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Segnali di rinascita

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Segnali di rinascita

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Battersi bene e non mollare mai: il risultato di oggi è frutto dello spirito di squadra. Quello che ci servirà insieme a precisione, concentrazione e determinazione 

Davide Nicola ha voluto iniziare la sua avventura sulla panchina dell’Udinese partendo dal morale e dalla compattezza di squadra. Non poteva essere altrimenti dopo una sosta passata a lavorare con pochi giocatori per via dell’assenza dei nazionali. C’era, inoltre, un ruolino che recitava ben sei sconfitte e un pareggio nelle ultime sette partite. Serviva, dunque, ritrovare voglia e l’unione d’intenti. E quale miglior partita se non quella contro la Roma, una delle big del campionato.

Così, con una prestazione fatta di grande determinazione e attenzione, i friulani hanno sconfitto i giallorossi trovando dei segnali di rinascita.

FATTORE DIFESA

Quattordici gol subìti nelle ultime precedenti sette partite voleva dire aver preso una media di due reti a partita. Un po’ troppe per poter coltivare l’obiettivo della salvezza. Il nuovo allenatore ha posto, dunque, l’attenzione fin da subito sulla difesa. Nel match di ieri ha proposto una retroguardia a tre, che diventava a cinque in fase di ripiegamento. Opzione, questa, a cui aveva ripiegato Velazquez nelle sue ultime quattro partite, senza raggiungere esiti positivi.

La fase di non possesso eseguita ieri dai bianconeri prevedeva un orientamento sull’uomo. L’attenzione era volta soprattutto a creare un muro nella parte centrale del campo, dove la Roma cercava di sviluppare il suo gioco. Proprio a causa della grande densità applicata dai friulani, cinque dei nove tiri in porta dei capitolini sono arrivati dall’esterno dell’area di rigore avversaria.

Fondamentale nello svolgimento del piano gara è stato il lavoro di Valor Behrami a centrocampo. Lo svizzero ha vinto ben undici 1 vs 1 su diciassette effettuando anche cinque salvataggi e un intercetto palla. Ancora meglio ha fatto Troost-Ekong, autore di ben dodici salvataggi e cinque 1 vs 1 riusciti su otto. Questi sono due giocatori importanti, dotati di un’indiscussa fisicità e personalità, utili all’ex tecnico del Crotone.

Da segnalare anche la buona partita a livello difensivo di Stryger Larsen, schierato fuori ruolo, come terzo centrale difensivo di destra. Nonostante la posizione a lui più congeniale si sulla fascia, il danese si è comportato bene con cinque salvataggi e due intercetti. La duttilità per gli allenatori, in particolar modo in situazioni di emergenza, risulta essere fondamentale.

SORPRESA TER AVEST

Chi ha guardato la partita di ieri, avrà avuto una buona impressione della prestazione di Ter Avest. L’olandese si è rivelato, infatti, una sorpresa dell’Udinese di ieri.

Il classe ’97 è arrivato in Friuli l’estate scorsa dal Twente, club in cui è cresciuto. Ha compiuto l’esordio in Eredivisie a soli 17 anni, nel febbraio del 2015, a conferma del talento che gli è stato riconosciuto. Ha fisicità, il che lo aiuta nel gioco aereo, capacità di corsa e una buona tecnica individuale. È un terzino che predilige la fase difensiva a quella offensiva.

Nonostante quest’ultimo dettaglio, ieri si è fatto notare molto bene quando l’Udinese attaccava. Una performance di buona qualità fatta di due key pass, due dribbling riusciti su due e dell’unico cross tentato avente esito positivo. Ha anche dato un buonissimo contributo in difesa con due contrasti vinti su due.

Ha esordito contro il Genoa quattro giornate fa e si sta assestando un buon livello di rendimento. È una sorpresa da seguire considerato che su questo campo l’Udinese è uno dei migliori club della Serie A.

IL DUO ARGENTINO

Protagonista indiscusso del match è stato senza dubbio il duo argentino composto da Pussetto e De Paul. Una coppia inedita considerato che di solito in tandem con il numero 10 gioca Lasagna, lasciato fuori per un problema fisico.

Seppur non sono mai stati in coppia, l’intesa i due l’hanno raggiunta giocando insieme, fattore che si è ben notato ieri. E si è rivelato decisivo considerato che la rete è nata da un ottimo dialogo avvenuto tra i due.

Intesa a parte, i due si sono contraddistinti per spirito di sacrificio e livello di pericolosità. Che De Paul fosse determinante per questa squadra lo si era già capito da tempo. Non è un caso che abbia partecipato a dieci (sei reti e quattro assist) dei dodici gol segnati finora dall’Udinese. È un leader: lotta (due contrasti vinti su due ieri), crea (una grande opportunità è nata da suoi piedi) e finalizza con una qualità eccezionale.

Lo ha ben imitato il connazionale Pussetto, che ha compiuto una delle sue migliori prestazioni in bianconero. A testimonianza di come si sia battuto c’è la statistica che l’ha visto vincere per undici volte su ventidue negli 1 vs 1. Al sacrificio ha accompagnato la qualità tecnica. Il tacco dell’assist per il gol di De Paul è la chiara prova di come sia notevole. Per tre volte ha anche provato a trovare gioia personale, riuscendoci anche prima di vedersi annullare la marcatura dal VAR per fallo di mano.

In attesa di recuperare Lasagna e un giocatore determinante l’anno scorso quale Barak, l’Udinese ha dato dei buoni segnali di rinascita. L’effetto Nicola ha funzionato e lo spirito di squadra e la determinazione vista ieri possono portare certamente alla salvezza.

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Offerta del Bournemouth alla Roma per Zaniolo

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Zaniolo

Sembra certo che il futuro di Nicolò Zaniolo sia lontano da Roma. Il trequartista classe 1999, non convocato nelle ultime partite da Mourinho, è alla ricerca di una nuova esperienza.

Il Milan è estremamente interessato al calciatore, ma la trattativa non sembra semplice. Anche varie squadre straniere hanno mostrato interesse per il calciatore. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, la Roma ha ricevuto un’offerta ufficiale dal Bournemouth. Il club inglese è disposto a versare 30 milioni più bonus per il calciatore, oltre ad una percentuale per una futuro rivendita. A questo punto la palla passa a Zaniolo.

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Calciomercato

Brilla la stellina Andrey Santos: il Chelsea se lo gode

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Chelsea

Andrey Santos è uno di quei calciatori che, nella CONMEBOL Championship Under 20, ha rubato la scena al resto degli altri talenti presenti nella competizione.

Con due gol in tre presenze, non sarebbe potuta partire meglio il percorso di Santos nel torneo biennale sudamericano. Il centrocampista centrale, poi, ha sempre avuto anche il fiuto per il gol, e questo aspetto fa ben sperare il Chelsea, che può prendersi tutti i meriti del caso per averlo prelevato prima del torneo.

Il Vasco da Gama lo ha cresciuto e gli ha permesso di farsi notare in Serie A brasiliana. Anche dopo la retrocessione del club nel 2020 il calciatore è rimasto alla corte del club. A fine dicembre, però, il Chelsea ha ottenuto l’accordo economico con club e giocatore, bloccandolo di fatto per la finestra invernale.

Il classe 2004 ha dunque preso parte al torneo Under 20 e il suo valore è ulteriormente incrementato: il Chelsea ci ha visto lungo.

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Pagellone girone d’andata – Juventus 6: serve qualcosa in più

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Juventus

Per valutare la stagione della Juventus, fra up & down e penalizzazioni, serve un miracolo divino. In questo pezzo ci limiteremo a giudicare solo e soltanto quanto fatto in stagione, senza dover di fatto contare i punti di penalità, che certamente saranno indice del risultato finale, ma che non possono condizionare il voto.

Perché la vecchia signora in classifica si ritrova decima con ventitré punti, ma va sinceramente sentenziata per il reale bottino ottenuto, pari a trentotto lunghezze, che la renderebbero terza in classifica, sopra l’Inter. Sarebbero addirittura quattro in più dello scorso campionato e una media finale di 76, superiore ai 70 totalizzati a fine campionato 2021-22.
Eppure la Juventus fino ad oggi ci ha annoiati, ma sul rollercoster. Già in fase di mercato ha messo le cose in chiaro, acquistando titolari con una facilità disarmante: da Pogba a Paredes, passando per Bremer, Kostic, Milik e Di Maria.

Il problema, però, si è poi riversato sul campo: Pogba e Paredes hanno passato più tempo in infermeria che in campo, Bremer ha alternato prestazioni da De Ligt ad altre di Ogbonniana memoria, mentre Di Maria fino al Mondiale è stato un oggetto misterioso. Alla fine i due dai quali ci si aspettava il meno possibile, Milik e Kostic, hanno preso sulle spalle una Juventus in difficoltà, portandola poi ad un filone di vittorie inimmaginabile qualche giorno prima.

E se la partenza è stata da insufficienza grave e matita rossa, le otto vittorie consecutive arrivate senza subire alcuna rete, hanno riportato i bianconeri sulla retta via. A rigettarli invece dal paradiso direttamente sul globo terrestre ci ha pensato il Napoli di Luciano Spalletti. Un sonoro 5-1, troppo pesante per far davvero parte della storia recente degli uomini di Allegri. A gennaio inoltrato il bilancio è sufficientemente positivo, ma per alzare il voto serve fare qualcosa di più.

VOTO: 6

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Le pagelle di Lazio-Milan: Zaccagni e Luis Alberto sugli scudi, Leao e Giroud impalpabili

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La partita con cui si chiude il girone d’andata di questa stagione di Serie A, per il punteggio e non solo, assume i connotati di una nottata storica. Essa rappresenta infatti al momento l’apogeo dell’esperienza di Sarri alla guida della Lazio, e mette inoltre in evidenza la tenuta agghiacciante di un Milan che ad appena metà stagione sembra essere ormai giunto ad un punto di non ritorno. La vetta della classifica è sempre più lontana, con il Napoli che sembra fare la corsa solo su sè stesso, mentre nel frattempo le inseguitrici capitoline sono arrivate a un tiro di schioppo (sia i biancocelesti che la Roma distano appena un punto dalla squadra di Pioli).

LE PAGELLE DELLA LAZIO

Provedel 6: sufficienza politica in quanto è spettatore non pagante della sfida. Viene impegnato con qualche facile tuffo solo con conclusioni disperate.

Marusic 7: non pago di aver messo la museruola a Leao, si lancia all’arrembaggio in occasione del 2-0, con il palo a negargli la gioia personale. Uno stantuffo semplicemente inesauribile. (dal 78′ Lazzari s.v.: entra quando la partita non ha ormai più nulla da dire, si unisce al tripudio biancoceleste)

Casale 6,5: nonostante Giroud non faccia esattamente di tutto per metterlo in difficoltà, regala l’ennesima prestazione estremamente convincente della sua stagione, senza andare mai in affanno.

Romagnoli 6,5: il primo incrocio con la propria ex squadra finisce come meglio non potrebbe per il numero 13, che a 28 anni sembra aver finalmente raggiunto la piena maturità tecnica ed agonistica.

Hysaj 7: nonostante sia appena la sua quinta presenza da titolare in campionato, il terzino albanese giganteggia a più riprese; senso della posizione, agonismo, concentrazione, e, per non farsi mancare proprio nulla, il rilancio che porterà all’azione culminata nel rigore del 3-0.

Milinkovic-Savic 7,5: apre le danze col suo quarto gol in campionato, per poi dare inizio a uno show di pura tirannia in praticamente ogni zona del campo. Giocatori come lui, in Serie A, si contano a malapena sulle dita di una mano. (dall’83’ Basic s.v.)

Cataldi 6,5: sempre lucido e preciso nelle scelte, non manca inoltre di esibire diverse soluzioni balistiche estremamente raffinate. Certi duetti a fior d’erba con i propri compagni di reparto esaltano l’esigente platea dell’Olimpico. (dall’87’ Marcos Antonio s.v.)

Luis Alberto 8: con Sarri in panchina non si era ancora mai espresso a questi livelli, e che peccato aggiungerei. Semplicemente maestoso, dal velo con cui permette a Milinkovic di trafiggere Tatarusanu fino all’assist per il 4-0 di Felipe Anderson. Nel mezzo un rigore realizzato con sicurezza e una quantità indefinibile di giocate da vero e proprio Mago.

Pedro 7: col passare dei minuti il motore dello spagnolo sale rapidamente di giri, facendosi trovare con sempre maggior continuità tra le linee rossonere, con la sua immensa classe a fare il resto. Entra nell’azione che porta al raddoppio, e non contento si procura il rigore poi trasformato dal proprio connazionale. Vederlo dannarsi l’anima anche in difesa ti fa quasi dimenticare che tra qualche mese compierà 36 anni. (dal 78′ Romero s.v.)

Felipe Anderson 7,5: il gol del poker rappresenta soltanto la ciliegina sulla torta di una grandissima prestazione, un mix esaltante di intelligenza tattica ed imprevedibilità carioca. Con un Felipe così anche l’assenza di un totem come Immobile fa decisamente meno paura.

Zaccagni 8: si conferma uno degli uomini più in forma non solo della rosa biancoceleste, ma dell’intero campionato, entrando nel tabellino in veste sia di assistman che di goleador. Il mismatch con Calabria è evidente, e si presenta in modo impietoso ogni volta che l’ex Verona riesce a puntarlo nell’1vs1.

All. Sarri 8: parlare di Sarrismo risulta ormai stucchevole, ma i meccanismi codificati alla perfezione mostrati dalla sua Lazio stasera rimandano inevitabilmente a tale definizione. Il duello con Pioli lo stravince per k.o. tecnico.

 

LE PAGELLE DEL MILAN

Tatarusanu 4,5: l’uomo maggiormente nel mirino del tifo milanista sembra incapace di dare una svolta alla propria stagione. In particolar modo sul tiro di Marusic, che porta al tap-in vincente di Zaccagni, ha non poche responsabilità.

Calabria 4,5: con uno Zaccagni formato extra-lusso il capitano del Diavolo ha forse il compito più ingrato di tutti. Perennemente in affanno in difesa, si fa vedere poco nella metà campo avversaria.

Kalulu 5: come a Lecce è completamente in bambola, e dopo essersi fatto portar fuori posizione da Felipe Anderson in occasione del primo gol, frana goffamente addosso a Pedro causando il rigore che chiude definitivamente l’incontro. Il Milan ha bisogno di lui come di pochi altri.

Tomori 5,5: dopo la prestazione horror di mercoledì scorso prosegue un periodo completamente da dimenticare per il centrale inglese, fin troppo poco reattivo sull’azione che porta al gol di Milinkovic. Come se non bastasse, è costretto ad abbandonare prematuramente la contesa per un problema fisico. (dal 24′ Kjaer 5: entrato a freddo per l’infortunio di Tomori, si distingue per un ottimo intervento su Zaccagni nel primo tempo, ma finisce inevitabilmente per soccombere insieme ai propri compagni)

Dest 5: in avvio è forse il milanista che approccia meglio la gara, ma poco per volta affonda nel naufragio generale della propria squadra. Sull’azione del gol di Zaccagni si perde completamente Marusic, che gli sfila alle spalle.

Tonali 5: colui che proprio contro la Lazio l’anno scorso regalò un pezzo notevole di scudetto al Milan oggi è estremamente impreciso, e oltre alla solita garra offre poco e nulla.

Bennacer 5,5: la principale fonte di gioco di Pioli viene costantemente sopraffatto dai propri dirimpettai in maglia biancoceleste, e, per quanto ci provi, non riesce praticamente mai ad accendere la luce. La sciocca ammonizione rimediata dall’algerino, che gli farà saltare il prossimo match di campionato, fotografa meglio di qualunque altra cosa il momento di totale apnea dei campioni d’Italia in carica.

Messias 5: partita incolore, riesce a saltare Hysaj soltanto in un’occasione, ma per il resto non combina praticamente nulla. E il fantasma di Zaniolo incombe sempre di più… (dal 59′ Saelemaekers 5: non incide, con la squadra già mentalmente avviata alla sconfitta).

Diaz 5: se escludiamo un’azione solitaria nel primo tempo, la sua prestazione conferma un’impressione ormai ampiamente diffusa: al Milan manca in modo abbastanza eclatante un trequartista di reale consistenza. (dal 59′ De Ketelaere 5,5: anch’egli subentra quando il Milan è ormai ampiamente alla deriva, e pretendere qualcosa dal belga in questa partita altro non è che puro sadismo).

Leao 4,5: l’MVP dello scorso campionato gioca con una svogliatezza inverosimile vista l’importanza della partita, e risulta difficile capire se sia il portoghese a risentire dell’appannaggio generale del Milan o la squadra a boccheggiare in assenza delle invenzioni del proprio campione. (dal 79′ Rebic s.v.)

Giroud 4,5: i compagni lo cercano poco, ma a dire il vero fa ben poco per farsi trovare pronto. Perennemente fuori dal gioco, il bomber francese sembra aver patito più di tutti le fatiche accumulate ai Mondiali, e la mancanza di ricambi adeguati gli impone un impiego che sembra spremerlo completamente partita dopo partita. (dal 59′ Origi 5: non poteva certo essere questa la sua partita, anche se resta effettivamente da chiedersi quale lo possa essere, visto il contributo praticamente nullo offerto dal belga alla causa del Diavolo fino ad ora).

All. Pioli 4: semplicemente una delle peggiori partite della sua intera gestione. Il Milan visto nell’ultimo mese non sembra avere minimamente le risorse tecniche e mentali necessarie per difendere il titolo conquistato l’anno scorso, e in una burrasca di dimensioni bibliche sembra aver perso completamente il controllo della situazione.

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