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Scontri tra ultras di Napoli e Roma sull'A1

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Scontri tra ultras di Napoli e Roma sull’A1

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Roma

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, i tifosi delle due squadre si sarebbero affrontati con spranghe e bastoni nelle vicinanze dell’area di servizio Badia Al Pino, nei pressi di Arezzo, la stessa dove nel 2007 morì il tifoso laziale Gabriele Sandri.

LA SITUAZIONE

Uno scontro tra tifosi di Napoli e Roma ha causato il momentaneo blocco del traffico nel primo pomeriggio della autostrada A1 nei pressi di Arezzo. I tifosi, quelli napoletani diretti a Genova e quelli romani verso Milano, si sarebbero incontrati vicino ad un Autogrill, dando vita agli scontri. Si parla per ora di un ferito fra i tifosi giallorossi e diversi contusi. Secondo alcuni testimoni presenti sul luogo, i tifosi sarebbero scesi dalle macchine incappucciati, in mezzo all’autostrada, muniti di bastoni e lanciando petardi e fumogeni verso l’area di servizio, da dove gli altri tifosi rispondevano con fumogeni. Un coinvolgimento di circa 300 persone ha costretto l’intervento delle Forze dell’Ordine. Secondo la Questura di Arezzo, all’origine degli scontri ci sarebbe l’agguato teso da un gruppo di ultras del Napoli ai romanisti in transito per raggiungere Milano. Come conseguenza dello scontro, all’altezza di Monte San Savino, si è formata una coda lunga 13 chilometri, in aumento, anche in direzione opposta a partire da Arezzo.

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Patto Mourinho-Dybala: Roma in Champions League in un anno

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Dybala

José Mourinho è uno dei tecnici che riesce al meglio a mettere insieme le capacità tattiche a quelle carismatiche, riuscendo così a sedurre un gran numero di giocatori. L’ultimo di questi è Paulo Dybala, che quest’estate a deciso di vestire giallorosso fino al 2025. L’argentino, partito in sordina, ora sta trascinando sempre di più la propria squadra verso il quarto posto, valevole la qualificazione in Champions League.

Il Corriere dello Sport ha rivelato che il trasferimento della Joya alla Roma verte proprio circa un accordo relativo alla massima competizione europea per club. Infatti, stando a quanto riportato dal quotidiano, lo Special One avrebbe convinto l’ex Juve a firmare promettendogli di riuscire a centrare un piazzamento nelle prime quattro posizioni entro il 2024. Convinto dalle parole del portoghese, la firma è presto arrivate. Inoltre, nelle ultime settimane, il numero 21, consapevole delle potenzialità della squadra, ha confidato al proprio allenatore che l’obiettivo non è così distante e che potrebbe essere anche compiuto quest’anno.

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Caso plusvalenze Juventus: i club ufficiali si uniscono per un comunicato congiunto

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I tifosi della Juventus in questo ultimo periodo hanno cercato di protestare pubblicamente per andare contro la decisione inflitta ai danni dei bianconeri con i 15 punti di penalizzazione. Da qualche giorno si parlava di un comunicato congiunto di tutti i Club juventini italiani e mondiali ed è proprio arrivato venerdì sera. Il titolo recita: “Dal vuoto normativo al pieno afflittivo”.

In sintesi, i comunicati parlano di “violazione dei più basilari principi di diritto, quale giusto processo, legalità e diritto al contraddittorio”. Inoltre si rivendica “l’applicazione distorta del diritto sportivo” e “l’utilizzo parziale di atti privi di qualsiasi valore probatorio come prove aventi addirittura valenza confessoria”.

I tifosi bianconeri sono pronti a “percorrere ogni strada possibile e lecita” nella lotta alle Pay TV, cercando di riempire sempre lo Stadium. Lanciati due hashtag: #unitiperlajuve e #unitedforju

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Il Napoli di Spalletti può superare quello di Maradona: la statistica

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Napoli

Il Napoli di Spalletti può credere, oggi più che mai, in uno scudetto che ad inizio stagione sembrava lontano. Non perché i partenopei non siano una piazza di valore, ma per la grande perdita dal punto di vista tecnico in questi ultimi anni con gli addii di Insigne, Mertens, Koulibaly su tutti. Nella rosa a disposizione di Spalletti sono stati integrati nuovi giocatori che hanno performato ad altissimi livelli rispetto a quello che ci si aspettava. Ma non possiamo parlare di “favola” Napoli, parliamo di un grande Napoli che ha sconfitto tutti i pregiudizi sulla rosa non all’altezza, con un allenatore che ha saputo integrare i nuovi creando un gruppo compatto.

E il dato impressionante è relativo a quello che sembrava inarrivabile: gli scudetti nell’era Maradona. Sì, perché la piazza ricorda ancora con molto affetto gli anni ‘80, in cui il giocatore più forte del mondo era azzurro, e i partenopei vinsero due scudetti. C’è un forte legame tra quella squadra e quella di oggi, numeri alla mano.

Sicuramente la statistica più incredibile riguarda i 50 punti in classifica, frutto di 17 partite vinte, con 2 pareggi e 1 sola sconfitta.

Confrontando questa media punti (2,65 a partita) con quella del secondo scudetto partenopeo (2,12) e quella del primo (1,9), i dati sono nettamente a favore della squadra di Spalletti. Se nel girone di ritorno l’andamento fosse questo, il Napoli sarebbe una squadra in grado di superare (sul piano dei punti fatti) quelle due squadre storiche.

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Milan-Inter: 61 anni fa un derby d’alta quota con rissa inclusa

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È il 4 febbraio 1962, Milano. Sono passati esattamente 61 anni e, un po’ come succederà domani, quel giorno cresceva ogni ora sempre di più l’attesa per una partita. Anzi, la partita. Perché cosa c’è di più atteso e sentito di un derby? Ma il 4 febbraio 1962 era diverso, sia Inter che Milan, insieme alla Fiorentina, sono in testa alla classifica con 34 punti e si giocava lo scudetto.

Il Milan di Rocco arriva alla sfida da favorito rispetto all’Inter di Herrera, potendo schierare calciatori del calibro di Ghezzi, Trapattoni, Maldini, Radice, Rivera, Sani e Altafini. L’Inter, invece, si presenta al big match rimaneggiata.

Ma il derby si sa, non è una partita come le altre. Nel derby può succedere di tutto. E anche in quel 4 febbraio 1962 succede di tutto. Tanto che l’Inter si impone sul Milan 2-0. Ma non è il risultato a far passare alla storia questo match. Bensì il durissimo scontro tra l’interista Bicicli e il rossonero Dino Sani. Sani, centrocampista brasiliano dotato di ottima tecnica, al 23′ del secondo tempo decide di colpire il suo avversario con un pugno sul naso. Neanche a dirlo, l’arbitro Adami lo espelle. L’episodio non solo lascia in 10 il Milan, ma scatena polemiche e liti anche nelle rispettive panchine e sugli spalti. Al momento dell’episodio incriminato, l’Inter è già in vantaggio grazie a un gol fortunoso di Morbello sul finire del primo tempo, frutto di un rimpallo vicino alla porta difesa da Ghezzi. All’82’ arriva il raddoppio firmato Luisito Suarez che, abilissimo sia a smarcarsi in area che a battere il portiere avversario, chiude di fatto la partita.

Ma nessuno dimentica lo scontro tra Bicicli e Dino Sani. E le società agiscono in maniera a dir poco signorile. I due presidenti organizzano infatti un incontro pubblico in centro a Milano alla presenza di stampa e fotografi, e i due giocatori si scusano pubblicamente.

Tornando alla classifica, la vittoria nel derby lascia all’Inter solo la soddisfazione di aver portato a casa lo scontro diretto. Perché poi, quell’anno, è il Milan di Rocco a vincere lo scudetto. L’Inter, dopo molte partite in testa al campionato, ha un calo nel finale e deve accontentarsi del secondo posto. Sta però nascendo l’Inter di Helenio Herrera. Quella che, dall’anno successivo fino al 1966, avrebbe dominato il mondo conquistando ogni trofeo nazionale e internazionale, vincendo scudetti, Coppe dei Campioni e Coppe Intercontinentali.

Altri tempi rispetto ai nostri. Rispetto alle polemiche nate dopo gli scontri tra Lukaku e Ibrahimovic, o a quello tra Materazzi e, ancora una volta, lo svedese, che hanno animato i più recenti derby. Zlatan non sarà in campo domani sera, che i tifosi sperano sia ben giocato da entrambe le parti e connotato da massima sportività. Il derby è sempre il derby. E anche quello di domani sarà importantissimo, anche se la classifica è diversa da quella di 61 anni fa.

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