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Sean Dyche ed il suo Burnley, il segreto di non strafare

Smaltendo il pranzo di Natale, a sorpresa, ci siamo imbattuti in una delle migliori partite del Boxing Day 2017, ovvero Manchester United-Burnley, terminata per 2-2 in una veritiera lotta di scuole di pensiero tra José Mourinho e Sean Dyche: tra i due, strano ma vero, il miglior allenatore dell’annata secondo la critica è quello dei Clarets, che non nasconde la sua volontà di portare questo club in Europa pur restando con i piedi per terra. Il suo lungo lavoro, che dura da ben sei anni nel Lancashire, sta finalmente portando i suoi frutti perché questa squadra, dopo esser stata l’ascensore tra Premier e Championship, sta crescendo sotto le idee del coach di Kettering. Tra chi spinge per una sua promozione “ai livelli più alti” del calcio inglese considerandolo il Simeone d’Inghilterra e chi non lo un grande allenatore, andiamo a scoprire dove si celano i segreti di un club dalla rosa di soli 90 milioni.

I NUMERI

9 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte il bilancio stagionale del Burnley in Premier, per un totale di 18 gol segnati e 17 subiti. Uno score chirurgico che mette a nudo tutti i pregi ed i difetti della squadra di Dyche, estremamente concreta ed ordinata, con un possesso palla da 40% di media che viene sfruttato al lumicino per vincere anche i confronti più duri.  Tra i giocatori con la migliore valutazione dell’anno, il primo centrocampista arriva alla posizione cinque grazie a Robby Brady, mentre le prime quattro posizioni sono costituite solo ed esclusivamente da difensori e portieri: i centrali Ben Mee e James Tarkowski, il portiere Nick Pope ed il terzino Phillip Bardsley, che sono stati l’anima della squadra quando i Clarets provavano a mantenere il vantaggio ad Old Trafford lo scorso 26 Dicembre.

Lo schema del Burnley (fonte Whoscored).

 

I PREGI

Se Dyche è definito il “Simeone” d’Inghilterra, i motivi sono molteplici: iniziamo banalmente dalla similarità dei due schemi, costituiti da due ampie linee da quattro e da due punte, una fisica ed una più tecnica, che permettono un ampio ventaglio di possibilità, dal chiudersi a riccio di fronte la propria area di rigore sino al poter pressare alti disturbando di fatto l’avversario e conducendolo all’errore, un po’ come accaduto con il Manchester United nei primi 45 minuti di gioco, mandando fuori giri i suoi campioni secondo la Dyche’s philosophy spiegata perfettamente da Outside of the Boot in questo articolo.

Tutto unito dalla sapienza di saper cogliere qualsiasi avversario impreparato secondo i suoi punti deboli: come annota il Telegraph in questa analisi comparativa con Simeone, l’intelligenza di risultati importanti con squadre come Liverpool, Everton e Chelsea deriva proprio dall’abilità di focalizzarsi su cosa l’avversario “sa far meno o fa peggio” piuttosto che provare ad arrestare, con le buone o con le cattive, ciò che fa alla perfezione. Da qui, i 24 duelli aerei vinti a partita (dato Whoscored) annotano come spesso sia una questione di scontri fisici, soprattutto aerei visti i 180cm di media della squadra, basi che l’argentino portò a Madrid. Con il Liverpool fu sfruttato il miss match con Alexander-Arnold, giovane talento dei Reds, nei duelli aerei che portavano i centrocampisti ad un inserimento facile ma allo stesso tempo pericoloso come nel caso del gol di Arfield, trequartista per l’occasione.

Il gol di Arfield in Liverpool-Burnley.

I piedi dei centrocampisti Defour e Cork sono il fulcro del centrocampo: contro l’Everton, una squadra in crisi in quest’ultima stagione, il gol è arrivato dopo 24 passaggi consecutivi che hanno portato i difensori avversari a perdere letteralmente la bussola grazie ad un lancio millimetrico di Brady che, sfruttando il movimento di Wood che cercava di eludere la marcatura per ricevere un passaggio ravvicinato, ha di fatto aperto il corridoio sinistro a Ward che mette in mezzo proprio per il centravanti (che nel frattempo si è stabilizzato all’altezza del dischetto del calcio di rigore) che permette all’irlandese Hendrick di marcare tramite un’intelligente sponda di testa.

CONCLUDENDO

Si segna e si gioca coralmente, dopodiché si ritorna in difesa e si copre, in maniera intensa, per difendere un gol in più piuttosto che marcarne altri, così come rappresenta la differenza reti dei granata del Lancashire (18-17; +1); Lo abbiamo fatto per anni, ma Dyche ne ha svernato il concetto rendendolo più moderno ed esteticamente bello. In fondo, chi si accontenta gode, e a Turf Moore lo sanno bene.

 

 

 

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