La Scottish FA è pronta a bandire il colpo di testa nelle categorie sotto ai 12 anni. Il motivo di una così drastica decisione derivano dagli ormai risaputi rischi correlati ai traumi cranici supportati da una ricerca che afferma come i calciatori abbiano 3 volte e mezzo la possibilità di morire di malattie neurogenerative rispetto al normale. Da qui l’idea, un unicum in Europa, di abolire la testa come parte utilizzabile almeno fino all’adolescenza. Di grande attualità tornano alcune dichiarazioni dell’ex bomber di Blackburn Rovers e Newcastle Alan Shearer datate 2017:

“I am concerned that I might develop dementia, it is definitely something that bothers me, that I might not have a future because of football” (“Mi preoccupa il fatto che avrei poter sviluppato una forma di demenza. É qualcosa che mi fa arrabbiare, il fatto di non poter avere un futuro a causa del calcio”)

Già in passato in Inghilterra hanno avuto a che fare con i casi di Jeff Astle e Nobby Stiles per i quali si supponga che i traumi dovuti ai colpi di testa siano stati causa delle loro condizioni mentali. Jeff Astle, morto nel 2002, è considerato per questo motivo come “morto per cause collegate al lavoro”.

Steven Gerrard, indimenticabile centrocampista del Liverpool e coach dei Rangers di Glasgow, propone di studiare ed utilizzare palloni che possano prevenire conseguenze al posto del secco “ban”. In ogni caso, la discussione sul tema è molto sentita nel Regno Unito e potrebbe portare a futuri cambiamenti significativi per limitare gli aspetti negativi di una componente importantissima del gioco del calcio.

 

(Fonte immagine di copertina: profilo Twitter @MirrorFootball)