un’intervista a Tuttosport, al Toro serve fiducia e determinazione. Il tutto ancora di più se si pensa che la prossima partita che la squadra torinese avrà sarà contro il Napoli di Luciano Spalletti.

Serena ha parlato, da ex attaccante, degli attaccanti del Torino. Secondo lui bisogna dare fiducia a Antonio Sanabria e a Pietro Pellegri che, per lui, hanno delle grandi qualità.  Sul paraguaiano avrebbe detto:

“Pur non avendo una presenza fisica notevole, Sanabria ha le caratteristiche della prima punta. Sa essere presente in area di rigore per le deviazioni”

Sul giovane attaccante italiano:

“Pellegri ha la fisicità giusta per essere un giocatore che fa salire la squadra e Juric ha stima e fiducia in lui. Deve essere più determinato e cattivo in campo”

Serena ha parlato anche dell’ex attaccante del Torino: Andrea Belotti. Su quest’ultimo avrebbe dichiarato il suo pensiero alternativo:

“Il rapporto di Belotti con il Toro è stato controverso, soprattutto negli ultimi anni. Aveva perso il feeling con i compagni”

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